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Posts Tagged ‘Gesù potente contro il demonio’

La suora che lottava contro il demonio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/08/2019

“Perché preghi, tanto casa non te ne danno”

“Anche se non me ne danno, ma bisogna che prego lo stesso…”

“E per quanto preghi?”

“Fintanto che ottengo”

Se volete conoscere la suora che rispondeva così alle tentazioni del demonio, leggete il racconto interessante che ne fa Don Marcello Stanzione nell’articolo che segue.

«Paola Muzzeddu nacque ad Aggius, piccolo centro della Gallura in provincia di Sassari, quarta di undici figli, da Giovanni Battista e Serra Francesca il 26 febbraio 1913 e ricevette il Battesimo il 24 marzo, vigilia dell’Annunciazione. E’ alla scuola della mamma, semplice,  dignitosa e paziente nelle difficoltà familiari, che la piccola Paola incominciò ad apprendere lo spirito di docilità e di sacrifico. Trascorse la fanciullezza e la giovinezza nel proprio paese, ad eccezione della parentesi nel continente dall’ottobre 1926 all’estate 1931. Nel 1937 si trasferì a Sassari, dove frequentò i Corsi di taglio e cucito: qui incominciò a vivere con Maria Lepori, con la quale condivideva gli ideali religiosi e che fu la sua prima consorella, e, avviato il lavoro di sartoria, diede inizio all’accoglienza delle giovani. Nel dicembre 1943, sfollata in seguito ai bombardamenti, dapprima ad Aggius e dopo a Viddalba – Li Reni, ricevette l’ispirazione di dar vita ad una comunità religiosa, nello spirito della beatitudine “Beati i puri di cuore …

… perché vedranno Dio”.

La dimensione mariana di Paola aveva maturato alla scuola di Maria, la Madre di Gesù, inizialmente attraverso la recita del santo Rosario, preghiera mariana per eccellenza , ne diventerà l’aspetto spirituale. La domenica 5 ottobre 1947, Festa della Beata Vergine del Rosario, a Sassari diede inizio alla vita comune e il giorno 8 dicembre 1948, Festa dell’Immacolata, cinque sorelle indossarono gli abiti benedetti dall’Arcivescovo di Sassari Mons. Arcangelo Mazzotti, che, in occasione della cerimonia, paternamente sottolineò: “Da quando in qua si è visto mai, in un anno, benedire una Cappella, una Madonna e gli abiti?”.

Gli anni successivi furono ricchi di preghiera, di,lavoro e sviluppo dell’opera per l’apertura di nuove case. Madre Paola giunse, dopo due anni di consapevole sofferenza serenamente offerta per riparare ai peccati che vengono commessi, alla fine del suo pellegrinaggio terreno a soli 58 anni, io 12 agosto 1971 nel paese natio, al suono dell’Angelus, consumata dall’amore di Dio.

Il  “diario spirituale” scritto da suor Maria Paola per obbedienza al suo confessore, abbraccia le vicende degli anni tra il 1927 e il 1956, riguardo al demonio, la fondatrice delle suore chiamate popolarmente “celestine” per il colore del loro abito religioso, così scrive nel 1947:

“Un giorno non sono rimasta in chiesa per finire il rosario (mi sentivo male) ho continuato a casa. Mentre pregavo sento una voce che dice: “Perché preghi, tanto casa non te ne danno”. Voleva la casa, allora io un po’ scoraggiata mi sono sentita venir meno, però ho risposto: “Anche se non me ne danno, ma bisogna che prego lo stesso…” e la voce un po’ più debole: “E per quanto preghi?”.

“Fintanto che ottengo” ho risposto… Se ne è andato tutto tremante. Ho pensato che era il demonio che mi voleva scoraggiare dicendo menzogne, perché la casa ce l’hanno data subito.

Bisogna pregare e confidare nel Signore e non dare ascolto al disgusto che si può sentire, perché il disgusto lo fa sentire il demonio e non vuole di pregare: perché sa che se preghiamo otteniamo le grazie e lui è sconfitto…

Tanti giorni prima di andare in viale Caprera, sento il campanello della porta, vado per aprire e dalle persiane vedo questa figura nera, una testa quadrata con occhi grandi che mi guardava con odio e disprezzo.

Ho aperto subito e non c’era nessuno, perché quel mostro era sparito…Ho pensato che il demonio non poteva soffrire di iniziare l’Opera.

Questa figura lunga, nera la vedevo spesso quando andavamo in chiesa mentre scendevo le scale, vedevo però che si metteva da una parte per lasciarmi passare.”

Nel 1951 scrive sempre sul suo diario: “Un giorno, in viale Caprera, ero sola in Cappella e pregavo perché la Madonna illuminasse delle persone per darci i mezzi a costruirci la casa. Vedo entrare in Cappella una figura come un mostro in forma di pesce grande sollevato da terra, aveva la testa quadrata brutta, gli occhi grossi. Mi ha guardato con rabbia e, come in atto di picchiarmi, mi ha dato uno schiaffo…

L’indomani compare nel viso vicino all’occhio un piccolo foruncolo, questo s’ingrandisce tanto che mi copre l’occhio. Ho sofferto molto…”.»

(Fonte dell’articolo: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2681/90/lang,it/)

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Il peggior despota della modernità

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

Suor Emmanuel Maillard ce ne rivela il nome e, alla fine dell’articolo, colui che lo può annientare per noi.

Esiste un demonio talmente potente e seduttore che farebbe crollare, se potesse, anche l’uomo più virtuoso. Non ha bisogno di agire, per riuscire nel suo intento, basta pronunciare il suo nome ed è fatta.

Il suo nome è più lungo di quelli che solitamente vengono citati, ma viene detto con una tale frequenza che ormai è nel vocabolario di tutti, soprattutto dei giovani. E’ considerato inoffensivo.

Viene sussurrato all’orecchio o gridato dai tetti. Si vanta di aprire ogni porta e legalizzare ogni strada. Ha già fatto migliaia di vittime e sembra che la sua popolarità aumenti di giorno in giorno.

Si adopera affinché gli si renda culto e gli si riservino gli onori degni di un re. Si nasconde dietro un’apparenza bonaria, ma in realtà ha già ottenuto il lasciapassare in moltissimi ambienti, persino in certi confessionali.

E’ un nome che ha in sé l’inganno e la giustificazione del male. E’ un serpente dal veleno mortale, dalle sembianze di una tenera colomba compassionevole.

Volete sapere qual è il suo nome?

Eccolo, si chiama: “Lo-fanno-tutti!”.

Esso fa credere che il male sia un bene, e senza che lo faccia capire, maledice la sua vittima. Così sta scritto: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene” (Is 5,20).

Faccio degli esempi.

Una donna incinta vuole abortire? I suoi amici immediatamente le dicono: “Non preoccuparti, tanto ‘lo-fanno-tutti’!

Un giovane esce con gli amici e si accorge che si ubriacano, ma lui esita a farlo? I suoi ‘amici’ gli dicono: “Dai, non essere stupido, ‘lo-fanno-tutti’!”.

Una ragazza ostenta un décolleté provocante e glielo fanno notare. “E allora? Tanto ‘lo-fanno-tutti’!”.

A un adolescente, che non ha mai fumato, viene proposta della droga e lui rifiuta? Qualcuno riesce a convincerlo, poiché dopo tutto, tanto ‘lo-fanno-tutti’.

Una giovane coppia è invitata da un’altra coppia: “Venite con noi domani. Ci scateneremo al Festival di Satana nella città di Vattelappesca!”. Ma la giovane coppia esita, perché Satana non è affatto il loro ideale! Tuttavia, con la scusa di provare cose nuove e di mettersi al passo coi tempi, iniziano a borbottare: “Beh, effettivamente, ci saranno migliaia di persone, ci andranno tutti!”.

Ma perché gridi: “Barabba, Barabba!”? Vuoi liberare un criminale perché possa uccidere i tuoi bambini? E perché gridi: “Crocifiggilo!” a Gesù, Colui cioè che ha ridato la vista a tuo marito? “OK, ma come vedi, ‘lo-fanno-tutti’!”.

“Ma come? Non hai mai fatto esperienza di scambio di coppia? Ma da dove vieni? ‘lo-fanno-tutti’!”.

Quante giovani hanno svenduto la loro verginità per onorare questo demonio, il quale le ha consumate e ferite per lunghi anni!

Potrei continuare con gli esempi poiché sono molto numerosi, ma dalle conseguenze sempre più tragiche: angosce, vite spezzate, depressioni, tormenti interiori di ogni sorta, fratture familiari, difficoltà nel vivere e nel lavorare normalmente, la perdita del semplice gusto di vivere, i tentativi di suicidio, i crimini… Il nome di ‘lo-fanno-tutti’ contiene già una grande menzogna, perché in realtà non tutti lo fanno!

Assistiamo a un’ecatombe soprattutto presso i giovani e i più deboli, coloro cioè che, ignari di amare conseguenze, si mettono alla sequela del peggiore despota della modernità: il signor ‘lo-fanno-tutti’.

In questa situazione, chi li avverte, li mette in guardia e li protegge con amore e pazienza? Chi trascorre del tempo con loro, ascoltando i desideri dei loro cuori, aiutandoli a crescere bene in un mondo che li bombarda?

La risposta è per chiunque Gesù! Gesù conosce l’unicità delle sue creature, per questo,m con la sua infinita dolcezza, viene a salvarci dalla noiosa uniformità, mostrando loro come diventare se stessi, insostituibili, particolari e speciali!

Gesù porta in sé la nostra immagine segreta, amandola teneramente. Così, più noi la guardiamo, più diventiamo noi stessi dinanzi a lui e agli uomini.

“Guardate a Lui e sarete raggianti. Non saranno confusi i vostri occhi” (Sal 34,6). Gesù non ha mai detto: “Fate come tutti e sarete felici!”.

Ma ci dà una risposta che non lascia spazio ad equivoci e ci indica una via che esclude ogni vicolo cieco: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29).

E ancora: “Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita!!” (Gv 8,12). Perché dunque cercare la felicità laddove non c’è, quando invece Gesù è “la via, la verità e la vita”? (Gv 14,6).

(Tratto da: “La pace avrà l’ultima parola, Suor Emmanuel Maillard, SugarCo Edizioni, pagg.149-151)

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