FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

  • Follow FERMENTI CATTOLICI VIVI on WordPress.com
  • Fermenti Cattolici Vivi


    Come i fermenti lattici vivi sono piccoli ma operosi e dinamici e pur essendo invisibili sono indispensabili alla vita, spero che questi "fermenti cattolici vivi" contribuiscano a risvegliare la gioia di essere cristiani.

    Segui il blog su canale Telegram https://t.me/fermenticattolicivivi

  • Fermenti recenti

  • Fermenti divisi per mese

  • Fermenti divisi in categorie

  • Disclaimer

    Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62/2001. Immagini e foto possono essere scaricate da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del Blog, che provvederà personalmente all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia.

    ______________

    SE PRELIEVI MATERIALE DAL BLOG, PER FAVORE CITA LA FONTE E IL LINK. CONFIDO NELLA TUA CORRETTEZZA!
    ______________

    IL BLOG E' CONSACRATO AL
    CUORE IMMACOLATO
    DI MARIA

  • Fermenti Cattolici Vivi è stato visitato

    • 1.327.178 volte

Posts Tagged ‘gioventù’

Il cammino che giunge al cuore è quello che convince di più

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/01/2014

Don_Bosco_01

In una giornata afosa e soffocante camminavo per Torino in compagnia del fedelissimo don Rua e di un altro salesiano, quando a un tratto i miei occhi indugiarono su una scena che mi riempì il cuore di profonda tristezza: un ragazzino, forse avrà avuto dodici anni, stava tentando di trascinare un carretto carico di mattoni sull’acciottolato sconnesso della via.

Era un garzone muratore esile e piccolo che, incapace di smuovere quel peso superiore alle sue forze, stava piangendo disperato. Mi staccai dai due salesiani e corsi verso quel povero ragazzo, gli sorrisi con un lieve cenno d’amicizia e lo aiutai a spingere quel peso sino al cantiere di lavoro.

Tutti si meravigliarono nel vedere arrivare in quel posto un prete con tanto di tonaca nera; il ragazzino, invece, aveva capito al volo che gli volevo davvero bene se mi ero messo al suo fianco per un gesto solidale di aiuto concreto.

Don_Bosco_02Mi piace ricordare questo fatto, uno fra i tanti, perché lo considero il simbolo del mio grande amore verso i giovani. Amore non fatto di parole, amore che parlava dritto al cuore. Di questo ero certo: il cammino che giunge al cuore è quello che convince di più e spazza via ogni resistenza e ogni possibile dubbio.

[Autore: Pascual Chàvez Villanueva, Il Bollettino Salesiano, Novembre 2013]

Posted in Don Bosco | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Egli (…) conosce il santo, differente da tutti gli altri santi, di cui voi siete il germe”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/11/2013

Mauriac01

Voi dovete pensare a Cristo come a un uomo vivo, attualmente vivo, che è nel mondo e che, fra milioni, vi ha scelti: perché conoscerlo è già essere prescelti da lui.

Dovete pensare a Cristo come al solo amico, il cui sguardo scruta la vostra vita segreta, fino a quella parte di voi inaccessibile a ogni creatura e ignota a voi stessi.

Egli ha i suoi disegni su di voi, quali voi siate: conosce il santo, differente da tutti gli altri santi, di cui voi siete il germe e che egli creerebbe in voi se voi non resistereste al suo amore.

E questo amore è tale che basta un pensiero, uno sguardo, un sospiro, per tradirlo. Dacché Egli non reclama a voi soltanto un atteggiamento esterno, ma anche un cuore puro.

Padri03Quello che esige non è poco. Prenderà quello che gli date, ma per sé esige tutto.

Nelle circostanze minime della vita la sua amicizia fisserà il vostro contegno.

Non pensate di poter risolvere, senza di lui, alcuna questione, benché piccola.

E d’altro canto, nulla è piccolo per il Cristianesimo, perché tutto impegna l’eternità.

Egli vi darà la coscienza chiara dell’essere vostro, dell’essere voi un’anima immortale, non isolata, ma vicina a tante altre anime, su cui esercitate un potere in bene o in male, sicché, quando la grazia diminuisce in voi, diminuisce pure in tanti che su di voi si appoggiano.

Mauriac03Non crediate che Cristo vi condanni a dormire. Egli fa di voi, fra tutti i giovani della vostra età, dei vigilanti, perché dominiate le vostre passioni, come sbuffanti puledri domati.

Dipende da voi, giovani amici di Cristo, che la giovinezza duri in eterno. Solo il peccato annoia e meccanizza la vita. L’amicizia con Cristo rompe il triste incantesimo del male. Quello che colpisce, nel vizio, è la monotonia.

Dipende da voi, non diventare un giorno quell’uomo maturo, quel vecchio il quale riporta a Cristo un cuore, di cui il mondo non sa che fare, avanzo lasciato alle bestie.

François Mauriac, giornalista e scrittore, premio Nobel per la letteratura nel 1952

Posted in Fede e ragione | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Vorrei regalare la felicità a tutti (…) …e poi… e poi…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/11/2013

Castelbajac01Storia di Claire de Castelbajac (Parigi, 26 ottobre 1953 – 22 gennaio 1975)

Claire de Castelbajac, ragazza dal temperamento di fuoco, dentro una natura esuberante ha saputo sviluppare una ricchissima vita interiore. Nata il 26 ottobre 1953 a Parigi, ultima di una famiglia di cinque figli, battezzata tre giorni dopo la nascita, passa i cinque primi anni di vita con la famiglia a Rabat, in Marocco, fino al ritorno definitivo in Francia, nel 1959.

A sei anni, una sera, spontaneamente compone la seguente preghiera:

“Gesù, fa’ che i cattivi, e coloro che non ti amano, e coloro che non ti conoscono, diventino buoni, e ti conoscano e ti amino, e preghino tre volte al giorno, e vadano tutti in cielo”

La mamma le chiede: “Hai pensato ad offrire il tuo cuore, e la tua giornata, oggi?” – “Certamente! Ci penso sempre! Altrimenti a cosa servirei?

Durante l’agitazione del maggio 1968, la giovanissima Claire risente profondamente dei disordini politici e sociali di cui è testimone, e vede ad essi un solo rimedio: la preghiera a Nostra Signora, secondo le domande di Fatima.

Di sua iniziativa, spinge le alunne della sua classe di terza media a scrivere a tutti i vescovi di Francia: “Monsignore, noi la supplichiamo di domandare ai Suoi sacerdoti di voler cortesemente trasmettere il messaggio di Nostra Signora a tutti i loro parrocchiani… Monsignore, sono ragazzine che Le domandano, come pure a tutti i vescovi di Francia, di fare questo appello alla Chiesa della nostra Patria. Siamo certe che Lei ne terrà conto e gliene siamo grate”.

Castelbajac02Con la foga dei suoi quindici anni, Claire è sdegnata dal vento della contestazione che soffia sulla Chiesa e tende a far tabula rasa del passato. Ne soffre al punto di ammalarsi e di dover finire il successivo anno scolastico in casa.

Avendo notato che la gioventù del suo villaggio non ha nessuna occasione di riunirsi per distrarsi insieme, organizza prima di tutto un coro; poi, il gruppo si lancia in due rappresentazioni teatrali, per distrarre le persone anziane del vicino ricovero, i disabili, o semplicemente gli abitanti del paese.

Dopo l’esame di maturità, Claire decide di dedicarsi al restauro di pitture ed affreschi e si presenta al concorso di ammissione dell’Istituto Centrale del Restauro, a Roma, ente statale che riserva ogni anno tre posti ai candidati stranieri.

A Pasqua del 1972, si trasferisce a Roma, per preparare meglio il concorso. Ha diciotto anni e mezzo. Nelle sue annotazioni intime, si può leggere:

“La santità è l’Amore nel vivere le cose ordinarie per Dio e con Dio, con la sua grazia e la sua forza” (17 ottobre 1972).

Scrive ai genitori:

Castelbajac03“Sono terrorizzata all’idea che potrei essere ammessa! So benissimo che nella Bibbia c’è, per 366 volte: Non temere nulla, una volta per ogni giorno dell’anno, e che, casomai, la grazia sarà con me. Ma ho una paura matta all’idea di cominciare fra due mesi la mia vita di adulta…”.

Al concorso Claire si classifica terza sulla lista dei tre stranieri ammessi. L’entusiasmo la sostiene, ma altre lotte si preparano.

“La mano di Dio non cessa di proteggermi. – scrive ai genitori – Quel che mi infastidisce è il successo che ho, veramente involontariamente, credetemi, coi ragazzi. Uno è chiaramente innamorato di me. E poi c’è un libanese pieno di attenzioni…; aggiungerò ancora due italiani, particolarmente complimentosi e cani fedeli. In capo a nove giorni, è molto… Vero è che ben presto mi conosceranno meglio!… È talmente difficile modificare la propria natura e impedirsi di ridere, di prendere tutto sullo scherzo e di fare continuamente giochi di parole… Ma sono sicura della protezione Divina, Verginale e Benedettina (porta una medaglia di San Benedetto), senza parlare degli Angeli Custodi.

Qualche giorno più tardi aggiunge:

“Ho fretta di sistemarmi veramente, per poter scrivere le mie lettere e fare una mezz’ora di lettura spirituale quotidiana. La corona è risolta con i due quarti d’ora, o i quattro, che passo nella metropolitana. Ho molto bisogno delle vostre preghiere… più conosco la gente, e più la cosa mi deprime; pensavo che l’Arte per l’Arte e il Bello per il Bello, dunque il senso della gratuità delle cose, dessero alla gente una profondità e qualcosa di più… Evidentemente, a parte due o tre snob, tutti sono interessati da quel che fanno, ed anche appassionati: ma a parte questo, pluf! La sola cosa che li interessa è il piacere sotto tutte le forme. Allora questo mi deprime e mi scoraggia un po’… Tutti i ragazzi mi corrono dietro! Diamine! Non porto mica la minigonna… e, per di più, spruzzo di freddezza e cattiveria quelli che sono da evitare. E più li spruzzo, e più insistono… Ma adesso, ciò di cui ho paura è di me stessa; perché, vi dirò tutto. Non sono molto incoraggiata da persone perbene, come a Tolosa; allora, talvolta, vedendo quelli che mi circondano, mi dico che non deve esser sgradevole fare come fanno loro… Allora prego, prego, per avere il coraggio, potrei talvolta dire addirittura l’eroismo, di resistere, di non avere nessun ragazzo prima del fidanzamento…”.

Tuttavia Claire si lascia a poco a poco inebriare dalla libertà. Verso la metà di marzo del 1973, si sistema con due amiche in un appartamento indipendente. Incominciano a ricevere e ad uscire di sera, si divertono molto, facendo un sacco di “stupidaggini”, secondo la sua stessa espressione, e studiano poco.

“…La mia visione delle cose cambia: chi soddisferà la sete di vita che provo?… Ieri, siamo andate in riva al mare. È stato favoloso? Sole solette, a fare le matte fino a notte avanzata… eravamo appassionatamente piene di vita, d’indipendenza, di libertà totale e del sentimento inebriante di esser fuori dalla civiltà”.

Castelbajac04

Con un simile sistema di vita, i voti di Claire, al restauro, calano senza rimedio, è sul punto di farsi mandar via. Tuttavia, segretamente, è scontenta di sé. Il suo senso acuto di Dio, il relativo insuccesso negli studi e forse anche l’osservazione di una studentessa: “Vedrai, figliola bella, ci arriverai al nostro ateismo. Non ti do neppure un anno di tempo perché tu sia come noi…”, provocano un soprassalto salutare.

L’estate porta vacanze felici a Lauret, interrotte dal Pellegrinaggio Nazionale di Lourdes. All’inizio di ottobre, riparte per Roma, piena di energia. Scrive ai genitori:

Mi rendo conto a che punto di vanità e di egoismo mi sono ridotta, sotto l’appellativo fallace di emancipazione…

Castelbajac05Le ottime disposizioni che segnano l’inizio del nuovo anno non scemeranno più. Dio è nuovamente al centro della sua vita, malgrado occasionali “ribellioni di spirito”.

Un anno dopo, il 16 settembre 1974, Claire va per tre settimane in Terra Santa, con un gruppo di una decina di giovani. Scrive ai genitori:

“Incomincio ad afferrare il senso della parola Amore di Dio: non bisogna, credo, appassionarsi per questioni accessorie, ma puntare tutto verso Dio, e soltanto verso di Lui!

Alcuni giorni dopo il ritorno dalla Terra Santa, Claire riceve l’ordine di missione per Assisi, dove lavorerà al restauro degli affreschi della Basilica.

Ritorna a Lauret il 18 dicembre, per le vacanze di Natale. I suoi la trovano trasfigurata. Il sabato 4 gennaio, le si dichiara una meningoencefalite virale fulminante. Il 17, incosciente, riceve il sacramento dell’unzione degli infermi.

Castelbajac06La domenica 19, mentre sembra dormire, dice a un tratto, nettamente e a voce molto alta: “Ave Maria, piena di grazia…” poi si ferma, spossata. Sua madre continua la preghiera; alla fine di ogni Avemaria Claire mormora: “e poi… e poi…”, per far continuare il Rosario.

La sera del 20, sprofonda in un coma irreversibile. Entra nell’eternità in cui Dio la chiama, il mercoledì 22 gennaio 1975, verso le cinque del pomeriggio.

Nel 1970 aveva scritto a un’amica:

“Trovi veramente che la prossimità sempre crescente della morte sia angosciosa? Io penso di no; non bisogna temere la morte. La morte è soltanto il passaggio da una vita – che, in realtà, è un semplice esame – di gioie e di piccole sventure… alla Felicità totale, alla Vista, perpetua di Colui che ci ha dato tutto… Ti ricordi che al Sacro Cuore, parecchie ragazze (e tu fra di esse) mi avevano predetto che sarei morta giovane? E questo senza mettersi d’accordo tra loro. Ebbene, ti confesserò che me ne infischio com-ple-ta-men-te, visto che, relativamente all’eternità, cosa sono 50 anni di vita terrena in più o in meno?”

L’inchiesta ufficiale in vista della sua beatificazione è stata aperta nel 1990. La fase diocesana è terminata nel 2008.

[Fonte: Aggancio del 9/10/2013 pubblicazione del Movimento Pro Sanctitate]

Posted in Santi dei giorni nostri | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | 1 Comment »