FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘guarigione miracolosa’

Salti di gioia

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/01/2018

Medjugorje. Una pellegrina coreana affetta da diversi anni da una paralisi alle gambe, si alza dalla sedia a rotelle con le sue sole forze e davanti agli sguardi attoniti dei presenti comincia a ballare e saltare lodando nel contempo il Signore per la grazia ricevuta.

Ecco che la folla di presenti cade in ginocchio e ringrazia con gli occhi colmi di lacrime la Madonna per l’ennesima guarigione straordinaria…

La Chiesa in maniera materna e prudente vigila su tutto e nel frattempo le grazie, soprattutto di conversione del cuore, continuano copiose in quella terra benedetta.

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Senza speranza, in sala operatoria, guarisce miracolosamente prima dell’intervento per intercessione di Madre Teresa

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/01/2017

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Nato a Santos, in Brasile, nel 1973, l’ingegner Andrino ha iniziato a soffrire di violenti dolori alla testa nel 2006. Nell’ottobre del 2008 gli sono stati diagnosticati otto ascessi cerebrali, in conseguenza dei quali si è sviluppata una grave forma di idrocefalia.

«Avevo una reliquia di Madre Teresa che mi aveva dato il parroco, prima che mi sposassi – ha raccontato Fernanda al Meeting –. La mettevo in testa a Marcilio, dove erano localizzati gli ascessi. Recitavo la preghiera di beatificazione e anche quanto mi veniva dal cuore. Non è stato facile, ma questo periodo mi ha arricchito molto, ha arricchito il nostro amore, la nostra fede. Oggi posso dire che ne è valsa la pena».

«Il 9 dicembre 2008 – prosegue il marito – mi sono svegliato con un mal di testa insopportabile. Non riuscivo a parlare, ma ho chiesto di mia moglie e le ho detto: “Prega per me, perché mi sta scoppiando la testa”. Da quel momento molti medici sono venuti a visitarmi e hanno constatato che la situazione era molto compromessa.

Qualche ora più tardi mi sono svegliato in sala operatoria, senza più mal di testa, mi sono guardato intorno e ho chiesto: “Che cosa ci faccio qui?”. Sentivo una grande pace dentro di me, ma ancora non capivo che cosa mi stesse succedendo. Il chirurgo mi ha detto: “Visto che stai meglio, non ti operiamo, ma ti portiamo in terapia intensiva. Ti opereremo domani”».

Al contrario di quanto si potrebbe immaginare, non si trattava di un miglioramento passeggero. «Il giorno dopo – racconta Marcilio – ho scoperto che gli ascessi si erano ridotti del 70 per cento e l’idrocefalia era scomparsa. Dopo tre giorni, ho fatto altre analisi: non si vedevano neppure le cicatrici degli ascessi. Così ho scoperto di essere guarito».

andrino_02Tornato a casa per Natale, l’uomo si è confidato con il sacerdote da cui era stato seguito durante la malattia e dal quale aveva ricevuto l’Unzione degli infermi. «Nel dialogo con lui – afferma – è emersa la certezza che Madre Teresa aveva interceduto per noi. Ho capito che Fernanda aveva pregato senza sosta per me. Il mio era un caso difficilissimo. Fin dall’inizio, le diagnosi non erano buone e sembrava solo che peggiorassi.

Alla fine, attraversata questa grande sofferenza, abbiamo capito che qualcosa era accaduto. Eravamo certi che fosse un miracolo e il parroco ci ha chiesto di scrivere la nostra storia alle Suore della Carità». La malattia si era manifestata poco dopo le nozze e i medici, considerate le cure alle quali l’uomo era stato sottoposto, avevano escluso l’eventualità di una gravidanza. «Eravamo tristi – ricorda Marcilio – ma ci siamo detti: “Se Dio lo vuole, avremo dei figli”.

Sei mesi dopo il ricovero, sono tornato al lavoro e, qualche settimana dopo il trasferimento a Rio, Fernanda ha iniziato ad avere delle nausee. Siamo andati dal medico, che ha annunciato: “Signora, lei è incinta”. Abbiamo risposto che era impossibile, ma gli accertamenti ci hanno dato torto. Il bambino c’era».

andrino_03Al primogenito, venuto al mondo il 26 febbraio 2010, si è presto aggiunto un fratellino, nato il 28 agosto 2012. «I miei figli sanno tutto – aggiunge Marcilio –, ci hanno sempre accompagnati e, quando andiamo dalle suore a pregare, anche loro capiscono e si uniscono a noi.

Dopo il miracolo la mia fede è cresciuta tanto. Vedo la Grazia. Ero malato, non riuscivo a camminare, dovevo sempre essere aiutato. Oggi cammino, ho una famiglia e sono molto riconoscente».

Marcilio non vuole però che il suo sia considerato un privilegio: «Il messaggio di Madre Teresa è che la misericordia di Dio è per tutti – sostiene –, io e Fernanda siamo persone normali nel popolo di Dio. Dio sceglie a chi far conoscere la Sua misericordia per poter arrivare a tutti, come nel caso di Madre Teresa che curava chiunque, senza fare distinzioni.

Spero che la canonizzazione di Madre Teresa insegni ai popoli di avere misericordia gli uni per gli altri. La misericordia di Dio è per tutti, ripeto. Io ho ricevuto questo miracolo, ma Dio sceglie anche te. Tutti noi siamo scelti».

«Sento un’enorme gratitudine quando vedo Marcilio e i nostri figli – fa eco Fernanda –, ringrazio Dio e Madre Teresa ogni volta che li guardo e ogni volta la mia gratitudine cresce. Sono sicura che tutte le preghiere siano ascoltate da Dio e che Lui ci doni sempre il Suo amore. Nel giorno della canonizzazione, penso di non avere il diritto di chiedere ancora qualcosa a Dio: posso solo ringraziare», conclude.

La guarigione dell’ingegnere brasiliano, inspiegabile dal punto di vista clinico, è stata determinante per la causa di canonizzazione di Madre Teresa.

(Fonte: http://www.papaboys.org/)

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«Dopo 24 ore dal battesimo le avevano tolto tutti i tubi e avevano staccato tutte le macchine»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/11/2016

hussey-bergonzi-lucy-01

Lucy Hussey-Bergonzi è una ragazzina di 15 anni. Gli eventi che la riguardano iniziano nel 2009.

Dopo aver registrato una scena come comparsa in una delle puntate di Harry Potter, ha subito un collasso che ha costretto il suo ricovero al Great Ormond Street Hospital di Londra. I medici hanno parlato di emorragia cerebrale, una prognosi fatale, e hanno tenuto in vita la ragazzina attraverso delle macchine di supporto vitale per cinque giorni.

La causa era una malformazione artero-venosa congenita (AVM). Un team di chirurghi ha proceduto a due operazioni, rivelatesi inutili. I medici hanno così dichiarato ai genitori che Lucy non sarebbe sopravvissuta e di trovare il coraggio per radunare la famiglia e dirle “addio”.

hussey-bergonzi-lucy-02Denise, la madre, ha espresso allora il desiderio di battezzare secondo il rito cattolico la figlia.

Durante la cerimonia, dopo un momento di preghiera davanti al suo letto, dove Lucy era intubata e circondata da macchine, il sacerdote ha appoggiato qualche goccia d’acqua santa sulla testa della ragazzina.

La madre racconta: «In quel momento Lucy ha immediatamente avuto un sussulto e ha alzato un braccio. In un primo momento ho pensato che stesse avendo un attacco epilettico, ma…dopo 24 ore dal battesimo le avevano tolto tutti i tubi e avevano staccato tutte le macchine».

hussey-bergonzi-lucy-03Le infermiere che hanno assistito alla scena, riporta il Dailymail, parlano di miracolo. I medici, anche loro presenti, non riescono ancora oggi a capacitarsi di come sia potuta avvenire l’incredibile ripresa, sopratutto resta misteriosa la modalità in cui si sono svolti gli eventi.

Oggi Lucy ha 17 anni ed ha ripreso normalmente gli studi, anche grazie al supporto di un logopedista. Lei stessa commenta: «I medici hanno detto che è stato un miracolo. Lo penso anch’io. non riesco a trovare un’altra spiegazione».

(Fonte: http://www.uccronline.it/2011/08/16/il-miracolo-accaduto-a-lucy-hussey-bergonzi-sta-stupendo-linghilterra/)

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“La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/08/2016

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Un seminarista e missionario del Preziosissimo Sangue, Giampiero Lunetto, ventottenne di Partinico, già prossimo al sacerdozio e che studia a Roma, dopo aver visto in sogno San Giovanni Paolo II, è guarito da una rara malattia generativa ai muscoli, per la quale non esiste alcuna cura: il suo futuro era in una carrozzina.

Giampiero_015“Adesso – afferma – sono completamente guarito. Gli ultimi esami, arrivati proprio in questi giorni, hanno confermato che la malattia non c’è più. Questo è un grande miracolo per me. La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne.”

Giampiero Lunetto per la prima volta racconta di questa prodigiosa guarigione e della sua malattia, definita dallo stesso “un’opportunità da non perdere. Un’opportunità datami da Dio lo scorso anno, per essere più forte, per crescere come persona e come cristiano“.

Toccante e carica di profonde riflessioni, la lettera che questo seminarista ha scritto a Benedetto XVI, dal quale è stato ricevuto in udienza privata. Una lettera alla quale il Papa emerito ha risposto, dicendogli che le parole che aveva scritto l’avevano profondamente commosso.

Giampiero_02Giampiero Lunetto lo scorso 16 giugno (2014 n.d.r.) ha incontrato anche Papa Francesco, che lo ha incoraggiato a proseguire il suo cammino d’amore.

(Tratto da un articolo di Graziella Di Giorgio del Giornale di Sicilia del 23 ottobre 2014)

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“Oggi, io sono pienamente convinto di essere stato per trent’anni nell’errore”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/02/2016

Zola_02Pochi sanno della conversione alla fede cristiana dello scrittore Émile Zola, padre del naturalismo.

Già alcuni suoi romanzi, scritti quando ancora irrideva la fede, rivelano una nascosta nostalgia di una fede perduta.

“Diffida della tua devozione alla vergine”. Diceva così, con voce misteriosamente ammonitrice, frère Archangias a Serge Mouret nel romanzo “La faute de l’abbé Pauret”, scritto da Émile Zola nel 1875.

Di questo scrittore francese (1840-1902) tutti sanno quanto sia stato lontano dalla fede e dalla vita cristiana. Pochi sanno, però, del suo ritorno a Dio e alla Chiesa Cattolica, nel 1896.

Già avanti negli anni, lo scrittore si era frtturato un piede. La ferita continuava ad aggravarsi, si pensava già all’amputazione dell’arto.

Ma ecco che, alla vigilia del Natale 1896, egli si vede in sogno entrare in una chiesa. Sul muro una signora regge in braccio un bambino. Nel sogno intona un canto di chiesa.

L’indomani, quando la moglie gli richiama il canto, egli le chiede di andare in chiesa e accendere una candela dinanzo all’altare della Madre di Dio.

La signora Zola va, ed egli subito avverte insoliti stiramenti al piede malato. Tenta di alzarsi: con grande meraviglia non sente più dolore al piede. Era guarito.

Zola_01Émile Zola non solo mise per iscritto l’avvenuta guarigione, ma insieme si convertì a quella fede che aveva tanto denigrata.

Il 18 aprile 1898 pubblicò un documento, una sorta di confessione pubblica, in cui fra l’altro scrive:

“Oggi, io sono pienamente convinto di essere stato per trent’anni nell’errore.

Conosco bene su quale base poggia tutto il sistema della frammassoneria, di cui ho diffuso la dottrina, inducendo alche altri a diffonderla […]. Di tutto mi pento con sincerità.

Illuminato da Dio, mi rendo conto di tutto il male che ho commesso.

Pertanto, io respingo la frammassoneria e me ne dissocio, confessando i miei errori dinanzi alla Chiesa.

Chiedo perdono a Dio di tutto il male che ho fatto con il mio esempio […]e invoco il perdono dal nostro Sommo Pastore, Sua Santità il Papa Leone XIII”.

[Fonte: La Voce, n. 6 – novembre-dicembre 2015]

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