FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘lavanda’

«Penso ad un bambino con i piedi sporchi…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/04/2019

E’ giovedì Santo. Quest’anno il lavoro e gli impegni familiari (e anche una volontà un tantino svogliata) non mi hanno permesso di vivere la Quaresima come avrei voluto, ma le condivisioni dei fratelli che stanno più avanti, come quella che segue, sono sempre boccate d’ossigeno per le anime in pena come quella del sottoscritto.

«Penso ad un bambino con i piedi sporchi, mentre suo padre, amorevolmente, glieli lava prima d’entrare in casa. Quei piedi se li è sporcati perché non ha obbedito ai suoi genitori, andando a giocare nel fango. Sa di aver sbagliato, ma tra le braccia di suo padre si sente al sicuro, tranquillo. Suo padre spera che lui diventi più obbediente, e il bambino, sinceramente, glielo promette.

Mi è soggiunta in mente stamattina questa immagine, dato che la “lavanda dei piedi” è un simbolo della Confessione.

Oggi, nei confronti delle colpe, tendiamo ad oscillare tra la negazione (“non ho nulla da confessare…”) e i sensi di colpa devastanti.

Il dolore dei peccati che viene da Dio è tranquillo, come quello di quel bambino. Non è avvilimento. Non distrugge. Non hai bisogno di negare, e non ti senti sporco perché non guardi ai tuoi sbagli, ma allo sguardo di Cristo che li lava. Con una differenza però.

Per lavare via i nostri peccati non basta il sapone: serve il Sangue di Gesù. Perciò non facciamo come Giuda, che si lascia lavare i piedi senza intenzione di cambiare. La Casa in cui un giorno entreremo è il Paradiso. Nel frattempo perdoniamoci l’un l’altro, e aiutiamoci.»

(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova)

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Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/04/2014

Nairobi00Giovedì Santo.

Questo è il Vangelo che celebriamo oggi…

Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.  Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi“. (Gv 13,12-15)

Ecco una testimonianza di una coppia di sposi che, accogliendo l’invito di Gesù ripercorrendo coraggiosamente le orme di Madre Teresa di Calcutta, hanno trascorso la loro luna di miele in una missione delle Missionarie della Carità a Nairobi.

“Ho sete” e “Vieni, sii la mia Luce”. Delle semplici quanto incisive parole proferite dal Signore che da anni ci spingevano a vivere la nostra prima esperienza missionaria, a lasciare gli itinerari classici e comodi per servire i fratelli ultimi e in essi il nostro amatissimo Gesù. Quello stesso Gesù che ci ha donato la conversione di coppia nel 2004,che ci ha dato la grazia di ricevere il suo sigillo sacramentale nell’agosto 2011 e che da sempre ci custodisce sul palmo della Sua mano. Di certo una scelta controcorrente e da qualcuno criticata ma da noi tanto desiderata e sospinta da quell’esempio dato dalla cara Madre Teresa e dalle sue suore che nel mondo portano a tutti la Luce di Gesù.

Nairobi01L’impatto con gli immensi slums di Nairobi (es. Huruma, Korogocho) e soprattutto con l’umanità sofferente che li vive la sua esistenza non è stato affatto facile perché lontano dai nostri canoni occidentali a cui siamo abituati. Le difficoltà non sono mancate ma in verità Gesù non ci ha mai lasciato soli, la sua viva presenza e la calorosa  esemplare accoglienza delle Missionarie ne è stata la prova. Una domanda a cui solo con questa esperienza siamo riusciti a dare una risposta era il perché si leggesse la Gioia sui volti delle missionarie: razionalmente non ce ne sarebbe motivo, ma in realtà siamo testimoni di come le parole di Gesù siano veritiere, di come quella luce che scaturisce da una stretta intimità con lui porta sollievo nelle sofferenze e la croce anche la più pesante diviene più leggera. Le diverse case delle missionarie che abbiamo visitato in Nairobi ci sono sembrate piccole briciole di Paradiso cadute sulla terra intorno sofferente.

LO AVETE FATTO A ME

LO AVETE FATTO A ME

Nella casa che si trova nel bel mezzo dello slum di Huruma ci siamo occupati, per quello che potevamo, di tutti quei piccoli citati dal Vangelo: orfani, minorati, malati, diversamente abili fisici e mentali. Abbiamo dato loro non solo le nostre mani ma anche il nostro cuore, le nostre carezze e il nostro affetto vincendo l’istintiva ripugnanza ripetendoci tra di noi le stesse parole di Gesù “l’avete fatto a Me”. Altro frutto di questa esperienza è la rinnovata fierezza di far parte della Chiesa Cattolica, siamo testimoni di come le missionarie portino alto il vessillo della carità verso i poveri contro ogni calunnia di chiesa opulenta e disinteressata. Dinnanzi tutta questa umanità sofferente non nascondiamo dei sentimenti di sconforto e di impotenza che però abbiamo superato, grazie all’Eucarestia e alla SS. Messa, come sentinelle in attesa di quel amato giorno in cui saremo tutti in Lui, nella Gerusalemme celeste ove non ci sarà pianto o dolore. Senza Gesù nel cuore e solo per mera filantropia non saremmo mai partiti. In occidente si discute spesso di povertà, di ultimi, ma sono poche le anime che pensano di migliorare questo mondo con una semplice piccola azione, un piccolo gesto, un piccolo esempio: “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe” ebbe a dire la cara Madre Teresa.

Siamo partiti con l’intento di dare qualcosa di nostro ma abbiamo ricevuto dai fratelli molto di più: i sorrisi dei bimbi, la dignità dei poveri, l’affetto delle Missionarie, la pace scesa nei nostri cuori come piccola pregustazione del paradiso. A chi ci chiede se lo rifaremmo o consiglieremmo rispondiamo subito in senso affermativo; è stata l’esperienza più bella e toccante che ci potesse capitare ed è stata l’ennesima grazia che Dio ci ha fatto senza merito alcuno. Gesù, è proprio vero, non è capace di deludere mai.

(Testimonianza dei volontari Flavio e Manuela Tùmino presa dal sito http://www.motherteresa.org)

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