FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘matrimonio gay’

«Allora vuoi fare il ‘mariuolo e o buciard’»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/10/2020

L’avvocato Antonio Pandiscia, storico legale dell’Ordine nazionale dei giornalisti, popolare e amato volto della trasmissione televisiva ”I fatti vostri”, così raccontava uno dei suoi incontri con San Pio da Pietrelcina:

L’Avv. Pandiscia con San Pio

“All’inizio mi faceva quasi paura, aveva un fare un po’ burbero che infondeva timore. Ma poi ci capimmo a vicenda. Tra i tanti aneddoti, ricordo che, finito il liceo, mi chiese: ‘Che vuoi fare da grande’? Io gli risposi: ‘l’avvocato e il giornalista.’ E lui sapete cosa mi disse? ‘Allora vuoi fare il ‘mariuolo (ladro, ndr) e o buciard’“.

Questo aneddoto, letto qualche anno fa in un libro del celebre avvocato, mi è venuto in mente dopo aver letto tutto il putiferio suscitato da una serie di articoli di giornale che hanno preso un’intervista di Papa Francesco dello scorso anno, ne hanno estrapolato alcune frasi a effetto, ne hanno scelta una tagliandola ad arte e ne hanno fatto un titolo che ha fatto il giro del mondo.

Come nota il mio amico P. Cordova, «l’intervista è del 2019, ed è stata di fatto manipolata con taglia e incolla mirati (il video integrale è disponibile su YouTube). Nelle parti tagliate il Papa ribadisce ciò che ha sempre detto, ossia che di matrimonio e famiglia si può parlare solo tra uomo e donna.

Tuttavia, ed è giusto, precisa che gli omosessuali sono fratelli, che hanno diritto ad essere amati e tutelati se vogliono essere assistiti in ospedale da chi vogliono o lasciare i propri beni a chi vogliono. Ma non di più.

Ha ribadito con forza di custodire la dottrina cattolica. Parlando di «famiglia» si riferiva alla famiglia d’origine di un omosessuale e al diritto di essere in essa amato . Lo stesso Papa pare che non avesse comunque dato l’autorizzazione a diffondere alcune parti dell’intervista, proprio perché consapevole che potevano ingenerare confusione.

Addolora veramente come ieri TROPPI cattolici abbiano dato eco a chi ha tradito il Papa e diffuso falsità, credendo a quelle stesse testate accusate di parzialità su altri temi (ad esempio Covid). E’ questo un evidente ed oscuro segno di una grave (più o meno) latente divisione nella Chiesa, così come nella società. In questo periodo critico è ancora più grave.» (Pierluigi Cordova, dal suo account Facebook, col suo gentile permesso).

Come scrivevo in un post qualche tempo fa, non mi riconosco nei progressisti e nei tradizionalisti che litigano in rete, ma punto timidamente a far parte di quel piccolo resto che ama nella verità, pregando ogni giorno di non andare mai a ingrossare né le sue file, né quelle degli indifferenti. Che Dio mi aiuti!

Da quanto è accaduto ho capito che dovremmo pregare di più e meglio e riflettere tutti qualche minuto, prima di parlare e soprattutto di pubblicare post “di pancia” il cui frutto è solo scompiglio e divisione.

Per chi volesse approfondire consiglio questo articolo di Aleteia: La fake news sul Papa che giustifica le unioni civili

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Ed ecco a voi: il capitolo 14!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/06/2014

mario_01Poco più di tre settimane fa postavo nel blog il secondo capitolo del libro di Mario Adinolfi “Voglio la Mamma”, da lui ripubblicato gratis su Facebook e censurato dal famoso social network.

La censura si ripete ma questa volta in maniera più grave arrivando a bloccare la pagina e il profilo personale del giornalista.

Come segno di solidarietà nei confronti di Mario Adinolfi e, in comunione con altri blogger, ripubblichiamo il capitolo 14 di “Voglio la Mamma”.

Come già scritto ribadiamo che su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la pensiamo diversamente ma, dato che non ci piace la censura (che il blog Fermenti Cattolici Vivi ha subìto quando si scriveva su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Riecco a voi: IL CAPITOLO QUATTORDICI!

Voglio la Mamma – di Mario Adinolfi

Capitolo XIV

I 20 punti

Giunti verso la fine di questa strada compiuta insieme, credo sia necessario racchiudere quel che si è provato a dire in venti punti che rappresentano principi irrinunciabili che ritengo non solo non debbano essere negoziabili, ma necessitino un’attività di proselitismo per ricondurre il dibattito intellettuale e politico sui temi tabù che abbiamo affrontato dentro i confini di una razionalità condivisa, lontano dall’impazzimento modaiolo che sembra avere la meglio in questa fase.

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FACEBOOK? NON MI PIACE! 😉

1. Non esiste l’individuo, esiste la persona, dunque l’individuo in relazione con altri individui. La relazione primigenia, archetipica e intangibile, è quella tra madre e figlio. Negarla è negare la radice dell’essere umano.

2. La libertà individuale è un totem che non necessita di tutele e non genera diritti. Al contrario, la libertà personale, dunque la libertà degli individui in relazione con gli altri, è preziosa e va ampliata senza che nuovi diritti ledano però l’essere umano in radice.

3. La libertà personale da tutelare in via prioritaria è quella dei soggetti più deboli: bambini, malati, anziani.

4. Il primo diritto è il diritto a vivere.

5. Non esiste un diritto all’aborto, esiste un diritto alla nascita. L’aborto è sempre una tragedia e un fallimento, come tale va trattato e con ogni sforzo possibile evitato.

6. I diritti prioritari da tutelare sono quelli della libertà personale, dunque relazionale, per eccellenza: i diritti della famiglia.

7. Non esistono le famiglie, esiste la famiglia: cellula base del tessuto sociale, composta da un nucleo affettivo stabile aperto in potenza alla procreazione. In natura la procreazione avviene con l’unione di un uomo e di una donna. E’ questa la base di un nucleo familiare propriamente detto.

8. L’omosessualità è una tendenza sessuale ovviamente legittima, i cui legami affettivi stabili possono essere tutelati da istituti giuridici, ma nettamente distinti dal matrimonio.

capitolodue_019. La rottura della sacralità e dell’unicità dell’istituto matrimoniale come unione di un uomo e di una donna, porta inevitabilmente e logicamente alla estensione dell’istituto stesso ad ogni forma di legame affettivo stabile. La legittimazione di poligamia, poliandria, unioni a sette, otto, dieci o venti persone, sarebbe dietro l’angolo con conseguenze letali per il tessuto sociale e la stabilità finanziaria degli Stati.

10. Non esiste l’omogenitorialità. Non esiste la genitorialità. Esistono la maternità e la paternità.

11. Negare a un bambino il diritto ad avere una madre e un padre, sostituendoli con il “genitore 1″ e “genitore 2″, è una forma estrema di violenza su un soggetto debole.

12. La sfera sessuale di un minore è intangibile e sono intollerabili le norme che prevedono la non procedibilità d’ufficio contro le persone che hanno rapporti sessuali con bambini di dieci anni e assumono per libero il consenso all’atto sessuale di ragazzini di quattordici anni.

13. Il turismo sessuale degli occidentali avente per oggetto in particolare le minorenni e i minorenni asiatici, è una violenza orrenda che merita il peggiore stigma sociale.

14. La variazione dell’identità sessuale di una persona dovrebbe essere prevista in casi del tutto eccezionali. Il mercimonio del corpo di una persona spesso in una finta fase di transizione da un’identità sessuale all’altra, grazie alla quale si ottiene maggiore attenzione e successo nel mercato della prostituzione, è un’attitudine che va combattuta.

15. La compravendita del corpo femminile, nella forma estrema della compravendita della maternità e dell’orrendo “affitto” dell’utero, che fa leva sullo stato di bisogno della donna per toglierle anche l’elemento più intimo della propria identità sessuale, va vietato da ogni normativa.

16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

17. L’eutanasia infantile è una procedura nazista e il protocollo di Groningen è un documento fondativo di una nuova pericolosa eugenetica discriminatoria e razzista.

18. Le diagnosi prenatali hanno fatto crollare nei paesi Occidentali le nascite di albini, affetti da sindrome di Down e da altre alterazioni cromosomiche. E’ intollerabile questa strage di persone affette da minime disabilità.

19. La morte non è mai “dolce”. L’instaurazione di norme che prevedano l’eliminazione delle persone in condizione di difficoltà grave fisica o psichica, secondo il labile e mutevole principio che la loro sarebbe una “vita non degna di essere vissuta”, apre la strada all’inferno.

20. Al centro della difesa della vita e della persona c’è la donna. Il futuro della razza umana ha le forme di una madre. Così è, così è sempre stato, così sempre sarà.

***

Su Facebook si sta ricreando la comunità Rivoglio la mamma
https://www.facebook.com/rivogliolamamma?fref=ts

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“Io conosco una sola medicina che può salvare l’uomo dalla notte della ragione. La fede!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/06/2014


“Io conosco una sola medicina che può salvare l’uomo dalla notte della ragione. La fede!”
questa bella affermazione, è in un’intervista di “Eliseo del deserto“, una bella intervista rilasciata a Don Salvatore Lazzara che ho appena finito di leggere e che condivido appieno nei toni e nei contenuti.

Nei prossimi giorni il Parlamento italiano lavorerà sull’approvazione di una legge che tocca temi cari a tutto il popolo cattolico e non.

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La “preghiera delle cinque dita” di Papa Francesco

In particolare oggi in Commissione Giustizia, in sede referente, si discuterà del disegno di legge Scalfarotto. Un disegno di legge che prevede la pena della reclusione da 1 a 4 anni per chi compie atti discriminatori “fondati sull’omofobia e sulla transfobia”.

Due termini molto vaghi che mettono a rischio la libertà di pensiero e la libertà personale di qualsiasi persona contraria al matrimonio tra omosessuali.

Ecco un link per approfondire gli aspetti non condivisibili del disegno di legge: http://www.lamanifpourtous.it/sitehome/materiale-informativo/tredici-motivi-per-dire-alla-legge-sullomofobia/

Si discuterà, inoltre, di alcuni disegni di legge sulle unioni civili tra omosessuali, che parificherebbero il regime giuridico del matrimonio tra uomo e donna alle unioni tra persone dello stesso sesso, compresa la disciplina sulle adozioni e sulla filiazione.

Chi avrà un’opinione diversa e la manifesterà, sarà perseguibile penalmente.

Il passo immediatamente successivo è quello della discussione in Assemblea, che si prospetta molto vicina…quindi preghiamo per il lavoro della Commissione e degli altri parlamentari, affinchè siano guidati dal buon senso e dalla retta coscienza.

Vi segnalo qui un’interessante intervista ad “Eliseo del deserto“, blogger omosessuale cattolico con argomenti profondi e intelligenti.

Una voce omosessuale, fuori dal coro e acutamente critica nei confronti del pensiero unico dominante e del decreto in corso di approvazione: http://eliseodeldeserto.blogspot.it/2014/02/intervista-eliseo-del-deserto-ddl.html

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Ed ecco a voi: IL CAPITOLO DUE!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/05/2014

capitolodue_00

NON MI PIACE… FACEBOOK! 😉

Apprendo ora che Facebook ha cancellato il capitolo due del libro “Voglio la Mamma” di Mario Adinolfi.

Diciamo che sull’argomento la penso praticamente come lui. Diciamo che, magari userei accenti diversi per scrivere più o meno le stesse cose. Su altri argomenti – argomenti diversi da quelli trattati nel capitolo due censurato da Facebook – la penso diversamente ma, dato che non mi piace la censura (che ho subìto anch’io quando cercavo di diffondere il blog tramite il social più diffuso soprattutto quando scrivevo su argomenti prolife), in segno di stima nei confronti di Adinolfi e di libertà nei confronti di Facebook, premesso il massimo rispetto verso le persone di qualunque orientamento sessuale…

Insomma…

Ecco a voi il capitolo due

capitolodue_01Voglio la mamma / Capitolo 2

Prima con la legge nella Spagna di Zapatero, poi con analogo e contestato provvedimento nella Francia di Hollande, infine con la sentenza della Corte Suprema Usa nell’America di Obama (per carità, è solo un primo passo, ma la pallina ormai è su un piano inclinato) il matrimonio gay, già sdoganato in alcuni paesi del Nord Europa, si appresta a diventare tema di dibattito anche in Italia e prima o poi legge. Mi rendo conto dell’impopolarità della mia posizione, in particolare a sinistra dove comunque ricordo la linea del Pd è contrario al matrimonio omosessuale e a favore delle unioni civili “alla tedesca” (linea su cui concordo in pieno), ma io sono stato sempre e resto contrario alle nozze gay. Lo sono proprio a partire da posizioni di sinistra, di tutela dei soggetti più deboli, che sono sempre i bambini. Provo a riassumere il perché della mia contrarietà in cinque rapidi motivi.

1. Per me il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, questo è stato per millenni. Dal matrimonio derivano diritti e doveri. La battaglia per il matrimonio omosessuale non è una battaglia per una parolina (chiamarla “matrimonio” o “pippo” cosa cambierebbe?) è la battaglia per i diritti che ne conseguono. I tre fondamentali temi di controversia sono il diritto “a formarsi una famiglia”, il diritto di successione e il diritto alla reversibilità della pensione. Sono diritti che io contesto possano essere riconosciuti fuori dal matrimonio tra un uomo e una donna. Anche in termini etimologici non c’è matrimonio senza “mater”: come sempre, in questo libro, ci vuole la mamma.

2. Se il matrimonio è solo un timbro pubblico sul proprio amore e “davanti all’amore lo Stato non può imporre a nessuno come comportarsi”, al momento dovessimo ammettere la rottura del principio sacro per millenni che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna, perché limitarci a rendere legale e matrimoniale solo il rapporto tra due donne o due uomini? Perché non accettare che ci si possa amare in tre? O in quattro? Se un bambino riceve amore uguale a quello di una madre e di un padre da due papà, perché non da quattro? O da tre papà e una mamma? O dal papà che ama tanto il proprio cane e vuole che la sua famiglia sia composta dal papà, dal cane e dal bambino ottenuto da una madre surrogata? Il cane dimostra tanto affetto verso il bimbo, quasi gli somiglia. Se rompiamo la sacralità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna, ogni rapporto “stabile” potrà alla lunga trasformarsi in matrimonio, sarà un diritto incontestabile. Con conseguenze inimmaginabili. Non a caso in Italia un parlamentare del Movimento Cinque Stelle, Carlo Sibilia, ha avanzato l’ipotesi di un proposta di legge che estenda la possibilità di contrarre vincolo matrimoniale tra due uomini, tra due donne o anche tra più persone senza vincolo di numero e genere, addirittura tra specie diverse. Qualcuno ha irriso il deputato Sibilia, ma dal punto di vista strettamente logico i suoi argomenti sono inappuntabili.

3. Se due uomini possono sposarsi ne deriva il pieno diritto a “formarsi una famiglia”. Senza limitarsi al diritto all’adozione, no, quello è il meno. I precedenti ci dicono che il diritto a figliare forzando la natura sarà pienamente tutelato. Il caso più noto è quello di Elton John e di suo “marito” David. Sono decine di migliaia già i casi similari. Elton e David vogliono un figlio. La natura pone un limite a questo loro bisogno, come è noto. Ma Elton e David vogliono, fortissimamente vogliono. Sono sposati e ora come tutte le coppie vogliono un figlio. Allora affittano (Dio mio, faccio fatica persino a scriverlo) l’utero di una donna, mescolano il loro sperma e con quel mix la ingravidano, nasce il piccolo Zac che appena nato istintivamente viene posato sul ventre della madre e naturalmente cerca il suo seno. Zac vuole la mamma. Viene però immediatamente staccato a forza da quel suo rifugio naturale e consegnato ai “genitori”. Il bimbo per un anno intero non fa altro che piangere, Elton se ne lamenta graziosamente in qualche intervista e racconta che per placarlo faceva “tirare” il latte al seno della madre naturale per allattarlo poi con il biberon. Io l’ho trovata una storia agghiacciante, una violenza terribile fatta al più debole tra gli umani, il neonato. La moda imperante considera tutto questo invece molto glamour. Sull’orrore della “gravidanza per altri” più avanti troverete un capitolo a parte, così come sull’ottusità che si esprime in burocratese nella cancellazione che alcune amministrazioni hanno fatto sui moduli pubblici della dizione “madre” e “padre” per arrivare all’idiozia della definizione “genitore 1″ e “genitore 2″. Vogliono cancellare persino la parola mamma e pensano che questo sia essere di sinistra. Chi è di sinistra non priverebbe mai un soggetto debole, debolissimo come un bambino del suo diritto a chiamare mamma.

4. Se il vincolo matrimoniale non è più quello tra un uomo e una donna, il diritto alla successione riguarderà prima di tutto il coniuge. Ho un amico ricco e anziano, che fin dai banchi del liceo ha come migliore amico un suo compagno sostanzialmente nullafacente che vive di espedienti. Gli ha dato rifugio in casa, una casa enorme e vivono sotto lo stesso tetto. Da più di cinque anni ormai. Mi racconta sempre il mio amico ricco che spera da tanto tempo la legge sul matrimonio omosessuale perché vuole lasciare l’eredità e soprattutto la sua pingue pensione all’amico, non a quella megera della ex moglie e alla di lei (e di lui) prole, da lui qualificata come avida e ingrata. Anche qui c’è un lato glamour, anche se il mio amico non è per niente gay, anzi. Io vedo però diritti negati e anche un’opportunità: alla dipartita del mio amico anziano, andrò io a convivere nell’enorme casa con il suo amico, che è più anziano di me di vent’anni e morirà presumibilmente prima di me, lasciandomi avendomi omosessualmente sposato il diritto alla pingue pensione reversibile. E così via.

5. L’impatto del matrimonio omosessuale sul tessuto sociale, su quel poco di stabilità che resta nelle nostre convinzioni ancestrali, persino sui conti pubblici in materia previdenziale, sarebbe devastante. Non ce rendiamo conto e pensiamo che sia solo una materia alla moda per sentirsi tanto moderni e progressisti. Sei contrario al matrimonio omosex? Sei medievale. Con buona pace dei liberal contrari ad ogni discriminazione, pronti però a discriminarti per un’opinione discordante.

Credo che la mia sia una battaglia persa, persino la Corte Suprema Usa si è piegata allo “spirito dei tempi” ed ormai è solo questione di tempo. Resta, però, un fatale errore. Qui ci occupiamo di dirlo con una certa nettezza.

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