FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘memoria’

27 Gennaio – Memorial Day – Ricordiamo i morti della Shoah e anche chi si è salvato…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/01/2018

martin

Sir Martin Gilbert

Professore di Storia dell’Olocausto a Londra, biografo di Winston Churchill e autore di più di settanta libri, Sir Martin Gilbert è considerato uno dei massimi esperti della Seconda Guerra Mondiale. Gilbert, di origine ebrea, ha dedicato gran parte della sua vita a riclassificare documenti e a verificare testimonianza sulla storia ebraica, affermando con certezza che la Chiesa Cattolica aiutò attivamente per salvare migliaia di ebrei.

“Come storico ebreo, per molto tempo ho sentito il bisogno di far conoscere pienamente il fattivo aiuto dei cristiani agli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, e anche la storia degli uomini implicati in questi salvataggi”, sostiene Gilbert.

giornata-memoriaLo storico assicura che il ruolo del Vaticano, attraverso i suoi rappresentanti, fu cruciale: “All’inizio erano preoccupati soprattutto del destino degli ebrei che si erano convertiti al cristianesimo, poiché i tedeschi continuavano a trattarli come ebrei, deportandoli. Quando il delitto fu evidente, il Vaticano non si limitò ad esprimere la sua preoccupazione per il massacro ma incoraggiò i rappresentanti pontifici di tutta Europa a fare tutto il possibile a favore dei perseguitati“, afferma Gilbert, in controtendenza rispetto alla campagna di accuse a Papa Pacelli.

“Pio XII pensò – a mio parere correttamente – che il suo intervento diretto avrebbe avuto conseguenze disastrose sotto forma di rappresaglia e intensificazione della persecuzione. Scomunicare Hitler non avrebbe portato che a una crescita della persecuzione contro i cattolici sotto la sua sfera di dominio”.

11215_wictoria_y_jozef_ulma_asesinados_por_esconder_a_ocho_judios

Wiktoria e Jozef Olma, assassinati con la famiglia, per aver nascosto otto ebrei

I sacerdoti e i vescovi cattolici lavorarono per salvare gli ebrei di ogni paese in cui fossero minacciati, compresi Francia, Italia e Polonia, l’unico paese in cui fosse vigente la pena di morte per chi avesse aiutato gli ebrei.

E ricorda il caso della famiglia Ulma, in processo di beatificazione: “Jozef Ulma, insieme a sua moglie Wiktoria, incinta, e ai suoi sei figli, vennero massacrati nel 1944 dai tedeschi a Markowa per aver nascosto in casa otto ebrei”. La salvezza di molti di essi fu possibile grazie a persone eroiche come gli Ulma.

In Ungheria, il nunzio pontificio Angelo Rotta, condusse uno sforzo diplomatico che salvò più di 100.000 ebrei. In Francia la Chiesa Cattolica fu molto attiva quando ci fu da salvarne decine di migliaia e in Italia, chiese e monasteri furono i primi a salvare tante vite.

Quando le SS arrivarono a Roma, la Santa Sede prese sotto la sua protezione centinaia di migliaia di ebrei accogliendoli in Vaticano, e a sua volta incoraggiava tutte le istituzioni cattoliche di Roma a proteggerli. Grazie a queste iniziative, meno di un quarto di tutti gli ebrei romani vennero imprigionati o deportati.

La Chiesa Cattolica era al centro di questa grande operazione di salvezza. La definirei un’opera santa. L’ultima volta che sono stato a Roma ho pensato che sia arrivato il momento di apporre delle targhe commemorative negli edifici in cui tanti ebrei sono stati nascosti e hanno potuto salvarsi…”

Tradotto da: http://www.religionenlibertad.com/articulo.asp?idarticulo=23993

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

La misericordia è l’amore che sappiamo di non meritare.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/09/2016

01_hoss_col_comandante_himmler

Höss col comandante Himmler

Storia della conversione di Höss, l'”animale” di Auschwitz, un caso estremo di “Misericordia inimmaginabile”.

I sopravvissuti ad Auschwitz chiamavano il comandante del campo “animale”. Rudolf Höss ha presieduto allo sterminio di circa 2,5 milioni di prigionieri nei tre anni in cui è stato alla guida del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Altre 500.000 persone sono morte per malattia e fame. Un anno dopo la fine del suo incarico, tornò per supervisionare l’esecuzione di 400.000 ebrei ungheresi.

E tuttavia neanche un “animale” come lui è stato esente dalla misericordia di Dio.

Mia moglie ed io siamo venuti a conoscenza della vicenda di Höss quando una giovane suora della Polonia è venuta a parlare nella nostra parrocchia questa settimana. Sono stato colto alla sprovvista quando ho sentito il suo racconto, in parte perché pensavo che suor Gaudia stesse parlando di Rudolf Hess, il vice di Adolf Hilter. I nomi sono simili. Quello che è accaduto a Höss, che aveva una posizione meno prominente nel Terzo Reich, è forse più sorprendente.

L’intervento della suora faceva parte delle iniziative della parrocchia per l’Anno Giubilare della Misericordia indetto da papa Francesco. Suor Gaudia e suor Emmanuela, della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia – quella a cui apparteneva suor Faustina Kowalska –, sono in visita negli Stati Uniti per parlare delle rivelazioni di Cristo a Santa Faustina e dell’immagine e della devozione alla Divina Misericordia. Suor Gaudia, tra l’altro, fa anche parte del comitato di programmazione della Giornata Mondiale della Gioventù 2016, che si svolgerà in estate a Cracovia.

Più o meno settant’anni fa, Cracovia e tutta la Polonia erano luoghi ben diversi da quelli che sono oggi. Suor Gaudia ha parlato di Auschwitz, uno dei campi nazisti più letali a causa dell’uso delle camere a gas e delle sperimentazioni mediche. Un ebreo su sei morto nell’Olocausto è stato ucciso qui.

Il campo non era solo per gli ebrei. Vi vennero rinchiusi anche dei cattolici, come San Massimiliano Kolbe e suor Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein).

“Un giorno portarono lì tutta la comunità gesuita”, ha ricordato suor Gaudia. “Solo il superiore non era in casa”, e quindi sfuggì alla cattura. “Quando tornò a casa fu così addolorato che disse: ‘Devo stare con i miei fratelli’”.

Entrò furtivamente nel campo e cercò i suoi confratelli gesuiti. Le guardie lo trovarono e lo portarono da Höss. “Erano certi che sarebbe stato ucciso”, ha detto suor Gaudia, ma Höss lo lasciò andare, per lo stupore delle guardie.

Dopo la fine della guerra, Höss venne catturato, processato e ritenuto colpevole di crimini contro l’umanità. Venne condannato a morte, e l’esecuzione avrebbe avuto luogo ad Auschwitz, doveva aveva lavorato diligentemente per implementare la “soluzione finale” di Hitler. Fino ad allora, sarebbe rimasto in una prigione di Wadowice (luogo di nascita di Karol Wojtyła, il futuro papa Giovanni Paolo II).

02_hoss

Höss poco prima dell’esecuzione

Höss aveva molta paura – non della morte, ma della prigione, ha detto suor Gaudia. “Era certo che le guardie polacche si sarebbero vendicate e che sarebbe stato torturato durante tutta la sua reclusione, il che gli avrebbe provocato un dolore inimmaginabile. Fu quindi estremamente sorpreso quando le guardie – uomini le cui mogli e i cui figli e le cui figlie erano stati uccisi ad Auschwitz – lo trattarono bene. Non riusciva a capire”.

Quello, ha riferito la religiosa, fu il momento della sua conversione. “Lo trattarono con misericordia. La misericordia è l’amore che sappiamo di non meritare. Non meritava il loro perdono, la loro bontà, la loro gentilezza. Ma ricevette tutto questo”.

Höss era nato in una famiglia cattolica, ma aveva abbandonato la fede quando era giovane. In quel momento, di fronte alla morte ad appena 47 anni e forse incoraggiato dal trattamento delle guardie, chiese un sacerdote. “Voleva confessare i suoi peccati prima di morire”, ha detto suor Gaudia.

Ansiosa di non scandalizzare chi la ascoltava, la religiosa ci ha spiegato che tutto questo è avvenuto subito dopo la fine di una guerra brutale, quando “le ferite erano ancora fresche”.

Le guardie acconsentirono a cercare un sacerdote, “ma non fu facile trovare un presbitero che volesse ascoltare la confessione di Rudolf Höss. Non lo riuscirono a trovare”.

E allora Höss ricordò il nome del gesuita che aveva lasciato andare qualche anno prima: padre Władysław Lohn. Diede alle guardie il suo nome e le pregò di trovarlo.

E loro lo trovarono – nel santuario della Divina Misericordia di Cracovia, dov’era cappellano delle Suore di Nostra Signora della Misericordia. Il sacerdote acconsentì ad ascoltare la confessione di Höss.

il-nome-di-dio-misericordia“Fu una cosa molto lunga”, ha detto suor Gaudia, “e alla fine gli diede l’assoluzione. ‘I tuoi peccati sono perdonati. Rudolf Höss, animale, i tuoi peccati sono perdonati. Vai in pace’”.

“Animale” è stata un’aggiunta di suor Gaudia, ma il concetto era chiaro: nessuno è esente dalla misericordia di Dio.

Il giorno dopo, padre Lohn tornò in prigione per dare a Höss l’Eucaristia prima che morisse.

“La guardia che era presente disse che era stato uno dei momenti più belli della sua vita vedere quell”animale’ inginocchiato, con le lacrime agli occhi, mentre sembrava un ragazzino e riceveva la Santa Comunione, mentre riceveva Gesù nel suo cuore”, ha concluso la suora. “Misericordia inimmaginabile”.

(Fonte: http://www.papaboys.org)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 1 Comment »

Da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/07/2016

Mate_01Vado a Messa in un piccolo paesino del litorale laziale e incontro dopo ventisette anni (ventisette!) dalla mia maturità, la mia professoressa di matematica delle superiori.

Era già anzianotta quando insegnava limiti e integrali al sottoscritto, adesso sarà sulla novantina, per questo non speravo che mi riconoscesse ma lo ha fatto.

E’ in salute, lucidissima, con un bel sorriso ulteriormente addolcito dall’età, e dopo un po’ si è ricordata tutto.

La ricordo timida, riservata, per bene, appassionata per la matematica.

Quando alla lavagna spiegava un teorema o risolveva un esercizio si girava di scatto con un movimento che ricordava la brunetta dei Ricchi e Poveri, sorrideva entusiasta (con tanto di mani aperte alla Brambati) esclamando: “Ecco! Non è divertente?”, e siccome spiegava bene, alla fine divertente lo era diventato davvero, e per tutta la classe.

Trasmetteva questo suo divertirsi con la matematica tanto che nessuno in classe aveva sotto il sette e il mio otto fisso ai compiti in classe, usciva senza sforzo e col piacere di aver fatto una cosa divertente.
L’incontro di oggi mi ha fatto pernsare che troppo spesso ci lamentiamo di questo o di quello ma non ci soffermiamo mai a considerare con gratitudine le persone buone e belle che Dio ci ha messo davanti.

CMate_02e lo ha ricordato anche Papa Francesco poco più di un mese fa nella sua omelia a Santa Marta:

“Io vi consiglio questo, semplicemente: fate memoria! Com’è stata la mia vita, come è stata la mia giornata oggi o come è stato questo ultimo anno? Memoria. Come sono stati i miei rapporti col Signore. Memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi.” (Omelia della Messa di Santa Marta del 21 aprile 2016)

E noi, da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

Posted in Chiesa, Papa Francesco, Riflessioni personali | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 2 Comments »