FERMENTI CATTOLICI VIVI

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«La memoria non è più un valore aggiunto»?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/06/2018

Ieri al GR2 delle 13:30 parlando del fatto che si discute sulla possibilità di usare tablet e smartphone agli esami scritti, i giornalisti giustificavano questa possibilità affermando che essendo le informazioni immediatamente accessibili grazie alla rete, «la memoria non è più un valore aggiunto» e che «è più importante la capacità di organizzare le informazioni.»

La memoria non è più un valore aggiunto?

Aggiunto?

Aggiunto a che cosa?

Come organizzare le informazioni se sin da giovanissimi si permette di prescindere dal valore (per niente aggiunto, fondamentale, imprescindibile direi) della memoria, comunque la si voglia intendere?

Andatelo a dire a un ebreo che la memoria è un valore “aggiunto”, o a un bosniaco, o al mio amico ruandese che ha vissuto il genocidio, o a me quando assistevo mia zia malata di Alzheimer col cuore che sanguinava ogni volta che quel male bastardo le divorava un pezzetto di memoria.

Provate a dirlo a un attore, o a un cantante che la memoria è un valore aggiunto, o a una come mia moglie che ricorda i prezzi di ogni prodotto di ogni supermercato per paragonarli e comprare il meglio con la minima spesa.

Perché vogliono privare i nostri figli della soddisfazione di maturare e arricchirsi culturalmente sul serio con la scusa di evitar loro l’ormai “inutile” sforzo di usare la memoria?

Forse perché chi ha memoria è meno manipolabile?

Il Cardinale vietnamita Van Thuan  (il cui corpo giace ora nella chiesa di Santa Maria alla Scala in Trastevere a Roma), nei lunghi anni di ingiusta prigionia a causa della fede cattolica, non è impazzito grazie alla memoria; privato di ogni libro, celebrava Messa a memoria, recitava il breviario richiamando alla memoria i salmi e così tutto quello che riusciva a ricordare.

Negli anni bui dell’isolamento, il Vescovo privato del Vangelo, non potendo in altra maniera, tentò di scriverselo a memoria.

Così raccontava questo Vescovo eroico: “A poco a poco sono riuscito a sottrarre alcuni fogli di carta, e sono riuscito a scrivere più di 300 brani di Vangelo che ricordavo a memoria. La Parola di Dio, così ricostruita, è stata la mia agenda quotidiana, il mio scrigno prezioso da cui attingere cibo e forza”.

E così, grazie al dono della memoria, esercitata quotidianamente, il Vangelo è potuto essere «lampada ai suoi passi» e «luce sul suo cammino», impedendo che impazzisse, conservandolo sano e santo e permettendo addirittura la conversione dei suoi carcerieri.

Spero che chi ipotizza con disinvoltura l’utilizzo di tablet e smartphone agli esami – perché la memoria sarebbe un valore aggiunto – possa leggere storie di questo tipo e che cambi idea non considerandola più un valore aggiunto ma un dono fondamentale da custodire, curare e coltivare ogni giorno con amore.

Ogni giorno.

Con amore.

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