FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘omelie di Papa Francesco’

Papa Francesco vende i Giardini Vaticani! (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/02/2017

giardini-vaticani-01

Non mi dite che ci avevate creduto? Si tratta di un titolo volutamente paradossale in questo caso, che è palesemente inventato(*), ma è ciò che accade ogni giorno con le parole del Papa.

Il Papa parla di rispetto per le religioni ma tutti diffondono la frase ad effetto sul pugno, strappandola dal contesto di un discorso bello e complesso. Il Papa parla di prudenza nel credere alla apparizioni troppo ciarliere e tutti l’attribuiscono a una sola.

Il Papa tuona al Parlamento Europeo dicendo con forza che questa Europa “incapace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita, è un’Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima”, ma vengono riportati solo gli stralci del discorso che fanno comodo a questa o a quella testata giornalistica.

Nel web e nei social questo accade in maniera ancora più leggera e incosciente, così come nella vita: chiunque si riempie la bocca con frasi attribuite al Papa senza aver letto nemmeno un rigo di ciò che ha scritto, senza arrivare fino infondo ad ascoltare i suoi discorsi e le sue omelie.

Dieci volte su dieci mi ritrovo a rettificare ciò che molte persone capiscono delle parole del Papa prese senza prendersi la briga di ascoltare tutto fino in fondo. Lo faccio volentieri, per amore della verità, ma sento anche il bisogno di aggiungere qualcosa.

Ti giunge all’orecchio una notizia ambigua su Papa Francesco? Leggi un tweet che riporta una frase ad effetto senza citarne correttamente la fonte?

Non dimenticare mai che l’attuale Pontefice parla su più livelli, facendo discorsi complessi, usando (e bene) la comunicazione non verbale, come lo sguardo, il tono della voce la capacità dell’uditorio di ascoltare ciò che dice.

giardini-vaticani-02E’ un Papa che va ascoltato, e letto fino infondo per capirlo bene.

Ecco allora OTTO passi per fare chiarezza sulle notizie e le citazioni che trovi in rete e che riguardano le dichiarazioni del Papa:

1 – LEGGI – Non limitarti al titolo ma leggi tutto l’articolo.

2 – DUBITA – Se non provvede a citare le fonti autorizzate (e, per quanto ne sappia, l’unica è http://www.vatican.va il sito della Santa Sede).

3 – NON CONDIVIDERE se non sei sicuro dei passi uno e due, non ritwittare, non mettere “mi piace” sui social.

4 – VERIFICA la notizia sulle fonti ufficiali del Vaticano http://www.vatican.va

5 – CONDIVIDI IL VERO CONTENUTO.

6 – CORREGGI le false notizie con quelle vere, citando le giuste fonti.

7 – COLLABORA, e lo puoi fare condividendo sempre e solo le notizie vere e dicendo a voce, su Facebook, Twitter, dove puoi, solo le informazioni vere.

8 – NON SEGUIRE account non verificati o fake.

(*) bufala D.O.C.

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Un popolo che non rispetta i nonni, non ha futuro, perché non ha memoria

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/07/2014

vacchi01Siamo in piena estate.

Come ogni estate, si moltiplicano, a ragione, gli spot contro l’abbandono degli cani, amici a quattro zampe il cui affetto fedele viene ricambiato da crudeli e ingrati abbandoni lungo le autostrade.

Giusto. Giustissimo. Ma perché non fare analoghe pubblicità progresso per i vecchi che in estate, più soli del solito, con meno servizi del solito, vivono, silenziosi, rassegnati, la solitudine che subiscono perché la società di oggi li mette tra le realtà che non si vogliono più vedere?

I nostri vecchi sono meno importanti dei nostri cani?

Anziani, i nuovi “invisibili”. E questo è il periodo dell’anno in cui questo salta più agli occhi. Quando vado da mia zia a fare i consueti “viaggi nel tempo” nell’ora delle visite trovo sempre meno parenti e amici…

vecchi02Un proverbio africano recita: “Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca”. E’ vero, non è retorica, per me, ogni volta che sprofondo negli emozionanti racconti dei miei amici vecchietti, è come se leggessi un libro, come se vedessi un suggestivo cinegiornale dell’Isituto Luce.

Ma oggi queste enciclopedie, questi cinegiornali non li vuole consultare più nessuno… Non sappiamo cosa ci perdiamo.

Ce lo ricorda anche Papa Francesco nella sua omelia a Santa Marta del 20 novembre scorso, in cui ci invita a custodire e venerare i nonni.

Noi viviamo in un tempo nel quale gli anziani non contano. E’ brutto dirlo, ma si scartano eh? Perché danno fastidio.

Gli anziani sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in eredità.

vecchi03Sono quelli che, come il buon vino invecchiato, hanno questa forza dentro per darci un’eredità nobile.

[Ricordo] una storiella ascoltata da piccolo. Protagonista è una famiglia, papà, mamma, tanti bambini e il nonno che, quando a tavola mangiava la zuppa, si sporcava la faccia.

Infastidito, il papà spiega ai figli perché il nonno si comporti così; quindi compra un tavolino a parte dove isolare il genitore.

Quello stesso papà, un giorno torna a casa e vede uno dei figli giocare con il legno. “Cosa fai?”, gli chiede. “Un tavolino”, risponde il bimbo. “E perché?”. “Per te, papà, per quando tu diventi vecchio come il nonno”.

Questa storia mi ha fatto tanto bene per tutta la vita. I nonni sono un tesoro. La Lettera agli Ebrei (13,7) ci dice: “Ricordatevi dei vostri capi, che vi hanno predicato, quelli che vi hanno predicato la Parola di Dio. E considerando il loro esito, imitatene la fede”.

La memoria dei nostri antenati ci porta all’imitazione della fede. Davvero la vecchiaia tante volte è un po’ brutta eh? Per le malattie che porta e tutto il resto, ma la sapienza che hanno i nostri nonni è l’eredità che noi dobbiamo ricevere.

Un popolo che non custodisce i nonni, un popolo che non rispetta i nonni, non ha futuro, perché non ha memoria, ha perso la memoria…

vecchi04Ci farà bene pensare a tanti anziani e anziane, tanti che sono nelle case di riposo, e anche tanti – è brutta la parola ma diciamola – abbandonati dai loro. Sono il tesoro della nostra società.

Preghiamo per i nostri nonni, le nostre nonne, che tante volte hanno avuto un ruolo eroico nella trasmissione della fede in tempo di persecuzione. Quando mamma e papà non c’erano a casa e anche avevano idee strane, che la politica in quel tempo insegnava, sono state le nonne che hanno trasmesso la fede.

Quarto comandamento: è l’unico che promette qualcosa in cambio. E’ il comandamento della pietà. Essere pietoso coi nostri antenati.

Chiediamo oggi la grazia ai vecchi Santi, chiediamo la grazia di custodire, ascoltare e venerare i nostri antenati, i nostri nonni”

(Papa Francesco, omelia in Santa Marta del 20 novembre 2013)

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