FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘ostia’

«Mi vuoi sposare?» – «Ma non sono nemmeno battezzata…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2021

L’interessante conversione di Elisa Fuksas, scrittrice e regista.

«Era assurdo non conoscere quella storia che anche da un punto di vista laico è la storia di un uomo, Gesù, e di quelli che sono venuti prima e dopo di lui ed è una storia immensa.

Stranamente tutto ha iniziato a parlarmi di Dio…

La Scrittura è stata una preghiera e dialogo e ho capito che quel mistero parlava la mia lingua e prendeva le mie forme.

Quando guardo padre Elia che dice Messa e prende l’Ostia in mano è come se rivivesse quella scena. E’ molto strano da spiegare… E’ come se non subisse l’entropia. Se lo vedi in questo modo e ti innamori, poi diventa una storia infinita…»

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Un Cuore che pulsa

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/06/2019

Una storia incredibile (su cui si attende il giudizio definitivo della Chiesa) che mi ricorda che in ogni chiesa abbiamo un Cuore speciale, un Cuore con la c maiuscola, che pulsa… per noi.

8 dicembre 1991, un sacerdote stava celebrando la Messa al santuario di Betania a Cúa, in Venezuela. Dopo la consacrazione, ha notato che l’Ostia iniziava a sanguinare da un lato. Il presbitero l’ha subito messa da parte e l’ha studiata per verificare se si trattava di un miracolo.

Secondo Eucharistic Miracles of the World, il vescovo locale ha avviato un’indagine per accertarsi che il fatto non avesse una spiegazione naturale.

Durante la Messa, molti pellegrini hanno subito verificato che il sacerdote non aveva ferite da cui potesse sgorgare il sangue presente sull’Ostia. Dalle analisi è poi risultato che il sangue del sacerdote non si accordava con quello della Particola.

L’Ostia del miracolo è stata sottoposta a studi speciali, richiesti dall’allora vescovo di Los Teques, Sua Eccellenza reverendissima Pio Bello Ricardo, e i risultati hanno confermato che il sangue era umano di gruppo AB positivo, concordando con quello trovato sulla Sindone di Torino e nell’Ostia del miracolo eucaristico di Lanciano, avvenuto in Italia nel 750 e analizzato da 500 commissioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Ostia è stata poi custodita in un convento a Los Teques e lasciata esposta perché migliaia di pellegrini potessero vederla ogni anno. Un pellegrino del New Jersey (Stati Uniti) di nome Daniel Sanford è giunto al convento nel 1998. Ecco la sua testimonianza:

Dopo la fine della celebrazione, [il sacerdote] ha aperto la porta del Tabernacolo che conteneva l’Ostia del Miracolo. Con grande stupore ho visto che l’Ostia ardeva, e c’era un Cuore Pulsante che sanguinava al centro di essa. L’ho visto per circa 30 secondi, poi l’Ostia è tornata normale. Sono riuscito a filmare parte di questo miracolo con la mia videocamera.

Il video è stato inviato al vescovo locale, che ne ha incoraggiato la diffusione per promuovere la fiducia nella Presenza Reale di Gesù nell’Eucaristia.

L’Ostia miracolosa si può vedere ancora oggi nel convento di Los Teques, e il sangue su di essa è fresco, come quando si è verificato il miracolo per la prima volta.

(Fonte: https://it.aleteia.org/)

 

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“Quella piccola Ostia, esposta, era in grado di compiere grandi cose. Il mio cuore si scioglieva ogni volta che la guardavo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/08/2014

Twpid-slavko02.jpgestimonianza dell’esperienza a Medjugorje di Umberto Greco; a Gesù, per Maria.

La mia conversione avvenne nell’Agosto del 2008, quando decisi di partire per la prima volta per Medjugorje. Tantissime erano le domande che mi affliggevano sull’esistenza di Dio e che da alcuni anni mi portavano ad allontanarmi dalla Chiesa: non andavo a Messa (le uniche volte erano per Natale, Pasqua e qualche funerale). Calunniavo l’istituzione della Chiesa, offendevo i preti e il papa, ma soprattutto bestemmiavo. Come il fumo, l’alcol o il gioco d’azzardo, la bestemmia può diventare un vizio. E per me, lo era.

Ero arrivato al punto di bestemmiare senza neanche rendermi conto di farlo; ormai era parte del mio linguaggio. Partii con parecchie curiosità, ma soprattutto con il grande desiderio scoprire chi era o cosa fosse la Verità per me; sentivo che non ne sarei rimasto deluso. Inizialmente il viaggio è stato un po’ pesante, con tutto l’autobus che pregava e cantava, e io che mi annoiavo perché volevo dormire o ascoltare la musica. Ma, nonostante tutto, cercavo il più possibile di conformarmi al gruppo e pregare con loro, anche se non sapevo neanche come si usasse un Rosario.

Arrivati a Medjugorje notai subito un’atmosfera diversa, un “qualcosa” che prima d’allora non avevo mai provato. È incredibile pensare che durante il viaggio uscivano dalla mia bocca solo parole, mentre ora cominciavo a pregare con il cuore. I giorni, durante il meraviglioso Festival dei giovani, passarono in fretta: la mattina tra canti, balli e testimonianze; e la sera tra Rosario, Messa e Adorazione Eucaristica. È proprio da quest’ultima che ho sentito veramente toccare il mio cuore. Quella piccola Ostia, esposta, era in grado di compiere grandi cose. Il mio cuore si scioglieva ogni volta che la guardavo. Ogni sguardo era come un raggio di sole che pian piano illuminava il mio cuore……..

…Vi fu una mattina che, prima di andare sul monte Podbrdo, ci fermammo sotto la casa di Vicka. Ero riuscito ad intrufolarmi fra la gente e a mettermi di lato alla scala da dove Vicka parlava. Era vicinissima a me. Aveva qualcosa di non comune, difficile da spiegare. Aveva gli occhi così profondi, e un sorriso così splendente che non riuscivi a smettere di fissarla e a ridere anche tu senza capire il perché. Quando mi ha imposto le mani sulla testa, il mio cuore si è letteralmente aperto, sprigionavo gioia da tutte le parti. Il viso di Vicka era davvero l’espressione dell’amore che la Gospa ha per noi, suoi figli.

imma03Quell’amore che avvertivo costantemente, ma che si incarnava ogni volta che partecipavi ad una apparizione. In quei momenti, davvero il paradiso era in mezzo a noi, ed è proprio in quei brevi minuti che comprendi l’eternità del Paradiso, e ti rendi conto che tutto è reale, le apparizioni sono reali, Dio è reale. Prima di partire e durante quei giorni, pensavo di aver bisogno, e quindi ottenere, un miracolo per poter credere totalmente. Ma non è stato così: non ho mai visto nessun segno straordinario a Medjugorje, e la cosa mi aveva reso molto deluso. Guardavo continuamente il cielo, il sole, la croce del Krizevac, ma niente: l’unica cosa che ottenevo era un bel dolore agli occhi subito dopo.

Ma poi, col tempo ho capito che nessun segno mi sarebbe servito per la mia conversione. Dio ha preferito agire direttamente nel mio cuore, come da tempo cercava di fare, mentre io gli avevo sempre chiuso le porte del mio cuore. Ma a Medjugorje ho cominciato ad ascoltare la sua voce che è Verità: “Chiunque è dalla Verità ascolta la mia voce”, dice Gesù. Un segno straordinario come dono di Dio, certamente rafforza la tua fede, ma se non apri il tuo cuore alla Verità, se non hai permesso a Dio ti parlarti, allora nessun miracolo straordinario potrà mai cambiarti. Una guarigione fisica non è nulla a confronto alla guarigione spirituale.

La conversione del cuore, questo è quello che vuole che vuole Dio, ed è proprio per questo che la Madonna appare da 30 anni, per richiamare tutta l’umanità a suo figlio Gesù, supplicandoci sempre con i suoi messaggi alla conversione del cuore. Questa è stata una mia piccola testimonianza del mio primo pellegrinaggio. Le altre volte che ho fatto ritorno a Medjugorje, ho avuto la conferma di tutto quello che ho sperimentato la prima volta, ma, soprattutto, ho capito tante cose che dopo il mio primo viaggio non avevo capito o accettato.

Medjugorje non è il punto di arrivo della nostra conversione, bensì il punto di partenza, l’inizio di tutto, perché la nostra conversione, nonostante tante difficoltà, la costruiamo qui, nella vita di tutti i giorni. Ringrazio la Mamma celeste che, prendendomi per le orecchie, mi ha portato fino a casa sua, a Medjugorje, dove mi ha presentato e offerto gratuitamente la Verità, cioè Gesù.

(Fonte: http://www.lasacrafamiglia.it/)

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Miracoli eucaristici a Buenos Aires

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/11/2013

I fatti cominciano nel 1992, lo stesso mese ed anno in cui Papa Francesco viene nominato vescovo ausiliario di Buenos Aires.

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Padre Alejandro Pezet nella sua parrocchia

Gli eventi accadono nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria, nel centro della capitale Argentina: il venerdì 1° Maggio, due pezzi di ostia vengono trovati sul corporale del tabernacolo e, su indicazione del parroco, padre Alejandro Pezet, messi in un recipiente d’acqua posto poi nel tabernacolo, così come richiede la prassi in questi casi.

Nonostante il passare dei giorni, le particole non si sciolgono e venerdì 8 maggio i due frammenti assumono un colore rosso sangue. Domenica 10 Maggio, durante la Messa serale vengono notate delle gocce di sangue anche sulla patena, il piattino su cui si pone l’ostia.

Il sangue viene fatto analizzare da un medico locale e da alcuni ematologi e si rileva che si tratta di sangue umano.

Dopo questi segni, si arriva al 15 agosto 1996, durante la Messa della festa dell’Assunzione di Maria, finita la distribuzione della Comunione, una donna si avvicina a padre Pezet dicendogli di aver trovato un’ostia sul retro della chiesa. Il sacerdote si reca sul posto e vede un’ostia profanata; non potendo consumarla, la ripone in un calice con un po’ d’acqua e la mette nel tabernacolo.

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Padre Alejandro con l’allora Mons. Bergoglio

Il 26 agosto, all’apertura del tabernacolo, nota che la particola, anziché dissolversi, si è trasfornata in un frammento di carne sanguinolenta.

Della metamorfosi della particola viene informato direttamente l’arcivescovo Quarracino e il vescovo ausiliare Bergoglio, futuro pontefice. Quest’ultimo chiede di far fotografare da un professionista l’accaduto e di inviare tutta la documentazione raccolta a Roma.

Dopo alcuni anni, vedendo che non c’è traccia di decomposizione, monsignor Bergoglio, divenuto arcivescovo di Buenos Aires, autorizza analisi approfondite: un campione di tessuto viene inviato a un laboratorio di Buenos Aires, dove si scopre che i globuli rossi e bianchi del sangue sono di un cuore umano.

Il laboratorio riferisce anche che il campione di tessuto ha le caratteristiche di un uomo ancora vivo, con le cellule del cuore pulsanti. E’ utile sottolineare che l’origine dei campioni è sempre stata mantenuta segreta per non inquinare i risultati.

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Miracolo eucaristico di Buenos Aires

Nel 1999 viene chiesto al dottor Ricardo Gomez Castañón, noto neuropsicofisiologo boliviano, di condurre alcuni test supplementari su entrambi i “casi”, quello del 1992 e quello del 1996. Il 6 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del vescovo, il dottor Castañón preleva un campione di sangue sul frammento inviandolo, come racconta lui stesso, al laboratorio di genetica “Forence Analitycal” di San Francisco.

Il 28 Gennaio 2000 è reso pubblico che sul materiale inviato è stato trovato DNA umano, confermando dunque le indagini precedenti: si tratta di sangue umano con codice genetico umano.

I campioni vengono inviati anche al professor John Walker, dell’università di Sydney in Australia, il quale rileva a sua volta che si tratta di cellule muscolari e globuli bianchi del sangue, tutti intatti. La ricerca dimostra che questi tessuti sono infiammati, quindi la persona a cui appartengono ha subìto un trauma.

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Miracolo eucaristico di Buenos Aires

Per approfondire la questione, i campioni vengono inviati al noto cardiologo e medico legale dottor Frederic Zugibe (uno dei più eminenti esperti forensi degli Stati Uniti) della Columbia University di New York.

La sua relazione è datata 26 marzo 2005 e si legge: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore.

Va ricordato che il ventricolo sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi.

Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto”.

Testimoni di queste analisi sono due australiani, il giornalista Mike Willesee e l’avvocato Ron Tesoriero, i quali, successivamente, spiegano al cardiologo che il campione da lui analizzato è stato prelevato nel 1996.

Quando Zugibe viene a sapere dai due che quel materiale era stato inoltre tenuto per un mese in acqua e per tre anni in acqua distillata, resta esterrefatto.

Il dottor Zugibe conclude, ovviamente, che la scienza non può affatto spiegare un simile fenomeno, ma la sorpresa è ancora maggiore quando scopre, dal dottor Castañón, che quel frammento di cuore umano “vivente” era in origine un’ostia, ossia un pezzo di pane consacrato.

CONFRONTO CON IL MIRACOLO DI LANCIANO

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Miracolo eucaristico di Lanciano

Dopo questi fatti, il dottor Castañón dispone che il referto di laboratorio risultante dagli esami del campione dell’ostia di Buenos Aires, venga messo a confronto con gli esami del miracolo di Lanciano, ancora una volta senza rivelare l’origine del campione esaminato.

Gli esperti che eseguono questo confronto concludono che i due referti riguardano ambedue campioni provenienti dalla stessa persona. Segnalano anche che i due campioni rivelano sangue di tipo AB, lo stesso riscontrato sulla Sindone e sul sudario di Oviedo. Questo sangue rispetta le caratteristiche di un uomo nato e vissuto in Medio Oriente.

(Fonte: dal messalino quotidiano di Novembre delle edizioni Shalom)

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