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Posts Tagged ‘Padre Jacques Hamel’

«E quanto sarebbe bene che tutte le confessioni religiose dicessero: “Uccidere in nome di Dio è satanico”!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/09/2016

Jacques_Hamel_02

Nella Croce di Gesù Cristo – oggi la Chiesa celebra la festa della Croce di Gesù Cristo – capiamo pienamente il mistero di Cristo, questo mistero di annientamento, di vicinanza a noi.

Lui, «essendo nella condizione di Dio – dice Paolo –, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò sé stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte, a una morte di croce» (Fil 2,6-8).

Questo è il mistero di Cristo. Questo è un mistero che si fa martirio per la salvezza degli uomini. Gesù Cristo, il primo Martire, il primo che dà la vita per noi. E da questo mistero di Cristo incomincia tutta la storia del martirio cristiano, dai primi secoli fino a oggi.

I primi cristiani hanno fatto la confessione di Gesù Cristo pagando con la loro vita. Ai primi cristiani era proposta l’apostasia, cioè: “Dite che il nostro dio è quello vero, non il vostro. Fate un sacrificio al nostro dio o ai nostri dei”. E quando non facevano questo, quando rifiutavano l’apostasia, venivano uccisi.

Questa storia si ripete fino a oggi; e oggi nella Chiesa ci sono più martiri cristiani che non ai primi tempi.

Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo.

In questa storia, arriviamo al nostro père Jacques: lui fa parte di questa catena di martiri.

I cristiani che oggi soffrono – sia nel carcere, sia con la morte o con le torture – per non rinnegare Gesù Cristo, fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione.

E questa crudeltà che chiede l’apostasia – diciamo la parola – è satanica.

E quanto sarebbe bene che tutte le confessioni religiose dicessero: “Uccidere in nome di Dio è satanico”.

Padre Jacques Hamel è stato sgozzato sulla Croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della Croce di Cristo.

Papa Francesco 01Uomo buono, mite, di fratellanza, che sempre cercava di fare la pace, è stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione.

Ma c’è una cosa, in quest’uomo che ha accettato il suo martirio lì, con il martirio di Cristo, all’altare, c’è una cosa che mi fa pensare tanto: in mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino, e ha detto chiaramente: “Vattene, Satana!”.

Ha dato la vita per noi, ha dato la vita per non rinnegare Gesù. Ha dato la vita nello stesso sacrificio di Gesù sull’altare e da lì ha accusato l’autore della persecuzione: “Vattene, Satana!”.

E questo esempio di coraggio, ma anche il martirio della propria vita, di svuotare sé stesso per aiutare gli altri, di fare fratellanza tra gli uomini, aiuti tutti noi ad andare avanti senza paura. Che lui dal Cielo – perché dobbiamo pregarlo, è un martire!, e i martiri sono beati, dobbiamo pregarlo – ci dia la mitezza, la fratellanza, la pace, e anche il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico.

Papa Francesco, meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, Santa Messa in suffragio di Padre Jacques Hamel, mercoledì, 14 settembre 2016 (fonte: sito ufficiale della Santa Sede http://www.vatican.va)

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“Facciamo di noi stessi un cuore attento a tutti”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/07/2016

Jacques_Hamel_02Padre Jacques Hamel, martire cristiano, crudelmente assassinato in odium fidei, il 26 luglio 2016 nella sua chiesa di Saint Etienne Du Rouvray a Rouen, Francia.

Solo pochi giorni fa, nel giornalino parrocchiale scriveva alcune righe tanto semplici quanto vere per vivere le vacanze in maniera davvero significativa.

Rispondiamo all’odio con l’Amore, quello con la A maiuscola, che viene da Dio. Leggiamo e rileggiamo questa parole semplici e sante di Padre Jacques e viviamole, come unico, vero, e rivoluzionario smacco all’odio che sta imperversando nel mondo in questi ultimi tempi.

Ma lasciamo la parola a questo santo ordinario dei giorni nostri…

«La primavera è stata piuttosto fresca. Se stiamo un po’ giù di morale, pazienza, l’estate finirà con l’arrivare, e con essa le vacanze.

Le vacanze sono un tempo per prendere le distanze dalle nostre occupazioni abituali. Ma non sono una semplice parentesi; sono un tempo di relax, ma anche di ritorno alle origini, di incontri, di condivisione, di convivialità.

Un tempo di ritorno alle origini: qualcuno si prenderà qualche giorno per un ritiro o un pellegrinaggio. Altri rileggeranno il Vangelo, soli o insieme ad altri, come una Parola che fa vivere l’oggi.

Altri potranno ritrovarsi nel grande libro della creazione ammirando paesaggi così differenti e talmente magnifici che ci elevano e che ci parlano di Dio.

Possiamo sentire, in quei momenti, l’invito di Dio a prenderci cura di questo mondo, a farne, proprio là dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno.

Un tempo di incontro, col prossimo, con gli amici: un momento per prenderci del tempo da vivere qualcosa insieme. Un momento per essere attento all’altro, chiunque esso sia.

Un tempo di condivisione: condivisione della nostra amicizia, della nostra gioia. Condivisione del nostro sostegno ai bambini, mostrando loro che sono importanti per noi.

Jacques_Hamel_01Un tempo che sia anche tempo di preghiera, attenti a quello che accade nel nostro mondo in quel momento. Preghiamo per coloro che ne hanno più bisogno, per la pace, per un vivere insieme migliore.

Questo sarà ancora l’anno della misericordia. Facciamo di noi stessi un cuore attento alle belle cose, a tutti, soprattutto a coloro che rischiano di sentirsi un po’ più soli.

Che le vacanze ci permettano di fare il pieno di gioia, d’amicizia e di ritorno alle origini. Allora potremo, meglio attrezzati, riprendere insieme il cammino.

Buone vacanze a tutti!»

Père Jacques Hamel, Juin 2016

Tradotto dall’originale francese: http://www.lavie.fr/actualite/documents/ce-que-le-pere-jacques-hamel-ecrivait-en-juin-dernier-dans-la-lettre-paroissiale-26-07-2016-75077_496.php)

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