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Posts Tagged ‘Padre Slavko Barbarić’

Padre Slavko ricordato dalla nipote Miljana

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2014

Padre Slavko Barbaric – di cui oggi ricorre l’anniversario della morte –  raccontato dalla nipote Miljana nei suoi ricordi e con un fatto dolcissimo quanto forte, accaduto quando era poco più di una bambina.

Era stato mandato dal Vaticano per venire qua per vedere cosa succedeva con questi bambini che dicevano di vedere la Madonna perché era di questa zona e perché oltre che teologo era psicologo e doveva parlare coi bambini come psicologo.

Era periodo del comunismo, ma comunismo severo. Quando si diceva una frase contro Tito potevi finire in prigione o, se andavi in chiesa…io sono una professoressa, se avessi vissuto a quei tempi, e mi avessero visto entrare in una chiesa, avrei perso il mio lavoro.

I veggenti… bambini (…) specialmente all’inizio erano attaccati da tutto, controllati dalla politica; lui era molto spesso con loro… Ha detto due o tre volte mio zio: se io fossi la Madonna non avrei mai scelto questi per essere veggenti…

I pellegrini non devono venire a Medjugorje per i veggenti… Loro dicono che noi che non siamo veggenti possiamo pregare la Madonna allo stesso modo… Loro non possono intercedere come noi pensiamo…

Se uno viene a Medjugorje vedrà che la chiesa è sempre piena piena di giovani… Quando andavo all’estero, vedevo le chiese che non sono piene e c’era solo gente sopra i 65 anni…

 

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“Con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace” – in memoria di padre Slavko

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2014

Slavko01

Padre Slavko Barbaric è venuto a mancare il 24 novembre 2000 alle ore 15.30. Dopo aver completato il rito della Via Crucis, che come ogni venerdì eseguiva insieme ai pellegrini ed ai parrocchiani, ha iniziato ad avvertire dolori. Si è seduto su un masso, si è rapidamente accasciato, ha perso conoscenza ed ha reso l’anima al Signore.

Padre Slavko Barbaric era nato l’11 marzo 1946 da Marko e Luca Stojic a Dragicina (parrocchia di Cerin). Aveva frequentato i primi otto anni di scola a Cerin ed il ginnasio a Dubrovnik. Era entrato nell’ordine francescano a Humac il 14 luglio 1965. Aveva preso i voti il 17 settembre 1971 ed era stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1971. Aveva studiato a Sarajevo, Graz e Friburgo. Aveva portato a termine gli studi a Graz (in Austria) conseguendo il magistero. Dopo cinque anni di attività pastorale nella provincia dell’Erzegovina, nella parrocchia di Capljina, nel 1978 aveva deciso di proseguire gli studi a Friburgo e qui, nel 1982, aveva ottenuto il dottorato in pedagogia religiosa, conseguendo il titolo di psicoterapeuta.

Aveva lavorato a Capljina come sacerdote – francescano dal 1973 al 1978. Dalla primavera del 1982 fino al settembre 1984 aveva lavorato a Mostar come catechista degli studenti, aveva condotto seminari di preghiera presso il convento delle suore a Bijelo Polje presso Mostar. Grazie alla sua opera fruttuosa con i giovani ed ai corsi di preghiera accolti entusiasticamente dagli studenti, il regime comunista dell’epoca iniziò a perseguitare P. Slavko. In quei momenti difficili il Cardinale Franjo Kuharic difese P. Slavko Barbaric e la sua opera.

Slavko02Grazie alla sua conoscenza delle principali lingue europee ed agli impegni nelle parrocchie in cui aveva operato, Padre Slavko lavorò instancabilmente con i pellegrini a Medjugorje, sin dal momento in cui portò a termine gli studi nel 1982. Egli fu trasferito ufficialmente a Medjugorje nel 1983. Su richiesta del vescovo Zanic, nel 1985 fu assegnato alla parrocchia di Blagaj, nel 1988 a Humac, dove ricopri l’incarico di cappellano ed aiuto insegnante dei novizi.

All’inizio della guerra in Bosnia – Erzegovina, quando tutti i frati più anziani andarono a Tucepi come esuli, P. Slavko rimase a Medjugorje, con l’approvazione verbale di P. Drago Tolj, provinciale dell’epoca.

Sin dall’inizio della sua attività a Medjugorje, egli si era dedicato alla scrittura di libri di contenuto spirituale: “Pregate col cuore”, “Dammi il tuo cuore ferito”, “Celebrate la Messa con il cuore”, “Alla scuola dell’amore”, “Adorate mio Figlio con il cuore” “Con Gesù e Maria sul Golgota verso la Resurrezione”, “Pregate insieme con cuore gioioso”, “Madre, guidaci alla pace”, “Seguimi col cuore”, “Colloqui” e “Digiunate con il cuore”, che sta per essere pubblicato proprio in questi giorni.

Slavko03I libri di P. Slavko Barbaric sono stati tradotti in venti lingue, con oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Oltre ai libri, egli ha pubblicato articoli di argomento vario. Aveva creato il Bollettino di San Francesco a Capljina, aveva collaborato con “Kršni zavicaj”, “Glas mira” e con la stazione radio “Mir” Medjugorje. Oltre a scrivere, egli dialogava incessantemente con i pellegrini, guidava le celebrazioni eucaristiche, le preghiere sotto la croce, il Rosario a Podbrdo e la Via Crucis sul Krizevac, dove si e conclusa la sua vita terrena.

Ogni anno organizzava incontri speciali con i sacerdoti ed i giovani e, presso la casa di preghiera della provincia “Domus pacis”, teneva seminari di digiuno e preghiera. In seguito alle enormi sofferenze del periodo della guerra, aveva fondato e guidava l’associazione di istruzione e formazione “Majcino selo”, presso la quale vivono attualmente piu di 60 persone (orfani di guerra, bambini di famiglie separate, ragazze-madri, persone anziane sole e bambini malati).

Se qualcuno sapeva amare i bambini, questi era proprio P. Slavko ed anche i bambini lo amavano: gli stavano sempre intorno e lui sapeva sempre come fare per raccoglierli intorno a sé, proprio come Gesù! La sua formazione ed istruzione da psicoterapeuta gli aveva permesso di lavorare insieme ai tossicodipendenti presso la comunità “Cenacolo”, fondata da suor Elvira, soprattutto presso la casa di Medjugorje “Campo della Vita”. Si era impegnato per utilizzare l’aiuto dei benefattori di tutto il mondo per istituire anche due fondi: il “Fondo dei figli dei difensori della patria morti nella guerra” ed il “Fondo amici dei talenti”, per aiutare i giovani studenti.

E’ difficile evidenziare qualcosa in particolare nella vita di questo uomo grande ed unico, ma se dovessimo farlo sarebbe sicuramente il periodo della sua vita trascorso a Medjugorje. P. Slavko Barbaric aveva girato tutto il mondo diffondendo il messaggio di pace e riconciliazione della Madonna. Egli era l’anima ed il cuore del movimento di pace nato a Medjugorje diciannove anni e mezzo fa.

Slavko04Aveva delle caratteristiche uniche: la conoscenza delle lingue, la facilità di comunicazione con le persone, la sua cultura, la semplicità, la cura e l’interessamento per i bisognosi, l’inesauribile energia che era impossibile credere che un solo uomo potesse avere, la diligenza ma, al di sopra di tutto, la devozione, l’umiltà e l’amore. Pregava e digiunava molto ed amava la Vergine con amore filiale. Era proprio questo il fulcro della sua vita: con la preghiera ed il digiuno l’anima degli uomini giunge a Dio, per mezzo di Maria, Regina della Pace.

Vivere accanto a lui era talvolta irreale: egli cioè era qui, in questo mondo, ma al tempo stesso anche al di fuori di esso. Vicino a lui le parole di Gesù, le parole di un grande sacerdote, si trasformavano in realtà: “…Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, così anch’io li ho mandati nel mondo. E per loro consacro me stesso, affinché siano anch’essi consacrati nella verità…” (Gv 17, 16-19).

Egli è stato sepolto presso il cimitero “Kovacica” di Medjugorje, domenica 26 novembre, dopo la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di San Giacomo alle ore 14.00.

GRAZIE PADRE SLAVKO

(Fonte: Mailing list: Informazioni da Medjugorje)

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«E’ molto importante essere vicino a Gesù o no? » – « Sì, possiamo ricevere tutto »

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/08/2014

wpid-slavko01.jpg(Una catechesi di Padre Slavko Barbaric del 4 agosto 1985)

Tutti siamo aperti, tutti vogliamo la pace e la riconciliazione. Ma è molto pericoloso se siamo impediti da qualche cosa, se abbiamo trovato una scusa per non incominciare con la preghiera, col digiuno.

Perché sono importanti la preghiera, il digiuno, come mezzi: sono la strada, la via per arrivare alla fonte.

La Madonna non domanda da noi la preghiera per farci perdere tempo, e non domanda il digiuno perché è piena di gioia se noi abbiamo fame. Non si tratta di questo, si tratta di due mezzi che noi dovremmo usare per avere la pace, per aprirci alla pace. E domanda ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero, leggere la Bibbia.

Poi domanda di digiunare due volte alla settimana e la confessione ogni mese. Perché? Sono cose molto semplici, ma sono convintissimo che domanda questo per aiutarci, perché non troviamo di nuovo le scuse; tutti possiamo cominciare o, se abbiamo cominciato, continuare. E ogni giorno si sviluppa la vostra preghiera. Se vi succede come a S. Francesco di cominciare il Padre Nostro e pregare tutta la notte solo il Padre Nostro e sentite nella bocca dolcezza, nel cuore un po’ caldo, fate bene, fate più di quello che la Madonna domanda. Questa è per noi una scuola della fede. Ma si deve cominciare con le cose molto semplici.

Io dico di nuovo che la Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria. Che cosa può succedere se qualcuno ha capito che la Madonna domanda centocinquanta Ave Maria? Prenderà il Rosario e in quindici minuti le avrà dette tutte e dirà: « Per oggi ho finito, grazie a Dio ». Non si tratta di questo, pregando il Rosario si tratta di un avvicinarsi a Gesù, di vivere con Gesù, con la Madonna in ogni situazione della giornata: quando lavoro, quando mangio, quando sono nella famiglia, sempre.

wpid-slavko02.jpgQuesto non significa che si può sempre pregare, ma si può pregare più spesso di quanto noi pensiamo. Se uno fuma e fuma venti sigarette, se non trova una camera dove può stare solo a fumare, è pronto a fumare anche in fabbrica dove cento altri devono fumare con lui e fa l’aria impura. Fuma e non si vergogna.

Ma noi, quando si tratta di pregare, diciamo che non possiamo. Allora vedete come abbiamo perso il senso di essere vicino a Gesù, di essere vicino alla Madonna. Come ha detto la Madonna, se non puoi trovare il tempo per il Rosario intero nella tua casa, perché devi alzarti presto al mattino e torni tardi alla sera, puoi pregare guidando la macchina, puoi prendere venti minuti per il Rosario, come li prendi per il caffè o le sigarette. lo vedo che non si tratta del tempo, qualche volta manca soprattutto il senso del valore della preghiera. E la Madonna domanda la preghiera per invitarci ad essere vicini a Gesù.

E adesso la domanda: «È importante essere vicini a Gesù o no?». La Madonna ha detto: «Pregate e avrete la gioia più profonda, avrete la pace, supererete la vostra stanchezza, diventerete anche belli e belle. Avrete la forza anche per la riconciliazione».

Allora su questo punto possiamo proprio essere egoisti: se noi viviamo vicino a Gesù, vicini alla Madonna, in Dio, avremo la gioia anche quando saremo nella sofferenza, avremo la pace e potremo portare la pace, la riconciliazione dove gli altri fanno solo conflitti. Da chi si può sperare in questo mondo la pace dove gli altri fanno i conflitti se non dai cristiani? Ma guardate come siamo lontani da questa sapienza della Croce e di Gesù.

Ho detto che possiamo essere egoisti: se tu preghi, tu avrai la tua gioia, supererai la tua stanchezza, risolverai i tuoi problemi.

wpid-slavko03.jpgChe cosa significa quando la Madonna dice che supererai la tua stanchezza? Chi è stanco? È stanco chi dice: «non posso». Una famiglia divorziata è un segno di stanchezza nel mondo odierno. Una famiglia che non può risolvere i suoi problemi ed è nei conflitti è – una famiglia stanca. Un giovane che prende le pastiglie, o beve, o prende la droga è uno stanco. E ce ne sono molti in questo mondo. La Madonna dice: «Pregate e supererete la vostra stanchezza».

Quando dico che la preghiera è un mezzo per diventare belli, non lo dico per scherzo.

Jelena ha domandato una volta alla Madonna: «Perché sei così bella?», la risposta era: «Io sono bella perché amo. Se volete diventare belli, amate». Questo è un messaggio profondo teologicamente: noi tutti siamo creati ad immagine del Signore, belli e belle, pieni di pace.

Questa è l’immagine del Paradiso: essere riconciliati col Signore e con tutti gli altri. Quando è entrato il peccato nella vita dell’umanità, nella nostra vita, ha rovinato la nostra anima, il nostro cuore. Pregare, aprirsi, perché con il dono della grazia e dell’amore si diventa belli, creati ad immagine del Signore. Ma è bene dire che se abbiamo capito che la bellezza esteriore dipende anche un po’ dalla bellezza interiore, forse è più facile deciderci per questa bellezza interiore, per l’amore che il Signore ci offre.

Allora la risposta alla mia domanda: «E’ molto importante essere vicino a Gesù o no?» è: «Sì, possiamo ricevere tutto».

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L’uomo di oggi desidera Dio, io credo, come mai prima. (Padre Slavko Barbarić)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/11/2013

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Padre Slavko Barbarić

Oggi ricorrono tredici anni dalla morte di Padre Slavko Barbarić, francescano, mai parroco di Medjugorje che però aveva l’incarico, da parte del suo Padre Provinciale, di seguire veggenti e pellegrini, di essere un po’ il “Parroco” di quella “Parrocchia” spirituale che fa capo a Medjugorje e che si è dilatata fino a toccare tutti i cinque continenti, che è appunto la “Parrocchia dei pellegrini” di Medjugorje.

P. Slavko, quindi, era un po’ “l’anima” di tutte le iniziative di accoglienza dei pellegrini e di tutte le iniziative spirituali che la Parrocchia organizzava per i pellegrini

SlavkoPadre Slavko, laureato in teologia, dottore in pedagogia religiosa psicoterapeuta, poliglotta, nonostante il suo curriculum restava un uomo semplice, aperto alla grazia e sempre disponibile coi pellegrini. Ricordo come fosse ieri quando, nel 1996 mia moglie (allora mia fidanzata) non riusciva a confessarsi prima della messa a causa delle lunghe file fermato padre Slavko sul sagrato lo ha trovato disponibile a fare una lunga e dettagliata confessione, come se fosse l’unica pellegrina presente in quel momento a Medjugorje.

La morte di P. Slavko è stata degna della sua vita, una morte che è stata un segno di Maria. Infatti P. Slavko è morto di Venerdì, alla vigilia del 25 del mese, dopo aver guidato la Via Crucis sul Krizevac per i pellegrini. Proprio là, davanti alla grande Croce, dopo aver dato la Benedizione e aver raccomandato di fare attenzione a non cadere scendendo poiché pioveva, si è accasciato a terra, probabilmente per un infarto. Questa morte è stata improvvisa e inaspettata.

Padre Slavko – Noi cristiani siamo diventati specialisti per trovare le scuse in molte cose, così invece di vivere coi comandamenti noi viviamo con le scuse, non posso questo, non posso quello, e una delle menzogne grandi cristiane è che non c’è tempo. Se vogliamo diventare cristiani sinceri, non dovremmo dire mai non ho tempo sarebbe meglio dire non voglio pregare o non vedo perché pregare e così non trovo il tempo.

Intervistatore – Oppure si potrebbe dire non sono cristiano a questo punto

Padre Slavko – Ecco, così lontano non andremo probabilmente ma… per ultimo è così. Io dico, uno che fuma, se dice che non ha tempo per fumare, non è più fumatore, allora, un cristiano che non prega non è più quello che dovrebbe essere.

Intervistatore – Senta padre Slavko, le guarigioni, i miracoli in genere, i prodigi, sono le migliori medicine per far credere oppure la migliore medicina – e ci riallacciamo al discorso di prima – è sempre la preghiera?

Padre Slavko – Allora, bisogna accennare bene e sottolineare che Lourdes, Fatima e Medjugorje o gli altri luoghi della preghiera, i santuari, non sono mai donati dal Signore per sostituire l’ospedale. Non sono i luoghi della guarigione, sono i luoghi della conversione.

L’uomo di oggi desidera Dio, io credo, come mai prima. Perché è sempre più deluso dalla tecnica, dalla medicina, da tutto quello che sta succedendo, ma è un problema grande il fatto che cercando Dio molti si fermano nel mezzo della strada e adorano forse qualche altra cosa pensando che porterà la salvezza.

Secondo la mia esperienza qui, l’uomo di oggi si sta risvegliando e si sta aprendo al Signore.

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24 Novembre 2000 padre Slavko nasceva al Cielo. 24 Novembre 2012 più che un ricordo, un grazie!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2012

Parlare di Medjugorje senza nominare Padre Slavko sarebbe un po’ come voler descrivere Roma omettendo il Colosseo o la Cupola di San Pietro.

Padre Slavko Barbaric, classe 1946, francescano, sacerdote laureato in teologia, pedagogia, psicoterapeuta, poliglotta e apostolo instancabile, viene trasferito a Medjugorje nel 1983. Vi rimane anche durante la guerra in Bosnia quando ai frati si darà il permesso di rifugiarsi come esuli nella più sicura Tucepi.

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Nella sua attività incessante e con energia inesauribile si dedica ai pellegrini con l’ascolto, le confessioni (anche in mezzo alla strada come capitò a mia moglie), le catechesi, libri spirituali: Dammi il tuo cuore ferito, Celebrate la Messa con il Cuore, sono due tra i venti titoli tradotti in più di venti lingue.

Il 24 Novembre 2000 – esattamente dodici anni fa, alla vigilia del 25 del mese tanto importante a Medjugorje, dopo aver guidato la Via Crucis sul Krizevac per i pellegrini, davanti alla Croce dà la benedizione raccomandandosi poi di fare attenzione a non cadere nella discesa, a causa della pioggia. Improvvisamente si accascia a terra, forse per un infarto, morendo pochi secondi dopo. Nasce al cielo proprio nel luogo da lui tanto amato e servito, quel luogo dove il cielo sembra essersi squarciato per noi. Chi ci è andato può capire ciò che scrivo…image

Che ci ha lasciato padre Slavko?

–         Un esempio di servizio ai pellegrini a cui si dava senza risparmiarsi.

–         Un esempio di apostolato infaticabile per la Regina della Pace.

–         Libri di spiritualità, prima vissuta e poi trasmessa.

–         Tante opere come il Villaggio della Madre  [http://www.mothersvillage.org/index.php] nato per accogliere orfani di guerra e madri vittime di violenza ma che poi ha aperto le porte a tossicodipendenti, alcolisti e tanti altri sbandati della vita.

–         Il festival dei giovani di Medjugorje

–         Seminari di preghiera, ritiri, e molto altro…

“Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,15-20), dice Gesù per insegnarci a riconoscere i veri profeti da quelli falsi. Non è padre Slavko uno dei frutti più belli della Chiesa?

Come definire Padre Slavko? Così prova a farlo Rita Falsetto una donna americana che per anni è stata tra le sue più strette collaboratrici:

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<<Mi è molto difficile definire con parole mie ciò che P. Slavko ha significato per me e la mia vita spirituale. Vorrei piuttosto riprendere una citazione di un famoso filosofo americano cattolico Peter Kreeft, che in un suo libro (“The Intellectuals speak about God”) descrisse ciò che io veramente penso sia stato P. Slavko: “un Saggio”! Così lui ne descrive le caratteristiche: “Il saggio possiede un’insolita capacità di penetrazione dell’animo umano, del carattere, della natura umana come pure dei bisogni peculiari e delle aspirazioni di un individuo. Il saggio è un pioniere e le sue intuizioni – radicalmente nuove – diventano imageil motto delle future generazioni.

L’umiltà che deriva da humus (= terra) è una delle sue virtù. Un saggio è “terreno”, si sente a suo agio con te. Egli pensa a te continuamente e non a sé stesso. Egli ha spazio dentro di sé per te perché possiede ampi spazi e case ospitali nel suo spirito. Egli è adatto per cambiare situazioni e bisogni umani. Nessuno sa mai quale risposta gli verrà data poiché lui vede i bisogni di chi lo interroga, ben sapendo che il vero interrogativo è la persona stessa e non la sua domanda! Il saggio possiede amore, compassione, altruismo, umiltà e perseveranza, non parteggia né a destra né a sinistra. Egli è capace di sfida, è spesso sorprendente e imprevedibile, sempre creativo per gli altri!”. Ecco tutto questo era anche P. Slavko, che io ritengo veramente essere stato “un Profeta” per il nostro tempo.>>

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