FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘Papa Francesco’

Messaggio della Regina della Pace del 25 Marzo 2022

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/03/2022

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17 Dicembre 2021 – Dieci anni di Fermenti Cattolici Vivi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/12/2021

Le sfide di quest’ultimo anno mi hanno più volte spinto a cedere alla tentazione di fermarmi, e la stanchezza – come un cinico megafono – continua spesso ad amplificare tali tentazioni.

Ma la grazia di Dio non si ferma. Anche in un periodo apparentemente buio come questo, anche quando tutti sembrano essere un po’ più stanchi, un po’ più depressi, un po’ più isolati degli anni passati, Dio continua a operare e a bussare nelle nostre vite.

E allora eccomi qua, col cuore affaticato, e con una volontà non sempre risoluta e ferma, ma ancora tanto grato per le grazie che continuano ad arrivare dal Cielo. Chi sono io per non continuare a condividerle?

Non ci scoraggiamo allora, e coltiviamo, e custodiamo con maggior cura e determinazione la nostra relazione con quel Dio che può e vuole ancora compiere meraviglie, anche e soprattutto in questi tempi così difficili.

Il mondo è inquieto, ma la Regina della Pace ci invita a essere suoi portatori di pace. La via, per riuscire a esserlo, ce la indica da quarant’anni. Non ci stanchiamo di percorrerla, saranno i cinque sassi che lei mette nelle nostre mani per affrontare i Golia di questi tempi.

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«Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/04/2021

«Saranno trenta Santuari, rappresentativi di tutto il mondo, a guidare la recita del Rosario ogni giorno del mese di maggio in una maratona di preghiera dal tema: “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio”, per invocare la fine della pandemia.

L’iniziativa, nata per vivo desiderio di Papa Francesco e promossa dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, coinvolgerà in modo speciale tutti gli altri santuari del mondo, perché si facciano promotori presso i fedeli, le famiglie e le comunità della recita del Rosario.

La preghiera sarà aperta da Papa Francesco il primo maggio e sarà conclusa da lui stesso il 31 maggio.

La recita del Rosario sarà trasmessa in diretta sui canali ufficiali della Santa Sede alle ore 18.00 ogni giorno.»

(Fonte: https://www.vaticannews.va/)

Pregare  quando una catastrofe incombe, cantare inni a Dio chiedendogli protezione e forza, affrontare l’epidemia con preghiera, prudenza e carità come proponeva don Bosco ai suoi ragazzi, è la cosa più ragionevole per chi crede.

Anche a chi ha messo la fede nel cassetto, mi sento di dire dal cuore, che la preghiera è l’unica arma che ci può fortificare in questo clima di paura e di depressione che la fa da padrone in questi tempi. Prova e vedrai.

«Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.» (At 1, 14)

Era ciò che facevano i primi cristiani prima della Pentecoste. E’ ciò che ci chiede Papa Francesco invitandoci tutti a pregare il Rosario ogni giorno per implorare la fine di questa pandemia.

“Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio.”

Forse non è vero che la nostra preghiera sale incessantemente a Dio, forse ci sono troppi cristiani dormienti, forse siamo proprio noi. Perché allora non cogliere l’invito del papa e darci una mossa?

Io ci sto, e tu?

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«Allora vuoi fare il ‘mariuolo e o buciard’»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/10/2020

L’avvocato Antonio Pandiscia, storico legale dell’Ordine nazionale dei giornalisti, popolare e amato volto della trasmissione televisiva ”I fatti vostri”, così raccontava uno dei suoi incontri con San Pio da Pietrelcina:

L’Avv. Pandiscia con San Pio

“All’inizio mi faceva quasi paura, aveva un fare un po’ burbero che infondeva timore. Ma poi ci capimmo a vicenda. Tra i tanti aneddoti, ricordo che, finito il liceo, mi chiese: ‘Che vuoi fare da grande’? Io gli risposi: ‘l’avvocato e il giornalista.’ E lui sapete cosa mi disse? ‘Allora vuoi fare il ‘mariuolo (ladro, ndr) e o buciard’“.

Questo aneddoto, letto qualche anno fa in un libro del celebre avvocato, mi è venuto in mente dopo aver letto tutto il putiferio suscitato da una serie di articoli di giornale che hanno preso un’intervista di Papa Francesco dello scorso anno, ne hanno estrapolato alcune frasi a effetto, ne hanno scelta una tagliandola ad arte e ne hanno fatto un titolo che ha fatto il giro del mondo.

Come nota il mio amico P. Cordova, «l’intervista è del 2019, ed è stata di fatto manipolata con taglia e incolla mirati (il video integrale è disponibile su YouTube). Nelle parti tagliate il Papa ribadisce ciò che ha sempre detto, ossia che di matrimonio e famiglia si può parlare solo tra uomo e donna.

Tuttavia, ed è giusto, precisa che gli omosessuali sono fratelli, che hanno diritto ad essere amati e tutelati se vogliono essere assistiti in ospedale da chi vogliono o lasciare i propri beni a chi vogliono. Ma non di più.

Ha ribadito con forza di custodire la dottrina cattolica. Parlando di «famiglia» si riferiva alla famiglia d’origine di un omosessuale e al diritto di essere in essa amato . Lo stesso Papa pare che non avesse comunque dato l’autorizzazione a diffondere alcune parti dell’intervista, proprio perché consapevole che potevano ingenerare confusione.

Addolora veramente come ieri TROPPI cattolici abbiano dato eco a chi ha tradito il Papa e diffuso falsità, credendo a quelle stesse testate accusate di parzialità su altri temi (ad esempio Covid). E’ questo un evidente ed oscuro segno di una grave (più o meno) latente divisione nella Chiesa, così come nella società. In questo periodo critico è ancora più grave.» (Pierluigi Cordova, dal suo account Facebook, col suo gentile permesso).

Come scrivevo in un post qualche tempo fa, non mi riconosco nei progressisti e nei tradizionalisti che litigano in rete, ma punto timidamente a far parte di quel piccolo resto che ama nella verità, pregando ogni giorno di non andare mai a ingrossare né le sue file, né quelle degli indifferenti. Che Dio mi aiuti!

Da quanto è accaduto ho capito che dovremmo pregare di più e meglio e riflettere tutti qualche minuto, prima di parlare e soprattutto di pubblicare post “di pancia” il cui frutto è solo scompiglio e divisione.

Per chi volesse approfondire consiglio questo articolo di Aleteia: La fake news sul Papa che giustifica le unioni civili

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«La bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/04/2020

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
A TUTTI I FEDELI PER IL MESE DI MAGGIO 2020

Cari fratelli e sorelle,

è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.

Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.

Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.

Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.

Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020
Festa di San Marco Evangelista

Papa Francesco


Preghiera a Maria

O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza.

Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede.

Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova.

Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen.

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

 


Preghiera a Maria

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.

Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.

Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.

Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere in serenità il suo corso normale.

Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

(Fonte: http://www.vatican.va)

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«I guru di questo mondo danno consigli ma stanno lì, a distanza. Cristo scende nel nostro dolore, e se lo prende TUTTO.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/03/2020

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«Non sarò brevissimo, e forse è giusto così, che legga fino in fondo chi è interessato a questi miei modesti tentativi di leggere la realtà.
Eravamo in 20 milioni circa a pregare con il Papa avantieri.
C’è (purtroppo) chi liquida un tale seguito affermando (con una banalità disarmante) che TUTTO si possa ricondurre al desiderio di appigliarsi a qualunque cosa pur di esorcizzare l’angoscia, con una saccenza tanto piccola rispetto ad una storia di due millenni.
Senza dubbio ciò è vero per una parte di persone, ma se la paura è un amo, è altrove che Dio conduce il suo popolo, attraverso i suoi «pescatori di uomini». Dio pesca in uno stagno per liberare i pesci in mare.
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Lì in piazza non si cucinava, non si cantava a squarciagola, non si recitavano poesie su quanto sarà bello riabbracciarsi, non si diceva «andrà tutto bene» (e nemmeno quasi lo si legge più sui social peraltro).
Un uomo sofferente, tremulo, vacillante. Una pioggia battente, un Crocifisso, una Madonna, sirene in sottofondo.
Non ci s’illudeva con slogan e soluzioni facili, non si cercavano reazioni emotive effimere.
C’era una Presenza, declinata soprattutto nella CONDIVISIONE del nostro dolore.
Il Papa, quasi “in persona Christi”, come durante la Messa, sembrava carico dei pesi del mondo. Chi poté assistere alla Messa di San Pio ci comunica lo stesso sentimento (il Padre piangeva ad ogni celebrazione). C’era un Crocifisso bagnato e consumato dalla pioggia.
IMG-5732C’era il mistero dell’Incarnazione, che distingue i sapienti di questo mondo da Cristo. I guru di questo mondo danno consigli (a volte anche ottimi) ma stanno lì, a distanza.
Cristo scende nel nostro dolore, e se lo prende TUTTO. Questo il cuore di 20 milioni di persone lo ha percepito.
L’andamento sofferente del Papa e il Crocifisso da cui l’acqua grondava suonavano insieme una potente sinfonia, a cui era impossibile restare indifferenti.
C’è chi si dimenticherà di tutto questo, perché se non ci sono miracoli, allora tanti dimenticano, e talora pure quando i miracoli ci sono, non se ne accorgono; perché per loro era davvero un appiglio emotivo, ma non si chiedono perché a fronte di un’atmosfera cupa, non hanno cambiato canale. Dopo essere stati pescati, ritornano nello stagno.
Ma, di nuovo, il motivo per cui eravamo tutti in quella piazza, è proprio l’incarnazione, una Presenza nel nostro dolore, comunque vada! Una Presenza che ci faceva sentire INSIEME, e annullava le distanze molto più di un fitto assembramento in un locale. Sotto quel Crocifisso, eravamo uniti come non mai, perché eravamo liberi di essere noi stessi, fragili e bisognosi di salvezza.
Da lì, dalle nostre sofferenze, nasce la Risurrezione. Quel Crocifisso si è fatto vivo, con potenza, nel Pane Eucaristico, in cui l’arte si fa realtà.

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Se solo conserviamo nel cuore la gioia, la bellezza dell’unità che abbiamo vissuto, cum Petro et sub Petro, anche solo un po’, ne sono convinto, non avremmo bisogno della militarizzazione o di altre soluzioni drastiche perché possiamo essere responsabili gli uni degli altri, soprattutto in un momento duro come questo.
Non trascuriamo, ve ne prego, questo appello.
Insieme.»
(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova, col suo gentile permesso)

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«Alla pandemia del virus rispondiamo con l’universalità della preghiera»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/03/2020

In Piazza San Pietro sarà presente il Crocifisso di San Marcello al Corso che venne portato in processione per le vie di Roma dal 4 al 20 Agosto del 1522 in concomitanza dell’epidemia di peste. Al termine, quando rientrò in San Marcello, la peste era del tutto cessata: Roma, ancora una volta, era salva.

La piazza sarà chiusa al pubblico ma tu NON MANCARE ALLA DIRETTA!

Seguila su #TV2000 (canale 28 del digitale terrestre, Sky canale 157, Tivùsat 18), oppure online su www.tv2000.it, http://www.avvenire.it, http://www.vaticannews.va

Evento

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«Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/03/2019

«Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: “Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia”»

Come Gesù, Papa Francesco (nella lettera apostolica “Misericordia et misera” del 20-10-2016) non giustifica né sminuisce il peccato che resta tale, ma non pone limiti alla misericordia di Dio nell’accogliere il peccatore e la peccatrice sinceramente pentiti.

Continua infatti dicendo che «Niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono.»

E chi è più bisognoso dell’abbraccio di perdono del Padre di una donna che ha fatto un aborto? Se hai vissuto questo dramma, sappi che in qualunque momento puoi ricorrere al sacramento della Confessione.

Il Papa ha infatti dato disposizioni ben precise per favorire questo incontro di perdono e guarigione:

«In forza di questa esigenza, perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto.

Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario.

Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre.

Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione.» (Op. cit. n. 12)

Se hai commesso un aborto perché non approfittare di questa Quaresima per affrontare quel capitolo della tua vita congelato nel dolore? Avrai la possibilità di ricevere UN CUORE NUOVO, come Beatrice, che ha condiviso con coraggio questo percorso di dolore e rinascita a nuova vita.

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«Non aspettare a convertirti (…) non rimandare di giorno in giorno perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/03/2019

Parole dure queste del Papa, parole di un padre (o di un nonno, come ama definirsi lui) che non ha paura di dire la verità ai figli, anche quando questa è scomoda. Non è questo il compito di un padre?

«Non seguire il tuo istinto, la tua forza, assecondando le passioni del tuo cuore. Tutti abbiamo passioni. Ma stai attento, domina le passioni. Prendile in mano, le passioni non sono cose cattive, sono, diciamo così, il “sangue” per portare avanti tante cose buone ma se tu non sei capace di dominare le tue passioni, saranno loro a dominarti. Fermati, fermati. (…)

Non essere così temerario, così azzardato da credere che tu te la caverai. “Ah, me la sono cavata fino a adesso, me la caverò…”. No. Te la sei cavata, sì, ma adesso non sai… Non dire: “La compassione di Dio è grande, mi perdonerà i molti peccati”, e così io vado avanti facendo quello che voglio. Non dire così.

E il consiglio ultimo di questo padre, di questo “nonno”: “Non aspettare a convertirti al Signore”, non aspettare a convertirti, a cambiare vita, a perfezionare la tua vita, a togliere da te quell’erba cattiva, tutti ne abbiamo, toglierla… “Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno perché improvvisa scoppierà l’ira del Signore”.

Papa Francesco, omelia di Santa Marta del 28 Febbraio 2019

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«Influencer»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/01/2019

«Senza alcun dubbio la giovane di Nazareth non compariva nelle ‘reti sociali’ dell’epoca, non era una influencer, però senza volerlo né cercarlo è diventata la donna che ha avuto la maggiore influenza nella storia. Maria, la ‘influencer’ di Dio. Con poche parole ha saputo dire ‘sì’ e confidare nell’amore e nelle promesse di Dio, unica forza capace di fare nuove tutte le cose. Volete essere influencer nello stile di Maria?».

(Papa Francesco, veglia della Gmg al Campo San Juan Pablo II, Panama)

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