FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘paura corona virus’

Cinque punti per affrontare il virus

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/03/2020

1 – La prima cosa da fare è non cadere negli estremismi lasciandosi prendere dal panico oppure relativizzando a tal punto dal ritenere eccessive le misure di sicurezza.

2 – Attenetevi alle indicazioni del Ministero della salute perché se ognuno fa la sua parte e cerca concretamente di essere prudente per sé e per gli altri, sicuramente porterà effetto.

3 – Per sconfiggere l’ansia e la paura ripartiamo dalla preghiera del cuore.

Prendete la corona del Rosario e pregate meditando i misteri della vita di un Dio che ci ha amato a tal punto da dare se stesso per noi.

Prendetevi dei tempi di silenzio e di meditazione in cui dialogare nel vostro cuore con Dio affidando a Lui ogni preoccupazione e chiedendo il dono della Pace.

Se la preghiera è autentica arriva sempre il dono della Pace nel cuore e sarà già una prima vittoria per affrontare meglio l’attimo presente nella Grazia di Dio.

Se avete la possibilità di andare in una Chiesa a pregare approfittate di questa occasione.

Se invece le Chiese sono chiuse è l’occasione propizia per imparare a considerarci davvero “tempo di Dio” imparando a “pregare in spirito e verità” come Gesù suggerisce alla samaritana.

Ovunque siate, se vi prendete un tempo adeguato di silenzio, schermandovi da ogni distrazione, potete aprire il cuore a Dio e chiedere il dono dello Spirito Santo.

4 – Chi è costretto a restare a casa investa bene il suo tempo.

Anziché guardare in modo morboso ogni news, ogni tg, ogni notifica sul cellulare… investire energie e tempo nelle relazioni con i vostri cari e trasmettete serenità a chi è solo e in ansia.

Se avrete pregato davvero avrete non solo il dono della Pace per voi ma anche per poterlo donare attraverso il tono della voce con una telefonata o in un semplice ascolto donato.

Investite il tempo nella lettura sana riprendendo quei libri messi in un angolo perché non avete mai il tempo per sfogliarli.

5 – Dopo aver aperto il cuore a Dio iniziate ad aprire anche la mente perché questa situazione ci può insegnare tanto.

Siamo davvero un’unica famiglia, la famiglia umana, non solo digitalmente connessa, ma legata da un unico destino in una unica casa comune da abitare.

Stiamo toccando con mano gli effetti di azioni singole che diventano globali e di quanto siamo fragili e deboli.

Pensiamo di poter fare ogni cosa nei nostri quotidiani deliri d’onnipotenza, quando viviamo come se Dio non esistesse… Poi basta così poco per renderci conto che ogni istante potrebbe essere l’ultimo e che siamo davvero fragili.

La vita è un dono unico, il tempo e i talenti che abbiamo sono la fiducia di un Dio che crede in noi a tal punto da renderci amministratori di così tanto!

Purtroppo noi ci comportiamo da proprietari di ogni cosa in modo egoista vivendo da solisti. Oggi apriamo gli occhi: possiamo sempre contagiare il mondo, ma possiamo decidere di essere portatori sani di amore, di pace, di gioia ovunque Dio ci concederà di vivere ogni attimo della nostra vita.

NON SIAMO ETERNI, MA CHIAMATI ALL’ETERNITÀ. PRIMA O POI CI VERRÀ CHIESTO CONTO DI COME AVREMO VISSUTO E AMMINISTRATO OGNI COSA AFFIDATACI. IN QUESTO MONDO GLOBALE IMPEGNIAMOCI NELL’INNESCARE PROCESSI DI BENE SEMPRE E COMUNQUE PERCHÉ – COME ABBIAMO VISTO – L’EFFETTO È ASSICURATO.

(Fonte: http://cavalieridellaluce.net/)

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«Mettendoci in ascolto della Parola di Dio ogni giorno, vogliamo leggere questi tempi con i Suoi occhi…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2020

«E’ una situazione a cui non siamo abituati, che ci preoccupa, ma soprattutto ora siamo chiamati a vivere, con la forza della fede, la certezza della speranza, la gioia della carità.

Mettendoci in ascolto della Parola di Dio ogni giorno, vogliamo leggere questi tempi con i Suoi occhi, aiutando le nostre comunità a tornare a Lui, a riscoprire ciò che è essenziale, a ritrovare il gusto della preghiera

Mi pare il programma migliore per avere il giusto atteggiamento in questo periodo di sfida per tutti.

Accogliamo TUTTI l’invito del Card. De Donatis?

Mercoledì 11 Marzo 2020, giornata di digiuno e preghiera per invocare da Dio aiuto per Roma, per l’Italia e per il mondo.

↓↓↓↓↓↓↓↓↓ CLICCA QUI PER SCARICARE ↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓

↓↓  LA VERSIONE INTEGRALE DELLA LETTERA  ↓↓

↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓

Lettera Messa Digiuno 11 marzo.pdf

 

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E se ci stesse chiedendo di tirare fuori la parte migliore di noi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/02/2020

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus non riesco a non guardarmi attorno e a osservare come, in situazioni come queste, ognuno reagisca col patrimonio interiore che si ritrova in dotazione.

C’è chi va nel panico e chi minimizza, atteggiamenti entrambi incoscienti che penso non portino a nulla di buono. Ma c’è anche chi cerca di vivere seguendo le disposizioni delle autorità e il buon senso. Molti si chiedono dove sia Dio in tutto ciò. Altri si chiedono perché Dio permetta questo.

Non ho risposte, a queste domande, ma ne sto trovando, giorno dopo giorno, a un’altra di domanda che da giorni mi urge dentro: cosa ci vuole dire Dio permettendo tutto questo? E se fosse questa l’unica domanda che ci porti a qualcosa di veramente sensato?

Vedo infatti tanta disperazione, lamentele, reazioni da ansia e stress, ma si cominciano a intravvedere anche lampi di quella umanità che sembrava essere un ricordo di altri tempi.

Parlo di medici e infermieri che si spendono con abnegazione non comune in turni massacranti esponendosi al rischio del contagio.

O della solidarietà nel mio posto di lavoro – quel turismo che ora è in ginocchio – tra categorie che prima si consideravano concorrenti e adesso collaborano in maniera solidale, umana.

E allora, sebbene continui a non sapere il perché Dio permetta tutto questo (ma poi saperlo farebbe qualche differenza?), mi chiedo se non ci stia chiedendo di tirare fuori la parte migliore di noi.

Stiamo vivendo una circostanza in cui possiamo esprimere il peggio o il meglio di noi, senza mezze misure. Sta a noi decidere cosa fare.

Sta a noi decidere anche cosa chiederci. Ho fatto queste riflessioni leggendo questo post del blog di una cara amica. “Diciamo sempre ascoltaci Signore e mai fa’ che ti ascoltiamo”, scrive l’autrice citando l’esegeta Silvano Fausti.

E conclude dicendo: «A noi spetta mettere i piedi nelle impronte delle Due Persone della Trinità. “Signore fa’ che io Ti ascolti.”»

Non è facile, ma sono convinto che ponendoci le domande giuste possiamo metterci davvero in ascolto di Colui che ci può guidare in questi giorni difficili e mettere davvero i nostri piedi nelle impronte di Dio, vivendo nella pace anche nelle conseguenze del Coronavirus.

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«Coraggio. Se l’economia deve girare, a maggior ragione deve girare la fede.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2020

Ci sta qualche misura di sicurezza, via il segno della pace, via l’acquasantiera. Va benissimo. Sono comunque “orpelli”. Ma sospendere la Messa per una minaccia che per ora non è oggettivamente gravissima, è un oscuro segno dei tempi.
Tenendo conto peraltro che in alcune aree del mondo andare a Messa significa rischiare ogni volta di essere uccisi, oppure percorrere chilometri a piedi con ogni condizione meteorologica.
Citando Sant’Agostino, un angelo conta tutti passi che queste persone mettono l’uno dopo l’altro per andare in chiesa. E qui da noi, mentre le chiese vengono chiuse per paura, I CENTRI COMMERCIALI RESTANO APERTI.
Allora, se neanche noi cristiani crediamo che la Messa sia importante ALMENO (sic!) quanto l’economia che «deve girare» (comandamento del capitalismo terminale), allora cosa resta della nostra fede?
Fosse la peste, non scriverei questo post. Ma la Messa non fu sospesa neppure durante l’epidemia di colera nella Torino di don Bosco.
Se i cristiani, appena un po’ più degli altri non mostrano meno ansia davanti alla morte, non sono forse il sale che ha perduto il suo sapore?
Coraggio. Se l’economia deve girare, a maggior ragione deve girare la fede. Con le giuste precauzioni, certo, ma senza panico.
«Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla Terra?».
N.B. L’aumento delle distribuzioni della Comunione sulla mano (che è un indulto e non un’alternativa, come pochi sanno) aumenta il rischio di profanazioni e furti, perciò VIGILARE.
(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova, col suo gentile permesso)
La mia esperienza personale nella malattia mi ha insegnato che il miglior atteggiamento da tenere in casi come questi che stiamo vivendo in questo periodo, sia quello proposto dalla Sacra Scrittura. Dove potremmo trovare luce migliore se non lì?
«Figlio, non avvilirti nella malattia,
ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

Purìficati, lavati le mani;
monda il cuore da ogni peccato.

Offri incenso e un memoriale di fior di farina
e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.

Fà poi passare il medico
– il Signore ha creato anche lui –
non stia lontano da te, poiché ne hai bisogno.

Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani.»

(Sir 38)
La traduzione letterale ebraica dell’ultimo versetto suona più o meno così: “Pecca di fronte al Creatore chi fa il forte davanti al medico.”
La Parola di Dio, che compone scienza e fede, natura e grazia, ci insegna a rispettare e a seguire il medico e la preghiera, affidandoci a lui per quando umanamente possibile e a Dio per quello che non lo è.
Chiediamo a Dio di vincere tutte le nostre paure e gli eventuali comportamenti che da queste potrebbero scaturire, e – perché no? – dopo aver usato serenamente tutte le giuste precauzioni, di proteggerci dal contagio.

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