FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘pregare per i defunti’

«Recito la prima parte dell’Ave maria, poi sto zitto e lei risponde con la seconda.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/07/2018

Rimasto vedovo, viveva da solo nella vecchia casa in cui aveva condiviso la vita con la sua Santina, declinendo l’invito dei figli a stabilirsi con loro.

Aveva accettato solo di farsi portare la cena a casa dai figlioli e a condividerla insieme, ma solo fino alle 20,30: «Poi lasciatemi in pace perché devo badare alle mie cose».

Una sera, verso le 22 una figlia, vedendo la porta aperta, decise di fargli visita: era estate e all’interno proveniva un borbottio sommesso. «Con chi starà parlando?» si chiese e, protetta dal buio, spiò all’interno: vide il papà seduto con la testa tra le mani e lo sentì che recitava l’Ave Maria.

Dopo aver detto la prima parte, stava in silenzio per qualche secondo per poi ricominciare da capo.

Colto di sorpresa, l’anziano non riuscì a nascondere il suo disappunto: «Ti ho detto di non disturbarmi…, non vedi che sono occupato?». «Ma se non c’è nessuno…», gli fa lei.

E lui, indicando la sedia vuota davanti a sé: «Sono in compagnia di tua madre: prima di morire le ho promesso che avremmo continuato a pregare insieme ogni sera il rosario. Così io recito la prima parte dell’Ave maria, poi sto zitto e lei risponde con la seconda.»

(Storia tratta dall’articolo “L’altra parte del rosario”, di don Davide Rota.)

Al di là di ogni facile romanticismo, l’insegnamento più bello che traggo da questa storia è che quando i nostri cari defunti ci mancano tanto, li possiamo ‘incontrare’ solo nella preghiera; non possiamo travalicare il ‘muro’ che separa questa vita dall’altra, va rispettato evitando di cercare strane (quanto pericolose) pratiche per contattarli, ma possiamo metterci, sia noi che loro, davanti a Dio e insieme pregare, come insegna da secoli la Chiesa

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“Pio IX che va su su! Oh quanto è bello! Tutto luminoso!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/05/2015

Immagine mostra. "Disegnare con la luce. I fondi fotografici del13 Maggio, ricorre l’anniversario di nascita di Papa Pio IX, nato a Senigallia nelle Marche il 13 Maggio 1792. Mi piace ricordare così il Pontefice che amava definirsi un “parroco di campagna”.

In una nobile famiglia cattolica del Belgio… un bambino di circa sette anni era moribondo. La madre addoloratissima se ne stava presso il letto, aspettando l’ultimo respiro del figlio.

Era il 7 febbraio 1878 alle 5 e tre quarti pomeridiane, al tocco dell’Ave Maria. A un tratto il bambino si anima, si solleva, fissa gli occhi al cielo e stende le braccia esclamando: Mamma, che vedo! — Che cosa vedi, figlio mio? — disse la madre. — Pio IX che va su su! Oh quanto è bello! Tutto luminoso! — La signora credendo che il bambino delirasse procurava di calmarlo, ma un istante dopo il bambino esclamava di nuovo: Oh mamma, che bella cosa! La Madonna quanto è bella e sorridente! Ha una corona preziosa in mano. Ecco va incontro a Pio IX, gli pone la corona sul capo. — Dopo essere rimasto un istante a contemplare così giocondo spettacolo, il bambino volgendosi alla madre, che era rimasta sbalordita, le disse: Mamma, sono guarito. La Madonna e Pio IX mi hanno benedetto e guarito.

Il bambino era guarito difatti e pieno di vigore. La pia signora che ignorava lo stato allarmante della salute del Pontefice, fuori di sé dallo stupore, mandò un domestico all’ufficio del telegrafo per chiedere se si avessero notizie da Roma. Purtroppo fu risposto: E giunto poc’anzi un dispaccio il quale dà l’infausta notizia che il Santo Padre è spirato alle 5 e tre quarti pomeridiane.

(Dai Processi di beatificazione del Servi o di Dio Pio IX).

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