FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘quaresima’

Quando chi ti sta accanto avvelena le tue intenzioni più belle…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/04/2019

Chi di noi non ha mai subìto almeno un giudizio come questi?

«”In realtà hai lasciato il tuo lavoro non per me, ma perché ti fa comodo cambiare città”.

“Mi avevi perdonato per amore? In realtà non avevi alternative a me, ecco tutto”.

“Dì la verità, hai aiutato quel tuo amico per arrivare a sua sorella”.

“Va in Chiesa perché è uno sfigato, non si spiega diversamente”.

“Tu fai miracoli perché hai il demonio addosso e operi in suo nome, evidentemente”.

Cristo conosceva anche questo dolore. Quello di vedersi avvelenate le intenzioni più belle da parte di chi gli stava accanto.

Si può dunque trasformare anche questo dolore in amore.»

Si può, si, affidandolo a Colui che lo conosce meglio di tutti.

(La parte tra virgolette è presa dall’Account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova.)

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Da ruminare…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/03/2019

Noi, quelli che: “Signore, Signore, voglio amare come ami tu” e poi scavalchiamo la gente in fila appena è possibile; anche davanti al confessionale.
Dal blog «DA RUMINARE» che consiglio di cuore di visitare ogni giorno.

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Rinuncia a qualcosa, aggiungi qualcosa, dai via qualcosa, prendi qualcosa, spegni qualcosa…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2019

In questi giorni leggo con piacere molte riflessioni sulla Quaresima, ma più vado in là con gli anni, più mi rendo conto che questo periodo liturgico è, in realtà un qualcosa di relativamente semplice.

Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta diceva che la Quaresima è il tempo per rendere bella la vita, il tempo per accorgerci delle bellezze che ci portiamo dentro. Ma come facciamo ad accorgercene se siamo continuamente intrattenuti da qualcosa?

Per farlo occorre fare silenzio, occorre liberarci da quelle cose che ci intrattengono, tappano, distraggono, distolgono dall’Essenziale.

In un blog americano (quanto sono pragmatici i nostri fratelli a stelle e strisce) ho trovato questi “five steps” per vivere la Quaresima che vi propongo aggiungendo alcune mie riflessioni:

1 – RINUNCIA A QUALCOSA. Oltre al digiuno il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo e all’astinenza dalle carni i venerdì di Quaresima, che non sono negoziabili per noi cattolici, è tradizione rinunciare a qualcosa che comporti un piccolo sacrificio.

“Che ipocrisia! Che perdita di tempo!”, affermano in molti ma pensate quale sacrificio potrebbe essere per quella madre di famiglia che rinuncia a quel quadratino di cioccolata dopo una giornata dietro a mille esigenze dei familiari.

L’obbiettivo di queste piccole rinunce è proprio quello di sentire il vuoto che troppo spesso tappiamo con mille intrattenimenti o con mille piccole soddisfazioni.

2 – AGGIUNGI QUALCOSA. Quando al “college” (in preda al fervore giovanile) digiunavo dall’alba al tramonto ogni venerdì, mi resi conto che, tra i tanti benefici, avevo più tempo.

Col digiuno e le rinunce quaresimali apriamo un vuoto temporale e spirituale. Può essere un tempo vuoto, ma anche una grande occasione.

Impiega questo tempo per pregare, ti assicuro che sarà fruttuoso. Un Rosario, una Coroncina della Divina Misericordia, ma anche un’ora di silenzio davanti al Tabernacolo oppure… aggiungi tu…

3 – DAI VIA QUALCOSA. Fare un’offerta per una giusta causa è un’ottima cosa, ma puoi essere anche molto creativo nel fare la cosiddetta elemosina.

Perché non fare un bel pacchetto con uno dei tuoi vestiti o accessori preferiti e donarlo a qualcuno che ne ha veramente bisogno? Puoi anche dare il tuo tempo aiutando un anziano vicno, una madre single, un senza tetto, fare la spesa per una famiglia bisognosa della parrocchia.

4 – PRENDI QUALCOSA. Viviamo in una cultura “Io-centrica” (so che si dice egocentrica ma io-centrica rende meglio vero?), ci piace il controllo, ci piace il comfort, ci piace fare da noi. Ci fa star bene per un po’, anche per un periodo ma, alla fine, tutto questo controllo ci mostra solo che ci stiamo perdendo i piani di Dio per noi.

Il mio sacerdote usa l’espressione navel-gazing (navel: ombelico e gazing: fissare) che si potrebbe tradurre come fissarsi l’ombelico. Provate a farlo, non riuscirete a vedere nient’altro intorno a voi. Così concentrati su noi stessi, ci perdiamo la chiamata di Dio.

TEMPO DI QUARESIMA: QUANDO I CRISTIANI CAMBIANO LA PELLE DEL CUORE.

Come allargare il nostro sguardo? Cerca qualcunod a servire, impegnati in un nuovo ministero, c’è tanto bisogno in parrocchia…, fallo almeno per la Quaresima. Se non hai tempo, prova a chiacchierare per cinque minuti col collega che non si fila nessuno, o trascorri con lui la pausa pranzo… Le idee non ti mancheranno…

5 – SPEGNI QUALCOSA. Viviamo tutti online, e questo ci porta continuamente da qualche altra parte, stiamo qui ma col cuore stiamo là… In questa Quaresima scegli di spegnere qualcosa.Puoi scegliere di rinunciarvi per tutta la Quaresima (scollego Facebook per sei settimane!) oppure puoi rinunciare un giorno a settimana o un tempo per ogni giornata in cui fai tacere tutto, pensa che libertà… Non è un sacrificio come gli altri e non li sostituisce, perché questo è un sacrificio di convenienza che sarà utile alla nostra mente.

Questi piccoli consigli ci saranno utili per cambiare pelle al cuore, come dice una bella espressione spagnola, e permettere che incontri, alla fine del cammino quaresimale, Gesù, il risorto che è passato per la Croce.

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24 Ore per il Signore

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/03/2018

«Celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica»

Sarà Papa Francesco a dare il via con la Celebrazione Penitenziale in San Pietro a questa grande iniziativa, partita da Roma ma cresciuta molto velocemente e divenuta, oramai, di respiro mondiale, nel corso della quale le Diocesi nei cinque continenti saranno unite spiritualmente al Santo Padre, per offrire a tutti la possibilità di fare esperienza personale della misericordia di Dio.

Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 17:00, nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco presiederà la Celebrazione Penitenziale di apertura della consueta iniziativa 24 ORE PER IL SIGNORE, promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Come ci ha ricordato il Santo Padre nel Messaggio per la Quaresima:

“Una occasione propizia sarà anche quest’anno l’iniziativa 24 ore per il Signore, che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica.

Ispirandosi alle parole del Salmo 130,4: «Presso di te è il perdono», in ogni Diocesi almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale”.

Come scoprire chi ha aderito all’invito di Papa Francesco?

Inserisci «24 Ore per il Signore 2018 diocesi» su Google per scoprire chi nella tua città ha aderito all’invito del Papa.

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Chi è senza peccato…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/03/2016

Italietta_01«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» disse Gesù agli scribi e ai farisei che volevano lapidare la donna adultera e rivolgendosi a lei dopo che tutti se ne erano andati le disse «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Giovanni 8).

Che alla fine di questa Quaresima possiamo essere tutti migliori cittadini, della terra, come del cielo.

La nostra condotta dice tutto…

Da dove viene la corruzione?

Pensi che venga da Berlusconi?

Da Penati?

Da Ciarrapico?

Da Del Turco?

Da Dell’Utri?

Da Previti?

Dai politici corrotti di Roma Capitale?

Dai più di cento parlamentari condannati di tutti i colori politici?

Italietta_02L’italiano è così:

1 – Parcheggia sul marciapiedi infischiandosene dei divieti.

2 – Cerca il vigile amico o amico dell’amico per farsi togliere la multa.

3 – Scambia voti per qualsiasi cosa, un lavoro, una raccomandazione.

4 – Parla al telefono mentre guida.

5 – Parcheggia in doppia o tripla fila davanti alle scuole.

6 – Guida dopo aver alzato il gomito.

7 – Si intrufola a destra non appena si forma un ingorgo.

8 – Cerca di saltare le file con le scuse più disparate.

Italietta_039 – Si butta malato senza esserlo.

10 – Non paga l’IVA o fa scrivere importi più bassi sulle ricevute.

11 – Parcheggia nei posti riservati per i disabili, “tanto è per due minuti”.

12 – Quando viaggia per lavoro presenta scontrini gonfiati.

13 – Manomette i tachimetri delle macchine per venderle a prezzi maggiori.

14 – Compra prodotti pirata essendone del tutto consapevole.

15 – Salta i tornelli della metropolitana.

16 – Preleva dall’ufficio attaches, buste da lettera, matite, fogli, fa fotocopie, come se ciò non fosse un furto.

17 – Sale sull’autobus senza biglietto.

Italietta_0418 – Imbianca casa con operai al nero.

19 – Usa la corsia preferenziale senza complessi.

20 – Sfrutta stranieri per la vendemmia e la raccolta della frutta.

21 – Fuma infischiandosene dei divieti.

22 – Butta le cicche per terra.

23 – Non raccoglie la cacca dell’amato canino al guinzaglio.

24 – Timbra il cartellino per sé e per altri.

E pretende che i politici siano onesti…

Si scandalizza quando sfruttano i loro privilegi ma…

Questi politici non provengono dallo stesso popolo italiano?

Italiano, alla fine cosa reclami?

Siamo tutti pronti a indignarci lanciando la prima pietra ma siamo disposti a cambiare comportamento a cominciare da noi stessi?

Diamo il buon esempio!

Diffondi questa idea!

Si parla tanto di lasciare un pianeta migliore per i nostri figli.

Giusto, ma ci dimentichiamo di lasciare figli migliori per il nostro pianeta – educati, onesti, etici, responsabili, anche quando nessuno li guarda – attraverso il nostro esempio.

Ce ne sono di spunti per vivere bene questa Pasqua no?

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Offline

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2016

Offline_01

Per questa Quaresima ho deciso di stare offline ogni venerdì. Niente internet, né social network; il pacchetto dati del cellulare verrà staccato e il PC di casa resterà spento tutti i venerdì, fino a Pasqua.

Il primo giorno di Quaresima quest’anno, per me, coincide anche con l’inizio di una ventina di giorni di riposo forzato a causa di un intervento ortopedico a un piede che, mi consentirà di camminare meglio, anche spiritualmente visto che avrò più tempo per pregare.

Ho cominciato finalmente a leggere il primo della bella catasta di libri con cui ho pensato di passare la convalescenza.

E leggendo ho capito due cose.

Che in questo venerdì offline ho letto di più, approfondendo meglio, vivendo le letture con più intensità.

Mi sono anche reso conto del fatto che io, lettore vorace ai limiti del bulimico, da quando è arrivato questo internet-sempre-subito-e-ovunque mi stanco prima, come se l’essere sempre online mi avesse reso affamato di informazioni brevi, usa e getta, atrofizzando la capacità di andare in profondità.

Oscar_02A me la rete piace, è uno strumento che dà delle libertà che prima erano impensabili, ma quando questo strumento, alla lunga ci abitua ad assaggiare tutto ma assaporare niente, a pensare rapidamente ma a riflettere sempre meno, non è più lui al nostri servizio, ma siamo noi al suo.

La posso dire tutta? Tornare offline – sebbene per un giorno – è stata una figata😜. Ops sorry (questa è per il mio direttore spirituale) una grazia👼! Ok (sempre per il mio direttore spirituale) oltre che leggere ne approfitterò per pregare di più, starò offline per stare più online con Dio 😉.

P. S. Stare offline ha giovato anche all’umore e ho avuto il piacere di fare delle telefonate che non avrei mai fatto avendo Uazzappe a disposizione.

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Dire si alle cose importanti…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/03/2015

Minimalism_02

Il minimalismo richiede lavoro e sforzo. Consiste nell’esercizio di non dire si a troppe cose in modo da concentrarsi nel dire si alle cose importanti. E’ anche risaputo che il minimalismo faccia bene sia al corpo che allo spirito.

La Quaresima è il tempo del minimalismo, sia dentro che fuori. Siamo invitati a visitare il deserto, come Gesù, e a dire no al troppo cibo, al troppo rumore, ai troppi accessori, alle troppe festività, alle troppe cose, alle troppe attività, ecc.

Sbarazzarsi di cose, acquistarne di meno, farne di meno, andare in meno posti: tutto questo comporta uno stabilire le priorità e farlo con impegno. E’ più facile lasciare che le cose si accumulino, restare disorganizzati, accettare ogni invito e impegno. E’ più facile a breve termine ma, nel lungo termine è più sano avere delle priorità, e a rimanere con quello che è davvero importante per te. Darsi delle priorità è una componente cruciale della felicità.

Vivere semplicemente, piuttosto che dire di si a tutto, rende più facile fare delle scelte. Uno dei problemi che abbiamo oggi è quello di avere troppa informazione, troppo intrattenimento, troppi stimoli, troppe opzioni, troppi negozi di alimentari, troppe risorse online.

Se impariamo a limitare noi stessi e le infinite opzioni che abbiamo, farà bene alla semplicità, alla sanità e al successo nella vita. Se hai pochi vestiti nell’armadio ma tutti funzionali e buoni, ti servirà meno tempo per sceglierne uno da indossare e ne avrai di più per fare ciò che è importante.

Se limiti il numero di gruppi e blog di cucina che segui, avrai più tempo per diventare davvero brava a realizzare quelle poche ricette scritte a mano nel tuo quaderno delle ricette. Se rassetti la tua casa meno spesso, forse ti renderai conto della gran quantità di cose che hai, e di quanto tempo ci voglia per pulirle tutte, e di come potresti usarlo meglio per buttare via quelle che non usi.

Minimalism_01Viviamo in un’epoca in cui acquistare cose è diventato veloce e facile, e consumarle è ancora più facile e veloce.

Sto rileggendo il libro “La casa nella Prateria” (“The Little House” in inglese, la piccola casa) e parte del suo fascino era proprio in quella piccola casa. Avevano così poche cose e così poche priorità (sopravvivenza, famiglia, ecc.) che la loro vita era davvero concentrata e intensa. Il loro tempo era impiegato in cose davvero essenziali per loro e non negli innumerevoli hobby o decorazioni o nel corso che fa più tendenza.

Anche la Chiesa ci invita a un minimalismo interiore in questa stagione, strappar via tutto quello che ci distoglie dalla priorità delle priorità, l’unica via per tornare alla casa di nostro Padre, l’unico vero obiettivo di santità qui sulla Terra. Siamo invitati a digiunare dalle cose che consideriamo essenziali come il cibo, per renderci conto che possiamo essere più minimalisti di così.

Siamo invitati a concentrarci sulla grande immagine della storia della salvezza e a rimuovere il nostro disperato bisogno di aqcuistare cose, fare cose e, in generale, distoglierci dalla nostra debole condizione di polvere.

[Tradotto dal mio blog cattolico americano preferito: Ignitum Today: http://www.ignitumtoday.com/2015/03/04/minimalism/%5D

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Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/04/2014

Nairobi00Giovedì Santo.

Questo è il Vangelo che celebriamo oggi…

Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.  Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi“. (Gv 13,12-15)

Ecco una testimonianza di una coppia di sposi che, accogliendo l’invito di Gesù ripercorrendo coraggiosamente le orme di Madre Teresa di Calcutta, hanno trascorso la loro luna di miele in una missione delle Missionarie della Carità a Nairobi.

“Ho sete” e “Vieni, sii la mia Luce”. Delle semplici quanto incisive parole proferite dal Signore che da anni ci spingevano a vivere la nostra prima esperienza missionaria, a lasciare gli itinerari classici e comodi per servire i fratelli ultimi e in essi il nostro amatissimo Gesù. Quello stesso Gesù che ci ha donato la conversione di coppia nel 2004,che ci ha dato la grazia di ricevere il suo sigillo sacramentale nell’agosto 2011 e che da sempre ci custodisce sul palmo della Sua mano. Di certo una scelta controcorrente e da qualcuno criticata ma da noi tanto desiderata e sospinta da quell’esempio dato dalla cara Madre Teresa e dalle sue suore che nel mondo portano a tutti la Luce di Gesù.

Nairobi01L’impatto con gli immensi slums di Nairobi (es. Huruma, Korogocho) e soprattutto con l’umanità sofferente che li vive la sua esistenza non è stato affatto facile perché lontano dai nostri canoni occidentali a cui siamo abituati. Le difficoltà non sono mancate ma in verità Gesù non ci ha mai lasciato soli, la sua viva presenza e la calorosa  esemplare accoglienza delle Missionarie ne è stata la prova. Una domanda a cui solo con questa esperienza siamo riusciti a dare una risposta era il perché si leggesse la Gioia sui volti delle missionarie: razionalmente non ce ne sarebbe motivo, ma in realtà siamo testimoni di come le parole di Gesù siano veritiere, di come quella luce che scaturisce da una stretta intimità con lui porta sollievo nelle sofferenze e la croce anche la più pesante diviene più leggera. Le diverse case delle missionarie che abbiamo visitato in Nairobi ci sono sembrate piccole briciole di Paradiso cadute sulla terra intorno sofferente.

LO AVETE FATTO A ME

LO AVETE FATTO A ME

Nella casa che si trova nel bel mezzo dello slum di Huruma ci siamo occupati, per quello che potevamo, di tutti quei piccoli citati dal Vangelo: orfani, minorati, malati, diversamente abili fisici e mentali. Abbiamo dato loro non solo le nostre mani ma anche il nostro cuore, le nostre carezze e il nostro affetto vincendo l’istintiva ripugnanza ripetendoci tra di noi le stesse parole di Gesù “l’avete fatto a Me”. Altro frutto di questa esperienza è la rinnovata fierezza di far parte della Chiesa Cattolica, siamo testimoni di come le missionarie portino alto il vessillo della carità verso i poveri contro ogni calunnia di chiesa opulenta e disinteressata. Dinnanzi tutta questa umanità sofferente non nascondiamo dei sentimenti di sconforto e di impotenza che però abbiamo superato, grazie all’Eucarestia e alla SS. Messa, come sentinelle in attesa di quel amato giorno in cui saremo tutti in Lui, nella Gerusalemme celeste ove non ci sarà pianto o dolore. Senza Gesù nel cuore e solo per mera filantropia non saremmo mai partiti. In occidente si discute spesso di povertà, di ultimi, ma sono poche le anime che pensano di migliorare questo mondo con una semplice piccola azione, un piccolo gesto, un piccolo esempio: “Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe” ebbe a dire la cara Madre Teresa.

Siamo partiti con l’intento di dare qualcosa di nostro ma abbiamo ricevuto dai fratelli molto di più: i sorrisi dei bimbi, la dignità dei poveri, l’affetto delle Missionarie, la pace scesa nei nostri cuori come piccola pregustazione del paradiso. A chi ci chiede se lo rifaremmo o consiglieremmo rispondiamo subito in senso affermativo; è stata l’esperienza più bella e toccante che ci potesse capitare ed è stata l’ennesima grazia che Dio ci ha fatto senza merito alcuno. Gesù, è proprio vero, non è capace di deludere mai.

(Testimonianza dei volontari Flavio e Manuela Tùmino presa dal sito http://www.motherteresa.org)

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La corona del sacrificio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/03/2014

In un libro per bambini, tempo fa leggevo a mia figlia:

Gesù e Maria sono come dei cercatori di tesori.

Percorrono continuamente la terra alla ricerca di un bambino che abbia preparato per loro un sacrificio-regalo. E quando ne trovano uno, lo prendono in fretta e… sai cosa ne fanno? Vanno a soccorrere chi è in pericolo o chi è nel peccato, nel buio o chi sta preparando una cattiva azione.

Ne parlo anche qua in un vecchio post.

Offrire sacrifici come atto di comunione con Gesù e tra gli uomini. Non è quello che cerchiamo di fare in questo periodo di Quaresima?

E così, io che sono un cercatore di fermenti cattolici… cercando cercando, in un bel blog cattolico americano ho trovato questa chicca che ho tradotto per voi.

Non è che un segno per vivere, in famiglia, la Quaresima. E’ utile soprattutto per coinvolgere i bambini (ma non solo) a offrire piccoli sacrifici a Gesù.

Ogniqualvolta si offre un sacrificio, una rinuncia, un digiuno, a Cristo, si toglie una spina dalla corona…

Un’americanata? Forse ma a me è piaciuta tanto…

La facciamo anche noi?

“Tutorial” per fare la CORONA DEL SACRIFICIO. 

Corona_01

1. Raccogli dei rametti e immergili in acqua calda per una trentina di minuti per ammorbidirli.

Corona_02

2. Legali formando un cerchio e sovrapponili. Sistemali come più ti piace e legali ancora gli uni agli altri ove occorra.

Corona_03

3. Usa degli stuzzicadenti o la parte finale di spiedini, come ho fatto io.

Corona_05

4. Dipingili. Io li ho dipinti tutti insieme in una tazza. lucidali con del trasparente e quindi lasciali asciugare sulla carta assorbente.

Corona_06

5. Sistema gli stuzzicadenti sulla corona. Aiuta sistemare il tutto su di un piatto così da poter prendere più agevolmente la corona quando sarà terminata.

Corona_07

6. Ammira la tua opera d’arte! Noi la usiamo durante questa Quaresima come la CORONA DEL SACRIFICIO: togliamo una spina ogniqualvolta offriamo un sacrificio a Cristo

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