FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘relativismo’

«L’opera sei tu!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/01/2022

In un mondo sempre più diviso tra relativismi ed estremismi, il filosofo Marco Guzzi propone un percorso verso la liberazione interiore frutto di decenni di studio e di esperienze spirituali.

Vale la pena ascoltare fino alla fine del video un uomo che ha il coraggio di guardare e dire la crisi di questi tempi, proponendo però un atteggiamento, un percorso che aiuta a trovare il senso più profondo della propria vita e la pace necessaria per essere luce anche in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo.

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«Non togliete quel Crocifisso!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/10/2019

Non è la richiesta accorata di un prete o di un blogger cattolico ma il grido di una scrittrice che ho tanto amato in gioventù: Natalia Ginzburg, di religione ebraica ma che si professava atea, scrisse per L’Unità un articolo sul crocefisso che merita, oggi, di essere riletto.

Non togliete quel Crocefisso

«Il crocifisso non genera nessuna discriminazione.Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?

Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O vogliamo smettere di dire così?

Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.

Il crocifisso fa parte della storia del mondo.

Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.

Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. È vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà tra gli uomini.

Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.

Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto. Il crocifisso fa parte della storia del mondo.»

L’Unità 22 marzo 1988

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“Sacerdoti, (…) siete grandi, siete creature immense…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/05/2015

Enrico Medi 01Lettera aperta ai sacerdoti di Enrico Medi.

Sacerdoti,

io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto.

Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa.

Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra».

Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.

Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.

Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!

Enrico Medi 02Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!

Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».

Sacerdoti, parlateci di DIO!

Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO.

Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!

Enrico Medi 03Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!

Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

Enrico Medi, laureatosi insieme a Enrico Fermi, docente di Fisica all’università di Palermo e poi di Roma, Deputato dal 1946, nel 1953 rinuncia alla politica per dedicarsi interamente alla scienza e all’apostolato.

Nel 1958 viene nominato vice presidente dell’EURATOM, nel 1965 si dimette per gravi motivi di coscienza.

Nel 1966 viene nominato dalla Santa Sede membro della Consulta dei Laici per lo Stato Città del Vaticano. Muore il 26 maggio 1974.

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“Chi ha paura del bambinello?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/12/2014

PAPA: BENEDIZ. BAMBINELLIUn post scritto qualche anno fa, sempre attuale… Purtroppo…

E anche quest’anno è arrivato il momento della recita natalizia a scuola di mia figlia.

Ero felice di essere riuscito a prendermi un giorno di permesso per potervi partecipare senza l’ansia di dover scappar via per recarmi al lavoro.

E così alle 9.30 ero a scuola, con tutta la mia famiglia, pronta a commuoversi, come da copione, alla recita del loro tesoro.

Tutto è pronto, il sipario scintillante di fili d’oro ed i le stelle si apre e i nostri cuccioli tutti in fila cantano convinti una bella canzoncina natalizia: è Natale e a Natale si può dare di più…… Praticamente impossibile non commuoversi…

Parte la recita e vari personaggi si interrogano su cosa sia il Natale.
– Cos’è il Natale, dice una stella? Non sai cos’è? E’ la festa più bella che c’è – risponde la Luna
– Per me il Natale è neve – dice la nuvolina.
– Per me è darsi la mano – dice Sole.
– Sono d’accordo, il Natale è donare – dice Marte.
– Per me Natale è Pampepato! – dice Mercurio.
– E io aggiungo il Panettone – dice Giove.

E così via con Venere, Saturno e altri pianeti ognuno dei quali diceva la sua.

Poi la canzoncina su Babbo Natale con le renne che corrono nel cielo tutte contente (contente di cosa che nel peggiore dei casi gli tocca farsi un mazzo incredibile?).

Comunque, i bambini erano deliziosi, come sempre, anche la recita era decisamente bellina, suggestiva, tutto ok. Ma Gesù?

Il grande assente del 25 Dicembre è stato cassato anche dalla scuola di mia figlia.

Ora.

bambinello01Mi si potrebbe dire che sono il solito teocon che rompe le scatole, e forse è vero ma non si può negare un fatto:

Il Natale o la nascita – come la si voglia chiamare – di Colui che ha diviso la storia a metà, è un fatto storico, per tutti, credenti o non, atei o agnostici, ebrei o musulmani.

Mi è stato detto da una maestra che la scelta si è imposta perché ci sono bambini di altre religioni. Giusto, ma il Natale resta un fatto storico, quello della nascita di Gesù, comunque lo si voglia intendere. Non penso che un genitore ebreo si offenderebbe visto che la sua religione considera Gesù un ebreo giusto e un profeta (il padre di una compagna di mia figlia, ebreo osservante, non avrebbe avuto nulla in contrario, da uomo intelligente che è), e neanche un musulmano, visto che il Corano rispetta e venera Gesù e la Vergine Maria. E l’ateo non dovrebbe avere problemi al sentir nominare la nascita di quello che comunque sia, è un personaggio storico realmente esistito.

Conclusione: è giusto che la scuola sia laica, ma perché eliminare ogni riferimento- anche neutro – all’unico che ha diritto di essere festeggiato a Natale?

Perché CENSURARE LA STORIA per PAURA?

Chi ha paura del grande assente del 25 dicembre?

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