FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘San Giovanni Paolo II’

«Il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e d’amore per chi a Lui ricorre con fiducia»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2017

La Divina Misericordia contemplata da San Giovanni Paolo II

«L’amore di Cristo risana le ferite del cuore umano e comunica alla persona mediante la grazia la vita stessa di Dio.

“Gesù confido in Te!”, è semplice ma profondo questo’atto di fiducia e di abbandono all’amore di Dio.

Nelle difficoltà dell’esistenza come nei momenti di gioia e di entusiasmo affidarsi al Signore infonde pace nell’animo, induce a riconoscere il primato dell’iniziativa divina e apre lo spirito all’umiltà e aklla vberità.

“Gesù confido in Te!”, migliaia di devoti in ogni parte della terra ripetono questa semplice ed espressiva invocazione;

nel cuore di Cristo trova pace chi è angustiato dai crucci dell’esistenza,

ottiene sollievo chi è afflitto dalla sofferenza e dalla malattia,

sperimenta la gioia chi si sente stretto dall’incertezza e dall’angoscia

perché il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e di amore per chi a Lui ricorre con fiducia.

Si tratta di un proficuo cammino di fede che siamo invitati a percorrere sostenuti da Maria Madre della Divina Misericordia,

alla sua scuola apprenderete la sublime arte di fidarsi di Dio,

seguendo Maria come fece santa Faustina Kowalska, suor Faustina, potrete compiere la volontà di Dio pronti a servire generosamente la causa del Vangelo;

potrete percorrere la strada che conduce alla santità, vocazione di ogni cristiano.

Questo vi auguro e per questo prego mentre vi benedico di cuore.»

 Dal sito del Vaticano http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_doc_20020629_decree-ii_it.html modalità per l’indulgenza plenaria in questo giorno di grazia. 

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“Ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2017

claudia_02Claudia Koll racconta a Radio Vaticana la sua conversione alla scuola di Santa Faustina Kowalska

Claudia – Io ho iniziato a partecipare alla rassegna “Ritratti di Santi” leggendo la vita di San Giovanni Paolo II, quando ancora non era canonizzato. Con la lettura di Santa Faustina è come se, in qualche modo, si incontrassero due Santi che sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.

“Il più grande attributo di Dio”, dice Santa Faustina nel suo Diario, è “quello della misericordia”: è il grande messaggio della Divina Misericordia che il Signore ha voluto consegnare attraverso questa suora polacca tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando l’umanità stava soffrendo particolarmente.

E San Giovanni Paolo II ha accolto questo grande messaggio, non solo scrivendo la “Dives in Misericordia”, ma anche canonizzando la suora e istituendo la Festa della Divina Misericordia.

Radio Vaticana – Una Santa che è attuale anche per i nostri tempi?

Claudia – Certo, perché l’uomo di oggi è smarrito, ha perduto la relazione con Dio e quindi è nella disperazione. Il compito della Chiesa, come diceva San Giovanni Paolo II, è quello di innalzare il grido al Signore per impetrare la misericordia, non solo per sé stessi, ma per il mondo intero. Così è la preghiera che Gesù ha consegnato a Santa Faustina.

R.V. – C’è una prossimità particolare che la lega a Faustina Kowalska…

claudia_01Claudia – Sì, è profondamente legata a me. Io sono ritornata al Signore nell’anno 2000, l’Anno del Giubileo, quindi sono una figlia del Giubileo del 2000. E questo mio ritorno è stato anche un ritorno sofferto, attraversato da diverse contraddizioni.

Perché ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità.

In questo mio percorso ho avuto uno scontro frontale con il Maligno. Ricordo che un giorno nella mia stanza mi sentivo tentata dal Maligno, pregai il Padre Nostro stringendo fra le mani un crocifisso che mi aveva regalato pochi giorni prima un amico. Da quel momento, ho scoperto la potenza, non solo della preghiera, per arrivare al cuore di Dio, ma di questa particolare preghiera: cioè rivolgersi al Padre con l’intercessione dei meriti della Passione e morte di Cristo, perché quel giorno stringevo tra le mani il Crocifisso.

Quindi, di conseguenza, quando ho incontrato il messaggio della Divina Misericordia, così come viene presentato da Santa Faustina Kowalska nel suo Diario, mi sono riconosciuta e ho visto che alcuni passaggi della mia conversione erano come messi a fuoco nel Diario.

Allora, nella mia piccola esperienza, dopo essere stata toccata dall’amore di Dio, ho sentito il bisogno di restituire questo amore alle persone che il Signore mi metteva davanti attraverso un’Associazione che si chiama “Le opere del Padre”, dedicate a Dio Padre, che hanno questa spiritualità della Divina Misericordia.

Nel Diario di Santa Faustina, Gesù le dice: “Se si medita la Passione di Cristo con il cuore, si ottengono molte grazie”. E io dico che la grazia principale per me è già quella di meditare da tanti anni la Passione e di non essere mai stanca di meditarla. Il Signore opera sempre liberando l’uomo dal buio.

(…)

Fonte: Sito ufficiale della Radio Vaticana

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La storia di Emilia che non abortì

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/02/2017

emilia_01

“Lei deve abortire signora. Non ha nessuna alternativa purtroppo.”

emilia_02Queste furono le durissime parole dei medici per la terza gravidanza di Emilia che sbiancò e si appoggiò al braccio del marito.
Continuarono: “È malata ai reni e il suo cuore è appeso ad un filo… rischiate di morire entrambi. Nelle sue condizioni non riuscirà a portare a termine la gravidanza, il suo bambino, per il quale vuole sacrificare la sua vita, morirà“.

La salute di Emilia cominciò a vacillare sin dalla seconda gravidanza; era soggetta a fortissimi mal di schiena che la costringevano a letto per giorni interi. I medici dicevano che aveva i reni compromessi.

Emilia non prese in considerazione l’idea dell’aborto nemmeno un attimo. Sì affidò a Dio.

emilia_03Quel bambino nacque il 18 maggio 1920 in Polonia col nome di Karol Josef Wojtyla.

Emilia visse ancora per nove anni sopportando il dolore con fede, col sorriso, senza parlare mai dei suoi disturbi.

Il resto della storia lo conosciamo.

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“Devo incontrare i potenti del mondo. Con quale argomento? Mi rimane quello della sofferenza e dico loro: capitelo!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/10/2016

L’Angelus più carismatico di San Giovanni Paolo II

Nella Trinità si può intravvedere il modello originario della famiglia umana.

Il noi divino costituisce il modello eterno di quello specifico noi umano costituito da un uomo e una donna che reciprocamente sidonano in una comunione indissolubile e aperta alla vita.

“Se il Signore ti ha chiamato tu devi introdurre la Chiesa nel terzo millennio.” Con la preghiera, con le iniziative ma non basta, si doveva introdurla con la sofferenza.

La famiglia è minacciata, aggredita! Dev’essere aggredito il Papa, deve soffrire il Papa, perché veda il mondo…

Devo incontrare i potenti del mondo. Con quale argomento? Mi rimane quello della sofferenza e dico loro: capitelo!

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“La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/08/2016

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Un seminarista e missionario del Preziosissimo Sangue, Giampiero Lunetto, ventottenne di Partinico, già prossimo al sacerdozio e che studia a Roma, dopo aver visto in sogno San Giovanni Paolo II, è guarito da una rara malattia generativa ai muscoli, per la quale non esiste alcuna cura: il suo futuro era in una carrozzina.

Giampiero_015“Adesso – afferma – sono completamente guarito. Gli ultimi esami, arrivati proprio in questi giorni, hanno confermato che la malattia non c’è più. Questo è un grande miracolo per me. La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne.”

Giampiero Lunetto per la prima volta racconta di questa prodigiosa guarigione e della sua malattia, definita dallo stesso “un’opportunità da non perdere. Un’opportunità datami da Dio lo scorso anno, per essere più forte, per crescere come persona e come cristiano“.

Toccante e carica di profonde riflessioni, la lettera che questo seminarista ha scritto a Benedetto XVI, dal quale è stato ricevuto in udienza privata. Una lettera alla quale il Papa emerito ha risposto, dicendogli che le parole che aveva scritto l’avevano profondamente commosso.

Giampiero_02Giampiero Lunetto lo scorso 16 giugno (2014 n.d.r.) ha incontrato anche Papa Francesco, che lo ha incoraggiato a proseguire il suo cammino d’amore.

(Tratto da un articolo di Graziella Di Giorgio del Giornale di Sicilia del 23 ottobre 2014)

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“La famiglia non può essere manipolata da nessuno”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/10/2015

GPII_01Con queste parole San Giovanni Paolo II si rivolgeva nella lettera ai Capi di Stato di tutto il mondo e al Segretario Generale dell’ONU, il 19 marzo 1994

Tremendamente attuali, in alcuni stralci appare addirittura profetica.

(…) il focolare domestico resta quella scuola di vita, dove le tensioni tra autonomia e comunione, tra unità e alterità sono vissute a un livello privilegiato e originale.

Vi è lì, credo, una sorgente di umanità da cui sgorgano le migliori energie creatrici del tessuto sociale, che ogni Stato dovrebbe gelosamente preservare.

(…) Guardando all’anno duemila, come non pensare ai giovani? Che cosa viene loro proposto? Una società di “cose” e non di “persone”. Il diritto di fare liberamente tutto fin dalla più giovane età, senza freni, ma con il massimo della “sicurezza” possibile.

GPII_02Il dono disinteressato di sé, il controllo degli istinti, il senso della responsabilità sono nozioni considerate legate a un’altra epoca. (…) V’è da temere che domani questi stessi giovani, divenuti adulti, chiederanno conto ai responsabili di oggi per averli privati di ragioni di vita, avendo omesso di indicare loro i doveri di une ssere dotato di cuore e di intelligenza.

E’ importante non indebolire l’uomo, il senso del carattere sacro che egli ha della vita, la sua capacità di amare e di sacrificarsi.

Si toccano qui alcuni punti sensibili attraverso i quali le nostre società si costruiscono o si distruggono.

[Lettera ai Capi di Stato di tutto il mondo e al Segretario Generale dell’ONU del 19/3/1994 – Fonte “La famiglia nel cuore e nelle parole di Giovanni Paolo II, E. Paoline, pagg 303-306]

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“E’ Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/01/2015

Suor Fulvia, monaca di clausura che ha ascoltato la sete di felicità che Gesù mette nel cuore di molti giovani, accogliendo l’invito di un Papa santo.

<<Io credo di aver solo intuito che dietro questa forma di vita si racchiudeva un segreto, una possibilità di una vita piena, un po’ come le acque dei fiumi che vengono raccolte dagli argini, se sono lasciate disperse non hanno potenza; le acque raccolte fluiscono con maggior forze.

Papa-Wojtila-Giornata-mondiale-della-gioventùLa vita claustrale è un generatore di energia per la vita della Chiesa.

La Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 a Tor Vergata, Giovanni Paolo II, vecchio e stanco, e che comunque mi è sempre sembrato un uomo felice, felice della sua vita, un testimone verace, parlando a questa folla sterminata che eravamo noi disse:

“In realtà è Gesù che cercate, è Gesù che cercate quando sognate di felicità.

E’ Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate.

E’ Lui la bellezza che tanto vi attrae.

E’ Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso.”

E io gli ho creduto, profondamente ho capito che tra quei due milioni di persone stava parlando a me.>>

 

 

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Pregare, lavorare, sorridere

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/09/2014

01_GPII_pregareI tre verbi di San Giovanni Paolo II nei ricordi di Joaquin Navarro Valls ex portavoce del Papa santo.

“Pregare, lavorare, sorridere”.

Con questi tre verbi Joaquin Navarro Valls ha riassunto la biografia di Karol Woytila, intervenendo alla presentazione del libro “Accanto a Giovanni Paolo II”.

PREGARE

Vedere pregare Giovanni Paolo II – ha testimoniato il suo portavoce – era come afferrare un’infinitezza in cui lui si immergeva e permetteva di vedere dove andava il suo sguardo.”

“Non parlava quasi mai della sua interiorità”, ha detto Navarro Valls, “ma un giorno, a proposito della santa Messa mi ha detto: ‘E’ IL BISOGNO PIU’ PROFONDO DELLA MIA ANIMA’.

In Giovanni Paolo II, in altre parole, “la preghiera non appariva come un’attività a sé, ma come un’attività che teneva unita tutta la sua vita, dava senso e direzione a tutta la sua esistenza.

Perfino un agnostico come Michail Gorbaciov era arrivato a dire che la sua filosofia politica era fortemente sostenuta dalla sua spiritualità“.

02_GPII_lavorarePoi Navarro Valls ha raccontato dell’abitudine di Giovanni Paolo II di sostare alcuni minuti in preghiera, inginocchiandosi nella sua cappella privata, prima e dopo il pranzo e la cena: “Un giorno lo stavo aspettando durante una di queste soste, che però invece di due o tre minuti è durata dieci minuti. E il Papa a un certo punto mi ha detto: ‘Mi scusi, mi ero scordato che lei era qua’“.

LAVORARE

Lavorare, il secondo verbo.

“Il suo impegno era instancabile”, ha riferito l’ex direttore della sala stampa della Santa Sede: “Non solo nei grandi viaggi ma giorno per giorno, dalla Messa mattutina fino a tarda notte.

Alla sera trascinava i piedi, e non solo negli ultimi anni. Non sapeva perdere un minuto e non aveva mai fretta!”

03_GPII_sorridereSORRIDERE

Riguardo all’ultimo verbo essenziale per capire appieno la sua biografia, “sorridere”, Navarro Valls ha citato una frase di Benedetto XVI: “Nelle sue conversazioni c’era sempre spazio per il buon umore”.

“Era un uomo allegro, e fu allegro sempre”, ha confermato Navarro Valls, affermando che “una teologia dell’allegria” dovrebbe sempre far parte del bagaglio di “una persona che crede sul serio”.

A riprova del fatto che Giovanni Paolo II sapesse sorridere, il suo portavoce ha raccontato un episodio accaduto durante l’incontro con una persona “molto importante”.

Ricevuta in udienza, querst’ultima ha detto al Papa, che a quell’epoca aveva già il bastone: “Santità, la trovo molto bene”. E il Papa santo, di tutta risposta: “Ma lei pensa che non mi veda come sono combinato?”.

(Tratto da Fraternità, organo ufficiale dell’Associazione U.N.I.T.A.L.S.I., n. 2 marzo/aprile 2014)

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DIECI segreti di San Giovanni Paolo II…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/04/2014

GPII_01La preghiera

Joaquin Navarro-Valls, direttore della sala stampa del Vaticano, racconta: Qualche anno fa avevo un appuntamento di lavoro con Papa Woytila. Il suo segretario mi dice che stava pregando nella sua cappella privata e che sarebbe stato avvisato del mio arrivo. Sono entrato anch’io nella cappella e ho aspettato in silenzio. Sono passati circa quaranta minuti senza che Giovanni Paolo II si muovesse. Poi quando all’improvviso si è reso conto che ero arrivato, ha esclamato: “Mi scusi, non mi sono accorto che il tempo passava!”. Ed era la stessa cosa tutti i giorni: la preghiera era una parte determinante della sua vita. (I fioretti di Giovanni Paolo II si Padre Daniel Ange, Elledici, pag 105)

Prudente come i serpenti e semplice come le colombe… (Mt 10,16)

Una volta riceve a colazione alcuni vescovi luterani provenienti dalla Svezia e dalla Norvegia. Questi gli chiedono: “Santo Padre, questo pranzo con lei può essere considerato un segno che il Papa riconosce il valore della nostra ordinazione?”. Replica immediata: “Questo pranzo coi vescovi luterani alla mia tavola può essere considerato come un segno che i vescovi luterani riconoscono la mia elezione a Papa?” (Op. cit. pag 93)

Amore per i poveri

Il 2 Luglio 1980 si trova a Rio de Janeiro per la prima volta. Durante una visita in una favela dove vivono migliaia di poveri, si sfila l’anello che porta al dito, dono di Paolo VI in occasione della sua nomina a Cardinale, e lo regala alla Chiesa locale. (Op. cit. pag 80)

GPII_02Ironia e buon umore

Nell’Angelus del 21 Novembre 1993, Giovanni Paolo II, per rispondere alle speculazioni della stampa sul “declino del pontificato”, quando una lussazione alla spalla destra lo obbliga a impartire la benedizione con la mano sinistra, esclama: “Vi saluta il papa CADUTO ma non SCADUTO!” (Op. cit. pag. 68)

A Mons. Jean-Pierre Cattenoz, Vescovo di Avignone di recente nomina, che lo aveva invitato a visitare la sua diocesi, raccomanda: “Però non mi trattenga come l’ultima volta!”. L’allusione è al soggiorno forzato del papa ad Avignone nel XIV secolo. (Op. cit. pag. 54)

Una grande memoria in un grande cuore

Durante un’udienza, un suo collaboratore ddi stupisce di vedere il Papa fermarsi davanti a una coppia e chiedere: “Dove sono Chiara e Francesco?”. Effettivamente essi hanno due bambini con quei nomi; il Papa li aveva incontrati tutti ei quattro insieme, una sola volta, l’anno prima a Castel Gandolfo. (Op. Cit, pag 49)

Umanità

Una famiglia amica è invitata a trascorrere qualche giorno a Castel Gandolfo. Una sera i genitori, con grande meraviglia trovano accanto ai loro bambini il Papa in pigiama. Li aveva sentiti piangere disperatamente e si era precipitato dalla sua camera raggiungendoli prima dei genitori. (Op. cit. pag. 43)

GPII_03Fedeltà alla preghiera

Il giorno dopo l’attentato, al risveglio dall’anestesia durata molte ore per la lunga operazione questa è la prima domanda rivolta a Mons. Dziwisz: “Abbiamo recitato Compieta?”. (Op. cit. pag. 116)

Contemplazione

“Per tutta la vita mi sono convinto dell’importanza primordiale della preghiera e soprattutto della preghiera contemplativa, in ogni attività connessa alla mia vocazione” (Op. cit. pag. 115)

Il coraggio della verità

“La lotta fra il regno dello spirito maligno e il Regno di Dio è entrata in una nuova fase, la fase finale. Questa lotta continua nella nostra epoca e si sviluppa contemporaneamente allo svilupparsi della storia dell’umanità, nei popoli, nelle nazioni” (Agli universitari di Milano, marzo 1981).

Amore per la Chiesa Cattolica e sereno, ironico disincanto verso lo Stato del Vaticano

Un giorno riceve un asino in dono. Se ne parla a tavola: cosa farne? Metterlo nel giardino del Vaticano? Fargli una piccola casa? Dice il Santo Padre: “No, no, Di asini al Vaticano ce ne sono già troppi!” (Op. cit. pag. 57)

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22 Febbraio 1931… 30 Aprile 2000… 27 Aprile 2014… Il cerchio si chiude… Il cielo si apre…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/04/2014

Divina_Misericordia_Papa_Francesco

Festa della Divina Misericordia 2013

Varsavia 22 febbraio 1931

Suor Faustina Kowalska scrive nel suo diario:

“La mia immagine c’è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia.

Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le anime dei peccatori. Il peccatore non deve aver paura di avvicinarsi a me.

Le fiamme della Misericordia Mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli uomini”

Roma 30 Aprile del 2000

Durante le Solenne Celebrazione Eucaristica in occasione della Canonizzazione della Beata Suor Faustina, Giovanni Paolo II istituisce ufficialmente la festa della Divina Misericordia chiesta da Gesù.

Le promesse di Gesù:

L’anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa.”

Roma 27 Aprile 2014

Papa Francesco canonizza Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II in un giorno in cui il Cielo è pronto a riversare un mare di grazia sulla Chiesa.

Jesus2“Non Abbiate Paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo” – era il motto di San Giovanni Paolo II.

“Non piangete, è l’ora della gioia.” – diceva San Giovanni XXIII.

“Il peccatore non deve aver paura di avvicinarsi a me!” – Dice Gesù a suor Faustina.

Che aspettiamo allora a buttarci, affidandoci a questo mare di grazia?

Buona festa della Divina Misericordia!

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