FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘San Giovanni Paolo II’

«È difficile ma con l’aiuto della grazia è possibile!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/10/2018

Il testamento spirituale di San Giovanni Paolo II ai giovani.

 

 

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12 motivi biblici (+ 12 che vale la pena leggere e approfondire) per passare un’ora davanti al Santissimo Sacramento

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/08/2018

1. Lui è realmente lì!
“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.” (Gv 6, 35)

2. Gesù dimora giorno e notte nel Santissimo Sacramento a causa del suo amore infinito per noi!
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” (Mt, 28-20) – perché – “Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora
pietà.” (Ger 31,3)

3. Il modo in cui Gesù ti chiede di riamarlo è quello di passare un’ora calma con lui nel Santissimo Sacramento.
“…là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Mt 6, 21) – “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?” (Mt 26, 40)

4. Quando volgi lo sguardo all’Ostia santa, volgi lo sguardo a Gesù. il Figlio di Dio.
“Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv
6, 40).

5. In ogni momento che passi alla Sua divina presenza aumenterà la sua vita divina in te nel profondo della tua relazione personale di amicizia con lui.
“Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.” (Gv 15, 5)

6. Ogni ora che passi con Gesù radicherà la sua divina presenza nel tuo cuore.
“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.” (Mt 11,28) – “Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.” (Gv 14, 17)

7. Gesù ti darà tutte le grazie di cui hai bisogno per essere felice!
“…l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi” (Ap 7, 17)

8. Gesù merita infinitamente la tua incessante gratitudine e adorazione per tutto ciò che ha fatto per la nostra salvezza.
“L’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione.” (Ap 5, 12)

9. Per la pace nel tuo paese!
“…se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese.” (2 Cronache 7, 17)

10. Ogni ora passata con Gesù sulla terra renderà la tua anima per sempre più bella e gloriosa in paradiso!
“…chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 18, 14) – “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore.” (Cor 3, 18)

11. Gesù benedirà te, la tua famiglia e il mondo intero per quest’ora di fede trascorsa con lui nel Santissimo Sacramento.
“In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato.” (Mc 11, 23) – “E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21, 5)

12. Ogni momento che passi davanti al Santissimo porta gioia, piacere e delizia per il suo sacro Cuore!
“…allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. (Prov 8, 30-31).

Ed ecco dodici motivi tratti dall’insegnamento della Chiesa per motivarci a trascorrere un’ora santa davanti a Gesù nel Santissimo Sacramento.

1. Ne hai davvero bisogno!
“La Chiesa e il mondo hanno un grande bisogno di adorazione eucaristica.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

2. C’è un invito personale per te da parte di Gesù. “Gesù ci aspetta in questo sacramento d’amore.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

3. Gesù conta su di te perché l’Eucaristia è il centro della vita.
“Ogni membro della Chiesa deve vigilare sul fatto che il sacramento dell’amore dovrebbe essere al centro della vita del popolo di Dio, così che attraverso tutte le manifestazioni di adorazione a Lui dovute, restituiscano ‘amore per amore’ e diventare veramente la vita delle nostre anime.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

4. La tua ora con Gesù nel Santissimo Sacramento riparerà il male nel mondo e porterà pace sulla terra.
“Siate generosi col vostro tempo nell’incontrare Gesù e siate pronti a riparare i grandi mali del mondo. Che la vostra adorazione non cessi mai.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

5. Giorno e notte Gesù dimora nel Santissimo Sacramento perché tu sei la persona più importante del mondo per lui!
“Cristo è custodito nelle nostre chiese come centro spirituale del cuore della comunità, la Chiesa universale e tutta l’umanità, sebbene sotto il velo delle specie, Cristo è contenuto, Cuore invisibile della Chiesa, redentore del mondo, centro di tutti i cuori, per mezzo di Lui sono tutte le cose e da Lui noi sussistiamo.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

6. Gesù vuole da te qualcosa in più che andare a Messa la domenica.
“La nostra adorazione comune alla Messa va insieme alla nostra adorazione personale di Gesù nel Santissimo Sacramento, affinché il nostro amore sia completo.” (San Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis)

7. In ogni momento che passi con Gesù tu cresci spiritualmente!
“Il nostro impegno essenziale nella vita è preservare e progredire costantemente nella vita eucaristica e nella pietà eucaristica e crescere spiritualmente nel clima della santa Eucaristia.” (San Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis)

8. Il modo migliore per passare il tuo tempo è con Gesù, il tuo migliore amico nel Santissimo Sacramento!
“Quanto è grande il valore della conversazione con Cristo nel Santissimo Sacramento, non c’è nulla di più consolante sulla terra, niente di più efficace per avanzare nella via della santità.” (San Giovanni Paolo II, Mysterium Fidei)

9. Così come non puoi esporti al sole senza riceverne i raggi, non potrai esporti a Gesù nel Santissimo Sacramento senza riceverne i suoi divini raggi della sua grazia, del suo amore, della sua pace.
“Cristo è davvero l’Emmanuele ovvero, Dio con noi, giorno e notte, egli è in mezzo a noi. Egli dimora con noi pieno di grazia e di verità. Egli restaura la moralità, nutre le virtù, consola gli afflitti, rafforza i deboli.” (San Giovanni Paolo II, Mysterium Fidei)

10. Se Gesù fosse visibile nella Chiesa, chiunque correrebbe ad accoglierlo, ma resta nascosto nell’Ostia santa sotto l’apparenza del pane, perché ci chiama alla fede, affinché molti vengano a lui in umiltà.
“Il Santissimo Sacramento è un ‘Cuore vivente’ in ognichiesa ed è nostro dolcissimo dovere adorare l’Ostia Santa, che i nostro occhi vedono, la Parola incarnata, che noi non possiamo vedere.” (San Giovanni Paolo II, Credo del popolo di Dio)

11. Con la trasformazione della misericordia, Gesù rende i nostri cuori un tutt’uno con lui.
“Egli propone il suo esempio a coloro che vengono a lui, affinché tutti imparino a essere come lui, mite ed umile di cuore, e a non cercare il proprio interesse ma quello di Dio.” (San Giovanni Paolo II, Mysterium Fidei)

12. Se il Papa in persona vi invitasse personalmente in Vaticano, questo onore sarebbe un nulla di fronte all’onore e alla dignità che Gesù stesso ci conferisce con l’invito a passare un’ora con lui nel Santissimo Sacramento. “La divina Eucaristia conferisce al popolo cristiano una dignità incomparabile” (San Giovanni Paolo II, Mysterium Fidei)

(Tradotto da: https://www.catholicnewsagency.com/resources/prayers/adoration-to-the-holy-sacrament/24-reasons-for-spending-a-holy-hour-before-the-blessed-sacrament)

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«Il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e d’amore per chi a Lui ricorre con fiducia»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2017

La Divina Misericordia contemplata da San Giovanni Paolo II

«L’amore di Cristo risana le ferite del cuore umano e comunica alla persona mediante la grazia la vita stessa di Dio.

“Gesù confido in Te!”, è semplice ma profondo questo’atto di fiducia e di abbandono all’amore di Dio.

Nelle difficoltà dell’esistenza come nei momenti di gioia e di entusiasmo affidarsi al Signore infonde pace nell’animo, induce a riconoscere il primato dell’iniziativa divina e apre lo spirito all’umiltà e aklla vberità.

“Gesù confido in Te!”, migliaia di devoti in ogni parte della terra ripetono questa semplice ed espressiva invocazione;

nel cuore di Cristo trova pace chi è angustiato dai crucci dell’esistenza,

ottiene sollievo chi è afflitto dalla sofferenza e dalla malattia,

sperimenta la gioia chi si sente stretto dall’incertezza e dall’angoscia

perché il Cuore di Cristo è abisso di consolazione e di amore per chi a Lui ricorre con fiducia.

Si tratta di un proficuo cammino di fede che siamo invitati a percorrere sostenuti da Maria Madre della Divina Misericordia,

alla sua scuola apprenderete la sublime arte di fidarsi di Dio,

seguendo Maria come fece santa Faustina Kowalska, suor Faustina, potrete compiere la volontà di Dio pronti a servire generosamente la causa del Vangelo;

potrete percorrere la strada che conduce alla santità, vocazione di ogni cristiano.

Questo vi auguro e per questo prego mentre vi benedico di cuore.»

 Dal sito del Vaticano http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_doc_20020629_decree-ii_it.html modalità per l’indulgenza plenaria in questo giorno di grazia. 

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“Ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2017

claudia_02Claudia Koll racconta a Radio Vaticana la sua conversione alla scuola di Santa Faustina Kowalska

Claudia – Io ho iniziato a partecipare alla rassegna “Ritratti di Santi” leggendo la vita di San Giovanni Paolo II, quando ancora non era canonizzato. Con la lettura di Santa Faustina è come se, in qualche modo, si incontrassero due Santi che sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda.

“Il più grande attributo di Dio”, dice Santa Faustina nel suo Diario, è “quello della misericordia”: è il grande messaggio della Divina Misericordia che il Signore ha voluto consegnare attraverso questa suora polacca tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando l’umanità stava soffrendo particolarmente.

E San Giovanni Paolo II ha accolto questo grande messaggio, non solo scrivendo la “Dives in Misericordia”, ma anche canonizzando la suora e istituendo la Festa della Divina Misericordia.

Radio Vaticana – Una Santa che è attuale anche per i nostri tempi?

Claudia – Certo, perché l’uomo di oggi è smarrito, ha perduto la relazione con Dio e quindi è nella disperazione. Il compito della Chiesa, come diceva San Giovanni Paolo II, è quello di innalzare il grido al Signore per impetrare la misericordia, non solo per sé stessi, ma per il mondo intero. Così è la preghiera che Gesù ha consegnato a Santa Faustina.

R.V. – C’è una prossimità particolare che la lega a Faustina Kowalska…

claudia_01Claudia – Sì, è profondamente legata a me. Io sono ritornata al Signore nell’anno 2000, l’Anno del Giubileo, quindi sono una figlia del Giubileo del 2000. E questo mio ritorno è stato anche un ritorno sofferto, attraversato da diverse contraddizioni.

Perché ritornare a Dio non è sempre semplice, non è una magia: richiede la collaborazione dell’uomo, un camminare cercando la verità.

In questo mio percorso ho avuto uno scontro frontale con il Maligno. Ricordo che un giorno nella mia stanza mi sentivo tentata dal Maligno, pregai il Padre Nostro stringendo fra le mani un crocifisso che mi aveva regalato pochi giorni prima un amico. Da quel momento, ho scoperto la potenza, non solo della preghiera, per arrivare al cuore di Dio, ma di questa particolare preghiera: cioè rivolgersi al Padre con l’intercessione dei meriti della Passione e morte di Cristo, perché quel giorno stringevo tra le mani il Crocifisso.

Quindi, di conseguenza, quando ho incontrato il messaggio della Divina Misericordia, così come viene presentato da Santa Faustina Kowalska nel suo Diario, mi sono riconosciuta e ho visto che alcuni passaggi della mia conversione erano come messi a fuoco nel Diario.

Allora, nella mia piccola esperienza, dopo essere stata toccata dall’amore di Dio, ho sentito il bisogno di restituire questo amore alle persone che il Signore mi metteva davanti attraverso un’Associazione che si chiama “Le opere del Padre”, dedicate a Dio Padre, che hanno questa spiritualità della Divina Misericordia.

Nel Diario di Santa Faustina, Gesù le dice: “Se si medita la Passione di Cristo con il cuore, si ottengono molte grazie”. E io dico che la grazia principale per me è già quella di meditare da tanti anni la Passione e di non essere mai stanca di meditarla. Il Signore opera sempre liberando l’uomo dal buio.

(…)

Fonte: Sito ufficiale della Radio Vaticana

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La storia di Emilia che non abortì

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/02/2017

emilia_01

“Lei deve abortire signora. Non ha nessuna alternativa purtroppo.”

emilia_02Queste furono le durissime parole dei medici per la terza gravidanza di Emilia che sbiancò e si appoggiò al braccio del marito.
Continuarono: “È malata ai reni e il suo cuore è appeso ad un filo… rischiate di morire entrambi. Nelle sue condizioni non riuscirà a portare a termine la gravidanza, il suo bambino, per il quale vuole sacrificare la sua vita, morirà“.

La salute di Emilia cominciò a vacillare sin dalla seconda gravidanza; era soggetta a fortissimi mal di schiena che la costringevano a letto per giorni interi. I medici dicevano che aveva i reni compromessi.

Emilia non prese in considerazione l’idea dell’aborto nemmeno un attimo. Sì affidò a Dio.

emilia_03Quel bambino nacque il 18 maggio 1920 in Polonia col nome di Karol Josef Wojtyla.

Emilia visse ancora per nove anni sopportando il dolore con fede, col sorriso, senza parlare mai dei suoi disturbi.

Il resto della storia lo conosciamo.

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“Devo incontrare i potenti del mondo. Con quale argomento? Mi rimane quello della sofferenza e dico loro: capitelo!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/10/2016

L’Angelus più carismatico di San Giovanni Paolo II

Nella Trinità si può intravvedere il modello originario della famiglia umana.

Il noi divino costituisce il modello eterno di quello specifico noi umano costituito da un uomo e una donna che reciprocamente sidonano in una comunione indissolubile e aperta alla vita.

“Se il Signore ti ha chiamato tu devi introdurre la Chiesa nel terzo millennio.” Con la preghiera, con le iniziative ma non basta, si doveva introdurla con la sofferenza.

La famiglia è minacciata, aggredita! Dev’essere aggredito il Papa, deve soffrire il Papa, perché veda il mondo…

Devo incontrare i potenti del mondo. Con quale argomento? Mi rimane quello della sofferenza e dico loro: capitelo!

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“La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/08/2016

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Un seminarista e missionario del Preziosissimo Sangue, Giampiero Lunetto, ventottenne di Partinico, già prossimo al sacerdozio e che studia a Roma, dopo aver visto in sogno San Giovanni Paolo II, è guarito da una rara malattia generativa ai muscoli, per la quale non esiste alcuna cura: il suo futuro era in una carrozzina.

Giampiero_015“Adesso – afferma – sono completamente guarito. Gli ultimi esami, arrivati proprio in questi giorni, hanno confermato che la malattia non c’è più. Questo è un grande miracolo per me. La fede, l’amore, la fiducia in Gesù Cristo smuovono le montagne.”

Giampiero Lunetto per la prima volta racconta di questa prodigiosa guarigione e della sua malattia, definita dallo stesso “un’opportunità da non perdere. Un’opportunità datami da Dio lo scorso anno, per essere più forte, per crescere come persona e come cristiano“.

Toccante e carica di profonde riflessioni, la lettera che questo seminarista ha scritto a Benedetto XVI, dal quale è stato ricevuto in udienza privata. Una lettera alla quale il Papa emerito ha risposto, dicendogli che le parole che aveva scritto l’avevano profondamente commosso.

Giampiero_02Giampiero Lunetto lo scorso 16 giugno (2014 n.d.r.) ha incontrato anche Papa Francesco, che lo ha incoraggiato a proseguire il suo cammino d’amore.

(Tratto da un articolo di Graziella Di Giorgio del Giornale di Sicilia del 23 ottobre 2014)

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“La famiglia non può essere manipolata da nessuno”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/10/2015

GPII_01Con queste parole San Giovanni Paolo II si rivolgeva nella lettera ai Capi di Stato di tutto il mondo e al Segretario Generale dell’ONU, il 19 marzo 1994

Tremendamente attuali, in alcuni stralci appare addirittura profetica.

(…) il focolare domestico resta quella scuola di vita, dove le tensioni tra autonomia e comunione, tra unità e alterità sono vissute a un livello privilegiato e originale.

Vi è lì, credo, una sorgente di umanità da cui sgorgano le migliori energie creatrici del tessuto sociale, che ogni Stato dovrebbe gelosamente preservare.

(…) Guardando all’anno duemila, come non pensare ai giovani? Che cosa viene loro proposto? Una società di “cose” e non di “persone”. Il diritto di fare liberamente tutto fin dalla più giovane età, senza freni, ma con il massimo della “sicurezza” possibile.

GPII_02Il dono disinteressato di sé, il controllo degli istinti, il senso della responsabilità sono nozioni considerate legate a un’altra epoca. (…) V’è da temere che domani questi stessi giovani, divenuti adulti, chiederanno conto ai responsabili di oggi per averli privati di ragioni di vita, avendo omesso di indicare loro i doveri di une ssere dotato di cuore e di intelligenza.

E’ importante non indebolire l’uomo, il senso del carattere sacro che egli ha della vita, la sua capacità di amare e di sacrificarsi.

Si toccano qui alcuni punti sensibili attraverso i quali le nostre società si costruiscono o si distruggono.

[Lettera ai Capi di Stato di tutto il mondo e al Segretario Generale dell’ONU del 19/3/1994 – Fonte “La famiglia nel cuore e nelle parole di Giovanni Paolo II, E. Paoline, pagg 303-306]

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“E’ Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/01/2015

Suor Fulvia, monaca di clausura che ha ascoltato la sete di felicità che Gesù mette nel cuore di molti giovani, accogliendo l’invito di un Papa santo.

<<Io credo di aver solo intuito che dietro questa forma di vita si racchiudeva un segreto, una possibilità di una vita piena, un po’ come le acque dei fiumi che vengono raccolte dagli argini, se sono lasciate disperse non hanno potenza; le acque raccolte fluiscono con maggior forze.

Papa-Wojtila-Giornata-mondiale-della-gioventùLa vita claustrale è un generatore di energia per la vita della Chiesa.

La Giornata Mondiale della Gioventù del 2000 a Tor Vergata, Giovanni Paolo II, vecchio e stanco, e che comunque mi è sempre sembrato un uomo felice, felice della sua vita, un testimone verace, parlando a questa folla sterminata che eravamo noi disse:

“In realtà è Gesù che cercate, è Gesù che cercate quando sognate di felicità.

E’ Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate.

E’ Lui la bellezza che tanto vi attrae.

E’ Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso.”

E io gli ho creduto, profondamente ho capito che tra quei due milioni di persone stava parlando a me.>>

 

 

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Pregare, lavorare, sorridere

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/09/2014

01_GPII_pregareI tre verbi di San Giovanni Paolo II nei ricordi di Joaquin Navarro Valls ex portavoce del Papa santo.

“Pregare, lavorare, sorridere”.

Con questi tre verbi Joaquin Navarro Valls ha riassunto la biografia di Karol Woytila, intervenendo alla presentazione del libro “Accanto a Giovanni Paolo II”.

PREGARE

Vedere pregare Giovanni Paolo II – ha testimoniato il suo portavoce – era come afferrare un’infinitezza in cui lui si immergeva e permetteva di vedere dove andava il suo sguardo.”

“Non parlava quasi mai della sua interiorità”, ha detto Navarro Valls, “ma un giorno, a proposito della santa Messa mi ha detto: ‘E’ IL BISOGNO PIU’ PROFONDO DELLA MIA ANIMA’.

In Giovanni Paolo II, in altre parole, “la preghiera non appariva come un’attività a sé, ma come un’attività che teneva unita tutta la sua vita, dava senso e direzione a tutta la sua esistenza.

Perfino un agnostico come Michail Gorbaciov era arrivato a dire che la sua filosofia politica era fortemente sostenuta dalla sua spiritualità“.

02_GPII_lavorarePoi Navarro Valls ha raccontato dell’abitudine di Giovanni Paolo II di sostare alcuni minuti in preghiera, inginocchiandosi nella sua cappella privata, prima e dopo il pranzo e la cena: “Un giorno lo stavo aspettando durante una di queste soste, che però invece di due o tre minuti è durata dieci minuti. E il Papa a un certo punto mi ha detto: ‘Mi scusi, mi ero scordato che lei era qua’“.

LAVORARE

Lavorare, il secondo verbo.

“Il suo impegno era instancabile”, ha riferito l’ex direttore della sala stampa della Santa Sede: “Non solo nei grandi viaggi ma giorno per giorno, dalla Messa mattutina fino a tarda notte.

Alla sera trascinava i piedi, e non solo negli ultimi anni. Non sapeva perdere un minuto e non aveva mai fretta!”

03_GPII_sorridereSORRIDERE

Riguardo all’ultimo verbo essenziale per capire appieno la sua biografia, “sorridere”, Navarro Valls ha citato una frase di Benedetto XVI: “Nelle sue conversazioni c’era sempre spazio per il buon umore”.

“Era un uomo allegro, e fu allegro sempre”, ha confermato Navarro Valls, affermando che “una teologia dell’allegria” dovrebbe sempre far parte del bagaglio di “una persona che crede sul serio”.

A riprova del fatto che Giovanni Paolo II sapesse sorridere, il suo portavoce ha raccontato un episodio accaduto durante l’incontro con una persona “molto importante”.

Ricevuta in udienza, querst’ultima ha detto al Papa, che a quell’epoca aveva già il bastone: “Santità, la trovo molto bene”. E il Papa santo, di tutta risposta: “Ma lei pensa che non mi veda come sono combinato?”.

(Tratto da Fraternità, organo ufficiale dell’Associazione U.N.I.T.A.L.S.I., n. 2 marzo/aprile 2014)

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