FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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«Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/06/2018

Giugno è il mese del Sacro Cuore, lo celebra la Chiesa che, aperta in maniera prudente ma saggia al soprannaturale, ha accolto le apparizioni avute da Santa Margherita Maria Alacocque.

Ricordo come se fosse ieri, mia figlia a sei anni che, commentando l’immagine del Sacro Cuore di Gesù esclamò: “Papà, Gesù ha un cuore! Allora è vivo!”, cogliendo in maniera istintiva, come solo i bambini sanno fare, l’aspetto fondante e più importante della fede cristiana, semplicemente che Gesù è vivo.

Per me questo è questione di esperienza… Quando dai 23 ai 30 anni sono stato vittima di quel mostro che oggi chiamano depressione, resistente a terapie, farmaci, amici e persino all’amore della fidanzata (che mi ha sopportato e aspettato pazientemente fino a diventare, poi, mia moglie), solo una cosa, mi ha portato fuori da questa esperienza tanto dolorosa quanto tenace, l’Eucaristia quotidiana. Non è questa l’incontro col Risorto che è passato per la Croce? Con Dio fatto uomo, con un cuore che pulsa? Col Sacro Cuore di Gesù?

Chi ne ha sofferto lo sa, essere depressi non è star giù di corda, avere il morale a terra per qualche dispiacere, è ben altro e molto di più; significa consistere in qualcosa che muore e non si può fare altrimenti. Io lo ero, e la terapia ha cominciato a fare effetto solo quando ho cominciato ad affiancarla alla preghiera e all’Eucaristia quotidiana e gradualmente sostituivo i farmaci col Rosario, il mio antidepressivo senza contro indicazioni.

A volte non riuscivo neanche a pregare, ma il contatto quotidiano del mio corpo sofferente col corpo e il sangue gloriosi di Gesù, mi portava ogni giorno fuori di un pezzettino dal sepolcro della mia sofferenza dell’anima.

Piano piano, giorno dopo giorno, questo Gesù mi ha guarito, completamente, totalmente. Dio porta a compimento i suoi progetti, sempre. Ecco perché non posso che professare un Dio incarnato, vivo, sanante, dal Cuore pulsante d’amore per me, per noi.

Qualche anno fa in ‘un’omelia a Santa Marta, Papa Francesco ha detto cose interessanti in proposito. Ne butto giù alcuni stralci, senza aggiungere altro, per non rovinare quelle che secondo me sono le parole più forti e belle che l’attuale Pontefice abbia mai detto, e che rivelano chi realmente sia in profondità.

Quante volte si sente dire: ‘Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!’. ‘Ma, non venite con storie, che Dio si è fatto uomo’! (…) Noi possiamo fare tutte le opere sociali che vogliamo e diranno: ‘Ma che brava la Chiesa, che buona l’opera sociale che fa la Chiesa’. Ma se noi diciamo che facciamo questo perché quelle persone sono la carne di Cristo, viene lo scandalo. E quella è la verità, quella è la rivelazione di Gesù: quella presenza di Gesù incarnato”.

La Chiesa è la famiglia di Gesù. La Chiesa confessa che Gesù è il Figlio di Dio venuto nella carne: quello è lo scandalo, e per questo perseguitavano Gesù… Condannato a morte… Questo è il centro della persecuzione… Se noi diventiamo cristiani ragionevoli, cristiani sociali, cristiani di beneficenza soltanto, quale sarà la conseguenza? Che non avremo martiri: quella sarà la conseguenza.

(Papa Francesco, omelia della Messa quotidiana di Santa Marta, 1 Giugno 2013. Fonte: Avvenire)

Cosa aggiungere?

Se fossi stato ragionevole, ‘normale’, se non avessi creduto alla ‘storia’ di Dio che si è fatto uomo, non avrei mai sperimentato il Risorto che è passato per la Croce, non sarei guarito scoprendo che si può vivere nella pace e nella gioia ogni giorno.

Ecco il perché di questo blog in cui, in comunione con la Chiesa Cattolica e il suo sapiente Pontefice, con le parole di San Paolo, posso scrivere con gioia e convinzione:

“Noi predichiamo Cristo Crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22-23)

Buon mese del Sacro Cuore di Gesù.

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Da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/07/2016

Mate_01Vado a Messa in un piccolo paesino del litorale laziale e incontro dopo ventisette anni (ventisette!) dalla mia maturità, la mia professoressa di matematica delle superiori.

Era già anzianotta quando insegnava limiti e integrali al sottoscritto, adesso sarà sulla novantina, per questo non speravo che mi riconoscesse ma lo ha fatto.

E’ in salute, lucidissima, con un bel sorriso ulteriormente addolcito dall’età, e dopo un po’ si è ricordata tutto.

La ricordo timida, riservata, per bene, appassionata per la matematica.

Quando alla lavagna spiegava un teorema o risolveva un esercizio si girava di scatto con un movimento che ricordava la brunetta dei Ricchi e Poveri, sorrideva entusiasta (con tanto di mani aperte alla Brambati) esclamando: “Ecco! Non è divertente?”, e siccome spiegava bene, alla fine divertente lo era diventato davvero, e per tutta la classe.

Trasmetteva questo suo divertirsi con la matematica tanto che nessuno in classe aveva sotto il sette e il mio otto fisso ai compiti in classe, usciva senza sforzo e col piacere di aver fatto una cosa divertente.
L’incontro di oggi mi ha fatto pernsare che troppo spesso ci lamentiamo di questo o di quello ma non ci soffermiamo mai a considerare con gratitudine le persone buone e belle che Dio ci ha messo davanti.

CMate_02e lo ha ricordato anche Papa Francesco poco più di un mese fa nella sua omelia a Santa Marta:

“Io vi consiglio questo, semplicemente: fate memoria! Com’è stata la mia vita, come è stata la mia giornata oggi o come è stato questo ultimo anno? Memoria. Come sono stati i miei rapporti col Signore. Memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi.” (Omelia della Messa di Santa Marta del 21 aprile 2016)

E noi, da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

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“Non ho trovato mai che il Signore abbia incominciato un miracolo senza finirlo bene”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/02/2014

L’unità dei cristiani. Un’utopia? No se si piange insieme il pianto che unisce… Parola di Papa Francesco.

Tutto inizia a Santa Marta in Vaticano. Tony Palmer, vescovo pentecostale fa visita a Papa Francesco. Sono amici da anni, sebbene ‘divisi’ dall’appartenenza a due Chiese separate.

Si vedono a Santa Marta, il vescovo Palmer parla al Papa del prossimo congresso dei Pentecostali e gli chiede se può usare loro la cortesia di inviare un messaggio scritto.

La risposta del Papa è stata: “Perché non mi fai un video?”

Eccolo:

 

 

<<Dear brothers and sisters, excuse me because I speak Italian, but I am not speaking English. But I really speak no Italian, no English but HEARTFULLY.

E’ una lingua più semplice e più autentica, e questa lingua del cuore ha un linguaggio e una grammatica speciale, la grammatica semplice, due regole: ama Dio sopra tutto e ama l’altro perché è tuo fratello e tua sorella, e con queste due cose andiamo avanti.

Io sono qui con mio fratello, il Vescovo fratello John Palmer; siamo amici da anni. E lui mi ha detto del vostro convegno, del vostro raduno e con piacere vi invio un saluto, un saluto gioioso e nostalgico.

Gioioso perché a me dà gioia che voi siate riuniti per lodare Gesù Cristo l’unico Signore e pregare al Padre e ricevere lo Spirito e questo dà gioia perché si vede che il Signore lavora in tutto il mondo.

Papa Francesco 01E nostalgico perché… mah… succede come nei quartieri fra noi. Nei quartieri ci sono famiglie che si vogliono e famiglie che non si vogliono, famiglie che si uniscono e famiglie che si separano, e noi siamo un po’, mi permetto una parola, separati, separati perché i peccati ci hanno separati, i nostri peccati; i malintesi nella storia, una lunga strada di peccato… comunitario, ma chi ha la colpa? Tutti abbiamo la colpa, tutti siamo peccatori, soltanto uno è giusto, il Signore.

E io ho la nostalgia che questa separazione finisca e ci dia la comunione, la nostalgia di quell’abbraccio di cui parla la Sacra Scrittura quando i fratelli di Giuseppe affamati sono andati in Egitto per comprare per poter mangiare.

Andavano a comprare, avevano i soldi ma non potevano mangiare i soldi e, lì hanno trovato qualcosa di più del pasto, hanno trovato il fratello.

Tutti noi abbiamo dei soldi, i soldi della cultura, i soldi della nostra storia, tante ricchezze culturali e anche religiose di tradizioni diverse ma dobbiamo trovarci come fratelli e dobbiamo piangere insieme, come ha fatto Giuseppe, quel pianto che unisce, il pianto dell’amore.

fede03

Io vi parlo come fratello! E vi parlo così semplicemente, con gioia e nostalgia. Facciamo crescere la nostalgia perché questo ci spingerà a trovarci, ad abbracciarci e a lodare Gesù Cristo come unico Signore della storia.

Vi ringrazio tanto per sentirmi. Vi ringrazio tanto per lasciarmi parlare la lingua del cuore e vi chiedo anche un favore, di pregare per me perché ho bisogno delle vostre preghiere. Io prego per voi, lo farò, ma io ho bisogno delle vostre preghiere, pregare il Signore perché ci unisca tutti.

E avanti, siamo fratelli, ci diamo spiritualmente questo abbraccio e lasciamo che il Signore finisca l’opera che Lui ha incominciato, perché questo è un miracolo. Il miracolo dell’unità è incominciato.

Dice uno scrittore italiano, il Manzoni, uno famoso, dice questa frase in un romanzo, un uomo semplice del popolo dice questa frase:

“Non ho trovato mai che il Signore abbia incominciato un miracolo senza finirlo bene”.

Lui finirà bene questo miracolo dell’unità.

Vi chiedo di benedirmi e io vi benedico da fratello a fratello. Un abbraccio. Grazie.>>

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