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Posts Tagged ‘schiave sessuali’

Rosemary, la suora che ricuce le borse, e le ferite delle bimbe soldato

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/12/2016

rosemary_01

Per 25 anni Joseph Kony e la sua Lord’s Resistance Army (LRA) hanno terrorizzato l’Uganda del nord. Rapivano i bambini per riempire il proprio esercito e farne degli omicidi, forzandoli a mutilare i membri delle loro stesse famiglie. Ragazzini e ragazzine venivano sottratti alle loro famiglie, ma le ragazzine soprattutto venivano ricercate dai ribelli perché oltre ad essere usate come bimbe soldato, venivano rese schiave sessuali per gli ufficiali di Koni.

Ora la guerra è finita ma decenni di questo brutale conflitto hanno segnato profondamente gli ugandesi. I bambini soldato, sono tornati alle comunità contro cui avevano commesso crimini violenti, le ragazze inoltre col ricordo costante del loro abuso, i figli dei loro rapitori. Queste ragazze, oggi giovani donne, sono spesso emarginate dalle loro comunità. Esse non solo hanno commesso crimini efferati, ma portano con sé i figli degli uomini che hanno distrutto così tante vite, comprese le loro. Molte di loro hanno perso le famiglie in guerra. Nessuna ha avuto l’opportunità di studiare. Dove potrebbero andare? Ce l’hanno un futuro?

rosemary_02[Ma c’è una donna che] sta ristabilendo la speranza nella sua nazione; Suor Rosemary, che abita presso la Scuola Vocazionale Saint Monica a Gulu, in Uganda. Lei ha vissuto nell’orrore della guerriglia di Koni e adesso lavora per guarire le ferite che lui ha inflitto alla sua gente.

Dalla sua infanzia Suor Rosemary ha appreso il valore del lavoro duro. Suo padre era un abile falegname, e sua madre le ricordava sempre che nessuno sarebbe morto per il lavoro in quel villaggio. A dieci anni va a vivere con sua sorella maggiore, col compito di occuparsi dei suoi nipoti. Sviluppa quindi la passione per la cura degli altri, che si porterà sempre dietro in tutta la sua vita.

E’ stata questa passione a portare la teenager Suor Rosemary a unirsi alle Suore del Sacro Cuore. Vedendo il loro ministero di compassione desiderava dare la propria vita per gli altri. In convento impara a fare molte cose che le torneranno utili in futuro. Studia da ostetrica ma dovrà interrompere gli studi per assistere un chirurgo. Come addetta alle suture il chirurgo le diceva spesso: “Quanto ti sto insegnando ti preparerà ad aiutare la gente in tempo di bisogno.” Le sue predizioni si sarebbero presto rivelate vere.

rosemary_03La guerra comincia quando la suora era a Gulu come coordinatrice di un piccolo gruppo di suore che vivevano nella via principale. Suor Rosemary veniva chiamata così tante volte a ricucire le ferite provocate dai ribelli.

Il conflitto cresceva così intensamente che la notte le sorelle erano costrette a rifugiarsi nel corridoio più interno e nascosto; sedevano, ascoltando gli spari e aspettando la luce del giorno. Suor Rosemary incontrava sovente i ribelli; una volta una donna arrivò perché inseguita da due di loro, la suora la nascose. Non avrebbe rivelato il suo rifugio nemmeno con una pistola puntata contro.

Il conflitto divenne così intenso che le suore dovettero lasciare Gulu. Dopo aver completato gli studi da ostetrica, i superiori chiesero alla suora di tornare a Gulu per coordinare la scuola vocazionale Saint Monica. Lì la suora dovette affrontare le sfide per cui era stata preparata durante tutta la sua vita.

Arrivata a Saint Monica, i ribelli ancora terrorizzavano la città. Non erano rimaste che trenta studentesse ma centinaia di persone cercavano rifugio lì la notte. La vocazione dell’istituto era quella di dare una formazione di qualità a persone con difficoltà economica ma stava diventando qualcosa di più.

rosemary_04Rosemary capì che queste ragazze erano state rapite e che avevano passato anni coi ribelli, perdendo ogni opportunità e senza alcuna istruzione. La suora allora ha ideato un corso pratico di taglio e cucito in cui le ragazze che non avevano avuto nemmeno un’istruzione base, avrebbero potuto imparare un mestiere aiutando se stesse e le loro famiglie. A quel corso si segnò un terzo delle ragazze.

La suora fece un annuncio alla radio offrendo quel corso a tutte le ragazze ritornate dalla prigionia. Arrivarono in centinaia. La scuola Saint Monica era di nuovo in fermento. La suora insegnava a quelle ragazze e diventare indipendenti ma soprattutto dava loro l’opportunità di guarire. Con amore, ascoltando quelle giovani donne, mostrando loro compassione, donando loro tempo per guarire, le suore alla scuola Saint Monica riportavano la speranza nelle vite di queste donne.

Adesso le suore hanno aperto un’altra scuola ad Atiak, a 90 km a nord di Gulu, entrambe le scuole sono autonome producendo uniformi scolastiche, cucina per eventi, producendo originali borse create cucendo le linguette delle lattine che adesso vendono in tutto il mondo.

Il sogno di suor Rosemary è quello di stabilire scuole del genere nel nord dell’Uganda e in Sud Sudan. Lei cuce un futuro brillante per il suo popolo e dice alle sue ragazze: “Il passato non può essere recuperato, ma c’è il futuro. La mia speranza parte adesso. Possiamo camminare, domani, nella speranza”

(Tradotto da http://www.prosforafrica.com/sewinghope)

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