FERMENTI CATTOLICI VIVI

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«Non so come lo rivedrò, se nell’età in cui ci ha lasciati o invecchiato. Speriamo di riconoscerci»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/05/2017

L’ex portiere e campione del mondo con l’Italia nel 1982, Giovanni Galli, ospite del programma ‘Beati Voi-Tutti santi’ su Tv2000, ricorda il figlio Niccolò morto nel 2001 in un incidente stradale e racconta di come la fede lo abbia aiutato ad affrontare la grave perdita.

 

«Dopo l’incidente di Niccolò due cose sono state fondamentali nella mia vita: il grande amore della mia famiglia e la fede.

Ho perso mio padre a 19 anni e non pensavo di dover portare i fiori al cimitero a mio figlio. Se non avessi avuto questa grande fede e la convinzione di ritrovare e rivedere un giorno mio figlio sarebbe stato difficile convivere con questo dolore.

Il dolore non passa mai, ci si può solo convivere.

Nella carriera da calciatore, la domenica mattina dovunque fossi a giocare andavo a messa, mi sentivo di doverci andare, era una chiamata più forte di me.

La fede è un qualcosa che ti senti dentro e andare a messa mi faceva sentire bene.

Con la mia famiglia non siamo stati mai superficiali. Abbiamo sempre dato valore alla vita, alle cose e alle persone ma dopo la scomparsa di Niccolò qualcosa in più c’è stata.

Davanti a mia moglie e alle mie figlie volevo essere la persona alla quale loro potessero aggrapparsi e cercavo di non farmi vedere piangere.

Mi è mancato poter piangere, lo facevo di nascosto sotto la doccia perché non volevo farlo davanti a loro. Ma è stato comunque un errore perché sia il dolore che la felicità devono essere condivise con tutti. A distanza di tempo mi sto portando dentro ancora tante ferite.

Niccolò era nato il 22 maggio 1983 quel giorno si festeggia Santa Rita. Quando è successo l’incidente ci siamo sentiti in dovere di andare a Cascia e portare una fotografia di Niccolò che abbiamo perso nel 2001 all’età di 17 anni. Con quella foto abbiamo restituito nostro figlio a Santa Rita. Lei ce lo aveva ‘dato’ il 22 maggio e noi glielo abbiamo riportato.

Dopo la scomparsa di Niccolò – ha concluso Giovanni Galli – il mio rapporto con Dio non è cambiato. Ogni sera prima di dormire faccio le mie preghiere e l’ultima immagine è quella di Niccolò. Non so come lo rivedrò se nell’età in cui ci ha lasciati o invecchiato. Speriamo di riconoscerci.»

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“Con loro ho fatto i primi passi verso la luce, ed intravedere qualche spiraglio di speranza”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/11/2013

Genitori01Navigando per internet alla ricerca di belle testimonianze di gente che ha incontrato Dio, mi sono imbattuto in questo sito, http://www.seminariodiferrara.com/genitorincammino/ il sito di un gruppo: “Genitori in Cammino” nato nel 1995 a Ferrara da genitori che, dopo la perdita prematura dei propri figli, hanno voluto intraprendere un cammino di fede, per cercare la serenità del cuore.

Qui http://www.seminariodiferrara.com/genitorincammino/testimonianze.htm le testimonianze belle, vere, toccanti di chi, in questo cammino ha imparato a ridare un senso alla propria vita devastata dal dolore più grande che si possa vivere, la perdita di un figlio.

Genitori02Tra le tante belle testimonianze che vi invito a leggere, vi riporto, a titolo di esempio, quella di Loretta

Sono, la mamma di Marcello.

Ho atteso anni prima che arrivasse questo desideratissimo figlio, poi finalmente è arrivato, ed è una creatura biondissima e bellissima, bambino adorato e felice, ma, purtroppo, solo prestato perché dopo diciotto meravigliosi anni il Signore ha deciso di riprenderselo.

Questo è successo l’8 settembre 1990 in un incidente stradale. Tutto il bello finisce, c’è solo buio, rabbia, dolore, disperazione.

Come si fa a vivere, non ci sono altri figli per cui valga la pena di fare qualcosa, non c’è più niente, non importa più niente.

Passano quattro anni di questa disperazione, sono anni terribili, instabili, devastanti, ho messo a durissima prova il matrimonio, la salute fisica e mentale.

Genitori03Un giorno arriva una lettera nella quale mi s’invita ad una Santa Messa a Ferrara, per ricordare tutti i ragazzi prematuramente deceduti. Vado accompagnata da il mio sacerdote don Alfredo Pizzi, (che mi è sempre stato vicino e che non ringrazierò mai abbastanza), ed in questa occasione, incredibilmente, inizia la mia rinascita.

Ho conosciuto genitori con i quali potevo condividere i miei pensieri, il mio stato d’animo, la grande fatica della quotidianità, la solitudine, le paure e, parlando ed ascoltando, ho iniziato a capire che solo così insieme si poteva sopportare questo dolore tanto profondo e imparare a convivere con una prova così grande.

Questo è stato l’incontro con i “Genitori in Cammino”. Con loro ho fatto i primi passi verso la luce, ed intravedere qualche spiraglio di speranza. Una delle cose più belle di quel periodo è stata la mia prima volta in Seminario, accolta da don Mario con la sua dolcezza, la sua grandissima umanità e la sua speciale sensibilità. Poi la prima Santa Messa in Seminario, una delle emozioni più grandi che non dimenticherò mai.

Genitori04Il Seminario è una seconda casa, è quel luogo dove ognuno di noi è libero di essere sé stesso, nessuno ti critica, nessuno ti giudica, nessuno si incuriosisce, ma scatta la molla della condivisione, dell’ascolto, della solidarietà, del conforto, della consolazione.

Ecco, la consolazione!

Alla prima Santa Messa in Seminario ho pianto tanto, ma sono state le lacrime più dolci e liberatorie della mia vita. Sono tornata a casa diversa

Dopo tanta solitudine, trovare persone dalle quali ti senti capita, questa consolazione mi è rimasta appiccicata come una seconda pelle, non mi ha più abbandonata, una sensazione sconosciuta ma meravigliosa.

Potersi appoggiare a qualcuno è stata un’illuminazione, non ero più una foglia al vento, ma sapevo esattamente dove andare, come andare e con chi andare.

È iniziato così il mio cammino di fede.

Ora so che il Signore, se io voglio, non mi abbandona mai, se io tendo la mano trovo la Sua che mi aiuta e mi sostiene.

Per tutto questo, e per tanto altro, ringrazio con tantissima gratitudine e riconoscenza don Mario, il gruppo “Genitori in Cammino” ed i seminaristi perché, ognuno per la loro parte, con la loro presenza costante e sicura sono state delle ancore di salvezza che mi hanno impedito di sprofondare in un qualcosa di non ritorno.

Roberto, mio marito, dopo l’incidente di Marcello si è buttato nel lavoro. Per qualche tempo ha seguito la squadra di calcio del nostro paese, una delle sue grandi passioni, un grande attaccamento durato trentadue anni, poi ha lasciato perché tutto questo non gli dava più niente, per cui è rimasto solo il lavoro, sempre il lavoro.

Genitori05Quando gli impegni glielo consentono partecipa alle diverse attività del gruppo “Genitori in Cammino” e quando non può le vive di riflesso, perché gli racconto tutto quello al quale partecipo.

È in “cammino” anche lui, con i suoi tempi, come credo sia giusto.

Ora, a distanza di quattordici anni e mezzo vissuti con tanta fatica, ma con tanto impegno e con tutto l’affetto che c’è fra noi, abbiamo trovato un certo equilibrio e stiamo imparando a convivere in questa situazione di assenza-presenza di Marcello, siamo fiduciosi, non disperati.

L’amore di Dio Padre, ci accompagni e ci protegga insieme ai nostri figli.

[Fonte: http://www.seminariodiferrara.com/genitorincammino/]

La Sede di “Genitori in Cammino” è presso il

SEMINARIO ARCIVESCOVILE DELL’ANNUNCIAZIONE

Via Giuseppe Fabbri N° 410

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Come contattarli

Fax n° 0532/204883

Indirizzo e-mail: marche21@virgilio.it

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