FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Posts Tagged ‘stress’

Sette versetti biblici contro ansia e angoscia

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/06/2021

Vi capita mai di sentire la vostra pace minacciata? A me praticamente ogni giorno.

I mass-media, le continue notizie relative alla pandemia che spesso si contraddicono ingenerando ancora più confusione, le sfide quotidiane che tutti dobbiamo affrontare, quanta angoscia seminano nei nostri cuori.

La Bibbia è Parola di Dio, è viva e realizza ciò che dice nel momento in cui, aperti alla potenza dello Spirito Santo l’accogliamo nelle nostre vite.

Ci sono alcuni versetti in particolare che, lungi dall’avere un potere in sé, quasi magico, sono efficaci, perché parola di Dio che Lui stesso attualizza in noi, contro i peggiori stati d’animo.

Io lo sperimento ogni giorno.

Ecco sette esempi, ma ve ne sono un’infinità, di versetti che, se letti, riletti, ruminati, scritti, ripetuti, con fede, chiedendo a Dio di operare ciò che annuncia, possono compiere miracoli nelle nostre vite.


  • «Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore – progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.» (Geremia 29,11)
  • «Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.» (Romani 8, 28)
  • «Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.» (1 Pietro 5,6-7)
  • «Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti» (Filippesi 4, 6)
  • «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.» (Giovanni 14, 27)
  • «Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio. Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto e ti sostengo con la destra vittoriosa.» (Isaia 41, 10)
  • «Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Giovanni 16, 33)

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«Racconta…, anche se oggi ti senti uno schifo!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/01/2019

Durante la guerra anglo-americana nel 1815, gli USA e la gran Bretagna si fronteggiarono fino alla firma del trattato di Gand avvenuta il 24 dicembre 1814.

La notizia però arrivò in ritardo e i due eserciti finirono con lo scontrarsi nella famosa battaglia di New Orleans in cui morirono più di 1500 militari.

Un numero enorme di morti per una battaglia completamente inutile per il solo fatto di non essere a conoscenza del trattato di pace che le due parti in guerra avevano già firmato.

Mi rivolgo adesso a chi ha sperimentato la pace che può dare solo l’incontro personale con Gesù, il risorto che è passato per la Croce: bisogna dirlo al mondo che un trattato di pace è stato firmato, e che si stanno combattendo su più fronti battaglie e guerre completamente inutili.

«Tu, poi, cingiti i fianchi,
alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò.»
(Geremia 1,17)

Come fare?

Mi vengono in mente le parole di un santo sacerdote a cui un giorno dissi: «Padre, io vorrei tanto dire al mondo che Gesù è la fonte di ogni Pace, ma certi giorni non ce la faccio, a volte le sfide della vita e i miei stessi limiti non mi rendono nemmeno credibile.»

Mi rispose il santo sacerdote: «Racconta lo stesso ciò che Gesù ha fatto per te. Pensa a quel giorno che ha cambiato la tua vita e raccontalo, anche se oggi ti senti uno schifo. Vedrai che ti sentirai meglio e riuscirai ad aprirti di nuovo alla grazia.»

Capito no? Ci sono delle battaglie inutili da fermare… 😉

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Centro benessere

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/01/2019

Stamane ho chiesto un giorno di ferie dal lavoro: sono stanca e ho bisogno di qualche ora per me. Sino a un anno fa, “qualche ora per me” significava un giro per negozi, un po’ di shopping, un parrucchiere, in estate, magari, una corsa al mare.

Invece oggi ho detto a me stessa, guardando un cielo terso e limpido: “Me ne vado in chiesa, c’è la catechesi del giovedì mattina, dopo la Santa Messa, che bello!”

Superfluo ribadire che dopo due ore sono uscita dalla parrocchia calma, serena e talmente forte che nulla avrebbe potuto rovinare la pace nel mio cuore.

Una signora gentile mi ha accompagnata alla fermata del bus e, trovandomi in una strada che non conosco, mi sono guardata intorno con curiosità. Da un terrazzo pendeva un cartello: “Centro benessere”. Ho sorriso, perché frequentare un centro benessere è sempre stato un mio piccolo desiderio: “la prossima estate, il prossimo mese, magari per il mio compleanno, mi faccio un regalo…”.

Ma oggi ho pensato di non averne più bisogno. C’è la Chiesa, che frequento assiduamente, che mi rinnova nella mente e nel cuore, che mi nutre col pane di vita e che mi rigenera con la Parola del Signore!

[Fonte: “Il Granellino”, 26 gennaio 2014, n. 906, autrice: Rosanna Rotella]

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«La sera dopo il lavoro inizio ad andare in questa chiesa e inizio il mio dialogo con Dio…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/06/2017

Condivido con gioia la testimonianza con Gesù nel Santissimo Sacramento, di una cara amica e sorella nella fede che ho il piacere di conoscere da 25 anni.

La mia esperienza viva con Dio !

Sono una donna di 42 anni felicemente sposata e provengo da una famiglia cattolica. La mia mamma è sempre stata una donna di preghiera e mio papà un uomo che crede nella provvidenza di Dio. Sono dunque cresciuta insieme a mio fratello, in un buon terreno, tra famiglia e oratorio delle Suore di Maria Ausiliatrice. I miei biglietti di bambina dell’elementari spesso erano rivolti a Gesù, proprio come fosse un amico a cui confidare i segreti di bimba.

Poi nella crescita, specialmente verso i 18 anni, dopo aver lasciato l’oratorio dove praticavo anche sport, ho iniziato ad allontanarmi un po’ dalla Chiesa e dalla Messa domenicale. Per fortuna questa profonda assenza di Dio è durata poco, perché lui in un modo misterioso stava già preparando il terreno affinché io potessi incontrarlo, ma in un modo tutto nuovo, come un Dio vivo e presente nella mia vita.

Così arriviamo ai miei 19 anni, pieni di inquietudine e di piccole e grandi ribellioni, anche di contestazioni ai saggi consigli dei miei genitori. Inevitabilmente in questo contesto il mio cuore soffriva molto, ma non sapeva perché.

Inizio nel frattempo a lavorare in un piccolo quotidiano con la prospettiva di svolgere il praticantato giornalistico che mi avrebbe portato poi alla professione di giornalista. Ma anche qui non ero pronta a passare da un oratorio a un contesto lavorativo peraltro particolare.

Così l’inquietudine aumentava e io, che spesso avevo sentito quella profonda solitudine… che altro non è se non assenza di Dio, tentavo di riempire il vuoto con gli affetti umani che nulla potevano rispetto al mio profondo e infinito buco d’amore. Un mio amico si ammala di tumore e questo dolore si aggiunge al mio profondo disagio di quegli anni. Ma ecco che imprevista arriva la mano di Dio che in modo del tutto creativo ha sempre un piano straordinario per manifestarsi nella nostra storia.

Avevo una gran voglia di piangere ma non volevo che gli altri mi vedessero, tanto meno i miei genitori, non volevo farli soffrire né deluderli.

Così qualcuno, non ricordo neanche chi, ma oggi dico un angelo disceso dal cielo, mi dice che in centro la sera c’era una chiesa aperta fino alle 23. E siccome io uscivo dal giornale intorno alle 22:00 per me era un posto perfetto dove andare a piangere e sfogarmi, senza che nessun conoscente mi potesse vedere e riconoscere.

Era l’89 e veramente poche chiese esponevano l’Eucarestia per l’adorazione eucaristica. E infatti io non conoscevo affatto questa pratica religiosa. Inizia così la mia esperienza con Dio, in modo imprevisto e originale.

La sera dopo il lavoro inizio ad andare in questa chiesa e inizio il mio dialogo con Dio o meglio con suo figlio, con il quale sembravo sentirmi più a mio agio. Iniziano così i miei dialoghi con Lui in modo molto spontaneo.

Ricordo che dicevo a Gesù, con lo stupore di chi non aveva abitudine all’adorazione eucaristica: “Guarda quando ero piccola mi hanno detto che in quel pezzo di pane ci sei tu, ora perché sei lì non lo so (nell’ostensorio intendevo), ma io ho bisogno che mi stai a sentire perché sto male e tu hai detto che sei un Padre buono”. E così andavo lì più o meno tutte le sere e gli raccontavo le mie giornate, le mie preoccupazioni e i miei progetti, sempre convinta che Lui fosse in cielo e che prima o poi, a modo suo, mi avrebbe dato qualche risposta, o comunque un aiuto dall’Alto.

Accadeva però qualcosa di straordinario che avrei capito solo molto più tardi: più andavo in quella Chiesa, a Via del Corso, e stavo alla sua presenza davanti all’Eucarestia, più ricevevo una pace che nessuno al mondo era in grado di darmi.

Così il mio desiderio di quella visita cresceva, fino a diventare la mia quotidiana abitudine. Anche nel weekend quando uscivo con le amiche e gli davo appuntamento al centro, prima passavo a fare un salutino a Gesù in quella chiesa.

Trascorrono tre anni in questo modo e ormai Gesù era diventato il mio migliore amico, perché non c’era davvero nessuno a cui raccontavo ogni giorno tutte le mie cose, anche le paure e i segreti del mio cuore.

E arriviamo così a quello che io chiamo il tesoro della mia vita: la mia esperienza di Dio vivo presente qui in terra, e non solo in cielo come io avevo sempre creduto.

Cappella del Santissimo Sacramento nella Basilica di San Pietro in Vaticano

E’ l’epifania del ’92 e io non sapevo a quel tempo che Epifania significasse Manifestazione del Signore. Una mattina vado vicino San Pietro per incontrare un mio amico sacerdote per andarmi a confessare da lui. Appena lo incontro lui mi dice che aveva un appuntamento nella basilica e che se lo avessi accompagnato dopo questo incontro mi avrebbe confessata.

Così vado con lui e quando entriamo in Basilica mi indica una tenda celeste sulla destra, poco più avanti della pietà di Michelangelo e mi dice di aspettarlo lì. Io che ignoravo ci fosse la cappella del Santissimo Sacramento a San Pietro, incuriosita di vedere cosa ci fosse dietro quella tenda entro e, con mio grande stupore, nel vedere il Santissimo esposto esclamo: “Oh tu guarda chi si vede, non sapevo che tu stessi anche qui!”.

In verità io nell’ostensorio lo avevo visto solo in quella Chiesa al centro e dunque lo stupore nel vederlo lì era totale. Ma siccome era diventato il mio migliore amico, senza esitazioni gli parlavo con molta confidenza, come si fa con un vero amico.

E come ero solita fare ogni volta che lo visitavo mi inginocchio, ma quella volta le cose andarono diversamente dal solito. Non ho visto nulla, non ho udito nulla con le mie orecchie, ma il mio cuore ha udito parole che non dimenticherà mai.

Non so spiegarvi…è come un’intuizione in cui improvvisamente comprendi quello che fino ad allora non avevi capito.

Sento come se il Signore, davanti a me, mi dicesse: “Maria Rita, io sono il tuo medico per eccellenza!” (In effetti in quel periodo io ero molto preoccupata per la mia salute) e ancora… “Sei venuta tante volte a trovarmi e non mi conoscevi ma hai creduto e oggi ti faccio capire che io sono proprio qui davanti a te!”

Non so raccontarvi quello che ho provato, mi sono sentita circondata dalla Sua Presenza, invasa da una pace immensa e ho iniziato a piangere, non so neanche per quanto tempo ho pianto. Io che ero convinta che quel Gesù che andavo a visitare ogni giorno fosse in cielo…ora comprendevo che era proprio li davanti a me, presente e vivo nell’eucarestia!

Ho messo un po’ di tempo per riacquistare il mio equilibrio dopo quell’esperienza stravolgente. Mi chiedevo, ora che sapevo che Lui era vivo, se dovessi fare la suora di clausura come la mia zia benedettina a Firenze, o la volontaria in Africa, o la giornalista di Dio gridando al mondo che lui è vivo davvero nell’eucarestia.

Poi ovviamente, il Signore pian piano ha messo in ordine un po’ di cose, anche attraverso i sacerdoti e le persone che mi hanno accompagnato nel mio percorso di fede.

Oggi sono felicemente sposata con un uomo che è un vero dono di Dio per me e insieme camminiamo lungo la via che il Signore ci indica, pieni di amici che con noi condividono la bellezza e la felicità di avere scoperto un Tesoro prezioso… Quel Dio vivo, che è presente in mezzo a noi e ci accompagna con la Sua Parola lungo il cammino della vita, dandoci le chiavi per l’eternità.

Con immensa gratitudine al Signore Dio che mi ha creata e chiamata alla Verità.

Maria Rita

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Disegna una piramide…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/12/2016

piramide_01Per donne  troppo oberate che lavorano… (ma anche per uomini che hanno capito quanto sia bello esserci in famiglia…)

Da uno dei miei blog preferiti, tradotto per voi.

Sono arrivata a credere che uno dei segreti per mantenere la pace nella nostra vita sia imparare a discernere cosa sia urgente da cosa sia importante. Ne parlano molti esperti; si tratta di capire cosa fare quando si pensa alle incombenze del giorno.

Ma qui è il punto.

Quando sono nel bel mezzo di una settimana folle, cercando di gestire vari progetti, in mezzo al caos generato da sei figli in una casa con tre camere da letto, è davvero dura per me capire cosa sia urgente da cosa sia importante.

Ciò che conta di più.

Finire di rassettare le camere dei ragazzi o dedicarmi alla pianificazione autunnale della scuola? Occuparmi dei progetti importanti del produttore della mia radio o dell’Associazione proprietari immobiliari? Organizzare una serata coi miei figli davanti a un bel film o aprire la montagna di lettere che stanno sulla mia scrivania?

piramide_02Quando mi ritrovo a girare come una trottola nel vortice di queste decisioni, mi blocco. Inizio con un compito, poi lo abbandono per cominciarne un altro e, in un baleno mi ritrovo a rialzare lo sguardo da Instagram chiedendomi come abbia fatto ad arrivare così in fretta l’ora di cena.

Pensavo a questo mentre ero nella Cappella dell’Adorazione l’altro giorno, e mi è venuta questa idea: disegna una piramide.

Da qualche parte, nel gran caos di pensieri che affollavano la mia mente, ho capito le priorità della mia vita. Sapevo che avrei dovuto valutare alcune cose tra tutta quell’accozzaglia di impegni, ma le cose non mi erano ancora chiare perché tante cose urgenti (ma non necessariamente importanti) attiravano la mia attenzione.

Lì in cappella ho avuto l’ispirazione di afferrare una penna e qualcosa su cui scrivere – in quel caso una vecchia ricevuta pescata dalla tesca posteriore della borsa – e di disegnare una piramide che riflettesse le mie priorità.

In ordine di priorità, i livelli della piramide che ho disegnato sono:

piramide_03DIO: Trovare tempo per la preghiera, i sacramenti, la relazione con Dio.

FAMIGLIA: Tutto ciò possa essere legato al benessere di mio marito e dei miei figli, e della mia relazione con loro. Anche assicurarmi che la mia casa non sembri troppo il luogo dell’esplosione di un Toys Center.

SALUTE: Verificare che mi stia occupando dei miei bisogni fisici e mentali. Scavarsi del tempo per correre o per guardare la puntata di quello stupido telefilm che mi piace tanto, potrebbero stare bene in questa categoria. (Sarei tentata di mettere questo punto prima della famiglia visto che me ne potrei occupare meglio se fossi in forma, ma sarebe difficile trovare tempo per l’esercizio fisico mentre la mia famiglia sta cadendo a pezzi).

LAVORO: Lavoro, ufficio, e tutte le attività di volontariato o creative che comportino sfide esterne alla vita personale e familiare.

Una volta fatto questo promemoria tangibile su cosa conti davvero nella vita, ho cominciato a lavorare su quella piramide, dal basso verso l’alto, e a ogni livello mi sono posta domande come:

  • Come sto andando in questo settore?
  • Sto inserendo a questo livello della piramide le giuste quantità dei miei obbiettivi?
  • Di quali cambiamenti ho bisogno per assicurarmi che quel livello assorba la quantità di tempo ed energie che merita?

In ogni gradino, non facevo un passo nella piramide fino a quando non avevo completa pace per stare in carreggiata sul livello in cui stavo.

Uso questo sistema da alcune settimane e ha cambiato la mia vita (…) è il modo per mantenermi in carreggiata quando sono troppo oberata.

Ma la chiave di tutto è questa:

piramide_04Devo prendere una penna e disegnare una piramide ogni giorno.

Non basta pensarci. Non basta guardare alla piramide disegnata ieri. Ogni mattina, quando penso alla mia giornata, devo riscrivere la struttura delle mie priorità (…).

Riassumendo, ecco il sistema:

1. Disegna una piramide.

2. Comincia dal basso e a ogni livello poniti le seguenti domande:

Come sto andando in questo settore?
Sto inserendo a questo livello della piramide le giuste quantità dei miei obbiettivi? Troppi? Troppo pochi?
Di quali cambiamenti ho bisogno per assicurarmi che quel livello assorba la quantità di tempo ed energie che merita?

3. Non andare al livello successivo fino a quando non senti pace nel livello in cui sei.

(…) Questo semplice esercizio quotidiano ha portato molta pace nella mia vita; spero che faccia altrettanto nella vostra.

(Tradotto da http://jenniferfulwiler.com/2015/07/feeling-overwhelmed-draw-the-pyramid/)

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