FERMENTI CATTOLICI VIVI

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6 – Medjugorie. La parola alla scienza che… non può dire cosa sia l’apparizione ma può affermare cosa non è

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/02/2014

06_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_28_12_1984Eccoci al sesto appuntamento con gli studi medici e scientifici sulle apparizioni e sui veggenti di Medjugorje, primo caso al mondo in cui ciò è stato possibile.

I medici non sono in grado di affermare cosa sia l’apparizione ma hanno dimostrato chiaramente di cosa non si tratti (* pag 92-94)

1. Non c’è alcun segno clinico di allucinazione né individuale né collettiva

Le allucinazioni collettive si notano generalmente nei drogati: sono classiche con l’hashish o con altri allucinogeni; durano solo da uno a due minuti. Il comportamento dei giovani veggenti, prima, durante e dopo l’estasi, permette di scartare la diagnosi di allucinazione individuale. In effetti, le circostanze dell’apparizione sono poschissimo simili a quelle osservate nel corso di allucinazioni vere in soggetto normale. Nel soggetto malato, le allucinazioni sopravvengono nel momento in cui si addormenta o si risveglia. Nei veggenti di Medjugorje, il loro appuntamento quotidiano è sempre alla stessa ora (alle 17,45 in inverno, alle 18:45 in estate), lontano dal risveglio o dal sonno che viene escluso dall’elettroencefalogramma. Non c’è allucinazione tattile perché nessuno dei veggenti sente sensazioni quali scottatura, trafittura o altro. Non c’è allucinazione indotta dall’uno o dall’altro dei veggenti: l’assenza frequente e variata di uno o più di essi (secondo i loro impegni di scuola o di altro tipo, malattie, ricoveri in ospedale, ecc.) è fatto moolto normale. E’ capitato che ci fosse un solo veggente, e non sempre lo stesso. In nessuno dei sei veggenti abbiamo notato comportamente di tipo allucinatorio.

06_Medjugorje_Studi_24_12_19842. Non si tratta di isteria individuale o collettiva

L’isteria è la più diffusa delle affezioni nevrotiche. L’isteria è caratterizzata innanzitutto dalla suggestionabilità. Il soggetto isterico è innanzitutto facilmente influenzabile, il suo psichismo colpisce l’osservatore per una certa psicoplasticità, con inconsistenza della persona e versatilità. Un altro tratto dominante è l’iper-espressività, con atteggiamenti notevolmente teatrali, dimostrazioni affettive eccessive e in realtà superficiali. L’isterico cerca di sedurre e di commuovere ad ogni costo. Ha paura di dispiacere e spesso adatta il proprio atteggiamento infunzione degli altri. C’è sempre una sorprendete immaturità affettiva, con un egocentrismo infantile… L’isterico falsifica continuamente gli elementi della propria esistenza. Un buon numero di isterici lamentano un’astenia insuperabile e hanno dei disturbi più o meno costanti del comportamento alimentare (anoressia o bulimia, disordine alimentare). Nessuno di questi comportamenti è stato osservato nei veggenti in tutte le osservazioni realizzate, su pellicola o mediante studio clinico diretto.

Medjugorje_Studi_libro3. Non si tratta di nevrosi

Le nevrosi si traducono in sintomi variati all’infinito, sia mentali (ansietà, iperemotività, inibizione, ossessioni, fobie, depressioni, turbe del carattere), sia di tipo funzionale (dolori diversi, spasmi, vertigini, astenia, ecc.). Nei giovani di Medjugorje non c’è nevrosi di angoscia, né ossessiva, non c’è nevrosi fobica né isterica, non c’è nevrosi ipocondriaca né psicosomatica, e non presentano forme di psicosi. Queste affermazioni formali sono basate su un esame clinico minuzioso.

4. Non si tratta di catalessi

Nella catalessi, c’è una sospensione completa del movimento volontario dei muscoli: il paziente perde il controllo del proprio corpo: gli arti e il tronco possono essere sistemati in qualunque posizione e rimanervi per un lungo periodo di tempo. Si ha irrigidimento della mimica. Niente di tutto ciò è dato da osservare nei veggenti, i quali possono cadere con molta naturalezza in ginocchio tutti insieme al momenot incui dicono di vedere la Signora, oppure restare con altrettanta naturalezza in ginocchio – quando l’équipe medica stava facendo i test -, i muscoli della mimica sono mobili con naturalezza, non c’è contrazione bensì distensione. Fin dal termine dell’estasi i veggenti si muovono spontaneamente senza la minima difficoltà. Durante l’estasi non sono in stato di catalessi, bensì di preghiera e di contemplazione serena.

5. Non si tratta di estasi patologica

“Nelle estasi patologiche, c’è immobilità (nei veggenti i muscoli della mimica e della voce in certi momenti dell’estasi funzionano), inaccessibilità sensoriale, espressione di gioia sublime. L’estasi patologica la si può osservare nei mistici patologici e particolarmente isterici, mitomani deboli, deliranti cronici, allucinati. Essi presentano, in generale, un groviglio di preoccupazioni religiose ed erotiche. Le estasi si mescolano a degli eccessi di esaltazione, di eccitazione lubrica e rimangono assolutamente sterili nell’attività pragmatica. Sembra si tratti di un processo di compensazione che risponde ad un’insoddisfazione intellettuale o affettica ” (Th. Kammerer, in Dr. Porot, Manuel de psychiatrie, Extase).
Nessuno di questi segni clinici, nessuna di queste preoccupazione esistono nei giovani che abbiamo interrogati con discernimento. Abbiamo potuto vederli mentre si occupavano di un handicappato che non conoscevano prima dell’apparizione, abbiamo potuto parlare con loro liberamente con uno o più interpreti, li abbiamo visti reagire di fronte a dei giornali stranieri che li facevano passare per ammalati… In tutte le circostanze, il loro comportamento rimane normale e sereno. L’estasi quotidiana non li eccita, non li rende irritati o ammalati, non li fa salire in orgoglio…

[Dove segnato con * si cita testualmente il libro: “Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje”, Henry Joyeux, René Laurentin, Queriniana, 1985]

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5 – Medjugorie. La parola alla scienza. Percezione oggettiva o soggettiva?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/02/2014

05_Medjugorje_Studi_elettrocardiogramma_Marja_06_10_1984(* pag 60) Il fatto (…) che le persone presenti non vedano l’apparizione vista dai soli veggenti,non dimostra che si tratti di una percezione senza oggetto. Esso dimostra soltanto che il modo di percezione non è quello degli oggetti materiali ordinari.

Un oggetto di un altro ordine può essere percepito in un altro modo secondo altre modalità. Sappiamo che certi animali (per esempio i pipistrelli) percepiscono radiazioni che a noi sfuggono. Ci possono essere altri modi di percezione che a noi sfuggono. Ci possono essere modi di percezione più radicalmente diversi.

05_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_06_101984Come i veggenti vedono colei che riconoscono come la Vergine? Mediante quale processo? Ciò rimane difficile da precisare ma non bisogna semplificare il mistero spiegando verbalmente questa percezione con la soggettività (…).

Data la concordanza di tutti i test che abbiamo sintetizzati nelle pagine precedenti, noi siamo giunti all’ipotesi seguente: c’è comunicazione reale, volontaria, da una parte e dall’altra, da persona a persona, che non avviene tramite i canali sensoriali ordinari (sospesi, interrotti, a riposo) bensì in maniera più immediata. (…)

Gli sguardi [dei veggenti] convergono verso un medesimo punto ben situato. Non siamo riusciti a metterlo in evidenza geometricamente, ma un film preso di faccia sottolinea il fenomeno. Per chiunque vede l’estasi, o una sua foto, è evidente che i veggenti guardano intensamente una medesima persona.

A tutti i livelli (visivo, uditivo e tattile), essi si riferiscono a questo medesimo oggetto, in maniera così convergente e coerente che non è possibile spiegare il fenomeno con un’armonia prestabilita delle soggettività.

Al livello motorio non si riesce a capire quale armonia prestabilita potrebbe determinare dall’interno, una simile coerenza delle reazioni, con tante precise simultaneità.

05_Medjugorje_Studi_elettrocardiogramma_Marja_06_10_1984_02Simultaneità dell’inginocchiamento senza alcun segnale, né segno di avvertimento.
Simultaneità nella sparizione della voce, durante l’estasi, per continuare una frase (locuzione senza fonazione).
Simultaneità della sua riapparizione, durante l’estasi, per continuare una frase le cui prime due parole sono state date dall’invisibile apparizione: Padre Nostro.
Simultaneità dell’innalzamento degli sguardi e delle teste, quando la Vergine sparisce salendo in alto.
Simultaneità al secondo della cessazione dei movimento oculari all’inizio dell’estasi e della loro riapparizione alla fine dell’estasi, nei due veggenti studiati sincronicamente il 29 dicembre 1984 (test oculografico).

Medjugorje_Studi_libro

(…)

Tutti i medici che hanno osservato, studiato l’estasi, i Dottori Stopar, Madre, Botta, Joyeux, Philippot, Rouquerol, Hoarau, ecc, esprimono in termini diversi ma convergenti una medesima impressione coerente: essi si imbattono in un limite e, come dice più esplicitamente il Dott. Stopar, la migliore spiegazione è la trascendenza di un oggetto non percepibile attraverso strumenti scientifici e materiali normali, la cui esistenza però, (transnormale o paranormale come la si voglia chiamare) si impone.

[Dove segnato con * si cita testualmente il libro: “Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje”, Henry Joyeux, René Laurentin, Queriniana, 1985]

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4 – Medjugorie. La parola alla scienza. Conclusioni dell’équipe medica guidata dal Prof. Joyeux

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/02/2014

04_Medjugorje_Studi_01Quarto appuntamento con gli studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje e sui veggenti, unico caso al mondo in cui ciò è stato possibile.

Conclusioni a fronte dei risultati medici e scientifici operati sui veggenti (* pag 48-50)

Le conclusioni possono essere riassunte come segue:

L’estasi è una de-connessione sensoriale con il mondo esterno. I veggenti in estasi non ‘vedono’ l’ambiente che li circonda, non lo ‘odono’ (un rumore di 90 decibel non provoca in Ivan né audizione né reazione). Più precisamente:

04_Medjugorje_Studi_Joyeux_PhillippotPer la vista, i movimenti dei globi oculari (che guardano a destra e a sinistra) cessano durante l’estasi. L’elettrocardiogramma di Marja e di Ivan ha manifestato che questa immobilizzazione è simultanea nell’uno e nell’altra, quasi al secondo.

Gli sguardi si fissano sull’apparizione con una notevole immobilità. In Vicka (e a volte in Ivan) cessa anche il battito delle palpebre, mentre negli altri dimezza la frequenza.

I movimenti oculari provocati dall’attenzione al mondo esterno riprendono alla fine dell’estasi con la stessa simultaneità: quasi al secondo.

04_Medjugorje_Studi_elettrocardiogramma_Ivan_23_03_1984Per l’udito, i nostri test hanno manifestato che il nervo uditivo continuava a trasmettere i suoni (normale conducibilità fino ai tubercoli quadrigemini), ma non viene raggiunta la corteccia. Un rumore violento non suscita reazione e, dopo l’estasi, il soggetto (Ivan) confermerà di non aver percepito nulla.

Allo stesso modo i veggenti non avvertono le pressioni, i pizzichi, le trafitture.

(…) L’estasi è uno stato perfettamente normale e per nulla patologico.

– La pressione arteriosa e il polso non vengono modificati in modo sensibile (leggero aumento oppure diminuzione a seconda dei veggenti).

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Non si trova modificato neanche il colorito del viso. Non si nota né il pallore che colpiva Bernadette, né un rossore (colorazione più viva) che sarebbe stato preoccupante in quanto pare che costituisca uno degli indizi per la prova della verità: “Nessuna variazione vasomotoria del volto”, nota il Dott. E. Gabrici (4-8 aprile 1984).

Il corpo rimane flessibile. E’ passivo. Se il piccolo Jakov (il meno pesante) viene sollevato, non reagisce. Le gambe stanno penzoloni, ma il riflesso dell’inginocchiamento funziona perfettamente quando Jakov viene rimesso a terra: le gambe da verticali si rimettono orizzontali sul pavimento nel modo più naturale e spontaneo: dal che viene esclusa la catalessi. Il ragazzo si trova in stato di preghiera; se si cerca di distrarlo mettendolo in piedi, si rimette spontaneamente in ginocchio.

– Il volto è perfettamente armonioso e disteso.

Tutto rivela uno stato di benessere e felicità. I veggenti appaiono (e dicono di essere) appagati.

[Dove segnato con * si cita testualmente il libro: “Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje”, Henry Joyeux, René Laurentin, Queriniana, 1985]

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3 – Medjugorie. La parola alla scienza. – Elettrooculogrammi, test uditivi e molto altro…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/01/2014

03_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_udito_29_12_1984Ecco il terzo appuntamento con la descrizione degli studi medici e scientifici effettuati nel 1984 sui veggenti di Medjugorje, unica apparizione al mondo in cui ciò è stato possibile.

Il 28 e il 29 dicembre 1984 vennero programmati altri test riguardanti la vista, l’udito e il funzionamento della laringe. (* Pag 45-46)

Studio della funzione oculare da parte del Dott. Philippot

Un elettrooculogramma (registrazione dei movimenti oculari) è stato realizzato simultaneamente di Ivan e Marja.

All’inizio dell’estasi, i movimenti oculari dei due veggenti cessano simultaneamente quasi al secondo. In ciò troviamo una constatazione di simultaneità, e questo costituisce un indizio dell’oggettività dell’apparizione.

Durante l’estasi, si vedono soltanto i movimenti muscolari dell’elocuzione, non degli occhi, i quali rimangfono immobili.

Alla fine dell’estasi, i movimenti riprendono con simultaneità vicina al secondo.

Si dà quindi simultaneità di interruzione e di ripresa dei movumenti oculari.

03_Medjugorje_Studi_curva_uditivaFunzione uditiva, studiata il 29 dicembre 1984 su Ivan dal Dott. F. Rouquerol.

Il test dei cosiddetti potenziali uditivi (realizzato con un apparecchio PEA 1010) esamina la conducibilità dei nervi uditivi (ottavo paio di nervi cranici) prima, durante e dopo l’estasi.

Prima dell’estasi, le vie uditive che sono in buono stato, hanno la loro conducibilità normale. Esse funzionano fino alla parte alta del tronco cerebrale (tubercoli quadrigemini): in altre parole: il nervo uditivo trasmette bene l’eccitazione sonora. Ivan reagisce (sobbalza) ad un rumore di 70 decibel.

Durante l’estasi, la conducibilità (trasmissione dell’influsso nervoso) rimane normale (intervallo di 4,6 millesimi di secondo tra le onde I e V esattamente come prima dell’estasi). Ma Ivan non dà nessuna reazione all’impatto di un rumore di 90 decibel (rumore di un motore a scoppio ad alto regime), mentre prima dell’estasi reagiva vivamente a 70 decibel.

Dopo l’estasi ci dirà di non aver udito nulla. La corteccia cerebrale, quindi non è stata raggiunta.

Funzione fonica (voce e laringe) studiata il 28 dicembre 1984 su Ivanka dal dottor Rouquerol.

03_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_udito_29_12_1984_02Questo test aveva lo scopo di precisare perché e come la voce dei veggenti si spegnesse all’inizio dell’estasi. I risultati sono i seguenti:

1. Mentre i veggenti recitano il Rosario, prima dell’apparizione, l’ago che manifesta il funzionamento dei muscoli della laringe (velo del palato), si sposta con grande ampiezza.

2. All’inizio dell’estasi, nel momento in cui la voce scompare, l’ago si ferma, l’ago si ferma, non c’è più movimento della laringe. Funziona soltanto l’articolazione delle labbra, quando la veggente si intrattiene con l’apparizione (articolazione senza fonazione).

3. L’ago di nuovo si sposta, quando riappare la voce, durante l’estasi, per recitare il Pater che i veggenti dicono intonato dalla Madonna.

4. La voce sparisce nell’ultima fase dell’estasi come nella prima (di nuovo elocuzione senza fonazione).

5. I movimenti della laringe riappaiono alla fine dell’estasi, quando i veggenti parlano.

L’estinzione della voce all’inizio dell’estasi dipende dunque dalla cessazione dei movimenti della laringe: l’aria dell’espirazione non fa più vibrare le corde vocali, mentre l’articolazione delle labbra resta normale.

[Dove segnato con * si cita testualmente il libro: “Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje”, Henry Joyeux, René Laurentin, Queriniana, 1985]

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2 – Medjugorie. La parola alla scienza. Elettroencefalogrammi, elettrocardiogrammi, test oculari…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/01/2014

02_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_07_10_1984Continua la nostra divulgazione degli studi medici e scientifici effettuati sui veggenti di Medjugorje.

In una seconda missione, il 8 e il 7 ottobre 1984 il Prof. Joyeux, insieme al Dott. Jacques Philippot (specialista in oftalmologia dell’équipe dell’Università di Montpellier), effettuano ulteriori elettroencefalogrammi a Marija e Ivanka, elettrocardiogramma a Vicka, Ivanka e Ivan, e sofisticati test oculari.

Risultati dei test: (* pag. 42, 43)

Gli elettroencefalogrammi registrati prima, durante e dopo l’estasi, su Maria, il 6 ottobre e Ivanka, il 7 ottobre, hanno confermato quello del 10 giugno: nessuna anomalia cerebrale, nessun sintomo patologico.

L’elettroencefalogramma esclude il sonno, il sogno, l’epilessia. I tracciati registrati prima, durante e dopo l’apparizione manifestano solo differenze minime: prima dell’apparizione si ha nel veggente (più marcatamente in Marija (il ritmo beta (attenzione e riflessione) e il ritmo alfa, altro ritmo di veglia. Quest’ultimo predomina progressivamente a partire dall’inizio dell’estasi.

02_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_07_10_1984_02Elettrocardiogramma

Le registrazioni elettrocardiografiche e della tensione arteriosa prima, durante e dopo l’estasi, mostrano che il ritmo del cuore rimane regolare (sinusale) in Vicka (il 6 ottobre) in Marija (il 7 ottobre) e in Ivan (il 7 ottobre).

Il cuore di Vicka accelera durante l’apparizione, passando da 105 battiti al minuto prima dell’estasi, a 135-140 durante. Quello di Marija, in vece, rallenta leggermente: passa da 105 battiti al minuto prima dell’estasi, a 95 durante e 110 dopo. Per Ivan prima dell’estasi da 97 a 111 battiti al minuto, 120-131 durante e 120 dopo l’estasi.

Test oculari

L’esperimento di SLI (Stimolazione Luminosa Intermittente) non ha provocato alcuna scarica elettrica di tipo epilettico, né prima, né durante, né dopo l’estasi. Su queste due registrazioni si osservano anche frequenti e numerosi movimenti oculari (visibili sulla registrazione video) prima e dopo l’apparizione.

02_Medjugorje_Studi_elettroencefalogramma_07_10_1984_04Durante l’estasi, invece, non si ha movimento dei globi oculari. Questa constatazione ci ha indotti a ricercare la simultaneità del fenomeno in più veggenti insieme, negli ulteriori incontri del dicembre 1984.

L’esame del fondo dell’occhio dei quattro veggenti manifesta uno stato normale, identico prima e dopo l’estasi. I riflessi fotomotori diretti (contrazione pupillare alla luce) sono normali e immutati, prima, durante e dopo l’apparizione, in Marija il 7.

Al contrario, il riflesso del battito delle palpebre alla minaccia di una luce forte e brutale è assente durante l’apparizione in Marja e Ivanka, il 7 ottobre, mentre è presente prima e dopo l’apparizione.

Lo schermo interposto tra Marija e Ivanka durante l’estasi non viene da esse percepito, e non perturba la loro percezione dell’apparizione (…).

Globalmente, durante l’estasi, la percezione visiva del mondo circostante sembra sparire. Gli occhi dei veggenti rimangono aperti, ma sembrano meno sensibili alla luce: manca il riflesso del battito delle palpebre, anche se il riflesso della contrazione della pupilla è presente.

[Dove segnato con * si cita testualmente il libro: “Studi medici e scientifici sulle apparizioni di Medjugorje”, Henry Joyeux, René Laurentin, Queriniana, 1985]

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