FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘tempo che passa’

«Più il silenzio è profondo e più il tempo rallenta…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/02/2018

Ho scoperto da poco su Twitter fra’ Lorenzo, francescano e il suo blog personale “Parabole di vita – La parabolica vita di un frate” (che invito a seguire); in particolare un suo post, tanto breve quanto intenso, vissuto, spesso, ha attirato la mia attenzione e curiosità.

E’ da questa mattina che lo leggo e rileggo e più lo leggo, più aumenta il mio desiderio di silenzio e di preghiera. Se i frutti sono buoni, deve essere buono anche l’albero; come non condividerlo quindi con voi?

«Nei periodi di meditazione e preghiera, ho notato una connessione tra il silenzio ed il tempo che non è del tutto scontata. Mi sono accorto, infatti, che più il silenzio è profondo e più il tempo rallenta, fino a sembrare che si fermi e si condensi in quella che in inglese è chiamata”stillness” e che si potrebbe tradurre con “immobilità”.

L’immobilità del corpo corrisponde all’immobilità del tempo, entrambi immersi nelle profondità del silenzio. Il respiro ritmico e rilassato sembra un orologio che scandisce sempre lo stesso istante; il tempo non ha più altre declinazioni che il presente: passato e futuro non hanno più senso in questa immobilità generale.

A volte sembra che tutto potrebbe risolversi lì, che nessuna discontinuità possa ormai alterare quello stato; e forse avviene proprio così: forse quella stasi, quella pace, invade tutta la vita ed anche se apparentemente si emerge da quello stato, il modo di essere non è più lo stesso.

Il silenzio, dunque, contribuisce a rallentare il tempo facendolo espandere, e questo crea una modificazione anche nello spazio interiore: questo si allarga, diventa ampio e pronto ad accogliere la presenza di chi non è contenibile in un luogo stretto e pieno di rumori.

L’assenza totale di tutto può essere abitata dal Tutto. Nel profondo dell’esistenza si scopre un mondo che sa di eternità e di cui non si conosce niente perché tutto, in esso, sembra essere eternamente nuovo.

Soprattutto, questo mondo, ha in sé la sicurezza di essere reale, più reale di quello in cui solitamente ci si muove. E’ come se l’essere sapesse di appartenere a quel silenzio e a quella pace piena di infinite sonorità.

Nonostante questa sensazione originaria, si percepisce, forte, la tendenza a ripiombare nella lontananza, nella discontinuità, nel rumore temporale delle proprie faccende.

Ma una nuova nostalgia anima l’intimo della quotidianità; una nuova consapevolezza di essere non più solo, non mai solo.»

(Fonte: Blog Parabole di vita – La parabolica vita di un frate)

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“Papà, quanti soldi guadagni in un’ora?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/05/2015

Papà_00

 

Figlio: “Papà, posso farti una domanda?”

Papà: “Certo, di cosa si tratta?”

Figlio: “Papà, quanti soldi guadagni in un’ora?”

Papà: “Non sono affari tuoi, perché mi fa una domanda del genere?”

Figlio: “Volevo solo saperlo. Per favore dimmelo, quanti soldi guadagno in un’ora?”

Papà: “Se proprio lo vuoi sapere, guadagno 50€ in un’ora.”

Figlio: “Oh!”, con la testa rivolta verso il basso, “Papà, mi presteresti 24€?”

Il padre si infuriò.

Papà_01Papà: “La sola ragione per cui me lo hai chiesto era per chiedermi in prestito dei soldi per comprare uno stupido giocattolo o qualche altra cosa senza senso, adesso tu fili dritto nella tua stanza e vai a letto. Pensa al perché stai diventando così egoista. Io lavoro duto ogni giorno per questo atteggiamento infantile!”

Il bambino andò in silenzio nella sua stanza e chiuse la porta.

L’uomo si sedette e divenne ancora più arrabbiato pensando alla domanda del ragazzo: “Ma come ha avuto il coraggio di farmi una domanda simile solo per avere dei soldi?”

Dopo un’oretta l’uomo si calmò e cominciò a pensare: “Forse c’era qualcosa di cui aveva davvero bisogno di comprare con 25€, non chiede soldi così spesso…”

Papà_02L’uomo andò nella stanza del figlio e aprì la porta.

Papà: “Stai dormendo figlio?”

Figlio: “No papà, sono sveglio.”

Papà: “Stavo pensando: forse sono stato troppo duro con te prima. E’ stato un giorno faticoso per me oggi e mi sono scaricato su di te. Questi sono i 25€ che mi hai chiesto.”

Il bambino si sedette subito e cominciò a sorridere dicendo: “Oh! Grazie papà!”

Papà_03Dopo, da sotto il cuscino tirò via delle banconote stropicciate. L’uomo vide che il bambino aveva già dei soldi e iniziò a infuriarsi di nuovo. Il bambino iniziò lentamente a contare i suoi soldi dopodiché guardò il padre.

Papà: “Perché vuoi degli altri soldi se già ne hai?”

Figlio: “Perché non ne avevo abbastanza ma adesso si. Papà, adesso ho 50€. posso comprare un’ora del tuo tempo? Per favore vieni prima domani, mi piacerebbe cenare con te.”

Il padre rimase impietrito. Abbracciò il bambino e lo implorò di perdonarlo.

(Author unknown)

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