FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘Valdocco’

“Il mio unico desiderio è che siano felici nel tempo e nell’eternità”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/01/2017

01_don_bosco

Padre Verlezza, responsabile per l’opera don Bosco a Sampierdarena (…) racconta che [Don Bosco] stava celebrando una Messa in cui erano presenti molti benefattori.

Alla fine della celebrazione, tutti passavano nella sacrestia della Cattedrale di San Siro per ricevere la benedizione del fondatore dei Salesiani. Egli era solito regalare a tutti una medaglietta della Madonna Ausiliatrice.

“Le medagliette, che stavano in una borsina, erano poche e il miracolo fu che tutti ne ricevettero una, nonostante ce ne fossero davvero poche nella borsina che il segretario aveva portato a don Bosco.”

In seguito spiegò il sacerdote che “san Giovanni Bosco guardava i suoi sogni missionari in una cartina del mondo che stava nella  cameretta in cui riposava quando soggiornava a Sampierdarena”.

02_don_bosco“Il mio unico desiderio è che siano felici nel tempo e nell’eternità”, lasciò scritto ai suoi giovani don Bosco, proclamato santo da Papa Pio XI, come “padre e maestro della gioventù”.

San Giovanno Bosco tornò alla casa del Padre il 31 gennaio 1888, dopo aver vissuto quella frase che disse al suo alunno san Domenico Savio: “In questa casa facciamo consistere la santità nell’essere sempre gioiosi”.

(Tradotto dal portoghese da: http://pt.aleteia.org/2016/09/30/a-historia-de-um-milagre-pouco-conhecido-de-dom-bosco-e-nossa-senhora-auxiliadora/)

Don Bosco è sempre stato molto devoto all’Eucaristia, e scrisse spesso sull’importanza della celebrazione della santa Messa nei suoi libretti popolari. Uno dei suoi miracoli di quando era ancora in vita è direttamente legato all’ostia santa, il pane di vita.

Nell’ostia c’è Cristo, in corpo, sangue, anima e divinità, come recita il simbolo Atanasiano, ed è attraverso l’ostia che Cristo alimenta e rafforza la nostra anima così come ha alimentato e rafforzato il corpo e l’anima delle migliaia di persone presenti alla moltiplicazione dei pani del Vangelo.

03_don_boscoDon Bosco che celebrava la Messa quotidianamente, un giorno al momento della comunione, si rese conto di avere solo 36 ostie nella pisside ma alla Messa partecipavano 360 fedeli. E’ lì che il santo fece il miracolo di moltiplicare il numero delle ostie per distribuire il Sacramento a tutti i presenti.

Il grande miracolo che fece san Giovanni Bosco è stato quello di cambiare la vita di migliaia e migliaia di giovani trasformandoli in cittadini e cristiani onesti, non solo proteggendoli dai pericoli della vita, ma rendendoli persone integre e felici che diffondevano, ovunque passassero, il buon profumo di Cristo (…).

(Tradotto dal portoghese da: http://www.blogcruzterrasanta.com.br/sao-joao-bosco-padroeiro-dos-jovens/)

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«È meglio essere in grazia di Dio rattoppati, che nelle mani del demonio lucidi ed attillati»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/01/2016

Don_Bosco_01

Don Bosco era solito dire: «La gioventù bisogna sempre tenerla occupata, perché l’acqua stagnante imputridisce».

Egli amava le ricreazioni clamorose; e per darne l’e­sempio, era sempre il primo ai giochi e l’anima dei diver­timenti.

Sveltissimo a correre, non di rado sfidava tutti i suoi giovani a sopravanzarlo. Li allineava, e gridava: uno… due… tre!

Un nugolo di ragazzi si slanciava alla corsa; ma don Bosco era sempre il primo a raggiungere la meta. Allora, per non lasciarli mortificati, andava a riempirsi le tasche di caramelle, e ne lanciava di qua e di là in mezzo ai crocchi.

Egli a tutti sorrideva, a tutti dispensava, con la cara­mella, anche una parola dolce, arguta, incoraggiante, ve­ramente paterna.

Questi suoi modi gli accaparrarono tanto l’animo di tutti, che ognuno andava a gara per dimostrare, con l’ob­bedienza e il rispetto, quanto fosse l’amore e la ricono­scenza di cui si sentivano pervasi.

Don_Bosco_02Così voleva facessero poi tutti i suoi Salesiani e che la ricreazione fosse sempre animata e chiassosa.

Un giorno, che ne vide alcuni starsene in crocchio a chiacchierare, si fece subito in mezzo a dire: – Guardate che, mentre voi riposate, il demonio lavora.

A chi gli osservava che, a correre e a giocare, si sciu­pano le scarpe ed i vestiti, rispondeva: – Via, via! …, meglio spender in scarpe e in vestiti che in medicine. Sarti e calzolai li abbiamo in casa. È meglio essere in grazia di Dio rattoppati, che nelle mani del demonio lucidi ed attillati.

(Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it/)

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