FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘Valentine Day’

«Ma che c’entro io co’ sti sbaciucchiamenti?»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/02/2019

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E celebriamolo ‘questo’ San Valentino, ma a una condizione…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/02/2018

SAN VALENTINO

Non la capirò mai questa società in cui vivo. A volte mi piace, a volte no, ma il più delle volte mi sembra che non dia altro che messaggi schizofrenici.

Pare che ci sia un’attenzione accurata ad evitare che si mostrino segni e simboli cristiani, che diventa morbosa quando sono cattolici, niente Crocifissi, niente immagini mariane, niente riferimenti a Gesù nelle scuole, niente presepi nei luoghi pubblici, niente segno della Croce sui campi di calcio, niente che possa turbare la sensibilità dei non cattolici… OK, me ne sono fatta una ragione… non tanto a dire la verità, ma tant’è…

Oggi però frotte di adolescenti brufolosi e, coppie di tutte le età si apprestano ad obbedire all’imperativo dell’anno che ti spinge a comprare cioccolatini, composizioni floreali, per chi se lo può permettere magari un bel gioiello, o un fine settimana romantico in nome di chi? Di un santo cattolico e per giunta vescovo, più cattolico di così si muore.

Questa ricorrenza cattolica non dà fastidio? Certo. E allora si ripete la frode che qualcuno ha visto funzionare con successo: si prende la festività cattolica, la si sfrutta svuotandola del suo senso più profondo (meglio se la si decattolicizza) e ci si vende su qualcosa, e se il marchio vende bene, ci si vende tutto il vendibile. Un po’ come hanno fatto con Babbo Natale che ha preso il posto di Gesù, la Befana che ha presto il posto dell’Epifania, uova, insulsi coniglietti e festa della primavera che hanno sostituito la gloriosa Pasqua di Resurrezione di Gesù.

“La butti sempre sul cattolico”, mi dicono alcuni colleghi. Vero, ma ci credo profondamente, e non posso non vedere certe incoerenze. Chissà che la crisi non attenui questa farsa che alla fine, come Charlie Brown che aspetta inutilmente alla cassetta postale la valentina che non arriva mai, alla fine delude un po’ tutti. Non lo festeggiassero, me ne starei buono buono, ma quando mettono in ballo le cose in cui credo, le cose e le persone che amo, non riesco, e divento incontinente con le mie riflessioni…

Penso a mia moglie. Al nostro amore così forte, intenso, spesso, provato, lievitato dalle gioie e dai dolori e dalla vita, indicibile quanto è forte ed unico. Poi guardo le confezioni di cioccolatini, le composizioni floreali, le smielate serate a tema che realizzano il tutto esaurito nei ristoranti, tutto marchiato San Valentino e mi sembrano caricature indegne dell’amore che provo per lei.

Lo stesso vale per il Santo. San Valentino, vescovo martirizzato per essersi distinto per umiltà, carità verso i poveri e amore a Gesù risorto, viene usato per vendere cioccolatini che contribuiranno ad aumentare i già numerosi brufoli dei pischelli di oggi.

Sto facendo il solito predicozzo da teocon vero?

Ok, a parte il fatto che oggi non è neanche San Valentino ma SS. Cirillo e Metodio, se però lo dobbiamo proprio festeggiare (meglio celebrare) ‘questo’ San Valentino, facciamolo, ma ad una condizione:

Celebriamo anche l’amore semplice di Santa Teresina di Lisieux, la sapienza di Santa Teresa d’Avila, la povertà di San Francesco, l’amore infuocato di San Pio da Pietrelcina, l’amore materno di Santa Gianna Beretta Molla, il virile amore a Cristo del Beato Piergiorgio Frassati, l’offerta eroica di Chiara Luce Badano, la santità infantile di Antonietta Meo, conosciuta da molti come “Nennolina”.

Chi sono questi ultimi scritti in neretto?

Cliccate sui link o inserite i loro nomi su Google e vedrete che i santi originali sono decisamente meglio delle deformazioni che ne fa l’attuale società consumista, e seguire i loro passi, almeno provarci, rende molto più felici di una scatola di cioccolatini pieni di grassi insaturi buoni solo a farci diventare ciccia e brufoli.

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