FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘vaticano e preti’

19 modi per far sapere ai sacerdoti quanto li apprezziamo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/08/2018

Ecco 19 consigli utili (soprattutto il quindicesimo), per sostenere i nostri sacerdoti.

I nostri parroci sono tra i membri più lavoratori della Chiesa. Il tipico sacerdote parrocchiale lavora il weekend e durante le vacanze, vive nello stesso posto in cui lavora e ha solo un giorno di riposo a settimana, senza parlare del fatto che al giorno d’oggi gli si chiede di curare più anime e di assumere più responsabilità e funzioni che in qualsiasi altra epoca.

Abbiamo chiesto ad alcuni parroci come potremmo far sapere loro che siamo grati per tutto il lavoro che svolgono per noi. Ci hanno dato queste risposte, senza alcun ordine particolare:

1. Prega per il/i tuo/tuoi sacerdote/i.

“La cosa più importante che il fedele può fare per il suo sacerdote è pregare per lui. Preghiamo sempre per qualcuno, e dobbiamo offrire la Messa tutte le domeniche e i giorni di precetto a beneficio della comunità. È bello sapere che anche i fedeli pregano per noi tutti i giorni”.

(…) “Offri le tue preghiere per il sacerdote e il suo lavoro pastorale. È una grande gioia per me perché so che più la mia comunità prega per me, più efficaci saranno i frutti del mio ministero sacerdotale”.

2. Preparargli un pasto, soprattutto nei giorni di eccessivo lavoro.

“Sarebbe bene che qualcuno si assicurasse che il parroco abbia cibo ben preparato la domenica e i giorni festivi della Chiesa, quando c’è più attività. Spesso non abbiamo chi cucini per noi, e dopo una lunga giornata sarebbe piacevole tornare a casa e mangiare qualcosa che non abbiamo dovuto cucinare da soli”.

“Scopri il suo piatto preferito e preparaglielo”.

3. Festeggia i suoi giorni speciali.

“È una buona idea festeggiare il compleanno del sacerdote o il giorno della sua ordinazione”.

“È bello che mi ricordino il giorno della mia ordinazione sacerdotale”.

4. Prega di più, lamentati di meno.

“La gran parte delle interazioni che abbiamo sembra ruotare intorno a una lamentela sul sacerdote, la parrocchia, un’altra persona della comunità, la musica, la temperatura in chiesa, una lampadina fulminata, una decisione, ecc., e raramente sulle realtà spirituali soprannaturali”.

5. Offri il tuo aiuto.

“Non aspettare che ti chiedano se puoi fare qualcosa, offriti! Noi sacerdoti abbiamo la vocazione di dare e servire, per noi è difficile chiedere cose”.

“Offrire volontariamente il tuo tempo alla parrocchia è un segno di sostegno e di servizio”. (…)

6. Partecipa alla Messa e/o alla confessione.

“Nulla farà più felice un sacerdote”.

“Scegli un giorno per andare alla Messa che sta celebrando, ed esorta la gente a sedersi nelle prime file. Quando il sacerdote dopo la Messa chiederà perché lo hai fatto, digli che stavi offrendo la tua partecipazione alla Messa in rendimento di grazie per il suo sacerdozio”.

7. Scrivi un biglietto esprimendo la tua riconoscenza.

(…) “La mia attività preferita è ricevere lettere dalle persone. Ma non un biglietto con un paio di parole. Anche questi sono piacevoli, ma adoro ricevere una lettera o un biglietto che contenga un messaggio significativo. È molto potente sentire qualcuno descrivere esattamente come quello che ho detto o fatto è stato fruttuoso. È un promemoria del fatto che Gesù è molto più grande di me, e che può fare grandi cose con il poco che ho da offrire”.

8. Ringrazia.

“Ringrazia il sacerdote per ogni Messa. Anche se il sacerdote non ti piace particolarmente, la Messa ruota sempre intorno alla presenza di Gesù”.

“Può significare molto una cosa semplice come dire al sacerdote dopo la confessione: ‘Grazie per il suo ministero, pregherò per lei’”.

9. Elogia.

“Cerca opportunità per lodare i sacerdoti. Anche quelli che non ti piacciono particolarmente”.

10. Preoccupati per il benessere del sacerdote.

Esorta il sacerdote a fare una pausa nel lavoro (in genere sono così occupati da dimenticarsi che devono anche riposare e curare la propria salute, fino ad ammalarsi).

11. Evita i drammi e i pettegolezzi in parrocchia. Tieni queste cose per te.

“Evita e ferma i pettegolezzi su sacerdoti e parrocchie”.

“Non spettegolare e non criticare, offriti invece per aiutare e costruire. Mi chiedo quante vocazioni si sono rovinate quando i giovani con inquietudini religiose hanno sentito gli adulti criticare e distruggere i sacerdoti, in genere per qualche piccola disputa in parrocchia”.

12. Fa sapere al sacerdote che lo sostieni.

Quando sei testimone di una situazione in cui qualcuno è scortese o ingiusto con il sacerdote, fagli sapere che lo hai notato ed esprimigli vicinanza.

13. Stabilisci un rapporto prima di correggerlo.

“Non dirgli quello che non ti piace o quello che ti dà fastidio se è la prima volta che ti sei scomodato a rivolgerti a lui”.

“Salutalo prima di dirgli quello che non ti sembra corretto”.

14. Nutri aspettative realistiche e utili.

“Probabilmente non è un idraulico, per cui non pretendere che risolva problemi di tubi. Puoi però senz’altro chiedergli se crede che ci sia una perdita” (ovvero sii realista, il sacerdote NON ha tutte le risposte a tutte le possibili situazioni della tua vita, ma se hai un problema puoi andare da lui e chiedergli la sua opinione).

15. Non accaparrarti il sacerdote.

“Non credere di avere il sacerdote solo per te, soprattutto la domenica. Non aspettarti di essere il miglior amico del sacerdote. È il tuo pastore e il tuo servitore, e ha bisogno di mantenere le cose a un livello professionale. Non vantarti davanti agli altri membri della comunità, perché crea rivalità e gelosie, e questo suscita molte tensioni nei sacerdoti”.

16. Sii solidale.

“Ogni volta che in parrocchia c’è qualcosa di stressante o un momento difficile, si apprezza molto il sostegno. Non ne ho avuto molto in questi miei primi cinque anni, ma ricordo alcuni momenti estremamente difficili in cui le persone hanno inviato un bel biglietto. Ricordo di aver scoperto una montagna di biglietti custoditi qui a Santa Maria risalenti a 23 anni fa, quando venne chiusa la scuola. I giornali e poche persone molto rumorose hanno attaccato il sacerdote accusandolo di essere ‘razzista’ e ‘trascurato’. Egli ha tenuto le dozzine di messaggi di persone che gli hanno offerto la propria comprensione per la difficilissima decisione che ha dovuto prendere”.

17. Lasciagli il suo spazio.

“A volte è anche bene stare da soli e in pace. Tieniti lontano da una ‘bontà ansiosa’ che presume che il sacerdote possa essere depresso, stressato, triste, solitario, ecc., quando a volte ha semplicemente bisogno di un po’ di tempo per rilassarsi da solo”.

18. Invitalo alle attività.

“È bello quando la gente tiene conto di me invitandomi alle riunioni familiari: compleanni speciali o anniversari, cene nei giorni festivi – in generale non posso andare perché sto con la mia famiglia, ma è bello essere invitato”.

19. Cerca la santità.

“La cosa più importante che desidera Dio è che siamo santi. Non c’è nulla di più emozionante per un sacerdote che essere testimone della santità nella vita delle persone che assiste. Non è solo un’esperienza di grazia del fatto che il suo lavoro sta portando frutti, ma è anche estremamente edificante per la propria ricerca di santità”.

Spero che questo elenco ti abbia ispirato a fare qualcosa per il tuo sacerdote. Ricorda che ogni sacerdote ha le proprie preferenze. Ad alcuni piacerebbe davvero che li invitassi a cena, mentre altri sacerdoti potrebbero preferire recuperare le forze cenando da soli. Tutti i sacerdoti che contattiamo apprezzano molto le lettere ben pensate, in cui le persone manifestano loro i modi specifici in cui sentono di essere state aiutate da loro. Può essere un modo per iniziare. Facciamo sapere ai nostri sacerdoti quanto ci preoccupiamo per loro.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

(Fonte: https://www.comepecoreinmezzoailupi.com/)

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Il tavolo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/01/2018

Condivido con gioia un racconto che hai risvegliato in me il desiderio di pregare per i nostri sacerdoti e per le sfide che il loro ministero comporta.

Dal libro di Suor Emmanuel Maillard – “La pace avrà l’ultima parola” – condivido con gioia la storia di padre Robert invitandovi a pregare sempre per i nostir pastori.

Padre Robert non fa eccezione alla regola. Come ogni sacerdote, anche lui conosce l’asprezza del combattimento spirituale, e sa per esperienza che il nemico del genere umano sarebbe contento di distruggere il sacerdozio, oggi più che mai.

Il sacerdote è molto prezioso nel piano di Dio, per questo la Madonna ci invita non soltanto a pregare per i nostri pastori ma anche a vegliare su di loro. Le pecore devono vegliare sui loro pastori?Non è forse il segno che il mondo vada al contrario?

Padre Robert ci ha permesso di esplorare un po’ di ciò che un sacerdote può vivere e soffrire nell’esercizio del suo sacerdozio, e quali precipizi deve a volte sfiorare. Questo anziano sacerdote americano in confessione compie meraviglie nel cuore dei pellegrini a Medjugorje. Ma col suo permesso, diamo un’occhiata al suo passato e facciamioglielo raccontare…

«Quando fui ordinato sacerdote, feci al Signore una promessa, in accordo col mio padre spirituale: al fine di proteggermi, mi impegnai a mettere sempre tra me e i fedeli, che venivano a trovarmi, un tavolo. A volte fu difficile mantenere tale promessa ma con la grazia di Dio ci sono sempre riuscito e ciò mi ha salvato!

Un giorno una donna mi venne a trovare, perché aveva bisogno di parlare con un sacerdote della sua situazione familiare molto complessa. Non appena ci incontrammo, provai per lei una forte attrazione. Ci incontravamo spesso a causa della gravità del suo problema, sperava di trovare in me, a suo dire, quel conforto che nessuno le dava.

Improvvisamente mi innamorai di lei: provavo tutti i sintomi tipici di un uomo invaghito di una donna, e cominciai a pensarla sempre. Tutto il mio essere era invaso della sua presenza e non riuscivo a controllare il cuore: ogni volta che veniva a trovarmi, sentivo il desiderio di stringerla tra le braccia e svelarle i miei sentimenti.

Ma tra noi c’era il tavolo, che durante quegli incontri detestavo e avrei tanto voluto togliere, tuttavia esso era lì e non si muoveva!

Questa tortura durò tre anni, fino a quando un giorno, durante un nostro ennesimo incontro, tutto d’un tratto mi resi conto di non provare più nulla per lei; l’attrazione scomparve con la stessa velocità con cui si era manifestata. Non mi riconoscevo più e non riuscivo più a vedere ciò che in precedenza mi avesse attirato in quella donna. Che sollievo!

Continuai dunque, ad aiutare questa parrocchiana con la grande libertà interiore che un fratello prova verso una sorella in Cristo. Capii allora che il sentimento provato verso quella donna era stata una trappola tesa dal nemico per distruggere il mio sacerdozio.

Ma la grazia previdente di Gesù, durante l’ordinazione sacerdotale, mi aveva suggerito di farGli la promessa del tavolo e in quel momento non potevo lontanamente immaginare che questo oggetto avrebbe salvato la mia vocazione o, piuttosto, che Gesù stesso, attraverso la mia fedeltà a mantenere la promessa, mi avrebbe salvato dal disastro!»

In seguito padre Robert esercitò un carisma particolare verso le persone tormentate: ricevette, cioè, il dono di «vedere» ciò che non andava nelle loro vite e di sradicare il male attraverso la sua preghiera.

Quanti cuori avrà aiutato, quante vite avrà salvato pregando e testimoniando sulla misericordia di Dio? Quale perdita avrebbe potuto causare la sua caduta per tantissime anime sofferenti! Oggi padre Robert è un sacerdote felice, che si prepara a raggiungere il Signore, ricolmo di gioia per avere umilmente servito la Chiesa ed essere rimasto sacerdote anche nelle tempeste, grazie a quel benedetto tavolo!

Se padre Robert nel giorno della sua ordinazione previde il modo con cui proteggersi nel futuro, anche noi possiamo piazzare dei «tavoli», per custodire e proteggere i nostri sacerdoti ed evitare situazioni che potrebbero farli cadere. Non è forse questo un modo per vegliare su di loro come ci chiede insistentemente la Madonna?

Alcune persone sono specializzate nel far cadere i sacerdoti, a volte servendosi di mezzi occulti. Non possiamo fare altro che pregare e digiunare, per questi sciagurati. La Parola di Dio, infatti, ci dice: «Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti”» (Sal 104,15). «Non toccate i miei consacrati, non maltrattate i miei profeti!» (1Cor 16,22)

(Fonte: Suor Emmanuel Maillardi, “La pace avrà l’ultima parola”, Sugarco Edizioni, Milano 2014, pag. 179-181)

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Preti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/01/2017

pretiQualche ora fa un amico mi ha girato un link con una notizia, datata, di un prete invischiato in giri di prostituzione. Il commento dell’amico era: “poi dice che la gente si allontana dalla Chiesa.”

Essendo ovvia anche da parte mia l’indignazione e la condanna per il prelato traviato, non ho ribattuto se non con questo link:

https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2012/05/17/don-roberto-dichiera-in-un-centro-sociale-di-roma-per-evangelizzare-nella-notte-servizio-andato-in-onda-nella-puntata-di-matrix-del-6-4-2012/

Ho aggiunto solo: “Preferisco questo, di prete”.

La risposta è stata: “Eh… Ma questi sono una minoranza. La Chiesa è tutta corrotta.”

Ho risposto con tre domande.

1) Premesso che che questi criminali vadano rimossi e condannati, hai per caso delle statistiche che ti dimostrino che siano la maggioranza o forse fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce?

2) Perché leggendo la notizia del primo link la gente pensa che la Chiesa sia tutta corrotta, mentre leggendo il secondo non pensa – “Ma quanto è preziosa questa Chiesa che si occupa di questi ultimi.”?

3) Un’ultima domanda, il link che ti ho appena mandato verrà girato e rigirato a tutta la rubrica e febbrilmente spammato su tutti i social come hanno fatto col primo link?

Non c’è stata risposta.

Il male c’è sempre stato, anche nella Chiesa che, sopravvissuta due millenni a ogni evento storico, sopravviverà anche a questi tempi, come promesso da Gesù (“portae inferi non praevalebunt”).

Prima di diffondere un link pero, facciamoci queste tre domande. Interroghiamoci prima di condividere con leggerezza qualsiasi cosa e chiediamoci se siamo disposti a condividere link di preti virtuosi con la stessa facilità con cui condividiamo le brutte notizie che non fanno loro onore.

E poi chiediamoci, noi credenti, quanto preghiamo per i nostri sacerdoti?

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