FERMENTI CATTOLICI VIVI

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Posts Tagged ‘Vicka’

«Tutto accadde pochi istanti dopo l’elevazione Eucaristica del Santissimo…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/08/2021

Paralizzata da cinque anni, Mara Odak, casalinga 49enne abitante a Mostar, è guarita improvvisamente. Non dubita che si tratti di un miracolo, anzi precisa: «un grandissimo miracolo !». E spiega:… «. La Vergine Maria ha esaudito le mie preghiere e adesso vengo qui in pellegrinaggio, ogni settimana, per ringraziarla». Mara, sposata con Veselko Primorac e madre di due figli, era allora gravemente ammalata e inferma, costretta a letto da una paralisi che non le permetteva di camminare né di muovere il capo, per un pauroso infortunio che per poco non le era costato la vita: una accidentale caduta dal terzo piano, giù dal vano delle scale di casa, avvenuta cinque anni prima, nella primavera del 1976.

Dopo un ricovero di oltre tre mesi in ospedale e dopo innumerevoli cure, i medici (diagnosticatele fratture multiple alla gamba sinistra e la lesione di due vertebre cervicali con deformazione irreversibile della spina dorsale) non l’avevano più ritenuta guaribile.

Continua a ripetere:… «Se uno ha fede, può chiedere a Dio e alla Madonna qualunque cosa». Il suo aspetto non conserva alcuna traccia delle passate tribolazioni. Carnagione rosea, capelli castani e ricciuti, occhi chiari, ha un fisico forte e robusto, movimenti agili, passo sicuro…«Fu mia sorella Anda, che abita a Citluk» dice «ad informarmi delle apparizioni della Madonna sul colle di Podbrdo.

Un giorno Anda, mia sorella,  nel mese di agosto 1981, venne a trovarmi, e mi parlò dei prodigi di Medjugorje e mi fece come balenare la speranza che la Madonna potesse guarirmi».

Racconta: «Mi trovavo dunque a casa, inchiodata al letto e ormai rassegnata al mio destino, quando Anda mi suggerì di chiedere una grazia alla Gospa di Medjugorje. Lei conosceva bene la mia grande devozione per la Vergine e sapeva inoltre che in famiglia non avrei incontrato ostacoli poiché le spese del viaggio da Mostar a Medjugorje, una trentina di chilometri in automobile, erano relativamente modeste. C’erano però altre difficoltà da superare, di natura… politica. Mio marito Veselko, modesto operaio in una fabbrica dello Stato, aveva paura di eventuali ritorsioni dei suoi superiori, di alcuni suoi colleghi di reparto.

Temeva insomma che i caporioni locali della Lega dei comunisti, una volta venuti a conoscenza del fatto, lo accusassero di essere un clerico reazionario e gli facessero così perdere il posto».

I timori di Veselko Primorac erano tutt’altro che infondati. Proprio in quei giorni, allarmate per l’improvviso scoppio di fede mariana nel villaggio dell’Erzegovina meridionale, le autorità comuniste avevano scatenato, attraverso i giornali di partito, la radio e la televisione, una violenta campagna antireligiosa e anticlericale.

È facile comprendere come in questo clima di accuse e di intimidazioni Veselko Primorac avesse paura di rappresaglie. Ma le insistenze della moglie e il desiderio di accontentarla (in una possibile guarigione non sperava neppure lontanamente) lo indussero alla fine al coraggioso passo. Noleggiò l’automobile di un conoscente fidato, vi caricò sopra la moglie e con tutte le precauzioni del caso la condusse a Medjugorje.

Racconta: «Era il 15 agosto del 1981, un sabato, festa dell’Assunzione di Maria Vergine. Pochi minuti prima delle sei del pomeriggio arrivammo in auto fin davanti alla porta della chiesa, già gremita di fedeli. Anche sul sagrato c’era una gran folla, la messa stava per cominciare. Mi scaricarono dalla macchina e mi adagiarono su una improvvisata barella. Poi alcuni volonterosi aiutarono mio marito a portarmi fino dentro la chiesa, a pochi passi dall’altare maggiore, dove intanto Vida Ivankovic e gli altri giovani veggenti avevano già iniziato a intonare il rosario, come tutte le sere».

«Quando la recita del rosario fu conclusa, Vida ( Vicka ndr ) mi riconobbe tra la folla e venne a salutarmi. Mi accarezzò i capelli dicendomi: “Coraggio, pregherò per te la Madonna”.

Poi scomparve dentro la sagrestia con gli altri cinque ragazzi e cominciò la messa», racconta Mara Odak. «Tutto accadde pochi istanti dopo l’elevazione Eucaristica del Santissimo… Fui colta all’improvviso da un brivido, da un gelo tremendo alla nuca, alla schiena, alle gambe.

D’un tratto il gelo si tramutò in calore, come un fuoco che pareva dovesse bruciarmi e che vedevo ardere intorno a me, in alto, nel cielo, oltre il tetto della chiesa. Tra le fiamme, nel cielo azzurro, scorsi la Madonna sorridere e poi Gesù fra gli Apostoli.

Mi mancò il respiro dall’emozione, temetti di morire…. Invece trovai sorprendentemente la forza per alzarmi a sedere sulla barella e per gridare Gospo moia, Gospo moja, Madonna mia, Madonna mia… Ero guarita, potevo muovermi, girare il capo come volevo, camminare, persino correre !».

Finita la messa, Mara Odak, tra gli sguardi sbalorditi dei fedeli, uscì di chiesa barcollando. Ma a mano a mano che procedeva il suo passo diventava sempre più sicuro. Il marito, attonito e confuso, le stava accanto tentando di aiutarla, pronto a sorreggerla se ce ne fosse stato bisogno. Ma lei ormai camminava sicura, avanzava via via più spedita. Riuscì addirittura a percorrere sei chilometri a piedi. Arrivò fino a Citluk, alla casa della sorella Anda. Le due donne si abbracciarono singhiozzando, fra la commozione dei parenti, degli amici, dei curiosi accorsi alla notizia della prodigiosa guarigione.

«Si tratta di un miracolo, non ho dubbi. Lo confermano, fra l’altro, le radiografie e i certificati medici che ho raccolto», afferma padre Tomislav Vlasic, che assiste alla mia conversazione con la signora Mara Odak e che mi fa da interprete.

La donna conclude: «Io sto benissimo e dal 15 agosto 1981 non accuso più nessun disturbo. Anche i medici, pur non riuscendo assolutamente a spiegarsi il mistero, mi assicurano che sono completamente guarita, che posso condurre una vita normalissima. Ed è ciò che faccio: bado alle faccende domestiche, lavoro a maglia, passeggio con le amiche, vado in pellegrinaggio a Medjugorje. Ho fatto un piccolo voto: vengo qui a pregare e ringraziare la Madonna una volta la settimana….. ».

(Fonte: https://medjugorjenelcuore.blogspot.com/)

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Medjugorje. La scienza dice che…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/01/2015

Su Medjugorje si dice di tutto, a favore e contro ma forse non tutti sanno che i veggenti del noto paesino bosniaco sono, tra tutti, quelli su cui è stato possibile effettuare i più approfonditi test scientifici che hanno sorpreso molti, anche medici atei o contrari al fenomeno delle apparizioni.

Ecco un video con molte risposte interessanti…


Per un’informazione piu dettagliata circa le indagini scientifiche relative ai veggenti di Medjugorje visita i seguenti link:

1 – Medjugorie. La parola alla scienza. Gli studi di un accademico di Montpellier https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/01/13/1-medjugorie-la-parola-alla-scienza-gli-studi-di-un-accademico-di-montpellier/

2 – Medjugorie. La parola alla scienza. Elettroencefalogrammi, elettrocardiogrammi, test oculari… https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/01/20/2-medjugorie-la-parola-alla-scienza-elettroencefalogrammi-elettrocardiogrammi-test-oculari/

3 – Medjugorie. La parola alla scienza. – Elettrooculogrammi, test uditivi e molto altro… https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/01/27/3-medjugorie-la-parola-alla-scienza-elettrooculogrammi-test-uditivi-e-molto-altro/

4 – Medjugorie. La parola alla scienza. Conclusioni dell’équipe medica guidata dal Prof. Joyeux https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/02/03/4-medjugorie-la-parola-alla-scienza-conclusioni-dellequipe-medica-guidata-dal-prof-joyeux/

5 – Medjugorie. La parola alla scienza. Percezione oggettiva o soggettiva? https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/02/10/5-medjugorie-la-parola-alla-scienza-percezione-oggettiva-o-soggettiva/

6 – Medjugorie. La parola alla scienza che… non può dire cosa sia l’apparizione ma può affermare cosa non è https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/02/17/6-medjugorie-la-parola-alla-scienza-che-non-puo-dire-cosa-sia-lapparizione-ma-puo-affermare-cosa-non-e/

“Questi ragazzi sono sereni, intelligenti, normali, sono strani quelli che li hanno portati qui” (Dottoressa Dzuda, comunista e di religione musulmana, nota in tutta la Jugoslavia) https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2014/11/07/questi-ragazzi-sono-sereni-intelligenti-normali-sono-strani-quelli-che-li-hanno-portati-qui/

 

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“Questi ragazzi sono sereni, intelligenti, normali, sono strani quelli che li hanno portati qui”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/11/2014

04_Medjugorje_Studi_01

Apparizione del 6 ottobre 1984 durante la quale i veggenti sono stati sottoposti ad accurate indagini medico-scientifiche

Domanda: “Come hai reagito tu e come la Madonna quando voi veggenti siete stati sottoposti alle prove mediche per vedere se l’apparizione autentica o frutto della vostra immaginazione?”

Personalmente ho trovato questi esami molto pesanti. Tutto è avvenuto senza nessuna particolare richiesta o preparazione. Non mi aspettavo che gli esami sarebbero stati eseguiti proprio il giorno dell’anniversario quando vennero i medici francesi.

Ero un po’ nervosa perché sapevo che avrei anche ricevuto il messaggio. Di solito annoto il messaggio subito dopo l’apparizione ma quella volta ho dovuto aspettare fino a quando gli strumenti furono staccati.

E’ stato fastidioso perché era tutto molto insolito. Grazie a Dio tutto è andato bene, possa tutto avvenire a gloria di Dio!

Spero che dopo tanti anni di indagini tutti saranno soddisfatti e capiranno che la Madonna ci appare davvero. Ci hanno persino interrogati sotto ipnosi.

Se tutto questo è servito affinché molti che erano scettici finalmente possano credere alla presenza della Madre celeste, allora sono particolarmente contenta che siano stati fatti questi esami su noi veggenti.

Per quanto riguarda gli esami, tutto questo non ha turbato affatto la Madonna.

Non ci proibisce, né ci ordina di sottoporci alle indagini.

Ivan

Il veggente Ivan che si sottopone nuovamente ad esami scientifici durante l’apparizione del 26 giugno 2005 a Medjugorje

Ci lascia il libero arbitrio in tutto, anche in questa questione.

Siamo noi stessi a decidere se accettare o no gli esami.

Anche questo è stato un esempio di come possiamo rendere testimonianza. Ci sono ora delle prove e i risultati dimostreranno l’autenticità delle estasi. Spero anche grazie a ciò di poter avvicinare sempre più cuori alla Madonna e per questo ho acconsentito.

Anche se devo dire che sono ormai stanca di tutte le inchieste e gli esami e che no so di che altro la gente abbia bisogno per accettare infine la verità…

Noi tante volte prendiamo in giro i giornalisti che arrivano e che chiedono se siamo schizofrenici o abbiamo visioni fasulle o altro e gli diciamo che siamo normali e che abbiamo i documenti con le prove che dicono che siamo normali. Poi gli diciamo: “Quando tu avrai un documento come il mio ritorna e poi parleremo”.

Scherziamo con loro ma è anche vero che per quanto riguarda la scienza siamo a posto perché ci hanno visitato un fiume di medici ed equipe di tutto il mondo, compresa una vostra equipe italiana condotta dal dottor Frigerio di Milano.

Domanda: “Tra i medici che vi hanno visitato c’erano anche non cattolici?”

Certo. Tutti i primi medici erano non cattolici. Uno era la dottoressa Dzuda, comunista e di religione musulmana, nota in tutta la Jugoslavia. Dopo averci visitato, disse: “Questi ragazzi sono sereni, intelligenti, normali, sono strani quelli che li hanno portati qui”.

Tratto dal periodico: Tutto Maria, periodico gratuito, Anno X, Settembre/Ottobre 2014, n. 59)

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A Medjugorje la gente continua a convertirsi, e a guarire…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/09/2014

gigliola_candian_01Da qualche giorno gira nel web la notizia di una donna veneta guarita dalla sclerosi multipla dopo essere stata a in pellegrinaggio a Medjugorje.

Questa la notizia:

Malata di sclerosi torna a camminare: “Miracolata a Medjugore”

La notizia sta già facendo il giro del web, la protagonista è una 48enne di Fossò e la parola utilizzata è quasi sempre la stessa: “Miracolo”. Naturalmente ora gli approfondimenti medici faranno la loro parte, ma la storia sta suscitando davvero grande clamore. Gigliola, una donna di Fossò, ha raccontata di essere guarita dalla sclerosi multipla dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. Come riporta Il Gazzettino, la 48enne ha raccontato di aver sentito un gran caldo alle gambe per poi vedere una forte luce davanti a sé. “Da quel momento ho realizzato che potevo camminare” ha spiegato la donna, ancora incredula.

gigliola_candian_02Sarebbe successo tutto lo scorso sabato, quando la donna si è recata per un nuovo viaggio (altri ne aveva già fatti in passato) nella piccola località bosniaca che dal 1981 è divenuta meta per migliaia di fedeli dopo la presunta apparizione della Madonna a sei piccoli veggenti del posto. La donna di Fossò è malata di sclerosi multipla da oltre dieci anni e da dicembre 2013 era costretta in una sedia a rotelle. Stava assistendo alla liturgia quando, a un certo punto, sotto gli occhi della figlia è riuscita ad alzarsi e camminare da sola.

Prima ovviamente molto lentamente, poi acquisendo più sicurezza, sempre tenendo conto della mancanza di muscolatura alle gambe. E’ tornata a Fossò in pullman, incredula, senza più usare la carrozzina. Negli ultimi giorni ha camminato da sola per la casa, ha fatto delle piccole passeggiate in giardino e si fa aiutare da un deambulatore per migliorare giorno dopo giorno. Effetto delle cure o guarigione davvero miracolosa? Una risposta ovviamente non c’è, visite specialistiche sono in programma nei prossimi giorni

gigliola_candian_03Fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/malata-sclerosi-miracolata-medjugore.html

Che stia migliorando per le cure (cosa poco probabile perché purtroppo ancora non ce ne sono che provochino tali repentini miglioramenti), o per l’intercessione della Regina della Pace, è l’ennesimo segno che lì il Cielo si è aperto un varco, da più di tre decenni.

Lì milioni di persone (tra cui il sottoscritto), hanno sperimentato che Dio è vivo, trovando pace e gioia, quella pace e quella gioia che mi hanno toccato il cuore dove e come nessuno è mai riuscito…

Gigliola non è andata a chiedere la guarigione a Medjugorje, perché lì aveva già trovato la Pace. Questo è il vero miracolo di quella terra benedetta e, se talvolta il Cielo decide di dare una mano in più a questa nostra natura malata, perché non gioirne, ringraziandolo col cuore contento?

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“Ho sentito una cascata dalla testa fino ai piedi…” – Cristian Filice, guarito dalla SLA dopo un pellegrinaggio a Medjugorje, racconta la sua storia in una video intervista

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/10/2013

Ricordate la notizia che da qualche giorno si sta spargendo per il web, dell’uomo di Cosenza malato di SLA che, tornato da Medjugorje ha cominciato a migliorare sensibilmente e progressivamente? Ne abbiamo parlato che qua nel blog.

E’ disponibile ora una sua toccante intervista che vi propongo di seguito. Che Dio sia lodato per le meraviglie che compie per intercessione della Regina della Pace.

Volevamo andare come famiglia, sereni, senza aspettarci nulla da questo viaggio. Era nell’anno della fede (…) la malattia ci ha fatto avvicinare ancora di più alla fede, ci ha fatto capire che la vita è un dono, la vita è bella.

Sentire la presenza di Dio vicino a me ci ha dato la forza di andare avanti e lottare.

Vicka si è avvicinata, ha fatto l’imposizione delle mani, mi ha abbracciato. Le dissi – sono malato di SLA e sono felice – e le chiesi una preghiera per mia moglie e per mia figlia.

Ho sentito una cascata dalla testa fino ai piedi…

Non abbiamo fatto nemmeno una foto perché eravamo presi dalla giornata, dalla spiritualità…

Ho letto il messaggio… come un’anteprima di quello che doveva succedere… Terminava dicendo che la vita è un dono, cosa che ho sempre vissuto durante la malattia.

Stare là, adorare il Santissimo, ero preso dalle mie preghiere, pregavo per un altro ragazzo… non chiedevo per me, però là ho avuto questa chiamata di salire sul monte, come dove e con chi dovevo salire sul monte. Nel frattempo che sentivo tutta questa descrizione che avevo durante l’adorazione, sapevo che potevo andare sul monte.

Ho detto a Francesca – Domani andiamo sul monte – Ha detto – Sei malato di testa… Mi toccava le gambe, le gambe congelate… E’ stata una notte bella e non ho attaccato il respiratore… Aspettavo l’alba, il mio nuovo giorno che coincideva col MIO nuovo giorno.

Arriviamo a Giovedì mattina… Siamo arrivati con la carrozzina ai piedi del monte… Mi sono alzato… Abbiamo iniziato questa salita… Non ho mai dubitato… Sentivo le mani tranquille, belle, gonfie, avevo solo dei problemi a livello respiratorio, ogni tanto ci fermavamo e mi riposavo un po’. Gli altri non capivano nulla di quello che ci stava accadendo.

Siamo arrivati in cima. Anche in quel momento dicevo alla Madonnina – Madonnina mia, ancora sei in tempo, io non mi arrabbio…

Vicka ci ha invitato a stare tranquilli… Non vi preoccupate…

Abbiamo fatto esami diagnostici da cui si vede il danno neurologico e mi hanno detto che si vedeva un notevole miglioramento che in una patologia neurovegetativa come la SLA non avvengono. I medici non avevano una giustificazione su quanto accaduto. Mi hanno chiesto se mi ero sottoposto a qualche tipo di sperimentazione come le staminali… Prendevo solo farmaci palliativi.

Continuerò a fare quello che ho fatto fino adesso, lottare con più forza di prima per i diritti dei malati… Affianco porterò avanti il discorso della fede perché nonostante una malattia così invalidante come la SLA, avendo vicino la presenza di Dio – io ti parlo della mia esperienza – siamo riusciti sempre con più forza e fede…

[Fonte: Un raggio di luce – http://www.tenonline.it]

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Malato di SLA torna da Medjugorje e comincia a migliorare di giorno in giorno…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/10/2013

Cristian01Da alcuni giorni si sta spargendo la notizia di una guarigione miracolosa a Medjugorje, di un malato di SLA.

La notizia della guarigione (o quantomeno del netto miglioramento) è stata diffusa da Radio Maria che, nel suo account Facebook ufficiale ha riportato la testimonianza autorevole di don Giovanni Palmieri cappellano Ospedale Cardarelli di Napoli.

“Carissimo Padre Livio, Le scrivo per testimoniare una guarigione di cui sono stato testimone il 26 settembre a Medjugorje.

Cristian02Il giovane Cristian di 37 anni, sposato con due figli piccoli, affetto da SLA da cinque anni e da me personalmente conosciuto per essere stato operato nell’Ospedale di Napoli, di cui sono il cappellano nel 2011; paralizzato agli arti inferiori, e dovendo servirsi del respiratore di notte e alimentato grazie alla peg direttamente nello stomaco, dopo una preghiera di Viçka nel corso della testimonianza da suor Kornelia e dopo un’adorazione la notte del 25 quando si è sentito pieno di un’inesprimibile gioia al passaggio di una stella cadente che ha attraversato il cielo, ha voluto farsi accompagnare il giorno dopo in carrozzina ai piedi della Collina delle apparizioni.

Lì, sentendosi interiormente chiamato, nei pressi della Croce blu si è alzato in piedi e ha mosso autonomamente i passi per salire appoggiandosi – non sorretto – a me, al suo parroco, all’accompagnatore – cosa fisicamente impossibile per le sue condizioni: è salito fino in cima insieme alla moglie e ai due bambini, e alla vista della statua della Madonna è scoppiato in lacrime.

Cristian05Per la strada più dolce dei misteri del Rosario siamo poi ridiscesi. Tornato al suo paese di Piane Crati cammina, non usa più le carrozzine, di notte dorme senza il respiratore e tra un mese gli sarà tolta la peg. I medici dichiarano inspiegabile questa condizione, non essendoci al mondo casi di remissione della SLA.

Il miracolo, se di questo si tratta, è unico nel suo genere. Cristian in una meravigliosa testimonianza di fede e di amore quando era ammalato dichiarava che proprio la malattia gli aveva fatto scoprire il senso della vita – A gloria di Maria, Regina della pace.

Grazie a Lei Padre Livio, per la sua meravigliosa catechesi e il suo instancabile appello alla conversione, autentico interprete e testimone della presenza di Maria in mezzo a noi che da Medjugorje irradia il suo amore e la sua luce” [Fonte: Radio Maria Italia su Facebook].

Qualche giorno dopo Cristian ha raccontato la sua unica esperienza alla Gazzetta del Sud:

“Ha deciso di raccontare quel viaggio che gli ha stravolto la vita, Cristian Filice, 37 anni, malato di Sla guarito a Medjugorie. L’incontro con Vicka, una delle veggenti ed i “segnali” fino alla scalata della montagna delle apparizioni, il 26 settembre scorso, il giorno in cui ha ripreso a camminare.

Cristian03Ha voluto indossare le scarpe sporche di terra rossa, il colore della montagna delle apparizioni, per la prima passeggiata “ufficiale”, Cristian Filice, il 37enne malato di Sla, guarito a Medjugorie. Pochi passi, fuori dalla sua abitazione a Piane Crati, in provincia di Cosenza. Ad accompagnarlo don Antonello De Luca, parroco del paese e testimone oculare di quanto accaduto il 26 settembre scorso.

L’uomo, ha deciso di parlare e raccontare quanto ha vissuto in una settimana che gli ha stravolto la vita. Un viaggio programmato insieme alla moglie “nell’anno della fede”.

Il giorno dopo in programma una escursione naturalistica alle cascate Kravice. Cristian in carrozzella non ha potuto seguire il gruppo e si è fermato nel punto di sosta dove ha incrociato un vecchio. “Indossava una maglietta rossa e mi ha accarezzato il viso, un gesto di tenerezza,3. ho pensato che forse aveva un figlio nelle mie stesse condizioni. Invece scopro che fino a due anni prima anche lui era completamente paralizzato. Un miracolato. L’anziano mi si è avvicinato e mi ha detto: lo sai che la notte scorsa è stata la notte dei miracoli? Vedrai ci sarà il risveglio ed allora ti ricorderai di Giuseppe. Non l’ho più visto”.

Cristian04Cristian accompagnato dai sacerdoti e dalla famiglia è tornato in albergo. Il giorno successivo si è preparato per l’Adorazione Eucaristica. Sa che non potrà salire al monte delle apparizioni, nelle sue condizioni non è possibile. Sullo spiazzale della chiesa di San Giacomo durante la funzione religiosa piange copiosamente.

“E’ in quel momento che ho compreso. Sentivo una voce dentro che mi spingeva a salire sul monte. Mi ha indicato come, dove e con chi. Quella sera, al termine della celebrazione una stella, come una cometa ha attraversato il cielo, l’abbiamo vista tutti”. Le gambe fredde, non si muovevano. Francesca, la moglie, Don Antonello, un altro sacerdote e l’autista del bus, nel primo pomeriggio di giovedì 26 settembre hanno spinto la carrozzina di Cristian fino all’inizio della salita.

wpid-m_thumbSMOAUTO_366X0.jpegSono le 14 quando lui si alza e comincia a camminare: “sentivo la forza nelle gambe, andavano spedite. Sono arrivato fino al punto dove sorge la statua della Vergine, è lì che mi sono fermato. Poi sono tornato indietro”.

Oggi Cristian gioca con i bambini. Nella stanza in cui dormiva attaccato al respiratore restano le sedie a rotelle “il mio parco macchine” le chiama. Sul comodino, il deumidificatore. Riposto in una scatola il respiratore. I medici parlano di notevole miglioramento. Impossibile nella Sla.

Gli esami clinici non sono terminati. “Voglio testimoniare che la preghiera è un’arma potente.” Affidatevi a Dio, affidatevi alla Madonna, lo dico soprattutto per i malati, spesso disperati, che cercano risposte in chi non può dargliele, restando delusi. Io continuerò a lottare contro la Sla, come ho fatto in questi anni”. Il telefono continua a squillare, lui risponde. Bussano alla porta, è un via vai di gente. Abbracci e lacrime, per un uomo che ha vissuto almeno due vite.”

[Fonte: Gazzetta del Sud]

P.S. Non pubblico la foto di Cristian in piedi che parla al telefono, per rispetto del copyright che appartiene alla Gazzetta del Sud a cui rimando per la visione della foto.

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