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Posts Tagged ‘Vincenzo Balzani’

«Nel tè di mia moglie ci sono due cose ben distinte»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/02/2018

Condivido con gioia parti di un articolo appena letto che – come sempre quando leggo di scienziati credenti – mi è stato di edificazione e insegnamento aggiungendo un utile tassello per guidare la ragione verso la verità.

«Una goccia d’acqua ha mille miliardi di molecole. Non è facile credere a ciò ma è così! Se si volessero contare le molecole contenute in una goccia d’acqua, sommandole una al secondo, sarebbero necessari trentamila miliardi di anni! E in cielo c’è un numero di stelle paragonabile al numero di molecole presenti in un bicchiere d’acqua!»

Vincenzo Balzani ha la calma e la mitezza straordinarie di uno scienziato italiano che ha sfiorato il Nobel – nel 2016 tre scienziati stranieri lo hanno vinto per la chimica servendosi generosamente delle sue ricerche (n.d.r.) – con l’entusiasmo di una matricola al primo anno di università (…) che non si è mai chiuso nella torre delle sue ricerche:

«Credo di essere un uomo di fede: credo, ma so dal Vangelo che appena uno dice “credo” deve subito aggiungere: “Signore, aiutami nella mia incredulità”. Sono nato in una famiglia cattolica tradizionale e ho vissuto la Messa e le iniziative parrocchiali fin da ragazzo. Molti anni fa, mia moglie e io abbiamo conosciuto un sacerdote molto bravo, don Giovanni Nicolini, e abbiamo iniziato a frequentare a Crevalcore, non lontano da Bologna, la Famiglia della Visitazione, una comunità composta anche da persone consacrate».

Il rapporto tra scienza e fede.

«Il punto di partenza è quanto disse il cardinale Martini: c’è la scrittura dell’uomo che è la scienza che si occupa dei fatti, dei fenomeni, delle teorie, e cerca di rispondere alla domanda “come?”; la scrittura di Dio, invece, trova le risposte non a questioni scientifiche, ma a interrogativi che ognuno ha dentro di sé, trova risposte ai “perché?“, i quali possono risolvere le domande che nascono nella vita dell’uomo: perché sono al mondo, che senso ha la mia vita, perché c’è il mistero del male.

Qui la scienza non può spiegare nulla.

C’è un aspetto materiale e uno spirituale. Un esempio: sto lavorando ma sono stanco, vado in cucina, mia moglie si accorge della mia stanchezza e mi prepara del tè. Nel tè di mia moglie ci sono due cose ben distinte: la prima è l’azione materiale del farmi il tè, la seconda è l’amore che mia moglie mi manifesta facendomi il tè, che la scienza non può descrivere e spiegare se non come una mera azione spirituale».

(…) Io mi occupo di atomi e molecole, oggetti piccolissimi che hanno forme e proprietà ben definite. Il chimico oggi può costruire macchine utili anche al mondo della medicina. Siamo delle creature meravigliose, ma fragili, non onnipotenti. Dobbiamo ricordarci che c’è il male, un mistero grande, e che il male è più forte di noi. Non possiamo vincerlo, possiamo solo chiedere al Signore che ci protegga.

D’altra parte l’uomo deve chiedere aiuto. Se l’uomo non dovesse chiedere aiuto, penserebbe di essere un dio. Alcuni scienziati dicono che arriverà una teoria che spiegherà tutto, anche Dio, per cui sarà più grande di Lui! Altri dicono che è possibile la dimostrazione scientifica di Dio. Ma Dio non è dimostrabile scientificamente».

«Sappiamo che tutto è iniziato con una grande esplosione, il Big Bang, (…) ma non sappiamo com’è stato l’inizio, non sappiamo cosa ci sia stato prima del Big Bang. Ed è proprio lì che c’è Dio».

(Tratto da: Credere, la gioia della fede, n. 1, Gennaio 2018, Pag. 50)

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