FERMENTI CATTOLICI VIVI

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«Per non finire in una buca, dovevo illuminare ogni mio passo, non potevo permettermi di spegnere la luce ogni tanto»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/07/2018

Vi è mai capitato di camminare di notte su un terreno accidentato tanto da dovervi fare luce con una torcia?

A me si. Ultimamente in vacanza, passeggiando di sera, per le strade dell’Avana, coi marciapiedi devastati da buche, radici tropicali, tombini scoperti, avevo copiato l’abitudine dei cubani di camminare con la luce del cellulare puntata sui piedi.

Senza di essa, nel migliore dei casi mi sarei procurato facilmente una storta, rischiando di andare a finire in qualche fogna o a cavallo di qualche cavo elettrico maldestramente interrato.

Camminare nel buio con la luce del cellulare puntata sui piedi. Era questa l’immagine che mi è subito venuta alla mente stamattina leggendo il Salmo 119 (v. 105):

«Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.»

Per non finire in una buca, dovevo illuminare ogni mio passo, non potevo permettermi di spegnere la luce ogni tanto, senza correre il rischio di mettere il piede in fallo; spesso l’illuminazione pubblica era del tutto assente.

E con la Parola di Dio? In questi tempi in cui vale tutto e il contrario di tutto, potrebbe essere l’unica luce per orientarci.

Quanto sono sciatto io per primo, trascurandone la lettura e la meditazione, salvo poi lamentarmi di questa o quella situazione in cui mi ritrovo invischiato?

«Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.»

Custodisco la parola in modo da farmi illuminare da essa per ogni passo? Lo faccio con cura come mantenevo accesa la torcia del cellulare quando passeggiavo per l’Habana Vieja con la mia famiglia?

«La tua parola nel rivelarsi ILLUMINA, dona saggezza ai semplici»,

continua il salmo.

Donaci, Signore, la consapevolezza di camminare nel buio di un relativismo che ha appiattito i valori più belli e solidi della nostra società.

Donaci, Signore, la capacità di vedere quanto siano vuote le sensazioni che ci dà la lucina degli schermi retroilluminati dei nostri smartphone perennemente accesi.

«Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.»

Donaci la consapevolezza di averne bisogno, non come un “optional” ma come una cosa necessaria per ogni nostro passo, come un tesoro prezioso da custodire con amore, ogni giorno.

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