FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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O alto e glorioso Dio

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/10/2017

Un rimedio contro ansia, angoscia, stress, ma anche semplici paturnie?

Imparatela a memoria e recitatela come una giaculatoria durante il giorno, imbastiteci gli strappi della giornata, calatela nei luoghi, negli stati d’animo e con le persone che ci stancano o sfidano…

E’ efficace e senza controindicazioni. Provate per credere…

PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
speranza certa
e carità perfecta,
senno e cognoscemento,
Signore, che faccia
lo tuo santo e verace comandamento.
Amen.

San Francesco d’Assisi

E poi, chi canta prega due volte…

 

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2 Agosto – Perdono d’Assisi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/08/2017

Il racconto del perdono di Assisi, secondo le “Fonti Francescane”


L’INDULGENZA. COS’E’?

I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.

Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza.
(C.E.l. – Catechismo degli adulti, n. 710)

perdono

LA STORIA: COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO

Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”.

E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.

IL PERDONO D’ASSISI

perdono01Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell’Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l’indulgenza plenaria.

CONDIZIONI RICHIESTE:

1 – Visita, entro il tempo prescritto (dalle 12 del 1° Agosto alle 24 del 2 Agosto), a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).

2 – Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).

3 – Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.

4 – Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un’“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

5 – Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

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“Il mio fidanzato si è inginocchiato sulla tomba di San Francesco dicendo – PER FAVORE AIUTALA!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/11/2016

Alessandra, un’educazione permissiva, due aborti, la depressione, il tentativo di suicidio…

Una Bibbia regalata, un viaggio ad Assisi, la confessione a Medjugorje…. Il perdono, la rinascita e adesso tanto aiuto nei CAV a chi come lei aiuto non ne ha avuto.

Mia madre mi lasciava tutta la libertà che lei non aveva potuto avere. Mia mamma mi permetteva di fare tutto quello che agli altri era proibito.

Questa libertà ha portato a rimanere incinta a 18 anni. Mia madre mi spinse drasticamente ad abortire, quasi senza lasciarmi scelta. Ho passato 20 anni ad avere rimorsi.

Il ginecologo non mi ha permesso di fare TUTTI i colloqui obbligatori per legge, quando gli dissi – Mi sembra di uccidere una vita – mi rispose – Fino a tre mesi non è vita. Poco prima cambiai idea dicendo di voler andar via ma mi disse che la mattina mi avevano messo un ovulo per cui avrei comunque abortito.

La seconda volta ho abortito di nuovo nascondendomi dietro a pensieri di altruismo. Non ero più io. Mi ero trasfigurata, mi sono convinta che la prima volta avevo fatto la cosa giusta.

Tempo un anno mi sono messa a letto, mi sentivo svuotata, senza senso e non capivo perché. Mi sono messa a letto e non mi sono più alzata per sei mesi.

Da lì è iniziato il mio calvario di 13 anni di depressione, psicologi, psichiatri, psicofarmaci, tentativo di riempire quel vuoto con corsi di buddismo, newage, yoga… Stavo a letto col costante pensiero di togliermi la vita.

Era un problema di perdono.

Dalla tomba di san Francesco parte una lenta ma incessante conversione…

Quello che ha fatto precipitare la mia situazione è stato quando col mio fidanzato abbiamo cercato di avere un bambino. Proviamo per due anni ma questo bambino non arriva. Vado sempre più giù fino a che tento il suicidio…

Il mio fidanzato mi ha detto – Perché non chiedi aiuto a Dio? – Lui che non era praticante mi ha regalato una Bibbia e mi ha fatto vedere i film di San Francesco…

Ho cominciato a leggere la Bibbia, poi un viaggio ad Assisi dove ero fredda e distaccata; il mio fidanzato però si è inginocchiato sulla tomba di San Francesco dicendo – Per favore aiutala! – Non mi disse niente.

Mesi dopo questo perdono è arrivato naturalmente in un viaggio a Medjugorje. Ho sentito un amore dal Cielo, un abbraccio così forte che la prima cosa che ho voluto fare tornando da quel viaggio è stato abbracciare mia madre e sperare che anche lei un giorno trovi quella luce.

Adesso cerco di parlare alle persone, mi piacerebbe parlare agli studenti, quelle persone com’ero io a 18 anni…

I Centri Aiuto per la Vita sono dei centri in cui chiedere aiuto anche per curare le ferite post aborto, ci sono volontari che stanno lì a braccia aperte per aiutare.

Nella fede ho trovato braccia aperte.

Ogni volta che arriva un bambino arriva col cestino; la Provvidenza permette sempre in qualche modo di aiutare la vita; il Cielo è per la vita, siamo noi che chiudiamo il nostor cuore con le nostre paure. Direi di non avere paura.

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“Martedì, tutti uniti in preghiera: ognuno si prenda un tempo, quello che può, per pregare per la pace”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/09/2016

Il Papa all’Angelus del 18 settembre, ci ha chiesto di vivere l’astuzia cristiana: si tratta di “allontanarsi dallo spirito e dai valori del mondo, che tanto piacciono al demonio, per vivere secondo il Vangelo”

Poi ha parlato dell’insegnamento di Gesù che ci esorta a fare una scelta chiara tra Lui e lo spirito del mondo, tra la logica della corruzione, della sopraffazione e dell’avidità e quella della rettitudine, della mitezza e della condivisione.

Alla fine ha fatto un INVITO ESPRESSO:

“Martedì prossimo mi recherò ad Assisi per l’incontro di preghiera per la pace, a trent’anni da quello storico convocato da san Giovanni Paolo II.

Invito le parrocchie, le associazioni ecclesiali e i singoli fedeli di tutto il mondo a vivere quel giorno come una Giornata di preghiera per la pace.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di pace in questa guerra che è dappertutto nel mondo.

Preghiamo per la pace!

Sull’esempio di san Francesco, uomo di fraternità e di mitezza, siamo tutti chiamati ad offrire al mondo una forte testimonianza del nostro comune impegno per la pace e la riconciliazione tra i popoli.

Così martedì, tutti uniti in preghiera: ognuno si prenda un tempo, quello che può, per pregare per la pace. Tutto il mondo unito.”

RISPONDIAMO AL SUO INVITO?

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