FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Papa Francesco’ Category

«Siamo con Te, preghiamo per Te, seguiamo Te perché leggiamo il Vangelo prima dei blog o dei giornali»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/08/2018

Nel ciclone e nella confusione mediatica che si stanno scatenando in questi ultimi tempi nella Chiesa e intorno al Santo Padre, aderisco con gioia all’invito di Mons. Giovanni D’Ercole perché in quanto cristiano e blogger – che legge e medita il Vangelo prima di blog, social e giornali – non avendo la presunzione di sapere dove siano torti e ragioni, affido nella preghiera a Dio questo difficile momento, stringendomi intorno al Santo Padre fiducioso nelle parole di Gesù: non prevalebunt! (Mt 16,18).

In mezzo all’overdose di informazioni che circolano, tra accuse e schieramenti, nel fermo proposito di filtrare le troppe informazioni che arrivano dalla rete, alla luce del Vangelo di ogni giorno, invito i lettori a unirsi in questo abbraccio benedicente di preghiera, la prossima domenica, 2 settembre, il Papa, in spirito di rinnovata fedeltà allo stesso.

Invito i sacerdoti, le parrocchie, le comunità monastiche e religiose, i movimenti e le associazioni ecclesiali a dedicare la domenica prossima, 2 settembre, a una speciale giornata di preghiera e di rinnovata fedeltà al Papa.

Preghiamo perché il Signore lo guidi e lo sostenga, perché la Madonna lo consoli e lo conforti”.

E con questa iniziativa, illustrata in una lettera ai fedeli che il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole intende testimoniare la vicinanza della diocesi a Papa Francesco.

“La nostra diocesi – si legge nel documento – stretta al suo vescovo e ai sacerdoti, vuole dirgli: non sei solo! Non sei solo a portare questa croce! Non sei solo a lottare contro gli abusi di minori perpetrati da chierici infedeli.

Con la tua Lettera al Popolo di Dio ci hai invitato a pregare, a fare penitenza e digiuno, a collaborare tutti insieme per far sì che mai più avvengano abusi e coperture. Noi come figli che amano il loro Padre, ti diciamo di sì. Ti diciamo che puoi contare su di noi, sulla nostra preghiera”.

La parte centrale della lettera prosegue con parole di vicinanza al Papa. “Siamo con Te, preghiamo per Te, seguiamo Te perché leggiamo il Vangelo prima dei blog o dei giornali, e crediamo al Vangelo.

Tu nel marzo 2013 hai detto “sìˮ alla chiamata del Maestro che ti ha detto: “Pasci le mie pecorelle. E oggi prosegui la tua missione”.

Monsignor D’ercole, nella premessa del suo invito, scrive che proprio mentre il Santo Padre celebrava a Dublino l’Incontro internazionale delle famiglie , “qualcuno ha pensato di propagare un attacco feroce e senza precedenti al Vicario di Cristo”. “Non si era mai vista, – scrive ancora – una richiesta al Papa di dimettersi, orchestrata come una vera e propria operazione mediatica e politica, sfruttando la visibilità del viaggio in Irlanda e cercando di mettere in difficoltà il Santo Padre nel dialogo con i giornalisti sull’aereo”.

Il vescovo di Ascoli afferma di non voler entrare nel merito delle accuse rivolte a Francesco. “Prendiamo sul serio l’invito che il Papa stesso ha fatto ai giornalisti, l’appello alla loro professionalità nel leggere quel testo. Il Santo Padre ha detto così perché dalla lettura attenta del testo e delle circostanze che vi sono descritte è possibile comprendere la strumentalizzazione e l’assurdità della richiesta di dimissioni”.
(Fonte: http://www.agensir.it)

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«La vita va sempre tutelata e amata dal concepimento al suo naturale tramonto»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/05/2018

 


“L’amore per gli altri non può essere riservato a momenti eccezionali, ma deve diventare la costante della nostra esistenza”.

“Ecco perché siamo chiamati a custodire gli anziani come un tesoro prezioso e con amore, anche se creano problemi economici e disagi, dobbiamo custodirli.

Ecco perché ai malati, anche se nell’ultimo stadio, dobbiamo dare tutta l’assistenza possibile.

Ecco perché i nascituri vanno sempre accolti; ecco perché, in definitiva, la vita va sempre tutelata e amata dal concepimento al suo naturale tramonto”.

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24 Ore per il Signore

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/03/2018

«Celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica»

Sarà Papa Francesco a dare il via con la Celebrazione Penitenziale in San Pietro a questa grande iniziativa, partita da Roma ma cresciuta molto velocemente e divenuta, oramai, di respiro mondiale, nel corso della quale le Diocesi nei cinque continenti saranno unite spiritualmente al Santo Padre, per offrire a tutti la possibilità di fare esperienza personale della misericordia di Dio.

Venerdì 9 marzo 2018, alle ore 17:00, nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco presiederà la Celebrazione Penitenziale di apertura della consueta iniziativa 24 ORE PER IL SIGNORE, promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

Come ci ha ricordato il Santo Padre nel Messaggio per la Quaresima:

“Una occasione propizia sarà anche quest’anno l’iniziativa 24 ore per il Signore, che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica.

Ispirandosi alle parole del Salmo 130,4: «Presso di te è il perdono», in ogni Diocesi almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale”.

Come scoprire chi ha aderito all’invito di Papa Francesco?

Inserisci «24 Ore per il Signore 2018 diocesi» su Google per scoprire chi nella tua città ha aderito all’invito del Papa.

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«Soprattutto in seguito ai sommovimenti sociali del “Sessantotto” si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/01/2018

La stampa spesso pubblica le frasi ad effetto di Papa Francesco, omettendo sistematicamente di dare eco alle parole forti, chiare e coraggiose, come quelle che il Pontefice ha indirizzato ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Condivido qui uno stralcio del lungo discorso dell’8 gennaio scorso.

«Occorre tuttavia constatare che, nel corso degli anni, soprattutto in seguito ai sommovimenti sociali del “Sessantotto”, l’interpretazione di alcuni diritti è andata progressivamente modificandosi, così da includere una molteplicità di “nuovi diritti”, non di rado in contrapposizione tra loro.

Ciò non ha sempre favorito la promozione di rapporti amichevoli tra le Nazioni, poiché si sono affermate nozioni controverse dei diritti umani che contrastano con la cultura di molti Paesi, i quali non si sentono perciò rispettati nelle proprie tradizioni socio-culturali, ma piuttosto trascurati di fronte alle necessità reali che devono affrontare.

Vi può essere quindi il rischio – per certi versi paradossale – che, in nome degli stessi diritti umani, si vengano ad instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica dei più forti e dei più ricchi a danno dei più poveri e dei più deboli. In pari tempo, è bene tenere presente che le tradizioni dei singoli popoli non possono essere invocate come un pretesto per tralasciare il doveroso rispetto dei diritti fondamentali enunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

A settant’anni di distanza, duole rilevare come molti diritti fondamentali siano ancor oggi violati. Primo fra tutti quello alla vita, alla libertà e alla inviolabilità di ogni persona umana. Non sono solo la guerra o la violenza che li ledono.

Nel nostro tempo ci sono forme più sottili: penso anzitutto ai bambini innocenti, scartati ancor prima di nascere; non voluti talvolta solo perché malati o malformati o per l’egoismo degli adulti.»

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Il resto del discorso che invito vivamente a leggere, lo trovate cliccando qui, sul sito della Santa Sede.

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«Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/12/2017

Da anni osservo una sempre crescente tendenza a rendere il Natale una festa senza festeggiato, con il pretesto, il falso problema di renderlo “politically correct” per i non cristiani.

Mi hanno dato dell’intollerante, del talebano, del qualcosofobo.

Felice di esserlo in buona compagnia, condivido con gioia le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai bambini che gli tendevano i bambinelli per la benedizione all’Angelus del 17 dicembre 2017 in piazza san Pietro.

«E ora saluto con affetto i bambini venuti per la benedizione dei “Bambinelli”, organizzata dal Centro Oratori Romani.

E’ bello quello che io posso leggere da qua: l’oratorio è proprio per ognuno di noi.

“Sempre c’è un posto per te”, dice il cartello.

Sempre c’è un posto per te! Quando pregherete a casa, davanti al presepe con i vostri familiari, lasciatevi attirare dalla tenerezza di Gesù Bambino, nato povero e fragile in mezzo a noi, per darci il suo amore.

Questo è il vero Natale.

Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota.

Non togliere Gesù dal Natale!

Gesù è il centro del Natale, Gesù è il vero Natale! Capito

Capito?

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«Noi andiamo alla Messa non a un museo.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/11/2017

«Continuiamo con le catechesi sulla Santa Messa. Per comprendere la bellezza della celebrazione eucaristica desidero iniziare con un aspetto molto semplice: la Messa è preghiera, anzi, è la preghiera per eccellenza, la più alta, la più sublime, e nello stesso tempo la più “concreta”. Infatti è l’incontro d’amore con Dio mediante la sua Parola e il Corpo e Sangue di Gesù. È un incontro con il Signore.

Ma prima dobbiamo rispondere a una domanda. Che cosa è veramente la preghiera? Essa è anzitutto dialogo, relazione personale con Dio. E l’uomo è stato creato come essere in relazione personale con Dio che trova la sua piena realizzazione solamente nell’incontro con il suo Creatore. La strada della vita è verso l’incontro definitivo con il Signore.

Il Libro della Genesi afferma che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, il quale è Padre e Figlio e Spirito Santo, una relazione perfetta di amore che è unità. Da ciò possiamo comprendere che noi tutti siamo stati creati per entrare in una relazione perfetta di amore, in un continuo donarci e riceverci per poter trovare così la pienezza del nostro essere.

Quando Mosè, di fronte al roveto ardente, riceve la chiamata di Dio, gli chiede qual è il suo nome. E cosa risponde Dio? : «Io sono colui che sono» (Es 3,14). Questa espressione, nel suo senso originario, esprime presenza e favore, e infatti subito dopo Dio aggiunge: «Il Signore, il Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe» (v. 15). Così anche Cristo, quando chiama i suoi discepoli, li chiama affinché stiano con Lui. Questa dunque è la grazia più grande: poter sperimentare che la Messa, l’Eucaristia è il momento privilegiato per stare con Gesù, e, attraverso di Lui, con Dio e con i fratelli.

Pregare, come ogni vero dialogo, è anche saper rimanere in silenzio – nei dialoghi ci sono momenti di silenzio -, in silenzio insieme a Gesù. E quando noi andiamo a Messa, forse arriviamo cinque minuti prima e incominciamo a chiacchierare con questo che è accanto a noi. Ma non è il momento di chiacchierare: è il momento del silenzio per prepararci al dialogo. È il momento di raccogliersi nel cuore per prepararsi all’incontro con Gesù. Il silenzio è tanto importante!

Ricordatevi quello che ho detto la settimana scorsa: non andiamo ad un uno spettacolo, andiamo all’incontro con il Signore e il silenzio ci prepara e ci accompagna. Rimanere in silenzio insieme a Gesù. E dal misterioso silenzio di Dio scaturisce la sua Parola che risuona nel nostro cuore. Gesù stesso ci insegna come realmente è possibile “stare” con il Padre e ce lo dimostra con la sua preghiera. I Vangeli ci mostrano Gesù che si ritira in luoghi appartati a pregare; i discepoli, vedendo questa sua intima relazione con il Padre, sentono il desiderio di potervi partecipare, e gli chiedono: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1).

Abbiamo sentito nella Lettura prima, all’inizio dell’udienza. Gesù risponde che la prima cosa necessaria per pregare è saper dire “Padre”. Stiamo attenti: se io non sono capace di dire “Padre” a Dio, non sono capace di pregare. Dobbiamo imparare a dire “Padre”, cioè mettersi alla sua presenza con confidenza filiale. Ma per poter imparare, bisogna riconoscere umilmente che abbiamo bisogno di essere istruiti, e dire con semplicità: Signore, insegnami a pregare.

Questo è il primo punto: essere umili, riconoscersi figli, riposare nel Padre, fidarsi di Lui. Per entrare nel Regno dei cieli è necessario farsi piccoli come bambini. Nel senso che i bambini sanno fidarsi, sanno che qualcuno si preoccuperà di loro, di quello che mangeranno, di quello che indosseranno e così via (cfr Mt 6,25-32). Questo è il primo atteggiamento: fiducia e confidenza, come il bambino verso i genitori; sapere che Dio si ricorda di te, si prende cura di te, di te, di me, di tutti.

La seconda predisposizione, anch’essa propria dei bambini, è lasciarsi sorprendere. Il bambino fa sempre mille domande perché desidera scoprire il mondo; e si meraviglia persino di cose piccole perché tutto è nuovo per lui. Per entrare nel Regno dei cieli bisogna lasciarsi meravigliare. Nella nostra relazione con il Signore, nella preghiera –domando – ci lasciamo meravigliare o pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli? No, è fidarsi e aprire il cuore per lasciarsi meravigliare. Ci lasciamo sorprendere da Dio che è sempre il Dio delle sorprese? Perché l’incontro con il Signore è sempre un incontro vivo, non è un incontro di museo. È un incontro vivo e noi andiamo alla Messa non a un museo. Andiamo ad un incontro vivo con il Signore.

Nel Vangelo si parla di un certo Nicodemo (Gv 3,1-21), un uomo anziano, un’autorità in Israele, che va da Gesù per conoscerlo; e il Signore gli parla della necessità di “rinascere dall’alto” (cfr v. 3). Ma che cosa significa? Si può “rinascere”? Tornare ad avere il gusto, la gioia, la meraviglia della vita, è possibile, anche davanti a tante tragedie? Questa è una domanda fondamentale della nostra fede e questo è il desiderio di ogni vero credente: il desiderio di rinascere, la gioia di ricominciare. Noi abbiamo questo desiderio? Ognuno di noi ha voglia di rinascere sempre per incontrare il Signore? Avete questo desiderio voi? Infatti si può perderlo facilmente perché, a causa di tante attività, di tanti progetti da mettere in atto, alla fine ci rimane poco tempo e perdiamo di vista quello che è fondamentale: la nostra vita del cuore, la nostra vita spirituale, la nostra vita che è incontro con il Signore nella preghiera.

In verità, il Signore ci sorprende mostrandoci che Egli ci ama anche nelle nostre debolezze. «Gesù Cristo […] è la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo» (1 Gv 2,2). Questo dono, fonte di vera consolazione – ma il Signore ci perdona sempre – questo, consola, è una vera consolazione, è un dono che ci è dato attraverso l’Eucaristia, quel banchetto nuziale in cui lo Sposo incontra la nostra fragilità. Posso dire che quando faccio la comunione nella Messa, il Signore incontra la mia fragilità? Sì! Possiamo dirlo perché questo è vero! Il Signore incontra la nostra fragilità per riportarci alla nostra prima chiamata: quella di essere a immagine e somiglianza di Dio. Questo è l’ambiente dell’Eucaristia, questo è la preghiera.»

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 15 novembre 2017

(Fonte: http://www.vatican.va)

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«Nella mia tasca porto sempre due cose…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/10/2017

 

«Vi racconto una confidenza.

Nella mia tasca, porto sempre due cose: un rosario per pregare e una cosa che può sembrare strana.

Cosa è questo? Questa è la storia del “fallimento” di Dio.

E’ una via Crucis, una piccola via Crucis e così come Gesù ha sofferto da quando è stato condannato a morte fino a quando è stato sepolto.
Con queste due cose, faccio del mio meglio. Ma grazie a queste due cose, non perdo la speranza.»

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UN MINUTO PER LA PACE

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/06/2017

Papa Francesco all’udienza generale del 7 giugno 2017 ha fatto un appello:

Domani, alle ore 13, si rinnova in diversi Paesi l’iniziativa “Un minuto per la pace”, cioè un piccolo momento di preghiera nella ricorrenza dell’incontro in Vaticano tra me, il compianto Presidente israeliano Peres e il Presidente palestinese Abbas.

Nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare – cristiani, ebrei e musulmani – per la pace. [Udienza generale in Vaticano il 7 giugno 2017]

E noi?

Ci uniamo al Papa alle ore 13?

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“Abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 03/04/2017

Medjugorje, Parrocchia di San Giacomo.

Straordinaria e sorprendente prima omelia dell’inviato speciale del Papa che incoraggia i pellegrini a essere testimoni dell’amore di Cristo e dell’amore di sua Madre.

L’arcivescovo Hoser esclama: “MEDJUGORJE LUOGO UNICO AL MONDO PER LE CONFESSIONI E LE CONVERSIONI DEL CUORE”.

– Sabato 1 aprile 2017 –

Ecco le parole dell’inviato del Papa: “A Medjugorje la venerazione della Madonna è talmente intensa da essere importante per il mondo intero.

Abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio. Perciò voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre”.

L’Arcivescovo Hoser poi aggiunge: “Ho lavorato tanti anni in Europa, In Belgio e in Francia: la confessione personale è sparita, non esiste più. A Medjugorje il miracolo più grande sono le confessioni.

Voi qui a Medjugorje siete testimoni dell’Amore di Cristo, dell’Amore di Sua Madre, dell’Amore della Chiesa, il Signore vi rafforzi e vi benedica”.

Di seguito la traduzione testuale del testo e le parole dell’Arcivescovo al suo arrivo a Medjugorje:

“Maria è Regina, noi contempliamo i Misteri Gloriosi del Rosario e contempliamo Lei che è Regina del Cielo e della Terra. Meditiamo nei Misteri Gloriosi la Sua incoronazione per la Regina dei Cieli e della terra.

Lei partecipa in tutte le caratteristiche del Regno di Suo Figlio, di Colui che era creatore del Cielo e della terra, il Suo Regno è universale e Lei è dappertutto. E dappertutto è ammesso venerare la Beata Vergine Maria. Noi ringraziamo la Madonna per la sua costante presenza a fianco di ciascuno di noi.
Regina della pace è il frutto della conversione, Lei introduce la Pace nel nostro cuore, per mezzo di questo noi diventiamo uomini pacifici, tranquilli nelle nostre famiglie, nella nostra società, nei nostri paesi.

La pace è minacciata nel mondo intero e il Santo Padre Francesco ha detto che la terza guerra mondiale in certe parti è già presente. Le guerre più terribili sono le guerre civili che avvengono tra i popoli dello stesso paese.

Cari fratelli e sorelle, io ho vissuto 21 anni in Rwanda in Africa, nel 1982 lì è apparsa la Beata Vergine Maria e la Madonna ha previsto il genocidio in Rwanda, lo ha detto 10 anni prima e le persone in quell’epoca non hanno capito niente dei Suoi messaggi sul genocidio.

Il genocidio ha ucciso in tre mesi un milione di persone. Le apparizioni della Beata Vergine Maria in Rwanda sono già state riconosciute e Lei è riconosciuta così come si è presentata, come Madre della Parola Eterna.

Proprio nella prospettiva della mancanza di pace è la venerazione della Madonna, ed è così intensa qui ed è talmente importante per il mondo intero, richiamo per la Pace perché le forze distruttive oggi sono immense.

Crescono continuamente gli scontri nelle famiglie, nelle società, nei paesi; abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, dell’iniziativa di Dio. Perciò voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre.

(n.d.r.: Applauso dei fedeli)

Diffondete in tutto il mondo la Pace tramite la Conversione del Cuore; il miracolo più grande di Medjugorje sono le confessioni, il sacramento della riconciliazione, del perdono e della Misericordia. Questo è il sacramento della risurrezione.

Io ringrazio tutti i sacerdoti che vengono a confessare qui, anche oggi ci sono qui cinquanta sacerdoti a confessare e sono nel servizio del Popolo di Dio.

Ho lavorato tanti anni nei paesi occidentali, in Belgio e in Francia, e posso dire che la confessione è sparita, la confessione personale non esiste più, soltanto qualche caso raro.

Il mondo si secca, i cuori si seccano, il male si moltiplica, i conflitti si moltiplicano. Cerchiamo di essere apostoli della buona novella della conversione e della pace nel mondo.

Qui ho sentito queste parole: “Gli infedeli sono coloro che non hanno ancora sentito l’amore di Dio”.

Colui che ha toccato l’Amore di Dio, la Misericordia di Dio, non può resistere a questo dono una volta toccato questo Amore di Dio. Ma noi parteciperemo con coloro che salvano la vita, noi siamo testimoni di coloro che salvano il mondo.

I Francescani mi hanno detto che qui vengono le persone di circa ottanta paesi del mondo, significa che questo invito si è diffuso fino ai confini del mondo come ha detto Cristo quando ha mandato i suoi apostoli: “Andate fino ai confini della terra”.

Voi siete testimoni dell’Amore di Cristo, dell’Amore di Sua Madre, dell’Amore della Chiesa.

Il Signore vi rafforzi e vi benedica”.

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Papa Francesco vende i Giardini Vaticani! (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/02/2017

giardini-vaticani-01

Non mi dite che ci avevate creduto? Si tratta di un titolo volutamente paradossale in questo caso, che è palesemente inventato(*), ma è ciò che accade ogni giorno con le parole del Papa.

Il Papa parla di rispetto per le religioni ma tutti diffondono la frase ad effetto sul pugno, strappandola dal contesto di un discorso bello e complesso. Il Papa parla di prudenza nel credere alla apparizioni troppo ciarliere e tutti l’attribuiscono a una sola.

Il Papa tuona al Parlamento Europeo dicendo con forza che questa Europa “incapace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita, è un’Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima”, ma vengono riportati solo gli stralci del discorso che fanno comodo a questa o a quella testata giornalistica.

Nel web e nei social questo accade in maniera ancora più leggera e incosciente, così come nella vita: chiunque si riempie la bocca con frasi attribuite al Papa senza aver letto nemmeno un rigo di ciò che ha scritto, senza arrivare fino infondo ad ascoltare i suoi discorsi e le sue omelie.

Dieci volte su dieci mi ritrovo a rettificare ciò che molte persone capiscono delle parole del Papa prese senza prendersi la briga di ascoltare tutto fino in fondo. Lo faccio volentieri, per amore della verità, ma sento anche il bisogno di aggiungere qualcosa.

Ti giunge all’orecchio una notizia ambigua su Papa Francesco? Leggi un tweet che riporta una frase ad effetto senza citarne correttamente la fonte?

Non dimenticare mai che l’attuale Pontefice parla su più livelli, facendo discorsi complessi, usando (e bene) la comunicazione non verbale, come lo sguardo, il tono della voce la capacità dell’uditorio di ascoltare ciò che dice.

giardini-vaticani-02E’ un Papa che va ascoltato, e letto fino infondo per capirlo bene.

Ecco allora OTTO passi per fare chiarezza sulle notizie e le citazioni che trovi in rete e che riguardano le dichiarazioni del Papa:

1 – LEGGI – Non limitarti al titolo ma leggi tutto l’articolo.

2 – DUBITA – Se non provvede a citare le fonti autorizzate (e, per quanto ne sappia, l’unica è http://www.vatican.va il sito della Santa Sede).

3 – NON CONDIVIDERE se non sei sicuro dei passi uno e due, non ritwittare, non mettere “mi piace” sui social.

4 – VERIFICA la notizia sulle fonti ufficiali del Vaticano http://www.vatican.va

5 – CONDIVIDI IL VERO CONTENUTO.

6 – CORREGGI le false notizie con quelle vere, citando le giuste fonti.

7 – COLLABORA, e lo puoi fare condividendo sempre e solo le notizie vere e dicendo a voce, su Facebook, Twitter, dove puoi, solo le informazioni vere.

8 – NON SEGUIRE account non verificati o fake.

(*) bufala D.O.C.

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