FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

“Gesù mio, perdona le nostre colpe…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/02/2017

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Giacinta esclamava con frequenza:

“L’inferno! L’inferno! Che pena che ho per le anime che vanno all’inferno! Le persone, là, vive, che ardono come la legna nel fuoco!”

Restava in ginocchio per lunghissimi periodi, a ripetere la preghiera che la Madonna le insegnò a recitare alla fine di ogni mistero del Rosario:

“Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno; porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia!”

E noi? Quanto preghiamo per la salvezza delle anime?

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Venerdì 17

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/02/2017

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Non ho mai tanto capito il fenomeno della superstizione ma mi ha sempre incuriosito; in alcune culture è più forte, in altre meno, ma lo si incontra, in forme diverse, un po’ in tutte.

Anche prima della mia conversione, non sono mai stato superstizioso, grazie alla saggezza dei miei genitori che non essendolo, non mi hanno mai trasmesso simili paure.

Paura. Si, penso proprio che alla base di ogni superstizione ci sia paura e, mi si perdoni, anche un po’ di ignoranza.

Oggi, ad esempio, è Venerdì 17. Sapete perché nei paesi latini “porta male” tale numero? Perché gli antichi romani lo scrivevano così: XVII. Anagrammando XVII, esce fuori VIXI, VISSI in italiano, cioè, sono morto…

non-abbiate-pauraVedete che torna la paura?

NON ABBIATE PAURA!

Gesù, il risorto che è passato per la Croce ha detto alle donne: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”

Quante volte un instancabile Giovanni Paolo II ci ha ripetuto le frasi del risorto dicendoci: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

Certo, il Catechismo della Chiesa Cattolica mette energicamente in guarda dalla superstizione: “Il primo comandamento vieta di onorare altri dèi, all’infuori dell’unico Signore che si è rivelato al suo popolo proibisce la superstizione” (CCC 2110), ma la Chiesa, che è Madre, come ogni madre proibisce al figlio ciò che per lui è male, ciò che mina l’esclusività della sua relazione con Dio.

A me piace proprio pensare che Dio mi chieda di non accontentarmi a di surrogati spirituali, di imitazioni di Dio, che mi voglia tutto per lui e che non voglia condividere il mio amore con credenze infondate e superstizioni basate sulla paura.

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Una piacevole chiacchierata con un uomo fervente nella fede

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2017

Sono convinto che il caso non esiste e che Patrizia mi sia stata affiancata per guidarmi.

Lei è molto più forte di me e compensa le mie mancanze.

Mi reputo un uomo di provincia che rimane a bocca aperta quando succedono le cose…

L’uomo è stato creato per aspirare a tanto… Il mondo ti sporca, ti devia…

Mi sono reso conto di quanto sono fragile e poi ho avuto modo di conoscere persone come Chiara Amirante, persone che della loro vita hanno fatto un servizio.

Ho fatto un cammino e dal tiepido che ero sono molto più fervente, sebbene ci sia largo margine per migliorare…

Nella canzone “In te (il figlio che non vuoi)”, era l’uomo che chiedeva alla sua compagna: “Tieni il bambino”. A me aveva emozionato e la cantavo. Mi hanno insultato, sputato, fatto di tutto.

Dio per me era un dogma, non una presenza, poi è diventato tale.

Ho fatto esperienza di Dio attraverso la mia curiosità, non mi sono fermato al sentito dire. Mi sono reso conto che Dio è molto più vicino di quello che si pensa.

Attraverso determinati consigli, quelli che ci sono nel Vangelo…

Volti che Dio ha usato: Chiara Amirante e la grande famiglia di Nuovi Orizzonti, persone che rischiavano di morire e oggi accolgono quelli che sono border line.

Anche se non credi, i consigli evangelici sono consigli che portano frutto, non hanno effetti collaterali.

La Chiesa è fatta dagli uomini e gli uomini sono corruttibili, ma è fatta anche dei grandi santi.

Qui, un Nek ventenne che canta la vita in “In te (il figlio che non vuoi)”

 

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Papa Francesco vende i Giardini Vaticani! (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/02/2017

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Non mi dite che ci avevate creduto? Si tratta di un titolo volutamente paradossale in questo caso, che è palesemente inventato(*), ma è ciò che accade ogni giorno con le parole del Papa.

Il Papa parla di rispetto per le religioni ma tutti diffondono la frase ad effetto sul pugno, strappandola dal contesto di un discorso bello e complesso. Il Papa parla di prudenza nel credere alla apparizioni troppo ciarliere e tutti l’attribuiscono a una sola.

Il Papa tuona al Parlamento Europeo dicendo con forza che questa Europa “incapace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita, è un’Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima”, ma vengono riportati solo gli stralci del discorso che fanno comodo a questa o a quella testata giornalistica.

Nel web e nei social questo accade in maniera ancora più leggera e incosciente, così come nella vita: chiunque si riempie la bocca con frasi attribuite al Papa senza aver letto nemmeno un rigo di ciò che ha scritto, senza arrivare fino infondo ad ascoltare i suoi discorsi e le sue omelie.

Dieci volte su dieci mi ritrovo a rettificare ciò che molte persone capiscono delle parole del Papa prese senza prendersi la briga di ascoltare tutto fino in fondo. Lo faccio volentieri, per amore della verità, ma sento anche il bisogno di aggiungere qualcosa.

Ti giunge all’orecchio una notizia ambigua su Papa Francesco? Leggi un tweet che riporta una frase ad effetto senza citarne correttamente la fonte?

Non dimenticare mai che l’attuale Pontefice parla su più livelli, facendo discorsi complessi, usando (e bene) la comunicazione non verbale, come lo sguardo, il tono della voce la capacità dell’uditorio di ascoltare ciò che dice.

giardini-vaticani-02E’ un Papa che va ascoltato, e letto fino infondo per capirlo bene.

Ecco allora OTTO passi per fare chiarezza sulle notizie e le citazioni che trovi in rete e che riguardano le dichiarazioni del Papa:

1 – LEGGI – Non limitarti al titolo ma leggi tutto l’articolo.

2 – DUBITA – Se non provvede a citare le fonti autorizzate (e, per quanto ne sappia, l’unica è http://www.vatican.va il sito della Santa Sede).

3 – NON CONDIVIDERE se non sei sicuro dei passi uno e due, non ritwittare, non mettere “mi piace” sui social.

4 – VERIFICA la notizia sulle fonti ufficiali del Vaticano http://www.vatican.va

5 – CONDIVIDI IL VERO CONTENUTO.

6 – CORREGGI le false notizie con quelle vere, citando le giuste fonti.

7 – COLLABORA, e lo puoi fare condividendo sempre e solo le notizie vere e dicendo a voce, su Facebook, Twitter, dove puoi, solo le informazioni vere.

8 – NON SEGUIRE account non verificati o fake.

(*) bufala D.O.C.

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Durante l’immersione sentì una forte corrente elettrica nel corpo, poi chiese alla suora pane e salame.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/02/2017


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Mio nonno arrivò a Lourdes veramente malconcio (…) era affetto da linfogranuloma maligno tipo Hodgkin

Durante l’immersione sentì una forte corrente elettrica nel corpo, poi chiese alla suora pane e salame.

Il giorno dopo aiutava a spingere come gli altri barellieri.

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Gira la domanda…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/02/2017

lourdes-procession-mariale-aux-flambeauxQuattro anni fa ero seduta in una di queste prime file su una carrozzina proprio come molti di voi…

Ho pregato tanto…

Ovviamente ho pianto, ovviamente il dolore non si può raccontare.. Mi sono sempre chiesta: perché è capitato a me? Che ho fatto io di male?…

Gira la domanda…

Non abbattetevi, non mollate, non permettete mai a niente o nessuno di togliervi il sorriso, mai?

Non scappate dal dolore, affrontatelo col sorriso, perché è la cosa migliore che possiamo fare per ringraziare Dio della vita che ci ha dato.

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La storia di Emilia che non abortì

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/02/2017

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“Lei deve abortire signora. Non ha nessuna alternativa purtroppo.”

emilia_02Queste furono le durissime parole dei medici per la terza gravidanza di Emilia che sbiancò e si appoggiò al braccio del marito.
Continuarono: “È malata ai reni e il suo cuore è appeso ad un filo… rischiate di morire entrambi. Nelle sue condizioni non riuscirà a portare a termine la gravidanza, il suo bambino, per il quale vuole sacrificare la sua vita, morirà“.

La salute di Emilia cominciò a vacillare sin dalla seconda gravidanza; era soggetta a fortissimi mal di schiena che la costringevano a letto per giorni interi. I medici dicevano che aveva i reni compromessi.

Emilia non prese in considerazione l’idea dell’aborto nemmeno un attimo. Sì affidò a Dio.

emilia_03Quel bambino nacque il 18 maggio 1920 in Polonia col nome di Karol Josef Wojtyla.

Emilia visse ancora per nove anni sopportando il dolore con fede, col sorriso, senza parlare mai dei suoi disturbi.

Il resto della storia lo conosciamo.

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“Sara mi cantava: nascerà, nascerà”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/02/2017

In un post di qualche anno fa raccontavo l’incredibile morte di Sara Mariucci, tre anni e mezzo, morta folgorata da una scossa elettrica in una giostra, il 5 Agosto 2006.

Nel video la mamma raccontava di come, il luogo dove ritrovasse la figlia, fosse solo la santa Messa, l’unico luogo di vera comunione con lei e con tutti gli abitanti del cielo.

La tragedia. Il 5 agosto 2006 in uno stabilimento balneare di Villapiana, in Calabria, la piccola moriva, folgorata da una scarica elettrica. La sera prima di salire in cielo Sara aveva raccontato alla madre Anna dell’esistenza di un’altra mamma ancora più buona, mamma Morena, e del desiderio di ricongiungersi con lei. Dopo la morte della bimba, la famiglia ha saputo che proprio il 5 agosto in Bolivia a Copacabana c’è un grande santuario dove si festeggia la Madonna Morena.

Nel ricordino della bimba c’è riportata la conversazione con la madre la sera del 4 agosto: “Quando ero piccola piccola, ero in posto lontano, lontano, meraviglioso, su una nuvoletta”.

mamma_morena_01Con chi eri?

“Con Mamma Morena”.

E chi è Mamma Morena?

“L’altra mia mamma”.

Ma com’è questa Mamma Morena?

“E’ buonissima”.

Più buona di Mamma Anna?

“Sì”.

Davvero, sei sicura?

“Sì”.

E di che colore ha i capelli? E gli occhi?

“Castani come i miei”.

Ma lasceresti mamma Anna per andare da Mamma Morena? Mi ha risposto:

“Sì”.

Da allora si sono ripetuti tanti fatti inspiegabili.

Dal cimitero di Gubbio per volonta’ del vescovo Ceccobelli la salma di Sara Mariucci, dal cimitero comunale è stata trasportata nella Chiesa di San Martino in Colle. Una folla incredibile, con gente proveniente da tutta Italia e anche dall’estero, visita questa tomba sotto il controllo di padre Francesco Ferrari, il parroco, incaricato anni fa dal vescovo di raccogliere tutte le testimonianze sui “fatti strani”, tra cui guarigioni miracolose, verificatisi dopo la morte della piccola Mariucci.

mamma_morena_02La cappella dedicata alla Madonna Morena, realizzata nella sacrestia, e dove l’artista eugubino Luca Grilli ha scolpito un bellissimo sarcofago di pietra dove riposerà Sara.

Infine l’ultimo fatto strano, che è stato rivelato da Palmiro, il nonno di Sara: “Qualche settimana dopo la morte di mia nipote, eravamo alla fine di agosto, mi sono accorto che nel mio uliveto era nato uno strano fiore di colore bianco. Di una specie rara, mai visto prima. L’ho fatto analizzare all’istituto di botanica dell’università di Perugia: è risultato che era uno stramonio, fiore originaro del Sudamerica, molto comune in Bolivia dove si venera la Madonna Morena, la mamma ritenuta più buona di tutte dalla nostra Sara. Da quel giorno ogni anno il fiore bianco di Sara ritorna puntuale a fiorire in agosto”.

Tanti sono i “fatti strani” accaduti, come quello di Luana Cavazza, la donna di Latina che sostiene di essere guarita di tumore dopo aver pregato sulla tomba della piccola Sara Mariucci nel cimitero di San Martino in Colle, ha portato la sua testimonianza a “La vita in diretta” su Rai Uno. Il “caso” relativo alla guarigione dal cancro al midollo spinale della casalinga di Latina che – come hanno scritto in maniera inequivocabile i medici dopo che la risonanza magnetica che ha dato risposta negativa – non trova una spiegazione scientifica.

I “fatti strani”, intanto, gli episodi inspiegabili, quelli che alcuni chiamano “miracoli” e che altri invece etichettano come “coincidenze”, continuano a riemergere, dopo essere stati coperti per anni da una cortina di silenzio e di riservatezza voluta dalla famiglia Mariucci proprio per non correre il rischio di spettacolarizzare quel dolore così atroce.

Ecco allora che padre Francesco venerdì mattina ha rivelato due fatti molto simili, accaduti uno a Gubbio e l’altro a Padova. Entrambi vedono protagoniste due mamme malate e in stato interessante. A una donna di Gubbio con una grave malattia ai reni e costretta ad assumere farmaci molto forti, era stato quasi ordinato di effettuare l’aborto terapeutico.

La donna però non ha voluto rinunciare alla sua maternità e si è opposta fino al momento in cui ha rivelato: “Nessun aborto, ho avvertito dietro di me la presenza della piccola Sara che cantava: nascerà, nascerà”. E così ha portato a termine la gravidanza dando alla luce una bellissima bambina, sana e piena di voglia di vivere.

Fatto analogo per una coppia padovana. In questo caso la mamma era afflitta da un tumore che la stava uccidendo. Per curarsi avrebbe dovuto sottoporsi a cure con tutta probabilità fatali per il bimbo che aveva in grembo, per cui i medici l’hanno esortata a praticare l’aborto. Ma anche a lei, in un momento di profondo dolore, è accaduto di avvertire una presenza strana e più tardi dirà: “Sara mi cantava: nascerà, nascerà”. E anche in questo caso la gravidanza è giunta al termine nel modo più bello.

(Fonte di gran parte del post: http://www.lalucedimaria.it/)

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Mia nonna alla Candelora…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/02/2017

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Il 2 febbraio, a Messa, vengono benedette le candele.

Sono passati 40 giorni dal Natale, e questi ceri ci ricordano che Gesù è la luce del mondo venuto a illuminare i nostri passi e a rivelare il volto sereno di Dio.

La mia nonna accendeva sempre la candela della Candelora quando veniva il temporale o c’era qualche cruccio, qualche difficoltà in famiglia.

Non era un rito magico – quasi che quella cera benedetta dovesse scacciare il male – era semplicemente un segno di fede, un segno della compagnia di Dio, che non ci toglie in uno schioccar di dita le difficoltà, ma che ci accompagna nell’attraversarle. Facendoci sentire al sicuro.

candelora_02Se vuoi, trova del tempo per andare a Messa e porta a casa la piccola candela benedetta.

Farà un po’ di luce nel buio delle giornate più difficili.

Provare per credere.

(Dal Profilo Facebook di Don Marco Gasparini, col suo gentile permesso)

E il ricordo va alla mia dolcissima nonna Fernanda che faceva esattamente la stessa cosa.

Perché non riscoprire anche noi, in questi tempi rapidi, superficiali, usa-e-getta, il gusto dei segni che toccano il cuore e ci accompagnano nell’attraversare le difficoltà?

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“Il mio unico desiderio è che siano felici nel tempo e nell’eternità”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/01/2017

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Padre Verlezza, responsabile per l’opera don Bosco a Sampierdarena (…) racconta che [Don Bosco] stava celebrando una Messa in cui erano presenti molti benefattori.

Alla fine della celebrazione, tutti passavano nella sacrestia della Cattedrale di San Siro per ricevere la benedizione del fondatore dei Salesiani. Egli era solito regalare a tutti una medaglietta della Madonna Ausiliatrice.

“Le medagliette, che stavano in una borsina, erano poche e il miracolo fu che tutti ne ricevettero una, nonostante ce ne fossero davvero poche nella borsina che il segretario aveva portato a don Bosco.”

In seguito spiegò il sacerdote che “san Giovanni Bosco guardava i suoi sogni missionari in una cartina del mondo che stava nella  cameretta in cui riposava quando soggiornava a Sampierdarena”.

02_don_bosco“Il mio unico desiderio è che siano felici nel tempo e nell’eternità”, lasciò scritto ai suoi giovani don Bosco, proclamato santo da Papa Pio XI, come “padre e maestro della gioventù”.

San Giovanno Bosco tornò alla casa del Padre il 31 gennaio 1888, dopo aver vissuto quella frase che disse al suo alunno san Domenico Savio: “In questa casa facciamo consistere la santità nell’essere sempre gioiosi”.

(Tradotto dal portoghese da: http://pt.aleteia.org/2016/09/30/a-historia-de-um-milagre-pouco-conhecido-de-dom-bosco-e-nossa-senhora-auxiliadora/)

Don Bosco è sempre stato molto devoto all’Eucaristia, e scrisse spesso sull’importanza della celebrazione della santa Messa nei suoi libretti popolari. Uno dei suoi miracoli di quando era ancora in vita è direttamente legato all’ostia santa, il pane di vita.

Nell’ostia c’è Cristo, in corpo, sangue, anima e divinità, come recita il simbolo Atanasiano, ed è attraverso l’ostia che Cristo alimenta e rafforza la nostra anima così come ha alimentato e rafforzato il corpo e l’anima delle migliaia di persone presenti alla moltiplicazione dei pani del Vangelo.

03_don_boscoDon Bosco che celebrava la Messa quotidianamente, un giorno al momento della comunione, si rese conto di avere solo 36 ostie nella pisside ma alla Messa partecipavano 360 fedeli. E’ lì che il santo fece il miracolo di moltiplicare il numero delle ostie per distribuire il Sacramento a tutti i presenti.

Il grande miracolo che fece san Giovanni Bosco è stato quello di cambiare la vita di migliaia e migliaia di giovani trasformandoli in cittadini e cristiani onesti, non solo proteggendoli dai pericoli della vita, ma rendendoli persone integre e felici che diffondevano, ovunque passassero, il buon profumo di Cristo (…).

(Tradotto dal portoghese da: http://www.blogcruzterrasanta.com.br/sao-joao-bosco-padroeiro-dos-jovens/)

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