FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Rispettiamo l’etichetta invisibile!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/10/2018

Un’automobile procedeva come una lumaca davanti a me nonostante suonassi il clacson in continuazione. Stavo decisamente perdendo la pazienza quando notai un piccolo adesivo sul vetro posteriore di quella macchina.

“Sono diversamente abile, abbi pazienza.”

Questo cambiò tutto! Immediatamente rallentai procedendo con calma, sentendo un istinto di protezione verso quella macchina e quell’automobilista. Arrivai in ufficio una manciata di minuti dopo ma comunque in orario, ed era tutto ok.

La riflessione è nata spontanea; sarei stato ugualmente paziente senza quell’adesivo? Perché abbiamo bisogno di adesivi per essere pazienti con la gente?

Saremmo più pazienti e gentili con gli altri se indossassero delle etichette adesive sulla fronte?

“Ho perso il lavoro”, “Lotto contro il cancro!”, “Ho divorziato malamente!”, “Sono stato abusato!”, “Ho perso un caro!”, “Mi sento indegno!”, “Sono sul lastrico!”… e così via…

Ogni persona sta combattendo una battaglia di cui noi non sappiamo niente. L’unica cosa che possiamo fare è essere pazienti e gentili!

Rispettiamo l’etichetta invisibile!

(Tradotto dall’inglese, autore sconosciuto.)

E se applicassimo questo racconto anche al nostro modo di stare sui social network?

Quante inutili polemiche e quanti inopportuni commenti piccati eviteremmo?

Quanti screenshot eviteremmo di mandare a questo o a quello per lamentarci di Tizio, di Caio o di Sempronio?

E’ quello che ci dice Gesù; perché non viverlo anche sui social?

«(…) imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.» (Mt 11, 29)

 

 

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«Gesù ha dato un grande potere a noi bambini, quello di vincere il male con la preghiera!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/10/2018

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«Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/10/2018

Mi interpellano e mi fanno pensare le parole del Papa all’udienza generale del 10 ottobre 2018.

«Si potrebbe dire che tutto il male operato nel mondo si riassume in questo: il disprezzo per la vita. La vita è aggredita dalle guerre, dalle organizzazioni che sfruttano l’uomo – leggiamo sui giornali o vediamo nei telegiornali tante cose –, dalle speculazioni sul creato e dalla cultura dello scarto, e da tutti i sistemi che sottomettono l’esistenza umana a calcoli di opportunità, mentre un numero scandaloso di persone vive in uno stato indegno dell’uomo. Questo è disprezzare la vita, cioè, in qualche modo, uccidere.

Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare? Io vi domando: è giusto “fare fuori” una vita umana per risolvere un problema? E’ giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Non si può, non è giusto “fare fuori” un essere umano, benché piccolo, per risolvere un problema. E’ come affittare un sicario per risolvere un problema.»

Provoca, mette in crisi, papa Francesco, senza mezzi termini, ma dà anche la soluzione:

«Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso (cfr 1 Pt 1,18-19). Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato!

Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita!»

(Fonte: www.vatican.va)

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«Gesù dice: “Io sono la via”. Noi dobbiamo riuscire a vedere quella via. E la Chiesa esiste per indicarla, come un direttore d’orchestra.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/10/2018

Nel solito tavolinetto in fondo alla chiesa in cui mi reco ogni mattina ho trovato “Credere”, settimanale collegato a Famiglia Cristiana la cui copertina era dedicata a Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra che la rivista “Forbes ha inserito tra i cento giovani che saranno i leader del futuro.

«Anche quando dirigo, amo vestirmi in lungo”, ha dichiarato la musicista a Credere, “Voglio che l’orchestra mi percepisca come donna sin dal momento in cui entro dalla porta e mi dirigo verso il palco».

Manifestando la propria fede senza complessi e con la stessa eleganza naturale e sobria con cui si presenta al pubblico, afferma:

«A noi giovani, sempre in movimento e a volte un po’ smarriti, è necessaria una Chiesa che indichi con sicurezza la via. Senza strada non si arriva a nessuna meta. Gesù dice: “Io sono la via”. Noi dobbiamo riuscire a vedere quella via. E la Chiesa esiste per indicarla, come un direttore d’orchestra».

Continua Beatrice rispondendo alla rivista Credere:

«Da giovane credente, mi auguro che la Chiesa abbia il coraggio di essere se stessa e di rivolgersi ai giovani, ma anche a tutti gli adulti, con una proposta alta e di qualità, senza mai abbassare il livello della fede fino a banalizzarlo. Le piazze si possono riempire così, alzando il livello della proposta.»

«Quando ho bisogno di riflettere, di ritrovarmi, torno a leggere un testo che s’intitola “Il cammino”, di san Josemaria Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei. Parla di carattere e di direzione, di vita interiore e soprannaturale, di fede e anche di allegria. Ci ritrovo le mia radici.»

Carattere.

Direzione.

Vita interiore.

Vita soprannaturale.

Fede.

Allegria.

Riempie il cuore vedere che siano tra gli obbiettivi e i punti di riferimento di una giovane di talento che trova risposta nella fede e nella Chiesa.

Un bel modello per i nostri ragazzi no?

(Il testo tra virgolette è stato preso da: Credere, Anno VI, N. 39, Settembre 2018, pagg. 6-11)

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«Non devi aspettare di morire per sperimentare il Paradiso»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/10/2018

Un intervento ispirato di Jim Caviezel (il Gesù di “The Passion”), da ascoltare fino all’ultimo.

«Pensi che Dio stia lì seduto ad aspettare che ti butti via?»

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Una precisa richiesta di papa Francesco, a tutti noi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/10/2018

Statua di San Michele Arcangelo sita nello Stato Città del Vaticano

Una cosa ho imparato nella vita: nei momenti duri, in quelli davvero difficili, la cosa più sensata da fare è affidare tutto e affidarci davvero a Dio, pregando.

E’ per questo che non posso che accogliere l’invito di Papa Francesco che ha chiesto espressamente che i fedeli di tutto il mondo pregassero il Rosario ogni giorno per la Chiesa, concludendo con la preghiera “Sub tuum praesídium” e la celebre preghiera a san Michele Arcangelo composta da papa Leone XIII dopo una visione avuta il 13/10/1884 in cui in una conversazione tra Gesù e il diavolo, questo si vantò di potere distruggere la Chiesa Cattolica.

Riporto di seguito il testo del comunicato Sala Stampa della Santa Sede del 29 settembre 2018.

Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.

Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi Baltici, il Santo Padre ha incontrato padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa; e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub tuum praesídium”, e con l’invocazione a San Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male (cfr. Apocalisse 12, 7-12).

La preghiera – ha affermato il Pontefice pochi giorni fa, l’11 settembre, in un’omelia a Santa Marta, citando il primo capitolo del Libro di Giobbe – è l’arma contro il grande accusatore che “gira per il mondo cercando come accusare”. Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sub tuum praesídium”.

L’invocazione “Sub tuum praesídium” recita così:

«Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus,
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.»

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o vergine gloriosa e benedetta.»

Con questa richiesta di intercessione, il Santo Padre chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la santa Madre di Dio ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato, e impegnata a combattere senza nessuna esitazione affinché il male non prevalga.

Il Santo Padre ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII:

«Sancte Míchael Archángele, defénde nos in próelio;
contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium.
Imperet illi Deus, súpplices deprecámur,
tuque, Prínceps milítiae caeléstis,
Sátanam aliósque spíritus malígnos,
qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo,
divína virtúte, in inférnum detrúde. Amen».

«San Michele Arcangelo, difendici nella lotta,
sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio.
Capo supremo delle milizie celesti,
fa’ sprofondare nell’inferno, con la forza di Dio,
Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo
per la perdizione delle anime. Amen.»

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Gesù ci aspetta, anche nel cuore di un centro commerciale

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/09/2018

Da qualche anno vado spesso a pregare nella parrocchia San Giuseppe Cottolengo (a Roma) perché il Santissimo Sacramento esposto quasi 24 ore su 24 è una grazia senza misura per un padre di famiglia come me sempre in bilico tra turni e “corri corri” quotidiani. Quella chiesa è una benedizione per il bisogno di stare davanti alla Presenza delle presenze come quello che ho di mangiare e bere.

La grazia dell’adorazione perpetua è stata possibile grazie ai continui atti di fede del parroco don Giuseppe che ha creduto che una volta aperta la chiesa, sarebbero arrivati gli adoratori, e la Provvidenza non ne ha fatti mancare, anche in questi ultimi anni in cui a tempo da record un centro commerciale ha praticamente fagocitato la chiesa che non si vede più arrivando al quartiere di Valle Aurelia, da qualunque strada si arrivi.

Ma Lui, quel Tu speciale davanti a cui ritrovo me stesso, è rimasto sempre lì ad aspettare cuori bisognosi di pace, di guarigione e d’amore gratuito, insieme a don Giuseppe, confessore e ascoltatore instancabile che accoglieva senza risparmiarsi chiunque entrasse in quella chiesa ormai sepolta dal cemento e dalle insegne.

Da settembre il Parroco è stato trasferito a una nuova Parrocchia con nuovi progetti che faranno tanto del bene alla Diocesi, la Provvidenza è dinamica e nel suo dinamismo ha mandato in questa parrocchia la presenza di una comunità che ho sempre ammirato per le testimonianze di fede delle persone che vi camminano, come Lorenzo, come questo ragazzo che è uscito dalla droga, come Nek che nel pieno del successo ha sentito il bisogno di Qualcuno che desse un senso che nessun successo può dare.

Ho conosciuto questa comunità solo virtualmente grazie alle testimonianze virtuose di don Roberto e di don Davide, e finalmente ho l’occasione di conoscerla in questa nuova sfida che è stata chiamata ad assumersi, non vedo l’ora.

Ma Lui? E’ lì per noi ma c’è bisogno di adoratori, per coprire i turni necessari e garantire l’adorazione perpetua 24 ore su 24.

C’è un invito:

“Gesù ci aspetta in questo sacramento d’amore.” (San Giovanni Paolo II, Dominicae Cenae)

Gesù ci aspetta, anche nel cuore di un centro commerciale…

Andiamo?

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«Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/09/2018

Roma, 21 settembre 2018. Migliaia di persone hanno pregato al rito di apertura del processo diocesano per la beatificazione di Chiara Corbella Petrillo a san Giovanni in Laterano.

La lettera che insieme a Enrico, suo marito Chiara ha scritto al figlio ha aiutato a capire l’essenziale che Chiara aveva colto con semplicità e coraggio.

Vale la pena condividerla per leggerla, meditarla e farla nostra, percorrendo anche noi i “piccoli passi possibili” che Chiara ci ha mostrato.

Carissimo Francy,

oggi compi un anno e ci chiedevamo cosa poterti regalare che potesse durarti negli anni e così abbiamo deciso di scriverti una lettera.

Sei stato un dono grande nella nostra vita perché ci hai aiutato a guardare oltre i nostri limiti umani.

Quando i medici volevano metterci paura, la tua vita così fragile ci dava la forza di andare avanti.

Per quel poco che ho capito in questi anni posso solo dirti che l’Amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto d’amore, viviamo per amare e per essere amati, e moriamo per conoscere l’Amore vero di Dio.

Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti ad imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti.

L’Amore ti consuma, ma è bello morire consumati come una candela che si spegne solo quando ha raggiunto il suo scopo.

Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna.

Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono.

Come dice san Francesco: il contrario dell’amore, il possesso!

Noi abbiamo amato i tuoi fratelli Maria e Davide ed abbiamo amato te sapendo che non eravate nostri, che non eravate per noi e così deve essere tutto nella vita, tutto ciò che hai non ti appartiene mai perché è un dono che Dio ti fa perché tu possa farlo fruttare.

Non scoraggiarti mai figlio mio, Dio non ti toglie mai nulla, se toglie è solo perché vuole donarti tanto di più.

Grazie a Maria e Davide noi ci siamo innamorati di più della vita eterna e abbiamo smesso di avere paura della morte, dunque Dio ci ha tolto, ma per donarci un cuore più grande ed aperto ad accogliere l’eternità già in questa vita.

Ad Assisi mi ero innamorata della gioia dei frati e delle suore che vivevano credendo alla Provvidenza e allora ho chiesto anche io al Signore la Grazia di credere a questa Provvidenza di cui mi parlavano, di credere a questo Padre che davvero non ti fa mai mancare niente e fra Vito ci ha aiutato a camminare credendo a questa promessa: ci siamo sposati senza niente mettendo però Dio al primo posto e credendo all’Amore che ci chiedeva questo grande passo. Non siamo rimasti mai delusi, abbiamo sempre avuto una casa e tanto di più di quello che ci occorreva!

Tu ti chiami Francesco proprio perché san Francesco ci ha cambiato la vita e speriamo che possa essere un esempio anche per te… è bello avere degli esempi di vita che ti ricordano che si può pretendere il massimo dalla felicità già qui su questa terra con Dio come guida.

Sappiamo che sei speciale e che hai una missione grande, il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire se gli aprirai il cuore…

Fidati, ne vale la pena!

Mamma Chiara e papà Enrico.

http://www.chiaracorbellapetrillo.it

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«E’ facile seguire un dio che io m’invento…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/09/2018


 

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«Il seminarista gli offrì conforto e gli propose un aiuto concreto»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/09/2018

Non è che una delle tante ordinarie storia di quotidiana carità che migliaia di preti e seminaristi vivono ogni giorno, ma non facendo notizia come gli scandali (che giustamente vanno raccontati e condannati) mi chiedo se verrà diffusa con la stessa rapidità a tutti i propri contatti…

In queste settimane si parla molto di scandali legati alla condotta di vita di persone consacrate, anche di alto livello all’interno della gerarchia ecclesiastica. Sono notizie che fanno male alla Chiesa e che feriscono la nostra umanità, sulle quali è necessario fare chiarezza quanto prima e comminare le giuste sanzioni.

In tutto questo non va tuttavia dimenticato che tanti preti la vita delle persone la salvano, sia in senso spirituale, sia talvolta in senso fisico.

Ed è proprio questo il caso del giovane seminarista inglese David Donaghue che, con i suoi compagni, era solito partecipare alle iniziative di 40 Days for Life davanti alla clinica Marie Stopes a Birmingham. E così ha salvato una piccola vita dall’aborto.

La voce del buon senso  Riporta LifeSiteNews che l’autunno scorso, durante uno di questi momenti, David vide un uomo fuori dalla clinica e gli si avvicinò. L’uomo gli spiegò che sua moglie era all’interno della clinica per abortire: avevano già altri figli e finanziariamente avevano valutato di non potersi farsi carico di un’altra creatura. Il seminarista gli offrì quindi conforto e gli propose un aiuto concreto, grazie al prezioso del coordinatore locale di 40 Days for Life e delle donazioni raccolte da Good Counsel Network. La famiglia ha così potuto scegliere per la vita e accogliere un altro figlio.

Una volta nato il bambino, la famiglia ha continuato a essere seguita e supportata e David ha anche avuto modo di incontrare il piccolo che, grazie alla sua intercessione fuori dalla clinica, è scampato all’aborto. «La sua vita è preziosa», ha affermato David a LifeSiteNews.

Quando sarà grande probabilmente a quel bambino verrà raccontata la sua storia: la tua vita è stata salvata da un seminarista, che a sua volta è stato “salvato” da una vita dissoluta da un evento che lo ha segnato molto e che lo ha portato a riavvicinarsi a quel Dio che aveva conosciuto grazie alla nonna durante l’infanzia, fino alla decisione di donarGli tutta l’esistenza.

Tutto un caso o un’azione della Provvidenza? Ognuno può rispondere…

Teresa Moro

(Fonte: https://www.notizieprovita.it/)

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