FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

Invisibili

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/07/2015

Guardate Questo video.

Su tratta di Donald Gould, un senza tetto di Sarasota, Florida (USA).

In strada sono stati collocati dei pianoforti da suonare liberamente e a un certo punto questo barbone ha cominciato a suonare lasciando i presenti col fiato sospeso.

Il video si è diffuso – come va di moda dire oggi – in maniera virale, e pare che si siano attivate diverse persone e associazioni per tirare fuori dalla strada Donald.

Lodevole l’iniziativa, ma chi non ha un talento da mostrare?

Quanti ne incontriamo ogni giorno? Magari non potremo tirarli fuori dalla strada, ma oltre a un’offerta, una regalo, dire una parola, fare una chiacchierata senza fretta con questi invisibili – farà bene a loro e soprattutto a noi.

Se incontriamo casi gravi poi, ogni città ha un numero dedicato (come 800 440 022 per Roma ad esempio) non esitiamo a fare quella telefonata che può salvare una vita.

Non ultimo, ricordiamo questi nostri invisibili nelle nostre preghiere

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“Lui immaginava altro e chi sono io per dire di no a Dio?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/07/2015

Ricordate Cristina Acquistapace?

Nel 2009 ospite di “A sua immagine” spiazzava tutti con la frase: “Mamma, io sono fortunata ad essere nata nel ’72 perché se nascevo oggi l’amniocentesi mi fregava”.

Ne parlavamo anche qua, quando raccontavamo la sua storia di consacrata speciale con un’ala in più.

Cristina continua a spiazzarci con le sue frasi semplici e sapienti durante la sua partecipazione a Beati Voi.

 

Perché i puri di cuore vedranno Dio? – “Perché non avendo cattiveria nel loro cuore sono incapaci di vedere la cattiveria negli altri.”

Lui immaginava altro e chi sono io per dire di no a Dio?

L’uomo guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore…”

Ed ora, le beatitudini di Cristina Acquistapace.

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Signore “smezzami” la Croce!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/06/2015

La storia di Gianluca, un giovane santo dei nostri giorni.

GianlucaAlla fine ha vinto lui…

Sono prete da vent’anni… E’ l’unica persona con cui ho parlato della vita eterna e ho percepito che ci credeva.

Ho visto un santo, un giovane santo. Non ha mai fatto pesare niente, è sempre stato solare nella malattia.

Si chiedeva: “Ma davvero io sono una calamita?”

“Io faccio sempre questa preghiera, dico: Signore, “smezzami” la Croce, come dire, io la sopporto ma ho bisogno che tu ci sia.

Credo che lui sia vivo e che parli più di prima…

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Eliseo. Un giovane da ascoltare con attenzione!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/06/2015

Eliseo del Deserto. Un ragazzo omosessuale, cattolico, intelligente che, secondo me, andrebbe ascoltato di più. Tra due fazioni che si urlano contro, lui usa lucidamente la ragione e una profonda onestà per affrontare nella verità argomenti spesso urlati da tutte le parti.

Peccato che a quelli come lui non venga data voce e lo spazio che meriterebbero tutte le opinioni.

“Sarebbe interessante ci fosse un dibattito tra omosessuali con opinioni diverse” afferma Eliseo nel suo blog

 

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“Se il mondo sa costruire solo legami brevi, noi vogliamo una famiglia lunga!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/06/2015

“L’essere genitori si fonda sulla diversità di essere maschio e femmina. Le famiglie devono agire contro chi distrugge una società, un Paese, una famiglia” (Papa Francesco)

 

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“I nostri figli hanno il diritto di essere sostenuti da una famiglia fondata seriamente sul matrimonio.

Nella società si fa sempre più pericolosa la tentazione di vivere e crescere da soli, in una vita impostata solitaria, come se gli altri fossero avversari o nemici.

E tutto diventa breve, rapidamente consumabile e fluido.

Se il mondo sa costruire solo legami brevi, noi vogliamo una famiglia lunga!

Se la società si fa liquida noi proponiamo una famiglia forte, salda, fondata sulla roccia del Vangelo e della Chiesa.

Nell’uomo e nella donna, creati a immagine del Dio Trinitario, è posto in fondo al cuore il desiderio di comunione e di famiglia.

Se chiediamo a chi è giovane di individuare il valore più importante nella vita, indicherà, ancora oggi, la famiglia.

E’ urgente e necessario che anche i governi dei nostri Paesi si impegnino con fantasia e responsabilità a creare opportunità e occasioni perché le giovani generazioni siano aiutate e incoraggiate a crearsi una famiglia e a desiderare di avere dei figli.”

(Dal Messaggio del Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia mons. Vincenzo Paglia, al  in occasione della manifestazione del 20 giugno in piazza san Giovanni in Laterano a Roma contro il gender nelle scuole)

Aggiungo: chi non può partecipare preghi per tutti.

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Disagio, sconforto… E se fosse vocazione?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/06/2015

Biagio_01Una storia che ci insegna che quando un giovane benestante a cui non manca nulla, prova sconforto e niente lo soddisfa di quello che lo circonda…

Biagio Conte. Qualcuno avrebbe potuto dargli del folle, o avrebbe potuto pietosamente distoglierlo dal suo disagio con una buona psicoterapia.

Ci sono casi in cui questa naturalmente è necessaria, ma oggi, purtroppo, si prende sempre meno in considerazione l’ipotesi che sia la voce di Dio che chiama

Conte nasce in una famiglia benestante siciliana e aiuta il padre nell’azienda di famiglia. Una gioventù come quella di molti coetanei, poi i primi sintomi della crisi che lo porterà a una svolta radicale.

Tutto era diventato per lui motivo di sconforto. A 26 anni ecco il grande passo: una lettera ai genitori e una nuova vita da eremita per le montagne dell’entroterra siciliano.

Il giovane dorme nelle grotte, mangia quel che la natura offre. Nella zona di Raddusa chiede ospitalità a una famiglia di pastori che lo accolgono come un figlio e lì comprenderà l’importanza del lavoro duro con le pecore, senza sapere ancora, che un domani sarebbe diventato pastore di uomini.

Biagio_015A un tratto intuisce che il suo viaggio sarebbe dovuto continuare e parte per un lungo pellegrinaggio a piedi, l’unica compagnia, un cane che chiamerà Libertà, per arrivare al suo santo preferito, Francesco d’Assisi.

Ormai ha deciso: si dedicherà totalmente, e per sempre, ai poveri della sua città, Palermo, dove ritorna e va a vivere sotto i portici della stazione centrale, insieme ai suoi nuovi fratelli e sorelle, il popolo di quelli che chiamiamo barboni, alcolisti, sbandati, ex detenuti, stranieri, extracomunitari, prostitute.

Fa come l’Abbé Pierre: chiede l’elemosina per i poveri, per comprare pane e latte, vestiti, coperte, un fornello elettrico per cucinare la pasta.

I senzatetto aumentano e Biagio ottiene un vecchio rudere abbandonato, un ex “disinfettatoio” comunale.

Col sudore e con la fatica dei fratelli che prima vivevano alla stazione (circa 60), insieme all’instancabile don Pino Vitrano, restaura l’edificio. Inizia così una gara di solidarietà cittadina e non solo per la ricostruzione della fatriscente struttura.

Il missionario laico palermitano Biagio Conte (s), ricevuto dal papa, Palermo, 3 ottobre 2010. Il pontefice e' vicino ai siciliani, a chi non ha lavoro, vive nell'incertezza del futuro o soffre a causa della criminalit?? organizzata e li invita a non aver paura di testimoniare i valori umani e cristiani. ANSA / FRANCO LANNINO

Arrivano da ogni parte d’Italia volontari per dare un aiuto a quella che sarà chiamata la Missione di Speranza e Carità di via Archirafi.

Dopo quest’opera, verranno la Cittadella del povero e della speranza nell’ex caserma dell’aeronautica di via Decollati e il Centro di accoglienza femminile dell’ex convento di Santa Caterina, che oggi accoglie circa mille persone fra musulmani, indù, cristiani, perseguitati dalle dittature, donne incinte senza futuro, bambini che chiedono semplicemente di vivere la loro infanzia.

A tutti offre un tetto, un pasto caldo, l’assistenza medica e farmaceutica.

A tutti viene anche insegnato un mestiere, perché il riscatto della persona possa essere totale.

[Tratto da Frate Indovino, Maggio 2015]

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Un cuore nuovo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/06/2015

Una sera una ragazza di Salerno delusa dalla vita, dalla gente, col cuore ferito al punto da essere congelato, passeggia per le vie del centro di Roma.

Questo cuore arroccato dopo le delusioni di una famiglia divisa, di alcuni incontri sbagliati e di qualche cavolata fatta a cuor leggero non credeva più in niente ma…

Una sera “passeggiando cogitabonda e senza meta” Beatrice, viene attratta da una chiesa aperta, a via del Corso, a Roma, dove entra giusto per trovare un po’ di riposo.

Il suo sguardo vagante si posa su “quella cialda rotonda e bianca vera protagonista della scena e, improvvisamente, inspiegabilmente”, la ragazza si sente nuda, indifesa, arresa.

Lascio le parole a Beatrice che descrive nel suo libro un incontro speciale:

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Il primo passo era fatto, l’esperienza dell’incontro con qualcuno vivo. “Vivo. Sì. Perché è difficile che un morto possa comunicare ciò che così fortemente provai”, sono le parole con cui Beatrice racconta l’esperienza.

Passa del tempo e una la ragazza salernitana, ora donna, incinta della prima figlia dall’uomo della sua vita, arriva davanti a un prete romano conosciuto per le sue catechesi infuocate con cui attira a Roma un sacco di gente a Gesù.

Don Fabio nella verità ma con carità, dice a Beatrice che se vogliamo essere felici dobbiamo osservare le “istruzioni per l’uso della vita”, i dieci comandamenti, le dice le cose come stanno ma allo stesso tempo l’accoglie.

Beatrice umilmente affida a Dio, nella Chiesa, la sua situazione ingarbugliata e

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04_uncuorenuovoUna Chiesa che accoglie ma dice la verità e una credente che umilmente si mette in gioco affidando a Dio nella Chiesa un matrimonio che nella Chiesa era stato celebrato. Questa dinamica virtuosa, l’unica – a mio avviso – percorribile, ha portato al lieto fine che leggerete nel libro.

Non sarò io a dirvi come finisce, leggete “Un cuore nuovo“, un libro che, non appena cominci a leggerlo ne resti subito rapito; è talmente onesta, senza maschere, Beatrice che non puoi non metterti subito dalla sua parte, anche e soprattutto quando racconta le caXXate, le debolezze, la sua umanità fragile, ferita, come la nostra.

Man mano che vai avanti scopri che, sebbene racconti se stessa, il protagonista della vita di questa ragazza salernitana è Gesù, un Gesù che irrompe prepotentemente nel suo cuore, dall’ostensorio posto su un altare di una chiesa romana ma che sa aspettare i suoi tempi affinché ogni aspetto della sua vita venga riordinato nell’ordine dell’amore.

03_uncuorenuovoA proposito…

In questa storia di grazia, verso la fine, abbiamo il privilegio di esserci anche noi… ;-)

[Tutte le parti tra virgolette sono tratte dal libro “Un cuore nuovo”, di Beatrice Fazi, Piemme Incontri]

 

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“Mi accorgevo che mancava sempre un pezzo. Il cuore delle persone lo raggiunge solo Cristo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/06/2015

Non sprizzano gioia e serenità da tutti i pori? Come Maria hanno scelto la parte migliore…

<<Lavoravo con persone che avevano perso la vista durante la guerra. Il cuore di queste persone, il loro bisogno affettivo che dimostravano e mostravano era una cosa che non riuscivo a colmare.

Un bel giorno sono venuta ad Assisi da turista. Ero ospite di un monastero di clausura, delle clarisse. Perché stanno qui? Come fanno ad amare? Cos’è il loro modo di amare e come fanno ad essere presenti nella vita delle persone?

Sono tornata a casa. Per quanto cercassi di aiutare queste persone mi accorgevo che mancava sempre un pezzo. Il cuore delle persone lo raggiunge solo Cristo.>>

 

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“Restiamo fermi nei nostri propositi (…) non bisogna lasciarsi scoraggiare dalle chiacchiere della gente”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/06/2015

Filotea_03

Appena la gente si accorgerà che hai deciso di seguire la vita devota, scoccherà contro di te mille frecciatine di compatimento e altrettanti dardi di pesante maldicenza: i più arrabbiati daranno al tuo cambiamento il nome di ipocrisia, di bigotteria, di tradimento; diranno che il mondo ti ha voltato le spalle ed allora ti sei consolata volgendoti a Dio; i tuoi amici poi, da parte loro, si affretteranno a sommergerti di rimproveri, tanto prudenti e pieni di carità, a loro avviso.

Sanno già che diventerai triste, perderai credito di fronte alla gente, sarai insopportabile, invecchierai prima del tempo, le cose di casa tua andranno a rotoli; ti ricorderanno che bisogna vivere nel mondo stando alle sue regole, che l’anima si può salvare anche senza tante storie; e simili sciocchezze.

Filotea, credimi, sono tutte chiacchiere stupide e inutili; a quella brava gente non importa proprio niente né della tua salute, né dei tuoi affari.

Se voi foste del mondo, dice il Salvatore, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma siccome voi non siete del mondo, vi odia. Ho visto gentiluomini e dame passare intere notti di seguito a giocare agli scacchi e alle carte. Esiste forse un’occupazione più vuota, più triste e più massacrante di quella? Eppure la brava gente non mette parola: gli amici non se ne sono minimamente preoccupati; se invece noi facciamo un’ora di meditazione, oppure ci vedono alzarci al mattino un po’ più presto per prepararci alla santa Comunione, tutti si precipitano dal medico per farci curare dallo stato ansioso e dall’itterizia.

Filotea_02Passa trenta notti a ballare e nessuno troverà da ridire; per la sola veglia della notte di Natale, il giorno dopo, chi ha la tosse e chi il mal di pancia.

Chi non si accorge subito che il mondo è un giudice ingiusto? Gentile ed accomodante con i suoi figli, ma duro e senza pietà per i figli di Dio.

Per andare a genio al mondo dobbiamo andare a braccetto con lui. E poi non riesci ad accontentarlo nemmeno lo stesso perché è matto: è venuto Giovanni, dice il Salvatore, che non mangia e non beve e voi dite che ha il diavolo; è venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve e voi dite che è un samaritano.

Filotea_04E’ proprio vero, Filotea, se per far piacere agli altri, ci lasciamo andare a ridere, a giocare, a ballare con la gente di mondo, il mondo ne sarà scandalizzato; se non lo facciamo ci accuserà di essere ipocriti e tristi; se ci vestiamo bene, penserà che abbiamo un motivo nascosto; se andiamo alla buona, ci farà passare per gente senza educazione; la nostra allegria sarà per lui dissolutezza, la mortificazione, tristezza; ci guarda tanto di traverso che per quanto ci sforziamo, non gli andremo mai a genio. Le nostre imperfezioni le ingigantisce e le classifica come peccati, i nostri peccati veniali li fa mortali; i nostri peccati di debolezza li trasforma in peccati di malizia.

Dovrebbe invece sapere che, come dice S. Paolo, la carità è benigna, il mondo, al contrario, è cattivo; dovrebbe sapere anche che la carità non pensa male; al contrario, il mondo pensa sempre male, e se proprio non gli riesce di accusare le nostre azioni, accusa le nostre intenzioni.

I montoni possono avere le corna o non averle, essere bianchi o essere neri, il lupo, appena gli riuscirà, li sbranerà. E’ un po’ la stessa cosa per noi: possiamo fare quello che vogliamo, il mondo ci farà sempre guerra; se ci fermiamo un po’ davanti al confessore, si chiederà che cosa gli stiamo raccontando; se invece ci sbrighiamo, dirà che abbiamo taciuto metà! Sorveglierà tutti i nostri movimenti e per un piccolo scatto di collera dirà che siamo insopportabili; la cura dei nostri affari la chiamerà avarizia, la nostra dolcezza, stupidità; quanto ai figli del mondo, la loro collera è sincerità, la loro avarizia abilità amministrativa; le libertà che si prendono, franchezza: i ragni rovinano sempre l’opera delle api!

Filotea, lasciamo perdere questo cieco: lascialo urlare finché non si stancherà, come fa il barbagianni per spaventare gli uccelli del giorno. Restiamo fermi nei nostri propositi, sarà la perseveranza a dimostrare che è sul serio e con sincerità che ci siamo votati a Dio e incamminati nella vita devota.

Filotea_01Le comete e i pianeti hanno apparentemente la stessa luminosità; solo che le comete scompaiono in poco tempo, perché hanno soltanto una luminosità transitoria, mentre i pianeti godono di una luce continua; lo stesso si può dire dell’ipocrisia e della virtù; esternamente si assomigliano molto, ma volendo, si possono distinguere con sicurezza l’una dall’altra: l’ipocrisia non dura nel tempo e si scioglie come nebbia al sole, mentre la virtù autentica rimane stabile e costante.

Non è un vantaggio da poco, per ben cominciare il cammino della devozione, ricevere calunnie e improperi: evitiamo, in tal modo, il pericolo della vanità e dell’orgoglio, che sono come le levatrici d’Egitto, cui l’infernale Faraone aveva dato l’ordine di uccidere i nati maschi di Israele il giorno stesso della nascita.

Noi siamo crocifissi per il mondo e il mondo è crocifisso per noi; il mondo ci considera pazzi? E noi consideriamolo matto!

[Tratto da: “Filotea – introduzione alla vita devota” di San Francesco di Sales]

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“Sacerdoti, (…) siete grandi, siete creature immense…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/05/2015

Enrico Medi 01Lettera aperta ai sacerdoti di Enrico Medi.

Sacerdoti,

io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto.

Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa.

Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra».

Ogni giorno avete una potenza che Michele Arcangelo non ha.

Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.

Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!

Enrico Medi 02Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!

Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato.

Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».

Sacerdoti, parlateci di DIO!

Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina.

IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO.

Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!

Enrico Medi 03Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!

Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

Enrico Medi, laureatosi insieme a Enrico Fermi, docente di Fisica all’università di Palermo e poi di Roma, Deputato dal 1946, nel 1953 rinuncia alla politica per dedicarsi interamente alla scienza e all’apostolato.

Nel 1958 viene nominato vice presidente dell’EURATOM, nel 1965 si dimette per gravi motivi di coscienza.

Nel 1966 viene nominato dalla Santa Sede membro della Consulta dei Laici per lo Stato Città del Vaticano. Muore il 26 maggio 1974.

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