FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

AMORIS LAETITIA

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/04/2016

amoris-laetitia-574x493Non vi fidate di quanto scrivono i giornali, a partire dall’Ansa, sull’esortazione apostolica di Papa Francesco AMORIS LAETITIA.

Fanno titoloni ad effetto azzardando conclusioni che nell’esortazione NON CI SONO, mettendo sulla punta della penna del Papa, PAROLE CHE NON HA MAI SCRITTO, con semplificazioni in malefede solo per fare titoloni ad effetto.

Prendetevi del tempo e LEGGETELA DIRETTAMENTE DA QUI

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20160319_amoris-laetitia.html

Questa è l’unica fonte ufficiale, il sito del Vaticano.

E’ complessa, vale la pena perderci del tempo resistendo alla tentazione di conclusioni approssimate e affrettate, in ogni direzione.

AMORIS LAETITIA tratta un argomento complesso e delicato, con tutta la delicatezza e la profondità che occorrono.

Buona lettura!

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“La prima parola che ho imparato a leggere è stata DERATTIZZAZIONE”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/04/2016

La storia di Tim Guénard.

tim_guc3a9nard_02“Come ho incontrato BIG BOSS?

L’ho incontrato ma non me ne ero reso conto. A 12 anni vivevo per la strada, dormivo nei garage delle biciclette, e lì c’erano molti topi la notte, e i topi mi impedivano di dormire.

Camminavo senza sapere dove andare e mi sono seduto davanti a un clochard che leggeva il giornale e siccome ero stanco mi sono addormentato sul giornale.

Mi ha svegliato e mi ha detto: giovanotto, lei sa dove si trova l’Honduras? Gli ho detto, si è una stazione della metropolitana.

Tutti i giorni abndavo a trovare questo signore, si chiamava Leon. Le persone del quartiere lo chiamavano barbone ma per me era il Signor Leon.

Tutti i giorni mi leggeva il giornale con il suo dito. Un giorno gli ho chiesto cosa fosse quella strana forca. Mi ha detto “ypsilon” e allora ho voluto sapere chi abitasse a destra e a sinistra di quella “y”

Sei mesi più tardi grazie ai libri che trovavo nella spazzatura, ero in grado di leggere e la prima cosa che ho imparato a leggere è stata la parola “derattizzazione”.

A partire da quel giorno ho scelto di dormire solo in garage per biciclette che erano stati derattizzati”

Il resto della storia nel video…

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“Vorrei solo dire a tutte quelle mamme che si trovano in difficoltà di non arrendersi mai e di chiedere, chiedere aiuto perché c’è. Io l’ho trovato”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/04/2016

Segretariato_01

Ho avuto il primo figlio molto giovane, in un’età dove tutto sembra possibile e a portata di mano e la morte è un pensiero che non ti sfiora, perché hai voglia di vivere.

Per me era dietro l’angolo. Il mio ragazzo è morto in un incidente d’auto e non avrebbe mai conosciuto suo figlio.

Dopo, ho attraversato anni bui in cui ho trovato la forza di andare avanti solo grazie a mio figlio. Per molto tempo mi è bastato solo lui, poi ho cominciato a sentire di più la solitudine, a desiderare di avere di nuovo accanto un uomo.

La mia vita è tornata a essere serena dopo aver conosciuto Davide. Anche lui, con le sue ferite ancora aperte, ci siamo aiutati e abbiamo ricominciato insieme.

Una famiglia finalmente: il mio sogno e di mio figlio. Il passato ormai era alle spalle e cercavo di fare il meglio per essere felici.

Il lavoro però era la nostra preoccupazione. Lui faceva l’operaio senza un contratto regolare, sempre con la paura che lo mandassero via. Io lavoravo ogni tanto facendo quello che capitava.

Un giorno mi accorsi di essere incinta. Non fu un “lieto evento” e non perché non desiderassi avere un figlio. Lui non voleva il bambino, perché non c’erano abbastanza soldi per mantenerlo. Temevo di perdere il mio uomo e per debolezza alla fine ho fatto l’aborto per paura di restare da sola con due figli.

Una ferita profonda, che mi ha fatto stare tanto male, e che ha permesso anche al mio compagno di capire la gravità del gesto.

Mi accorsi di aspettare un nuovo bambino. Quanto timore ho avuto nel dirglielo! Ma stavolta è stato più accogliente, felice.

La situazione certo era migliorata, perché io lavoravo in modo più regolare. Questa felicità però è durata poco. Dopo qualche settimana lui perse il lavoro.

Segretariato_02Ricordo ancora la sua espressione quando tornato a casa ha dovuto dirmelo: “E adesso che facciamo?”. Io ero rimasta senza parole, preoccupata di tutta la situazione e di quel bambino che aspettavo.

Non potevamo andare avanti solo col mio lavoro, non bastava. Lui non mi disse nulla ma tornò lo spettro dell’aborto.

Quante chiamate ad amici e conoscenti per cercare lavoro! Ma nessuna risposta sicura: “Ti faccio sapere…”, “Adesso vediamo”. E intanto a fine mese per pagare l’affitto avevamo dovuto vendere alcune cose d’oro.

Una sera poi mi ha chiesto di abortire.

Non volevo però ripetere quella brutta esperienza.

Gli chiesi ancora tempo: “Voglio cercare aiuto e se lo trovo lo teniamo vero?”. Lui acconsentì.

Ho passato la sera si internet poi ho trovato l’indirizzo e il telefono di un centro di aiuto alla maternità difficile, il Segretariato Sociale per la Vita.

Chiamai il giorno dopo e a un’operatrice spiegai che ero incinta e in difficoltà economica, ma che non volevo abortire. Mi tranquillizzò e mi disse che c’erano aiuti anche economici del Progetto Gemma, così avremmo potuto affrontare le spese per nostro figlio per 18 mesi.

Mi informarono anche di aiuti previsti dallo Stato e che avrei potuto richiedere all anascita del bambino. Mi invitarono a recarmi al centro. Accettai con grossa speranza.

Camilla grazie al loro aiuto è nata.

Vorrei solo dire a tutte quelle mamme che si trovano in difficoltà di non arrendersi mai e di chiedere, chiedere aiuto perché c’è. Io l’ho trovato.

[Fonte: rivista “Acqua&Sapone”, Novembre 2015, pag. 137, Storie di mamme]

Qua —> http://www.segretariatoperlavita.it/page/testimonianze.php più testimonianze di donne aiutate a evitare l’aborto.

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Buona Pasqua!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/03/2016

Snoopy

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È una guerra tra vuoti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/03/2016

Vuoto_01La guerra che si sta combattendo nel mondo in questi tempi è la guerra tra due vuoti.

Il vuoto dell’Occidente che, abbandonata la fede da più di una generazione, non riesce, nonostante la libertà, il benessere, la democrazia e il riconoscimento dei diritti, a riempire quel vuoto nel cuore dell’uomo che solo Dio può riempire.

Il vuoto dell’Oriente, dilaniato dalla violenza, dalla povertà, dall’ignoranza e dalla guerra in cui le masse si rifugiano in estremismi che danno solo l’illusione di riempirlo perché solo l’Amore di Dio lo può fare. L’Amore, non l’odio, non la collera, non la morte, quella morte che non ci guarda più dalla lontananza di un’inquadratura di un reportage ma che adesso ci minaccia dalle strade che percorriamo ogni giorno.

E’ una guerra tra vuoti.

Vuoto_02E riguarda anche noi perché tutti viviamo una mancanza, un’assenza, un vuoto che può riempire solo Dio col suo Amore, ricevuto nella preghiera e in una fede praticata in maniera autentica, essendo veramente disposti a farci riempire e dilatare il Cuore da Dio-Amore.

E’ per questo che sono convinto che l’unica strada per vivere nella pace questo periodo di “guerra tra mondi vuoti”, l’unico modo per affrontare la paura, sia quello di “pregare affinché la preghiera diventi pace”.

La soluzione ce la dà Gesù:

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5, 43-44).

Possibile umanamente? Forse no, ma non stiamo vivendo in una guerra convenzionale, ci ritroviamo in un conflitto tra forze sovrumane che trascendono il mero meccanismo causa-effetto-reazione. E se la guerra è spirituale, la battaglia e la resistenza devono esserlo altrettanto.

Vuoto_03“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.” (Ap 12,7-9)

Il “drago”, il Male si è oramai infilato, come in delle maschere senza vita, nei vuoti dei cuori degli uomini, nei vuoti dell’Occidente e dell’Oriente, ma ha già perso. Noi saremo così sapienti da schierarci col Dio d’amore che ha già vinto o ci faremo prendere dalla guerra tra questi mondi vuoti?

Lo faremo quando saremo tentati di diffondere notizie di odio tra i media? Lo faremo quando decideremo di nutrire la nostra anima con tanta spazzatura anziché con amore, preghiera, pace e fraternità?

Vuoto_04Ci stiamo dentro tutti. Ci sto dentro io quando per mettere a posto la coscienza metto bandierine a favore di questo o quello, quando indignato o impaurito dico la mia su un evento e la sento subito stonare con un altro evento, perché quello che ci sta succedendo in questo periodo storico ha sempre meno senso. Io, per lo meno, non lo capisco, se non imbraccio le uniche armi che ci possano salvare in questo periodo.

Queste armi, come insegna il mio amico Valens, rwandese che ha vissuto il genocidio, sono le uniche che ci permetteranno di scegliere il bene e di poter dire, come lui: “Ho visto a cosa può portare l’odio (…) scelgo la strada della pace piuttosto che quella della guerra”.

E allora vogliamo fare l’unico atto veramente sovversivo per questi tempi?

Non lasciamoci tirare dentro questa guerra tra vuoti e scegliamo il Bene!

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“Di fronte alla Madonna e alla recita del Santo Rosario, l’azione del maligno viene sistematicamente annientata!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/03/2016

Alessandro_01Intervista al conduttore televisivo Alessandro Greco. Lui e sua moglie Beatrice Bocci, sono testimoni di una fede vissuta in coppia e nell’amore di Cristo Gesù, accompagnati dalla Madre del cielo che li ha sempre guidati verso il figlio.

Era il 1997 quando conosci Beatrice in occasione di “Miss Italia”. Fra di voi è stato subito un colpo di fulmine…

Hai detto proprio bene, è stato subito un “colpo di fulmine” fra di noi ma anche con Gesù! Lui c’è stato sempre nella nostra vita, noi dobbiamo soltanto avere il desiderio di aprire il nostro cuore e lasciarlo entrare. Gesù sta fuori alla porta del nostro cuore e bussa, chiede sempre il permesso, lasciandoci il libero arbitrio.

Nell’incontro con Beatrice ci siamo ritrovati ad essere due persone che anche a livello familiare, avevano sempre vissuto nella fede.

Questo ha contribuito ad arricchire il nostro rapporto; da subito eravamo in 3 perché quando conobbi Beatrice, lei aveva già una figlia di 5 anni e mezzo Alessandra che oggi ne ha 23, avuta dal suo precedente matrimonio, per cui possiamo dire di essere stati sempre una famiglia. Poi nel 1998 è nato Lorenzo, che oggi ha 16 anni.

A quel punto, non potendovi sposare (perché il matrimonio precedente di Beatrice non era stato sciolto dalla Sacra Rota) decidete di andare a convivere. Ma la convivenza per la Chiesa è peccato!

Il nostro desiderio non era quello di andare a convivere ma di condividere insieme una quotidianità familiare ma c’erano degli impedimenti, ovvero il precedente matrimonio di Beatrice, un esperienza dolorosa.
Per cui sia da parte mia che da parte sua, vi era la volontà di avviare tutte le pratiche per annullare il precedente matrimonio in Chiesa, sulla base di motivazioni vere e reali.

Questo percorso è stato molto doloroso, con certi passaggi di sofferenza nei quali abbiamo anche sperimentato un certo senso di abbandono da parte della Chiesa, ma tutto questo serviva a farci intraprendere seriamente un percorso di fede perchè il Signore voleva che camminassimo davvero con Lui, per ottenere ciò che desideravamo di più ovvero sposarci in grazia di Dio.

Alessandro_05La vostra fede in quel frangente di vita, si era indebolita o rafforzata?

Il Signore non è mai stato messo in discussione né da me e né da Beatrice, perché era presente ed ha continuato ad esserlo. La Chiesa è fatta da uomini, per cui tante volte possono sbagliare nel non concedere una parola o un gesto che ti può far sentire accolto, anche se non si è in una determinata situazione di grazia.

Un giorno vi ritrovate a fare una testimonianza a San Giovanni Rotondo (sei molto devoto di San Pio) e proprio in quel luogo, tu e Beatrice conoscete Fra Modestino…

Sono sempre stato vicino alla figura di Padre Pio, così andammo a San Giovanni Rotondo con Lino Banfi (all’epoca conducevo un programma con lui su Radio Rai) e ci recammo in Puglia per un evento dedicato ad una casa di accoglienza per bambini.

Con Beatrice abbiamo avuto la grazia di conoscere Fra Modestino, l’erede spirituale di San Pio. Con noi fu molto accogliente, ci fece sentire l’amore di Gesù , lasciandoci dei segni attraverso delle parole e dei gesti che ci stimolassero nel nostro cammino a seguire una strada di luce e seguendo il Signore, compiendo delle azioni che si sarebbero rivelate fondamentali per il nostro futuro di cristiani.

Beatrice cominciò a frequentare degli itinerari dedicati alle coppie, ed in uno di questi incontri coinvolse anche te. Ci racconti?

Abbiamo conosciuto un sacerdote che oggi è il nostro Padre Spirituale, lui è Padre Roberto Basilico, ha una comunità in Molise esattamente ad Isernia, e nell’arco dell’anno, organizza dei momenti di evangelizzazione e di preghiera comunitaria che chiama “Itinerari della gioia”.

Alessandro_06Io e Beatrice, abbiamo partecipato a uno di questi itinerari, dedicati alle coppie proprio perché la coppia è una delle istituzioni predilette da Dio e per questo è molto attaccata dal maligno, per cui c’è un particolare bisogno che le coppie e le famiglie partecipino a questi incontri, affinchè portino Gesù Cristo al centro della loro vita.

In quell’occasione nel nostro cuore è successo qualcosa di particolare perché arrivati a casa insieme ai nostri familiari, abbiamo iniziato a recitare il rosario tutti insieme settimanalmente.
Approfitto per dire ai lettori che di fronte alla Madonna e alla recita del Santo Rosario, l’azione del maligno viene sistematicamente annientata!

Di settimana in settimana, alla recita del rosario, aumentavano gli amici e i parenti che venivano in casa, fino a quando siamo diventati oltre 40 persone e così per volontà di Dio si è formato un gruppo di preghiera e ci siamo trasferiti in chiesa.

Quest’esperienza continua tutt’ora, ci ritroviamo tutte le settimane al martedì alle 21:30, recitiamo il rosario, poi c’è la preghiera spontanea comunitaria d’innanzi a Gesù Sacramento e facciamo anche l’adorazione eucaristica.

Andate a Medjugorje per la prima volta, rispondendo all’invito di Maria. Ci racconti quest’esperienza?

La Mamma celeste è una grande mediatrice, Lei ci prende per mano e ci tiene tutti sotto il suo manto celeste e ci accompagna. Infatti ci ha chiamati a Medjugorje.

Alessandro_07Il tutto è iniziato così: dal 2008 ho un rapporto di collaborazione con RTL 102.5. In quel periodo la radio mi comunicò che dovevamo recarci a Trieste (località insolita per eventi legati allo spettacolo) per trasmettere da lì, i nostri programmi. A quel punto, buona parte della strada era già fatta, per cui prima di recarci a Triste, decidemmo di andare a Medjugorje.

A Medjugorje abbiamo fatto un incontro molto significativo e bello con Fra Renzo, il quale ha fortemente il carisma della confessione. Il nostro incontro con lui è stato speciale ma allo stesso tempo duro per certi aspetti, (come d’ altronde era successo anche con Fra Modestino); ci ha dato dei messaggi molto chiari che arrivavano dal Signore.

Durante la salita al monte Podbrdo, la collina delle Apparizioni, insieme a Beatrice ci siamo messi in preghiera ed entrambi abbiamo sentito fortemente nel cuore di affrontare un periodo di castità come umile dono al Signore, anche perché ci avevano spiegato che questo era l’unico modo per riaccostarci ai sacramenti.


Promettere castità, in un epoca di trasgressione, è un valore molto rilevante…

Si credo proprio di si, fra l’altro noi eravamo una coppia già strutturata in quanto alle spalle avevamo già 2 figli e tanti anni di convivenza e non è stata di certo una passeggiata, però se prendendo una decisione di questo tipo, lo si fa non con la razionalità umana ma in preghiera, in grazia ed in comunione con il Signore e la Mamma celeste, per merito loro riesci a trovare la forza; una forza che ti guarisce e ti salva e sicuramente ti porterà a ricevere tante altre grazie … bisogna avere fede!

Infatti dopo quel periodo di castità durato quasi 3 anni, arriva quella grazia che attendevate da tantissimo tempo…

Si esatto. Dopo quel pellegrinaggio a Medjugorje, continuavamo a frequentare gli “Itinerari della gioia” insieme a Beatrice, e partecipando in uno di questi itinerari dedicati alle coppie, in preghiera i frati della comunità chiedono al Signore una parola da dedicare alle coppie ed eventualmente da riportare in un ricordino che avrebbero lasciato a tutti i partecipanti.

La parola che uscì fu la seguente: “Infrangerò il giogo che vi opprime e spezzerò le vostre catene”. L’itinerario si era svolto nel fine settimana: venerdì, sabato e domenica.
Finito l’itinerario, torniamo a casa e all’inizio della settimana, intorno al martedì, riceviamo la telefonata dell’Avvocato che si stava occupando della situazione coniugale di mia moglie, e con una grande emozione abbastanza insolita per un professionista, ci comunicò che la situazione rotale si era definitivamente conclusa in positivo e che dal giorno dopo, ci saremmo potuti sposare.

Andando a verificare meglio la situazione, l’Avvocato ci raccontò che il tutto era avvenuto rapidamente e che la notizia di ciò, era arrivata il venerdì precedente ovvero lo stesso giorno in cui noi eravamo all’itinerario ed il Signore aveva parlato per mezzo di quella parola!

Alessandro_08Per grazia di Dio, ci siamo sposati il 6 aprile 2014, finalmente in Chiesa, alla presenza della nostra guida spirituale Padre Roberto Basilico e di altri 11 sacerdoti.

Sei impegnato al momento con “Effetto estate” su Rai Uno e fai anche Radio su RTL 102.5. Come vivi la tua fede all’interno del mondo dello spettacolo?

E’ tutto un discorso di unione e di comunione con il Signore che ti fa desiderare di essere un piccolo strumento nelle sue mani. Per cui sia nell’esercizio della mia attività cioè nella conduzione, ma anche nelle relazioni e negli incontri che si fanno in quell’ambiente, cerchi di rendere testimonianza a Gesù Cristo che è sempre presente in tutte le cose, ovunque e comunque.

Sta a noi essere suoi messaggeri e testimoni, soprattutto facendo agire lo Spirito Santo.

Sulla base della tua esperienza, quanto è importante mettere Dio al centro della coppia? Oggi alcune persone, si sposano in chiesa solo per usanza non per credenza..

E’ proprio un peccato che alcuni di questi fratelli si sposino in chiesa senza coglierne l’essenza ed il valore altissimo di questa presenza. Un po’ tutti conosciamo quella pagina del Vangelo che ci racconta “Le nozze di Cana” dove la Madonna si accorge che il vino viene a mancare, cioè viene a mancare la gioia.

Cioè nel giorno del matrimonio per questi sposi non c’era già la gioia, per cui la Madonna in quanto Madre premurosa chiede aiuto al Figlio e Gesù, che non era ancora nel tempo della sua rivelazione, non resiste alla richiesta della Madre ed interviene facendo il miracolo.

Il matrimonio è un vincolo prediletto da Dio ma deve essere messo al centro della coppia e della famiglia, nella gioia e nel dolore.

I momenti di difficoltà fanno parte della vita, prima o poi arriveranno, ma se abbiamo un amico come Gesù che ci dona la sua luce, la sua pace, la sua gioia e benedizione, di questo ne trae giovamento la famiglia, la coppia e i figli. La famiglia è chiesa e diventa uno strumento bellissimo e potente nelle mani del Signore.

Che consiglio vuoi dare a tutte le coppie che come dice la Madonna, non conoscono ancora l’amore di Dio?

E’ difficile elargire consigli perché la fede e la spiritualità sono un fattore di relazione personale con il Signore. L’unica cosa che posso dire è che noi da soli, nella nostra misera condizione umana, non possiamo fare niente, siamo come pecore in mezzo ai lupi, quindi aprite il vostro cuore e lasciate entrare Gesù.

[Servizio di Rita Sberna su http://www.cristianitoday.it/%5D

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Chi è senza peccato…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/03/2016

Italietta_01«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» disse Gesù agli scribi e ai farisei che volevano lapidare la donna adultera e rivolgendosi a lei dopo che tutti se ne erano andati le disse «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Giovanni 8).

Che alla fine di questa Quaresima possiamo essere tutti migliori cittadini, della terra, come del cielo.

La nostra condotta dice tutto…

Da dove viene la corruzione?

Pensi che venga da Berlusconi?

Da Penati?

Da Ciarrapico?

Da Del Turco?

Da Dell’Utri?

Da Previti?

Dai politici corrotti di Roma Capitale?

Dai più di cento parlamentari condannati di tutti i colori politici?

Italietta_02L’italiano è così:

1 – Parcheggia sul marciapiedi infischiandosene dei divieti.

2 – Cerca il vigile amico o amico dell’amico per farsi togliere la multa.

3 – Scambia voti per qualsiasi cosa, un lavoro, una raccomandazione.

4 – Parla al telefono mentre guida.

5 – Parcheggia in doppia o tripla fila davanti alle scuole.

6 – Guida dopo aver alzato il gomito.

7 – Si intrufola a destra non appena si forma un ingorgo.

8 – Cerca di saltare le file con le scuse più disparate.

Italietta_039 – Si butta malato senza esserlo.

10 – Non paga l’IVA o fa scrivere importi più bassi sulle ricevute.

11 – Parcheggia nei posti riservati per i disabili, “tanto è per due minuti”.

12 – Quando viaggia per lavoro presenta scontrini gonfiati.

13 – Manomette i tachimetri delle macchine per venderle a prezzi maggiori.

14 – Compra prodotti pirata essendone del tutto consapevole.

15 – Salta i tornelli della metropolitana.

16 – Preleva dall’ufficio attaches, buste da lettera, matite, fogli, fa fotocopie, come se ciò non fosse un furto.

17 – Sale sull’autobus senza biglietto.

Italietta_0418 – Imbianca casa con operai al nero.

19 – Usa la corsia preferenziale senza complessi.

20 – Sfrutta stranieri per la vendemmia e la raccolta della frutta.

21 – Fuma infischiandosene dei divieti.

22 – Butta le cicche per terra.

23 – Non raccoglie la cacca dell’amato canino al guinzaglio.

24 – Timbra il cartellino per sé e per altri.

E pretende che i politici siano onesti…

Si scandalizza quando sfruttano i loro privilegi ma…

Questi politici non provengono dallo stesso popolo italiano?

Italiano, alla fine cosa reclami?

Siamo tutti pronti a indignarci lanciando la prima pietra ma siamo disposti a cambiare comportamento a cominciare da noi stessi?

Diamo il buon esempio!

Diffondi questa idea!

Si parla tanto di lasciare un pianeta migliore per i nostri figli.

Giusto, ma ci dimentichiamo di lasciare figli migliori per il nostro pianeta – educati, onesti, etici, responsabili, anche quando nessuno li guarda – attraverso il nostro esempio.

Ce ne sono di spunti per vivere bene questa Pasqua no?

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Testimonianza scioccante di un ex satanista che faceva riti satanici in cliniche abortive

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/03/2016

Una testimonianza non per spaventare ma per indurre a pregare per questa gente e per la difesa della vita.

Alla luce di recenti video sul traffico di organi e tessuti di bambini abortiti da Planned Parenthood, il “Lepanto Insitute” ha intervistato l’ex satanista Zachary King.

Zachary era un bambino normale di un quartiere americano, cresciuto in una famiglia battista. Comunciò a predicare la magia già a dieci anni, per unirsi a una setta satanica a tredici e a quindici anni aveva già infranto tutti e dieci i Comandamenti.

Dalla sua adolescenza all’età adulta tutti i suoi sforzi erano per arrivare alla categoria di sommo sacerdote della setta di cui era attivo divulgatore, anche della pratica degli aborti rituali.

Zachary sta ora scrivendo le sue esperienze in un libro intitolato “L’aborto à un sacrificio satanico”.

Zac, hai molto da raccontare, ci puoi dire come hai incontrato il satanismo?

M01 - Ora santa di riparazione alla chiesa di San Francesco d'Assisi a Oklahoma City, USA

Ora santa di riparazione alla chiesa di San Francesco d’Assisi a Oklahoma City, USA

King – Cominciò tutto con la forte curiosità di sapere se la magia fosse davvero reale. Iniziai a vedere alcuni film sui feticci e gli stregoni, a partire dal 1970.

Un giorno a scuola, avevamo un gioco chiamato “Bloody Mary”, o “I Hate You, Bloody Mary”; dovevi andare al bagno cantando questa frase un certo numero di volte, con tutte le luci spente.

La volta che facemmo questo gioco nel mio gruppo, vedemmo una faccia demoniaca allo specchio. Non ci rendevamo conto ma all’improvviso tutti fuggirono correndo e morendo di paura, eccetto io. Trovavo il tutto molto interessante.

All’epoca giocavo anche a un gioco chiamato “Dungeons and Dragons” tutti i fine settimana e io impersonavo sempre il mago o lo stregone. Mi chiedevo se potessi fare tali magie anche nella realtà e feci due feticci per guadagnare soldi.

Potrebbe essere una coincidenza, feci un rito per tre volte, solo, in bagno, di fronte al demonio e volevo vedere quello che sarebbe accaduto. Guadagnai 1000 dollari il giorno successivo. A partire da lì, mi ero convinto che la magia fosse reale.

A dodici anni un amico mi presentò un gruppo che giocava a “Dungeons and Dragons” e che credeva che la magia fosse reale. Venni a scoprire che quel gruppo era una setta satanica.

Mi piacevano i videogiochi e le serie fantascientifiche come Star Trek e Star Wars e quei ragazzi le avevano tutte. Avevano anche una piscina, un grande barbecue, ed era come un club di ragazzi e ragazze.

Sapevano come reclutare giovani, sapevano quello che piaceva fare ai ragazzi ed è stato così che mi sono lasciato coinvolgere.

Avevo circa diciotto anni quando entrai nella Chiesa Mondiale di Satana. La posizione che raggiunsi fu quella si Sommo Sacerdote, quelli che realizzano le magie. Ce ne erano pochi, una decina; il nostro compito era quello di viaggiare per il mondo inducendo le persone a fare quello che fai tu.

Adesso quando dico persone, mi riferisco a stelle del rock, del cinema, personaggi della politica, gente molto ricca… Sono innumerevoli le persone che chiedono un incantesimo e non c’è limite a quanto siano disposti a pagare per questo.

Allora eri un sommo sacerdote del satanismo. Brevemente come hai fatto a diventarlo?

King – Si dice che siano scelti da Satana. Io non so quale sia il criterio.

Io facevo magie da quando avevo dieci anni e divenni sommo sacerdote a 21 e fui membro della chiesa mondiale per circa tre anni. Ne avevo visto uno da bambino con un cappello alto, un bastone e il viso dipinto come un cadavere.

C’è un consiglio di amministrazione nella setta, loro dicono che tu sei il prescelto e di danno un libro coi doveri del sommo sacerdote.

M02 - Preghiera fuori dalla clinica abortiva di Planned Parenthood

Preghiera fuori dalla clinica abortiva di Planned Parenthood

Qual è il ruolo dell’aborto nei riti satanici e quando hai cominciato a esserne coinvolto?

King – Appena compii 14 anni i membri della setta mi dissero che dovevo essere coinvolto in un aborto. Mi dissero che ci sarebbe stata una festa con membri di solo sesso maschile tra i dodici e i quindici anni e una ragazza di diciotto anni con l’obbiettivo di rimanere incinta e di abortire al nono mese di gravidanza.

Quando me lo dissero io dissi a voce alta – forte! – ma non avevo idea di cosa fosse un aborto. In famiglia avevo sentito sussurrare la parola aborto qualche volta dai miei e per questo pensavo che fosse una parolaccia.

Quando chiesi ai membri della setta cosa fosse un aborto, quelli mi spiegarono che si trattava di un bambino nell’utero e che lo avremmo ucciso.

C’era un medico e un’imfermiera per aiutarmi perché si trattava di un procedimento medico. Chiesi: “E’ legale?”, e la risposta fu: “Si, perché è nell’utero. Fino a che il bambino è nella donna tu lo puoi uccidere”.

Forse non avrei mai accettato di uccidere un bambino fuori dal corpo della madre, ma nel corpo della madre… L’atto di uccidere qualcuno o la morte di qualcuno è il modo più efficace per realizzare il proprio maleficio.

Uccidere qualcuno è fare un’offerta a Satana e se puoi uccidere un bambino nel ventre materno, questo è il suo obbiettivo finale.

Raccontaci del primo aborto che hai fatto come rito satanico.

King – Il primo fu circa tre mesi prima di compiere quindici anni. Accadde in una fattoriaa che, sorprendentemente era più sterilizzata di molte cliniche abortive che poi avrei frequentato.

C’era un medico, una infermiera e una donna circondata da tredici tre i principali membri della setta, tutti sommi sacerdoti o sacerdotesse.

Io ero nel cerchio con la donna e il medico e tutti i membri adulti della setta erano là.

C’erano varie donne inginocchiate per terra, che si dondolavano avanti e indietro talvolta gridando – il nostro corpo ci appartiene – e di lato c’erano gli uomini tutti che cantavano e “pregavano”.

Il rituale iniziò alle 11:45 di notte, la magia a mezzanotte, considerata dai satanisti “ora delle streghe” e la morte reale del bambino alle tre del mattino, “ora del demonio”.

Il mio ruolo era quello di inserire il bisturi. Non dovevo necessariamente uccidere, l’importante era che mi sporcassi le mani col sangue, sangue della donna e del bambino. Alla fine il medico terminò il procedimento.

E’ stato probabilmente il più orrendo degli aborti a cui abbia partecipato; il medico prese il bambino, lo buttò per terra dove le donne si stavano dondolando, sembravano possedute, e quando il medico buttò il bambino, queste lo mangiarono.

A quanti rituali di aborto hai partecipato?

King – Prima di diventare un High Widard ne feci cinque, poi partecipai ad altri 141 aborti.

Hai mai fatto aborti in cliniche ad altro profilo?

King – Si, ne ho fatti circa venti in queste cliniche, ma non li ho mai contati. Sembravano delle case degli orrori, con sangue dappertutto, comprese alcune camere, sangue perfino sul soffitto.

Come ti invitavano a fare tali aborti?

King – La chiesa mondiale non è l’unica a fare questi rituali, ci sono altre organizzazioni di malefici e stregoneria come le wicca, che sono ugualmente coinvolte.

A volte vieni convocato dal direttode della clinica, altre volte da un altro amministratore oppure da un medico satanista ti invita a partecipare all’aborto che farà la sera.

So che ogni giorno alla fine del giorno, i gruppi satanici lo fanno, con una messa nera, generalmente intorno a mezzanotte, e dura dalle due alle tre ore, e offrono al demonio tutti i bimbi abortitiin quel giorno. Non importa per quale motivo le donne hanno deciso di abortire, tutti i bimbi abortiti vengono offerto a Satana in quel giorno.

Come sono i riti satanici di aborto?

King – Ci sono anche bambini che partecipani, ma generalmente non entrano nella sala in cui viene praticato l’aborto. Restano separati ma c’è una competizione su chi riesce a rimanere sveglio fino alle tre e chi ci riesce vince un premio.

Gli uomini che non fanno parte della top 13 della setta fanno malefici e cantano, e fanno malefici per proteggere gli altri da qualcuno che sta pregando.

Oltre a questo paghiamo persone per la nostra protezione, politica e sociale e per questo sappiamo di restare totalmente impuniti.

Una volta venne il prefetto della città per chiedere un maleficio; ci aveva cercato perché voleva che passasse un progetto di legge nella sua città e non ci era mai riuscito.

Era stato membro della setta per un certo tempo, aveva tentato tutte le volte vie legali per l’approvazione ma senza riuscirci, allora ci chiese di realizzare un aborto e un maleficio allo stesso tempo.

Occorreva trovare cliniche di alto profilo e lì ci sono medici o infermiere streghe o satanisti, non è difficile pertanto trovare persone disposte a partecipare a un rito satanico.

M03Dici che le cliniche di alto profilo attraggono membri dell’occultismo perché lì è più facile praticare aborti?

King – Io direi di si, è un’affermazione assolutamente veritiera. Devi sapere che ci sono molte persone che appartengono all’Organizzazione Nazionale delle Donne (NOW[Organização Nacional de Mulheres]), e molte di esse appartengono anche alla religione pagana delle Wicca e, sebbene mostrino un atteggiamento volto alla preservazione della vita, sono permissive nel “ferire” chiunque vada contro di loro in una qualche maniera, che vuol dire che autorizzano a distruggere con qualunque mezzo necessario che è, per loro, la magia.

Esse vedono la figurta femminile, la donna, come la madre Terra, o Gaia, e adorano questa figura femminile come una dea. L’aborto è un sacramento satanico, per così dire, e una clinica di aborti attrae satanisti per il sacerdozio satanico.

Hai mai sperimentato l’incapacità di portare a termine un aborto o i suoi effetti a causa di persone che pregavano fuori dalla clinica?

King – Più di una volta abbiamo avuto bambini che potevano sopravvivere all’aborto. Una volta, arrivai alla clinica e c’erano delle persone nei due lati della strada.

Da una parte persone che pregavano e protestavano contro l’aborto e dall’altra parte, gente a favore dell’aborto che gridava ogni tipo di oscenità. Quando entrai, diedi un altro sguardo alla strada, e vidi meglio alcune persone che pregavano inginocchiate.

In quel giorno, l’aborto programmato per il rituale non avvenne.

Questo mi è capitato circa tre volte, e al momento non mi resi conto che tutte e tre le volte gli aborti furono interrotti o non andarono a termine grazie alle preghiere che stavano recitando là fuori.

[Tradotto dal portoghese dal blog della Comunità Cattolica Shalom http://blog.comshalom.org/carmadelio/47507-ex-satanista-eu-realizava-rituais-satanicos-em-clinicas-de-aborto%5D

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“Questa chiave si chiama Gesù Cristo!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/02/2016

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Max Daithendey

Lo scrittore bavarese Max Daithendey, era sposato con una svedese. Ambedue erano straordinariamente eruditi. Per il resto, nessuno dei due credeva in Dio, né all’esistenza dell’anima o della vita eterna.

Entrambi però cercavano, senza interruzione, delle risposte ad alcuni assillanti “quesiti” esistenziali. Da dove veniamo noi? Perché viviamo su questa terra? Che senso ha la nostra vita e che cosa ci attende dopo la nostra morte?

I loro cuori erano vuoti e irrequieti.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale sorprese Max in Indonesia, dove egli anche morì, nel 1918. Dopo la sua morte venne ritrovata tra le sue cose, una lettera dall’Europa, che gli era stata scritta da sua moglie, lì rimasta intrappolata dalla guerra.

Mio caro Max! Noi abbiamo cercato insieme e dappertutto quella formula, con la quale risolvere i problemi della vita e della morte, senza riuscire a trovarla da nessuna parte!

Spesso abbiamo creduto e sperato che la moderna filosofia e la scienza potessero farci trovare la “formula” o la “chiave” di essa.

Nel frattempo io l’ho trovata! Questa “chiave” si chiama Gesù Cristo!

Egli risolve tutti i problemi legati alla vita e alla morte, al bene e al male, la verità e la menzogna, il tempo finito e l’eternità e tutto questo mediante il “suo” Vangelo!

Per questo, caro Max, leggi con costanza e vera devozione le Sacre Scritture e resta fermamente ancorato a ciò che Gesù ha detto“.

Quello scrittore ascoltò ciò che la moglie gli raccomandava e già un anno dopo morì, nella pace, tenendo un crocefisso nella mano.

(Fonte: “Esempi di vita cristiana” di Padre Petar Ljubcic, Edizioni OCD, pag. 92 e 93)

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Offline

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2016

Offline_01

Per questa Quaresima ho deciso di stare offline ogni venerdì. Niente internet, né social network; il pacchetto dati del cellulare verrà staccato e il PC di casa resterà spento tutti i venerdì, fino a Pasqua.

Il primo giorno di Quaresima quest’anno, per me, coincide anche con l’inizio di una ventina di giorni di riposo forzato a causa di un intervento ortopedico a un piede che, mi consentirà di camminare meglio, anche spiritualmente visto che avrò più tempo per pregare.

Ho cominciato finalmente a leggere il primo della bella catasta di libri con cui ho pensato di passare la convalescenza.

E leggendo ho capito due cose.

Che in questo venerdì offline ho letto di più, approfondendo meglio, vivendo le letture con più intensità.

Mi sono anche reso conto del fatto che io, lettore vorace ai limiti del bulimico, da quando è arrivato questo internet-sempre-subito-e-ovunque mi stanco prima, come se l’essere sempre online mi avesse reso affamato di informazioni brevi, usa e getta, atrofizzando la capacità di andare in profondità.

Oscar_02A me la rete piace, è uno strumento che dà delle libertà che prima erano impensabili, ma quando questo strumento, alla lunga ci abitua ad assaggiare tutto ma assaporare niente, a pensare rapidamente ma a riflettere sempre meno, non è più lui al nostri servizio, ma siamo noi al suo.

La posso dire tutta? Tornare offline – sebbene per un giorno – è stata una figata😜. Ops sorry (questa è per il mio direttore spirituale) una grazia👼! Ok (sempre per il mio direttore spirituale) oltre che leggere ne approfitterò per pregare di più, starò offline per stare più online con Dio 😉.

P. S. Stare offline ha giovato anche all’umore e ho avuto il piacere di fare delle telefonate che non avrei mai fatto avendo Uazzappe a disposizione.

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