FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

“Ho dato a Dio un figlio sacerdote ed una figlia martire”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/07/2016

Don Luca 01

Don Luca Monti, fratello di Simona, uccisa a 33 anni assieme al bambino che portava in grembo nel tragico attentato di Dacca, avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 luglio 2016

«Simona è stata uccisa in odio alla fede e per questo abbiamo voluto ricordarla anche sostenendo i cristiani perseguitati».

Così don Luca Monti, fratello della vittima, spiega la decisione di fare una donazione ad Aiuto alla Chiesa che Soffre in onore di Simona, uccisa a 33 anni assieme al bambino che portava in grembo nel tragico attentato alla Holey Artisan Bakery di Dacca, avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 luglio scorsi.

La famiglia Monti contribuirà, tramite ACS, alla costruzione della Chiesa di San Michele ad Harintana, piccola cittadina del Bangladesh meridionale appartenente alla diocesi di Khulna.

«La nostra è una famiglia cristiana – afferma don Luca, parroco della Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Santa Lucia di Serino in provincia di Avellino – e consideriamo martirio la morte di Simona e di tutte le altre vittime di quel drammatico attacco.

Abbiamo quindi preferito delle esequie semplici, per poter realizzare un’opera di bene in favore dei cristiani perseguitati. E lo abbiamo fatto attraverso Aiuto alla Chiesa che Soffre, perché è una fondazione pontificia e perché realizza splendidi progetti per i nostri fratelli perseguitati in odio alla fede».

Una risposta concreta all’orrore dell’estremismo per favorire, in un Paese colpito dal fondamentalismo come il Bangladesh, il dialogo interreligioso e sostenere le minoranze.

Don Luca 02

Simona Monti

La famiglia Monti contribuirà quindi a donare un luogo in cui pregare alla comunità cristiana di Harintana, finora costretta a percorrere alcuni chilometri ed attraversare un fiume per raggiungere la chiesa più vicina.

«Abbiamo scelto questo progetto perché ci dà speranza sapere che la Chiesa di San Michele rappresenterà un incentivo per i cristiani del Bangladesh, affinché non abbiano paura e non si arrendano anche di fronte alla violenza.

E poi lo abbiamo fatto per Simona, perché speriamo che la locale comunità abbia la bontà di pregare per la sua anima e per la nostra famiglia».

Di sua sorella don Luca ricorda in particolare la dedizione al lavoro e l’amorevole determinazione.

Il sacerdote nota inoltre come al di là della grande sofferenza, la famiglia Monti tragga forza dalla consapevolezza che Simona sia stata uccisa in ragione della sua fede.

«È stato molto toccante ascoltare mio padre dire: “Ho dato a Dio un figlio sacerdote ed una figlia martire”».

Dal gennaio 2015 ad oggi, ACS ha realizzato interventi in Bangladesh per oltre 750mila euro.

(Articolo del 21 luglio 2016 su http://acs-italia.org/la-nostra-storia/)

Posted in Attualità, Santi dei giorni nostri | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

È una guerra tra vuoti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2016

Vuoto_01La guerra che si sta combattendo nel mondo in questi tempi è la guerra tra due vuoti.

Il vuoto dell’Occidente che, abbandonata la fede da più di una generazione, non riesce, nonostante la libertà, il benessere, la democrazia e il riconoscimento dei diritti, a riempire quel vuoto nel cuore dell’uomo che solo Dio può riempire.

Il vuoto dell’Oriente, dilaniato dalla violenza, dalla povertà, dall’ignoranza e dalla guerra in cui le masse si rifugiano in estremismi che danno solo l’illusione di riempirlo perché solo l’Amore di Dio lo può fare. L’Amore, non l’odio, non la collera, non la morte, quella morte che non ci guarda più dalla lontananza di un’inquadratura di un reportage ma che adesso ci minaccia dalle strade che percorriamo ogni giorno.

E’ una guerra tra vuoti.

Vuoto_02E riguarda anche noi perché tutti viviamo una mancanza, un’assenza, un vuoto che può riempire solo Dio col suo Amore, ricevuto nella preghiera e in una fede praticata in maniera autentica, essendo veramente disposti a farci riempire e dilatare il Cuore da Dio-Amore.

E’ per questo che sono convinto che l’unica strada per vivere nella pace questo periodo di “guerra tra mondi vuoti”, l’unico modo per affrontare la paura, sia quello di “pregare affinché la preghiera diventi pace”.

La soluzione ce la dà Gesù:

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5, 43-44).

Possibile umanamente? Forse no, ma non stiamo vivendo in una guerra convenzionale, ci ritroviamo in un conflitto tra forze sovrumane che trascendono il mero meccanismo causa-effetto-reazione. E se la guerra è spirituale, la battaglia e la resistenza devono esserlo altrettanto.

Vuoto_03“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.” (Ap 12,7-9)

Il “drago”, il Male si è oramai infilato, come in delle maschere senza vita, nei vuoti dei cuori degli uomini, nei vuoti dell’Occidente e dell’Oriente, ma ha già perso. Noi saremo così sapienti da schierarci col Dio d’amore che ha già vinto o ci faremo prendere dalla guerra tra questi mondi vuoti?

Lo faremo quando saremo tentati di diffondere notizie di odio tra i media? Lo faremo quando decideremo di nutrire la nostra anima con tanta spazzatura anziché con amore, preghiera, pace e fraternità?

Vuoto_04Ci stiamo dentro tutti. Ci sto dentro io quando per mettere a posto la coscienza metto bandierine a favore di questo o quello, quando indignato o impaurito dico la mia su un evento e la sento subito stonare con un altro evento, perché quello che ci sta succedendo in questo periodo storico ha sempre meno senso. Io, per lo meno, non lo capisco, se non imbraccio le uniche armi che ci possano salvare in questo periodo.

Queste armi, come insegna il mio amico Valens, rwandese che ha vissuto il genocidio, sono le uniche che ci permetteranno di scegliere il bene e di poter dire, come lui: “Ho visto a cosa può portare l’odio (…) scelgo la strada della pace piuttosto che quella della guerra”.

E allora vogliamo fare l’unico atto veramente sovversivo per questi tempi?

Non lasciamoci tirare dentro questa guerra tra vuoti e scegliamo il Bene!

Posted in Attualità, Giubileo della Misericordia | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Sebbene Dio sia invisibile ai nostri occhi ci lascia segni dappertutto…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/07/2016

starry sky

Si racconta di un vecchio beduino analfabeta che pregava con tanto fervore e con amore ogni notte. Una volta un ricco capo carovana lo chiamò alla sua presenza e gli chiese:

– Perché preghi con tanta fede? Come fai a sapere che Dio esiste quando non sai nemmeno leggere?

– Vostra Signoria, so dell’esistenza del nostro Padre celeste dai suoi segni.

– In che modo? indagò il capo carovana ammirato.

L’umile servo iniziò a spiegarsi:

– Quando lei riceve una lettera di una persona lontana, come ne riconosce il mittente?

– Dalla lettera.

– Quando riceve una gemma, come fa a sapere chi ne è l’autore?

– Dal marchio dell’orafo.

Il beduino sorrise e aggiunse:

– Quando sente passi di animali intorno alla tenda, come fa a capire se si tratta di una pecora, di un cavallo o di un bue?

– Dalle tracce – rispose il capo sorpreso.

Allora il vecchio lo invitò fuori dalla tenda e, mostrandogli il cielo in cui brillava una splendida luna circondata da miriadi di stelle, esclamò rispettoso:

– Signore, quei segni lassù non possono essere degli uomini!

– In quel momento l’orgoglioso carovaniere, con gli occhi umidi, si inginocchiò sulla sabbia e cominciò a pregare.

Sebbene Dio sia invisibile ai nostri occhi ci lascia segni dappertutto…

Nel mattino che nasce calmo, nel giorno che trascorre caldo o sotto la pioggia che rinfresca l’erba…

Tradotto da http://cleofas.com.br/

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’ hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

Salmo 8, 4-7.10

Posted in Spirito e cuore | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 06/07/2016

Mate_01Vado a Messa in un piccolo paesino del litorale laziale e incontro dopo ventisette anni (ventisette!) dalla mia maturità, la mia professoressa di matematica delle superiori.

Era già anzianotta quando insegnava limiti e integrali al sottoscritto, adesso sarà sulla novantina, per questo non speravo che mi riconoscesse ma lo ha fatto.

E’ in salute, lucidissima, con un bel sorriso ulteriormente addolcito dall’età, e dopo un po’ si è ricordata tutto.

La ricordo timida, riservata, per bene, appassionata per la matematica.

Quando alla lavagna spiegava un teorema o risolveva un esercizio si girava di scatto con un movimento che ricordava la brunetta dei Ricchi e Poveri, sorrideva entusiasta (con tanto di mani aperte alla Brambati) esclamando: “Ecco! Non è divertente?”, e siccome spiegava bene, alla fine divertente lo era diventato davvero, e per tutta la classe.

Trasmetteva questo suo divertirsi con la matematica tanto che nessuno in classe aveva sotto il sette e il mio otto fisso ai compiti in classe, usciva senza sforzo e col piacere di aver fatto una cosa divertente.
L’incontro di oggi mi ha fatto pernsare che troppo spesso ci lamentiamo di questo o di quello ma non ci soffermiamo mai a considerare con gratitudine le persone buone e belle che Dio ci ha messo davanti.

CMate_02e lo ha ricordato anche Papa Francesco poco più di un mese fa nella sua omelia a Santa Marta:

“Io vi consiglio questo, semplicemente: fate memoria! Com’è stata la mia vita, come è stata la mia giornata oggi o come è stato questo ultimo anno? Memoria. Come sono stati i miei rapporti col Signore. Memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi.” (Omelia della Messa di Santa Marta del 21 aprile 2016)

E noi, da quanto tempo non facciamo memoria delle cose belle, grandi che il Signore ha fatto nella vita di ciascuno di noi?

Posted in Chiesa, Papa Francesco, Riflessioni personali | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 2 Comments »

17 segni evidenti di mancanza di umiltà

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/06/2016

San Josemaria Escrivá de Balaguer

<<Permettetemi di ricordarvi che tra i tanti segni evidenti di mancanza di umiltà ci sono:

1 – Pensare che quello che dici o pensi tu sia meglio di quello che dicono o pensano gli altri.
2 – Cercare di fare sempre a modo tuo.
3 – Diuscutere animatamente quando hai torto – ma anche quando hai ragione – insistendo ostinatamente o con maleducazione.
4 – Dare la tua opinione senza che venga richiesta, a meno che non sia la carità a chiedertelo.
5 – Disprezzare il punto di vista degli altri.
6 – Non renderti conto del fatto che tutti i doni e le qualità che hai ti sono date in prestito.
7 – Non riconoscere che onore e stima non ti sono dovite, come non lo è la terra che calpesti, né le cose che possiedi.
8 – Citare te stesso come esempio in una conversazione.
9 – Parlare male di te stesso in modo da favorire negli altri una buona opinione o da indurli a contraddirti.
10 – Scusarti quando vieni rimproverato.
11 – Nascondere alcuni difetti umilianti al tuo capo, così che non perda la sua buona opinione di te.
12 – Ascoltare le tue lodi con soddisfazione, o essere contento che abbiano parlato bene di te.
13 – Essere ferito dal fatto che gli altri siano tenuti in maggiore stima di te.
14 – Rifiuto di svolgere compiti umili.
15 – Cercare di avere sempre l’attenzione esclusiva di qualcuno.
16 – Autoelogiarsi in una conversazione
o dire parole che mostrino quanto sei onesto, intelligente, abile, il tuo prestigio professionale.
17 – Vergognarti di non possedere determinare beni.>>

San Josemaria Escrivá de Balaguer

Posted in Provocazioni, Santi dei giorni nostri, Spiritualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 1 Comment »

Maria Elisabetta Hesselblad, nata luterana in Svezia, e morta cattolica a Roma, ora santa in Cielo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/06/2016

Maria-Elisabetta-Hesselblad-01Il 5 giugno 2016 è stata canonizzata a Roma Maria Elisabetta Hesselblad, nata luterana a Faglavik, Svezia, il 4 giugno 1870 e morta cattolica a Roma il 25 aprile 1957, nel convento di Santa Brigida, dopo aver girato il mondo.

Quinta di tredici figli, Maria Elisabetta ha convissuto ogni giorno della sua vita con i dolori atroci del Morbo di Chron, che le provocavano ulcere e sanguinamenti senza fine. Nonostante la sofferenza personale, non ha mai smesso di dedicarsi agli altri, fin dall’adolescenza, quando in cerca di fortuna si è trasferita a New York, lavorando come infermiera. Ed è proprio curando una malata irlandese cattolica che Maria Elisabetta si incuriosisce per quella fede così diversa dalla sua, rigida, luterana.

Non capiva che cosa fosse quella strana collanina da cui la malata non voleva separarsi e che altro non era se non un rosario. La santa svedese non l’aveva mai visto perché la sua religione non prevede la devozione alla Madonna, spiega a tempi.it Aldo Maria Valli, giornalista e vaticanista Rai, che ha raccontato la storia della santa nel libro La ragazza che cercava Dio (Ancora, 160 pagine, 15 euro).

Perché si è interessato alla vita di Maria Elisabetta?

Per caso, perché come tanti altri passanti ero attirato dalla bellezza del convento di Santa Brigida, in piazza Farnese, nel cuore della Capitale. Con il suo bianco candore e il suo campanile l’edificio svetta sulla piazza. Un giorno ho bussato e mi hanno aperto le suore brigidine, inconfondibili per via del loro copricapo, un velo nero con una croce bianca di lino cucita sopra. Il silenzio e la pace che regnano in quel luogo di preghiera contrastano molto con il rumore della piazza, sempre brulicante di persone. Sono state proprio loro, in seguito, a chiedermi di narrare la vita di Elisabetta, beatificata nel 2012, e appena fatta santa. Grazie al dialogo con madre Tekla, che oggi dirige l’ordine, è nato questo libro.

Maria-Elisabetta-Hesselblad-02Fin da bambina la vita della santa sembra piena di premonizioni sul suo destino.

La Svezia in cui è cresciuta Maria Elisabetta era molto diversa dallo Stato che conosciamo oggi: era un paese povero, dal quale tutti fuggivano, per lo più diretti in America. Già tra i banchi di scuola, da piccola, la santa si chiede come mai i cristiani fossero divisi in tante fedi, pur avendo letto nella Bibbia l’espressione “un unico ovile”. Per lei sarà sconvolgente vedere come gli irlandesi cattolici siano attaccati ai loro rosari, simbolo della fede nella Madonna che lei luterana non aveva mai conosciuto. Grazie all’amicizia con un padre gesuita intraprenderà il cammino fino alla conversione e passo dopo passo prenderà consapevolezza di voler seguire i dettami di santa Brigida, svedese come lei.

Santa Brigida è vissuta nel 1300, santa Maria Elisabetta invece ha visto i due conflitti mondiali. Quali sono i punti in comune tra le due donne?

Io penso che entrambe siano state due sante molto concrete, molto impegnate a servire Cristo piuttosto che a farsi spaventare dalle difficoltà del clima in cui stavano vivendo. Santa Brigida ha assistito all’inizio dello scioglimento della Chiesa, eppure ha continuato a rimanere fedele ai suoi principi, fatti di obbedienza, austerità, preghiera. Santa Maria Elisabetta invece ha visto il mondo spaccato dalla guerra, eppure non ha avuto paura, e lo ha dimostrato ospitando nel convento di piazza Farnese tanti ebrei che rischiavano la deportazione. Inoltre, ha continuato a lottare ogni giorno con gli atroci dolori provocati dalla sua malattia, senza mai dar retta ai medici che le dicevano di riposare o fermarsi.

Maria-Elisabetta-Hesselblad-03Il miracolo che ha aperto la strada alla sua beatificazione è avvenuto nel 1985 e ha coinvolto proprio una suora brigidina, di origine indiane, affetta da una grave forma di tubercolosi ossea. Il secondo miracolo, quello che l’ha resa santa, è accaduto invece nel 2015, e riguarda un bambino cubano affetto da tumore al cervelletto.

È particolarmente significativo che il miracolo definitivo riguardi un bambino di Cuba, per quello che Cuba ha rappresentato per la religione cattolica. Nel 2012, quando Maria Elisabetta era appena stata fatta beata, ho seguito il viaggio di papa Benedetto XVI a L’Avana. In quell’occasione mi sono recato al convento delle Brigidine, una roccaforte di silenzio e preghiera nelle strade animate e colorate della città. Mi ha molto colpito. E mi ha colpito ancora di più sapere che era stato proprio un bambino cubano il destinatario della grazia. Nel febbraio 2014 Carlos Miguel, dopo tre lunghissimi interventi, continuava a peggiorare e a soffrire. Allora una suora brigidina del convento di L’Avana ha proposto ai genitori di pregare l’allora beata Maria Elisabetta, al cospetto di una sua reliquia. Dopo qualche giorno Carlos riprese a camminare, fino a guarigione completa e rapida.

Fonte: http://www.iltimone.org/

Posted in Santi dei giorni nostri | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Per Gesù provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/05/2016

PapaFrancesco_ColombaTutti i giornali enfatizzano la frase sugli animali, spesso cambiandone anche le parole, dell’intero discorso dell’odierna udienza giubilare di Papa Francesco, senza aggiungere quello che dice dopo.

“(…) la pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi; accade, infatti, che a volte si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli. Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti, ai cani, e poi lasciano senza aiutare il vicino, la vicina che ha bisogno… Così non va.”

Ma aggiunge il Papa:

La pietà di cui vogliamo parlare è una manifestazione della misericordia di Dio. E’ uno dei sette doni dello Spirito Santo che il Signore offre ai suoi discepoli per renderli «docili ad obbedire alle ispirazioni divine» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1830).

Tante volte nei Vangeli è riportato il grido spontaneo che persone malate, indemoniate, povere o afflitte rivolgevano a Gesù: “Abbi pietà” (cfr Mc 10,47-48; Mt 15,22; 17,15).

A tutti Gesù rispondeva con lo sguardo della misericordia e il conforto della sua presenza.

In tali invocazioni di aiuto o richieste di pietà, ognuno esprimeva anche la sua fede in Gesù, chiamandolo “Maestro”, “Figlio di Davide” e “Signore”.

Intuivano che in Lui c’era qualcosa di straordinario, che li poteva aiutare ad uscire dalla condizione di tristezza in cui si trovavano.

Percepivano in Lui l’amore di Dio stesso.

vecchi04E anche se la folla si accalcava, Gesù si accorgeva di quelle invocazioni di pietà e si impietosiva, soprattutto quando vedeva persone sofferenti e ferite nella loro dignità, come nel caso dell’emorroissa (cfr Mc 5,32).

Egli le chiamava ad avere fiducia in Lui e nella sua Parola (cfr Gv 6,48-55).

Per Gesù provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia.

Anche noi siamo chiamati a coltivare in noi atteggiamenti di pietà davanti a tante situazioni della vita, scuotendoci di dosso l’indifferenza che impedisce di riconoscere le esigenze dei fratelli che ci circondano e liberandoci dalla schiavitù del benessere materiale (cfr 1 Tm 6,3-8).

Guardiamo l’esempio della Vergine Maria, che si prende cura di ciascuno dei suoi figli ed è per noi credenti l’icona della pietà.

Dante Alighieri lo esprime nella preghiera alla Madonna posta al culmine del Paradiso: «In te misericordia, in te pietate, […] in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate” (XXXIII, 19-21). Grazie.”

Vale sempre la pena di leggere tutto, naturalmente e sempre su www.vatican.va

Posted in Chiesa, Giubileo della Misericordia, Papa Francesco | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Non abbiate paura!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/05/2016

13 maggio 1917 – 13 maggio 2016

99 anni dalla prima apparizione a Fatima della Vergine Maria, ed entriamo nel centesimo.

“Quel che m’è piaciuto più di tutto, fu di vedere Nostro Signore in quella luce che la Nostra Madre ci mise nel petto. Voglio tanto bene a Dio!” (Francesco, dalle Memorie di Suor Lucia, I, 42 e 126)

 

 

“A me sembra, ma dico solo quello che penso io perché non me lo ha detto la Madonna, che Medjugorje venga come mano prolungata di Fatima e che la Madonna porti a termine qui, quello che ha incominciato a Fatima. Ma questa è una mia opinione.” (Mirjana Dragicevic a Padre Livio Fanzaga, in un’intervista di qualche anno fa).

…E io concordo pienamente con l’opinione di Mirjana.

“Siamo ancora dentro le profezie di Fatima” (Papa Benedetto XVI)

Aggiungo un bell’intervento di Don Leonardo Maria Pompei che vale la pena seguire fino in fondo.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Voi che siete per la famiglia, ci si prenderà beffe di voi…”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/05/2016

Voi che siete per la famiglia, ci si prenderà beffe di voi…

dr-lejeune-and-patient1Si dirà che siete fuori moda…

Si dirà che impedite il progresso della scienza…

Si leverà contro di voi la bandiera della tirannia tecnico-scientifica…

Si dirà che cercate di imbavagliare la scienza in forza di una morale sorpassata…

Ebbene, ciò che voglio dirvi è:

NON ABBIATE PAURA!

Siete voi che trasmettete le parole della vita.

Ebbene, ci resta la sapienza, e la sapienza eterna, quella che gli uomini non hanno inventato, e questa sapienza di esprime una una frase che spiega tutto, che risponde a tutto, e questa sapienza si riassume in una frase che vi dirà in ogni momento quello che dovrete fare o non fare. Questa frase è semplicissima, è la Madre di tutti che ce l’ha insegnata:

CIO’ CHE AVRETE FATTO AL PIU’ PICCOLO DEI MIEI FRATELLI, L’AVRETE FATTO A ME!

Di chi sono queste parole?

Di un profeta? Di un leader pro-life? Di un prete?

Di Jérôme Jean Louis Marie Lejeune (Montrouge, 13 giugno 1926 – Parigi, 3 aprile 1994) genetista, pediatra e attivista francese, scopritore della causa della sindrome di Down, pluripremiato in ambito scientifico (riceverà onorificenze per i suoi studi sulle patologie cromosomiche, fra le quali: il premio Kennedy nel 1962, il premio William Allan nel 1969 ed il premio Griffuel nel 1993).

Per me, è un profeta dei nostri tempi che parla dritto dritto al cuore…

Ma ancor prima, nel 1905, G. K. Chesterton faceva questa profezia… non vi sembra che parli proprio dei giorni nostri?

Chesterton“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diverrà un credo. E’ una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle… Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più tre fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” (G. K. Chesterton, Eretici)

Come non condividere anche quest’altro suo pensiero?

“Ciò di cui soffriamo oggigiorno è di una umiltà fuori posto. La modestia si è spostata dall’organo dell’ambizione a quello della convinzione, dove non è stata mai concepita di essere. Un uomo ha diritto di dubitare di se stesso, non della verità; questa proposizione è stata esattamente rovesciata. Oggigiorno ognuno crede esattamente in quella parte dell’uomo in cui dovrebbe non credere: se stesso, e dubita esattamente in quella parte in cui non dovrebbe dubitare: la ragione divina.”

(Gilbert Keith Chesterton)

Posted in Attualità, Famiglia, Laicismo e Relativismo, Pro-life | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 4 Comments »

Il sangue di Cristo non smette di manifestarsi

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/05/2016

Miracolo_Legnica_01

Dopo rigorose analisi e l’approvazione della Santa Sede, il vescovo di Legnica ha ordinato che la particola insanguinata nel 2013 venga esposta all’adorazione dei fedeli

(da Zenit.org, 20.04.16)

Ogni Celebrazione eucaristica trasuda d’amore di Dio. In certi casi, questo amore si colora d’un rigagnolo rosso che stilla dall’ostia bianca. Non si tratta di eventi confinati alle sole epoche antiche, segnate da un’ingenuità propensa a costruire prodigi.

Ancora oggi, malgrado o forse proprio perché uno scetticismo razionalista sembra aver contagiato anche ambienti cattolici, si continuano a compiere i miracoli eucaristici. Il sangue di Cristo non smette di manifestarsi.

Ultima testimonianza in tal senso giunge dalla Polonia. Durante la Messa di Natale 2013 un’ostia è caduta a terra in una chiesa della diocesi di Legnica, nella Bassa Slesia, e perciò è stata riposta in un recipiente d’acqua. Tinta dopo un po’ da un alone rosso, ha suscitato lo stupore dei celebranti e dei fedeli presenti.

Miracolo_Legnica_02L’evento è stato sottoposto immediatamente al vescovo emerito di Legnica, mons. Stefan Cichy, il quale ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un frammento dell’ostia è stato prelevato e posto in un corporale. La commissione ha chiesto l’estrazione di alcuni campioni per poterli analizzare in modo rigoroso e approfondito.

Le analisi sono state effettuate presso il Dipartimento di Medicina Legale di Breslavia e presso un analogo Dipartimento della Pomeranian Medical University di Stettino. Quest’ultimo, al termine delle analisi, ha diramato un comunicato in cui si annuncia che “nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale”. E ciò “assomiglia molto al muscolo cardiaco”. I test hanno inoltre determinato che il tessuto ha “origine umana” e assume “alterazioni che appaiono di frequente durante un’agonia”.

La questione è stata dunque presentata in Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Mons. Zbigniew Kiernikowskiego, vescovo di Legnica, ha annunciato domenica scorsa nel corso della Messa che, seguendo le indicazioni della Santa Sede, ha ordinato al vicario parrocchiale Andrzej Ziombro “di preparare un luogo adeguato per l’esposizione della reliquia, di modo che i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata”.

Miracolo_Legnica_03Il vescovo di Legnica ha infatti spiegato ai fedeli che l’evento “ha le caratteristiche di un miracolo eucaristico”. Egli ha inoltre reso pubblica la sua speranza che “questo servirà ad approfondire il culto dell’Eucaristia e avrà un forte impatto sulla vita delle persone di fronte all’ostia”.

È l’ultimo fenomeno di questo tipo in ordine di tempo. Sempre in Polonia, recentemente, si è compiuto un fatto simile in una chiesa del piccolo centro rurale di Sokolka, nella zona orientale del Paese, quasi al confine con la Bielorussia. Era l’ottobre 2008, quando un’ostia precedentemente caduta a terra, è stato ritrovata con dei coaguli rossi nella cassaforte dove vengono riposti i calici. La commissione incaricata ha rilevato che si tratta di tessuto miocardico.

Un elenco di miracoli eucaristici avvenuti nel corso della storia, corredato da dettagliate schede, si trova nel sito della Mostra internazionale ideata e realizzata dal Servo di Dio Carlo Acutis. Di seguito il link:

http://www.miracolieucaristici.org/

(Fonte: Zenit.org, 20.04.16)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 234 follower