FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Pit Stop

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 07/06/2018

Cari amici, per due, tre settimane il blog sarà chiuso per una sosta di riflessione e riposo.

Ogni tanto fa bene fermarsi e chiedersi, soprattutto chiedere a Dio, come correggere il tiro di un percorso bello che comincia a dare qualche segno di leggera stanchezza sebbene le visualizzazioni (una media di 500 al giorno) siano ogni giorno di più.

Conto di riprendere al più presto, con nuove energie e nuova vitalità, a condividere le meraviglie che il Signore ogni giorno mi mette davanti; per questo nuovo tempo, confido nelle preghiere di chi in questi anni ha seguito con affetto questa personale iniziativa di evangelizzazione nata nel 2011.

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«Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/06/2018

Giugno è il mese del Sacro Cuore, lo celebra la Chiesa che, aperta in maniera prudente ma saggia al soprannaturale, ha accolto le apparizioni avute da Santa Margherita Maria Alacocque.

Ricordo come se fosse ieri, mia figlia a sei anni che, commentando l’immagine del Sacro Cuore di Gesù esclamò: “Papà, Gesù ha un cuore! Allora è vivo!”, cogliendo in maniera istintiva, come solo i bambini sanno fare, l’aspetto fondante e più importante della fede cristiana, semplicemente che Gesù è vivo.

Per me questo è questione di esperienza… Quando dai 23 ai 30 anni sono stato vittima di quel mostro che oggi chiamano depressione, resistente a terapie, farmaci, amici e persino all’amore della fidanzata (che mi ha sopportato e aspettato pazientemente fino a diventare, poi, mia moglie), solo una cosa, mi ha portato fuori da questa esperienza tanto dolorosa quanto tenace, l’Eucaristia quotidiana. Non è questa l’incontro col Risorto che è passato per la Croce? Con Dio fatto uomo, con un cuore che pulsa? Col Sacro Cuore di Gesù?

Chi ne ha sofferto lo sa, essere depressi non è star giù di corda, avere il morale a terra per qualche dispiacere, è ben altro e molto di più; significa consistere in qualcosa che muore e non si può fare altrimenti. Io lo ero, e la terapia ha cominciato a fare effetto solo quando ho cominciato ad affiancarla alla preghiera e all’Eucaristia quotidiana e gradualmente sostituivo i farmaci col Rosario, il mio antidepressivo senza contro indicazioni.

A volte non riuscivo neanche a pregare, ma il contatto quotidiano del mio corpo sofferente col corpo e il sangue gloriosi di Gesù, mi portava ogni giorno fuori di un pezzettino dal sepolcro della mia sofferenza dell’anima.

Piano piano, giorno dopo giorno, questo Gesù mi ha guarito, completamente, totalmente. Dio porta a compimento i suoi progetti, sempre. Ecco perché non posso che professare un Dio incarnato, vivo, sanante, dal Cuore pulsante d’amore per me, per noi.

Qualche anno fa in ‘un’omelia a Santa Marta, Papa Francesco ha detto cose interessanti in proposito. Ne butto giù alcuni stralci, senza aggiungere altro, per non rovinare quelle che secondo me sono le parole più forti e belle che l’attuale Pontefice abbia mai detto, e che rivelano chi realmente sia in profondità.

Quante volte si sente dire: ‘Ma voi cristiani siate un po’ più normali, come le altre persone, ragionevoli!’. ‘Ma, non venite con storie, che Dio si è fatto uomo’! (…) Noi possiamo fare tutte le opere sociali che vogliamo e diranno: ‘Ma che brava la Chiesa, che buona l’opera sociale che fa la Chiesa’. Ma se noi diciamo che facciamo questo perché quelle persone sono la carne di Cristo, viene lo scandalo. E quella è la verità, quella è la rivelazione di Gesù: quella presenza di Gesù incarnato”.

La Chiesa è la famiglia di Gesù. La Chiesa confessa che Gesù è il Figlio di Dio venuto nella carne: quello è lo scandalo, e per questo perseguitavano Gesù… Condannato a morte… Questo è il centro della persecuzione… Se noi diventiamo cristiani ragionevoli, cristiani sociali, cristiani di beneficenza soltanto, quale sarà la conseguenza? Che non avremo martiri: quella sarà la conseguenza.

(Papa Francesco, omelia della Messa quotidiana di Santa Marta, 1 Giugno 2013. Fonte: Avvenire)

Cosa aggiungere?

Se fossi stato ragionevole, ‘normale’, se non avessi creduto alla ‘storia’ di Dio che si è fatto uomo, non avrei mai sperimentato il Risorto che è passato per la Croce, non sarei guarito scoprendo che si può vivere nella pace e nella gioia ogni giorno.

Ecco il perché di questo blog in cui, in comunione con la Chiesa Cattolica e il suo sapiente Pontefice, con le parole di San Paolo, posso scrivere con gioia e convinzione:

“Noi predichiamo Cristo Crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio” (1Cor 1,22-23)

Buon mese del Sacro Cuore di Gesù.

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«La memoria non è più un valore aggiunto»?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/06/2018

Ieri al GR2 delle 13:30 parlando del fatto che si discute sulla possibilità di usare tablet e smartphone agli esami scritti, i giornalisti giustificavano questa possibilità affermando che essendo le informazioni immediatamente accessibili grazie alla rete, «la memoria non è più un valore aggiunto» e che «è più importante la capacità di organizzare le informazioni.»

La memoria non è più un valore aggiunto?

Aggiunto?

Aggiunto a che cosa?

Come organizzare le informazioni se sin da giovanissimi si permette di prescindere dal valore (per niente aggiunto, fondamentale, imprescindibile direi) della memoria, comunque la si voglia intendere?

Andatelo a dire a un ebreo che la memoria è un valore “aggiunto”, o a un bosniaco, o al mio amico ruandese che ha vissuto il genocidio, o a me quando assistevo mia zia malata di Alzheimer col cuore che sanguinava ogni volta che quel male bastardo le divorava un pezzetto di memoria.

Provate a dirlo a un attore, o a un cantante che la memoria è un valore aggiunto, o a una come mia moglie che ricorda i prezzi di ogni prodotto di ogni supermercato per paragonarli e comprare il meglio con la minima spesa.

Perché vogliono privare i nostri figli della soddisfazione di maturare e arricchirsi culturalmente sul serio con la scusa di evitar loro l’ormai “inutile” sforzo di usare la memoria?

Forse perché chi ha memoria è meno manipolabile?

Il Cardinale vietnamita Van Thuan  (il cui corpo giace ora nella chiesa di Santa Maria alla Scala in Trastevere a Roma), nei lunghi anni di ingiusta prigionia a causa della fede cattolica, non è impazzito grazie alla memoria; privato di ogni libro, celebrava Messa a memoria, recitava il breviario richiamando alla memoria i salmi e così tutto quello che riusciva a ricordare.

Negli anni bui dell’isolamento, il Vescovo privato del Vangelo, non potendo in altra maniera, tentò di scriverselo a memoria.

Così raccontava questo Vescovo eroico: “A poco a poco sono riuscito a sottrarre alcuni fogli di carta, e sono riuscito a scrivere più di 300 brani di Vangelo che ricordavo a memoria. La Parola di Dio, così ricostruita, è stata la mia agenda quotidiana, il mio scrigno prezioso da cui attingere cibo e forza”.

E così, grazie al dono della memoria, esercitata quotidianamente, il Vangelo è potuto essere «lampada ai suoi passi» e «luce sul suo cammino», impedendo che impazzisse, conservandolo sano e santo e permettendo addirittura la conversione dei suoi carcerieri.

Spero che chi ipotizza con disinvoltura l’utilizzo di tablet e smartphone agli esami – perché la memoria sarebbe un valore aggiunto – possa leggere storie di questo tipo e che cambi idea non considerandola più un valore aggiunto ma un dono fondamentale da custodire, curare e coltivare ogni giorno con amore.

Ogni giorno.

Con amore.

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«Cercano la vita eterna!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/06/2018

Dalla trasmissione “Sulla Via di Damasco”, Padre Daniel Ange ci parla di sè stesso e della sua esigenza di portare il Vangelo nel mondo dei giovani, credendo fermamente che debbano essere proprio i giovani ad evangelizzare i propri coetanei. Da questa ispirazione nel 1984 fonda la scuola di preghiera e di evangelizzazione “Jeunesse Lumiere” (Gioventù Luce) con l’intento di formare i giovani per inviarli sulle strade delmondo.

«Tanti anni fa quando sono tornato dall’Africa, i superiori decisero di mandarmi in Europa, per me fu terribile – fu un elettroshock – scoprire in questi paesi, nell’occidente, il virus mortale della disperazione nel cuore di molti, molti giovani.

Come passare a questi giovani la bellezza, la fedeltà di Dio? E l’amore di Dio, la parola di Dio, il perdono di Dio, il corpo e il sangue di Dio, la gioia dello Spirito Santo, tutto, tutto tutto…

I primi evangelizzatori dei giovani sono i giovani, ma giovani che prima hanno bisogno di preparazione, di radicarsi nella Chiesa e soprattutto nel cuore di Gesù.

I giovani che vengono qui da molti paesi della terra cercano Dio! La gioia di Dio, la felicità di essere bambini, figli di Dio!

Cercano la vita eterna!

Cercano quella gioia che il mondo non può strappar via dal loro cuore.

Io sono solo un bambino che si meraviglia davanti alla vita di Dio…»

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«Io non sopporto che si amino!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/06/2018

«Io non sopporto che si amino!». È stata questa la risposta chiara, immediata e rabbiosa che un demone ha dato a monsignor Sante Babolin, esorcista della diocesi di Padova, autorevole esperto del preternaturale, che aveva chiesto al maligno perché tormentava la sposa di un suo amico.

Il fatto è stato raccontato dal sacerdote nei giorni scorsi in Messico – dove ha tenuto una serie di conferenze – al settimanale cattolico Desde La Fe.

Babolin ha spiegato che l’odio di Satana verso il matrimonio si deve al fatto che questo è il sacramento più vicino all’Eucaristia: «Mi spiego. Nell’Eucaristia noi offriamo al Signore il pane e il vino che per azione dello Spirito Santo si convertono nel corpo e sangue di Gesù. Nel sacramento del matrimonio si verifica qualcosa di analogo: per la grazia dello Spirito Santo l’amore umano si converte in amore divino, cosicché, in modo reale e particolare, gli sposi consacrati dal sacramento del matrimonio realizzano quello che dice la Scrittura: Dio è amore, chi conserva l’amore permane in Dio e Dio in lui».

Babolin ha ricordato che un mezzo spirituale potente per tenere lontana la tentazione dell’infedeltà coniugale è la preghiera quotidiana del Rosario.

(Fonte: http://www.iltimone.org)

Ricordiamoci di questo, mariti ogniqualvolta abbiamo la tentazione di svalutare le nostre mogli, o di rivendicare spazi e libertà, o di permettere ai nostri sguardi di indugiare su bellezze a cui non abbiamo diritto.

Ricordatelo anche voi, amate mogli ogniqualvolta avrete la tentazione di estromettere i vostri mariti perché siete brave a coordinare tutto anche nnostante le nostre assenze, o di tartassarci perché ci isoliamo o…

Ma soprattutto ricordiamoci tutti di pregare e di farlo insieme, vincendo complessi e timidezze, anche e soprattutto se non siamo abituati a farlo, tenendo presente che la famiglia che prega resta unita.

Mi colpisce a tal proposito le riflessioni di un laico americano su dieci modi in cui il demonio attacca oggi le famiglie.

Non è un segreto che il demonio attacchi le famiglia; nel giardino dell’Eden ha distrutto il matrimonio tra Adamo ed Eva, nel capitolo successivo della Bibbia ha una tale influenza da indurre un fratello a uccidere suo fratello.

Da allora le nostre case sono sotto la sua attenzione. Ecco perché:

1 – Vuole distruggere ciò che Dio ha creato, è nella sua natura.

2 – Vuole distruggere la testimonianza del nostro matrimonio. San Paolo dice in Efesini 5 che i nostri matrimoni sono immagine del Vangelo. Se il nemico distrugge il mio matrimonio non posso più essere un modello di Vangelo amando mia moglie come Cristo ama la Chiesa.

3 – Satana odia i nostri figli. E’ soddisfatto quando le decisioni degli adulti portano i figli lontano da Dio e dalla Chiesa. Spesso noi genitori diventiamo i suoi strumenti nel fare questo.

4 – Il nemico ci vuole sottrarre il ruolo primario di educatori, ruolo che si esercita in casa. Quando la casa è nel caos il ruolo educativo della Chiesa diventa sempre più difficile.

5 – Vuole ferire le nostre testimonianze. Satana ci perde quando seguiamo Cristo, ma non si arrende. Non può strapparci dal regno di Dio, ma può oscurare la nostra luce per il Vangelo.

6 – Lotta per rimuovere la gente dal servizio. Se distrugge le nostre case e famiglie non ci resta più niente per il servizio.

7 – Satana vuole sviare la Chiesa dal Vangelo farà del tutto per impedirci di portare il Vangelo ai nostri vicini a partire dalla distruzione delle nostre famiglie.

8 – Farà del tutto per ostacolare la nostra preghiera. San Pietro ci avverte che i matrimoni poco sani possono bloccare la nostra preghiera (1 Pt 3,7) ” E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere.”

9 – Si diverte a ferire o ledere la vita.

10 – Quando una famiglia fallisce l’intera Chiesa resta ferita; siamo un corpo e quando una persona ferisce, tutto il corpo sta male.

(Fonte: http://chucklawless.com/)

Prega oggi per la tua famiglia!

Prega con la tua famiglia.

Vinci quel senso di pudore che abbiamo quando non siamo abituati a pregare con i nostri cari e prega insieme alla tua famiglia!

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Una scelta sbagliata, per ignoranza

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/05/2018

Ricevo una testimonianza di un caro amico che condivido volentieri nel blog.

«Al mio ritorno da Medjugorie, dopo aver ricevuto così tante grazie, per aver detto si alla chiamata della Madonna, mi sentivo rinato e potevo vedere tutti gli avvenimenti della mia vita in un’altra prospettiva: quella della fede.

Qualche mese dopo la mia conversione, si riacutizzò un problema che mi assillava da oltre 10 anni.

Avvertivo degli spasmi urovescicali che crescevano di intensità fino a diventare delle coliche fastidiose e dolorose seguite talvolta da emorragie.

Ma questa volta, appena cominciarono gli spasmi, ebbi una luce: mi ritornò in mente un episodio accadutomi all’età di 18 anni e che avevo completamente dimenticato, avendolo sottovalutato.

In quel periodo ero depresso e mia madre si preoccupò. Purtroppo, fece una scelta sbagliata, per ignoranza.

Chiamò una vicina che faceva la fattucchiera e la consultò: le disse che avevo il malocchio e il giorno dopo le dette una polvere ‘magica’ che mia madre fece sciogliere nel mio latte (a mia insaputa), ma ricordo perfettamente il sapore disgustoso di quella bevanda, tanto che me ne lamentai.

Il giorno seguente ebbi una cistite dolorosissima, con emorragia e con febbre a 39°. Dovettero farmi ricoverare in ospedale per guarire. Non si scoprì mai la causa e da allora avevo ricorrenti recidive. Nessuna cura pareva efficace.

Ora però, come in un in flash back, rividi quel momento e collegai tutto. Ero stato vittima di una fattura o sortilegio.

Avrei dovuto chiedere una grazia alla Madonna affinché potessi guarire definitivamente. Quella mattina stavo andando a messa. Era domenica. Ero tentato di non andare, ma mi sforzai e andai lo stesso. Il dolore divenne forte. Ed io restai tutta la messa piegato in due.

Offrii le mie sofferenze alla Madonna, feci la comunione e tornai subito a casa .

Mi venne spontaneo mettermi in ginocchio davanti al quadro della Madonna che avevo in camera e la supplicai, come non mai, di guarirmi, piangendo disperatamente.

Poi mi distesi sul letto e mi addormentai.

Al mio risveglio non sentivo più gli spasmi dolorosi; andai al bagno e le mie urine erano tornate chiare. Stavo bene, e il medico confermava che tutto era a posto.

Da allora non ebbi più questo disturbo.

E pensare che non volevo chiedere questa grazia. Mi sentivo già privilegiato, ma poi pensai che non potevo porre io dei limiti alla potente intercessione della Madonna. E così chiesi.

La mia fede mi aveva ancora una volta salvato.»

Come insegna la Sacra Scrittura:

«Figlio, non avvilirti nella malattia,
ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

(…) Fa’ poi passare il medico
– il Signore ha creato anche lui –
non stia lontano da te, poiché ne hai bisogno.»

(Siracide 38,9.12)

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Ayu vive a Giava ed è una piccola schiava dell’infame mercato del lavoro minorile

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/05/2018

Ayu è una ragazzina di tredici anni. Ayu vive a Giava ed è una piccola schiava dell’infame mercato del lavoro minorile.

Ayu lavora in una piantagione di tabacco dell’Indonesia. Come lei, altri bambini sfruttati come veri e propri schiavi, durante il lavoro a contatto con le piante di tabacco, attraverso la pelle indifesa assorbono la nicotina che passa nel loro sangue provocando nausea, mal di testa, vertigini.

Tutti sintomi tipici della malattia del tabacco verde che può addirittura causare ritardi nello sviluppo.

Inoltre il contatto con i pesticidi usati per mantenere rigogliose e intatte le piantagioni di tabacco, provoca nei piccoli lavoratori problemi respiratori, cancro e depressione.

Con le sue 500.000 piantagioni l’Indonesia è il quinto produttore mondiale di tabacco. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro oltre 1.500.000 minori di età compresa tra i 10 e i 17 anni, lavorano in quelle piantagioni.

Purtroppo questa piaga del lavoro minorile è difficile da sconfiggere perché il livello di povertà della popolazione è tale che si rende necessario anche il lavoro dei bambini. Inoltre le grandi multinazionali del tabacco sono talmente potenti che lottare con loro equivale a una battaglia pericolosa e quasi impossibile.

L’organizzazione Human Rights Watch che si occupa della difesa dei diritti umani in tutto il mondo e che ha sede a New York, ha denunciato come il lavoro minorile nelle piantagioni di tabacco esista non solo in Indonesia e negli altri paesi produttori, ma anche negli stessi Stati Uniti, patria dei diritti dell’uomo.

In USA, in fatti, a partire dai dodici anni di età i bambini col permesso dei genitori possono lavorare nelle piantagioni di tabacco per un numero illimitato di ore.

Human rights ha rivelato la contraddizione per cui mentre in USA è vietato per legge ai minori l’acquisto di sigarette, gli stessi minori possono lavorare nelle piantagioni di tabacco esposti a tutti i rischi che questo comporta.

E mentre sempre in USA, è vietato sempre per legge che i ragazzi possano lavorare prima dei 14 anni di età, nel campo dell’agricoltura invece, è possibile iniziare il lavoro a 12 anni, nelle aziende di famiglia o gestite dalla famiglia.

Human rights ha pubblicato un rapporto “Tobacco hidden children” (I bambini nascosti del tabacco) nel quale rivela queste amare verità.

Negli Stati Uniti i bambini vengono impiegati per lavorare nelle piantagioni di tabacco della cosiddetta “tobacco belt” (cintura del tabacco) e cioè: North Carolina, Kentucky, Tennesee e Virginia, dove viene prodotto il 90% del tabacco di tutto il paese.

141 tra ragazzi e bambini (soprattutto di etnia ispanica) contattati dalla Human Rights, hanno lavorato in piantagioni di tabacco senza alcuna formazione rispetto alle norme di sicurezza e alle protezioni da adottare durante il lavoro.

I piccoli hanno affermato di essersi sentiti male e di aver avuto gli stessi sintomi riscontrati nei bambini indonesiani e cioè: nausea, svenimenti, giramenti di testa. Sintomi tipici dell’avvelenamento da nicotina che si verifica con il contatto della pelle con le foglie delle piante soprattutto se sono umide. Per non parlare dei danni provocati dal contatto coi pesticidi usati senza risparmio per salvaguardare le piante di tabacco.

Gli studiosi che hanno condotto le ricerche sui piccoli lavoratori nelle piantagioni di tabacco affermano che essi possono assumere in un giorno fino a 54 milligrammi di nicotina, l’equivalente di 50 sigarette!

Inoltre molti di questi piccoli lavoratori hanno ammesso di essere stati trattenuti oltre il normale orari di lavoro e senza alcuna paga supplementare, altri di essere stati pagati col salario minimo: 7,25 $ l’ora, altri ancora, di essere stati pagati sulla base del tabacco raccolto e meno del salario minimo garantito.

Margareth Wurth, osservatrice di Human Rights, ha affermato: “Le aziende del tabacco non dovrebbero guadagnare in alcun modo dal lavoro minorile.”

In realtà le aziende produttrici del tabacco sono multinazionali estremamente potenti che non si curano minimamente di come il tabacco venga lavorato ma perseguono soltanto l’accrescimento degli enormi introiti che esse già ricavano dalla vendita della sigarette.

L’Italia purtroppo, è uno dei paesi più consumatori di sigarette al mondo nonostante tutte le campagne che sconsigliano il fumo in quanto fonte e causa di gravissime malattie.

Se i fumatori pensassero che in ogni sigaretta che portano alla bocca e che inalano, c’è forse, anche la sofferenza del piccolo schiavo che ne ha lavorato il contenuto, probabilmente capirebbero quanto il loro vizio contribuisca a incrementare un mercato che fa del bisogno dei poveri il motivo per sfruttare i loro bambini.

Adesso quindi, possiamo anche aggiungere nell’elenco dei mali provocati dall’uso del tabacco, lo sfruttamento e la sofferenza dei bambini che vengono impiegati a lavorare nelle piantagioni e che pesano sulla coscienza di ogni persona che si abbandona al vizio costoso e nocivo del fumo di sigaretta.

(Tratto da: «La voce di Lourdes», periodico quadrimestrale, n. 72-73 – Giugno – Dicembre 2016)

Cosa c’entra questo argomento con la Chiesa Cattolica?

Dice Gesù: “Qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me.” (Mt 25,40)

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Le 5 condizioni per una buona confessione in 5 emoticon

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/05/2018

Con l’invito a catechisti, genitori, sacerdoti, religiosi, a condividere queste semplici immagini coi nostri ragazzi affinché per invitarli ad accostarsi con fede a questo sacramento di guarigione e perdono.

E non dimentichiamoci di pregare per i nostri giovani…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Manuela aveva ricevuto il dono più grande: la fede per intraprendere il cammino della conversione interiore.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/05/2018

Tempo fa pubblicai una forte testimonianza di un caro fratello che adesso condivide una storia struggente ed edificante di cui è stato testimone oculare.

Manuela: questo era il nome di una mia cara amica. Era poliomielitica e stava in carrozzella da diversi anni.

Ci conoscemmo a Medjugorie nei primi anni delle apparizioni. Lei ricevette la chiamata della Gospa (la Signora in croato, n.d.r. ) due anni prima e non era ancora credente.

Fu accompagnata da volontari di una Comunità del Rinnovamento di Roma. Con lei partì una sua amica, anche lei in carrozzella.

Al terzo giorno di permanenza nel santuario mariano, durante una preghiera di guarigione, la mia amica Manuela sentì un grande sconvolgimento interiore che la portò in breve tempo a ricevere il dono della fede.

La sua amica invece, sentì una forte spinta ad alzarsi e ci provò; dapprima barcollando e poi passo dopo passo migliorò, fino a guarire completamente nel giro di tre giorni. Per sempre. E per sempre rese testimonianza del miracolo ricevuto.

Manuela, la mia amica, invece, non si potette alzare e credo rimase male, ma non disse nulla. D’altra parte lei aveva ricevuto il dono più grande: la fede per intraprendere il cammino della conversione interiore.

Era molto conosciuta nelle Comunità religiose, dove veniva accompagnata da volontari (anche io mi prestai volentieri ad aiutarla)

Manuela era sempre sorridente ed accettava la sua croce senza lamentarsi. Pregava per tutte le persone malate e anche per sua madre (atea, e da cui veniva odiata e trattata male
senza alcun motivo). A casa con lei non ci stava bene: era come stare all’inferno e quindi, quando le era possibile, si faceva accompagnare nei gruppi di preghiera.

Dopo qualche anno che ci conoscevamo, ebbe un’altra malattia grave e in tre mesi lasciò questa terra, per lei fatta di troppe sofferenze .

Un anno dopo la sua morte, andando in un gruppo di preghiera, vidi una cosa meravigliosa: la madre di Manuela aveva cominciato a frequentare il gruppo, dietro insistenza di alcuni assidui frequentatori che la conoscevano. Pregava anche lei e continuava a ripetere a tutti che era stata sua figlia Manuela attraverso le sue sofferenze e le preghiere a riavvicinarla a Dio e alla Madonna.

Fu una testimonianza molto forte (anche per me che ero abituato a vedere tante guarigioni).

La donna malvagia che avevo conosciuto, che trattava male la figlia invalida e sofferente, era diventata un’altra persona. Finalmente era in pace con se stessa e gli altri.

Ora so perché Manuela non ebbe il dono della guarigione fisica: servivano le sue sofferenze, eccome, per salvare un’anima che altrimenti si sarebbe persa: quella di sua madre.

Il Signore è il Dio delle meraviglie e grandi cose farà per noi, sempre. Basta crederci.

T.G.

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Trova la lettera mancante

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/05/2018

Qualche tempo fa, mentre mi recavo al lavoro, non ho potuto fare a meno di osservare una pubblicità che troneggiava su di un cartellone “tre-metri-per-sei” con una frase che all’inizio mi infastidiva: “Io, la tua nuova religione”.

Più passava il tempo però e più quel fastidio lasciava il posto alla tristezza di vedere che viviamo in un’epoca che ha tolto quella preziosa “D” da tutto.

Potrei scrivere tanto, ma preferisco lasciare qui solo una breve riflessione che mi scaturisce dal cuore:

«TROVA LA LETTERA MANCANTE…

RIMETTICELA.

VEDRAI QUANTE COSE

TORNERANNO A POSTO DA SOLE.»

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