FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Archive for the ‘Attualità’ Category

«Non sarà facile ma è l’unico modo per arrivare lontano.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/11/2018


Quando il sesso aspetta, l’amore arriva.

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Basta poco…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/11/2018

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Quando c’era una finestra di tempo per i pensieri

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 19/11/2018

Condivido questo pensiero da Facebook dell’amico P. Cordova che non avrei potuto esprimere meglio.

«A quest’ora quand’ero ragazzo la percezione era che fosse tardi. Molto tardi. Da un’ora e oltre era iniziato il Maurizio Costanzo Show. La prima serata terminava per le 23 al massimo, e iniziava al più per le 21, ma generalmente prima.

Al termine del film o del programma TV, stanchi per la giornata, c’era una finestra di tempo per i pensieri.

Oggi un film può terminare senza problemi per mezzanotte. Ci spremono il più possibile per guadagnare dalle inserzioni pubblicitarie. Il cervello è iperstimolato, e lo smartphone a letto completa l’opera.

Non c’è tempo per una preghiera, per un pensiero, per riflettere sulle azioni della giornata, per gustare il silenzio. Per decidere per chi affrontare il domani. Riprendiamoci questo spazio, spegniamo i cellulari.»

Vogliamo fare un atto veramente sovversivo? O quantomeno un gesto di vera libertà? Spegniamo i cellulari, almeno ogni tanto, almeno la notte.

 

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Un esempio virtuoso

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/11/2018

Un esempio virtuoso di un’azienda guidata con sapienza.

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La notte del 31 ottobre…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/10/2018

La notte del 31 ottobre facciamo risplendere le nostre case con la luce dei Santi.

Cosa bisogna fare?

Basta accendere un lume (un cero o una semplice candela) e metterlo sul davanzale della finestra la sera del 31, magari ponendovi accanto l’immagine di un santo a noi caro o che troviamo in casa.

È un segno, il nostro modo delicato ma deciso per dire al mondo, che noi siamo figli della luce e discepoli del Dio della Vita, di Gesù il Risorto, il Vivente che ha vinto la morte.

In un modo così semplice, ma non banale chiediamo la benedizione e l’amicizia di Maria e dei Santi sulle nostre case.

Fai girare questo messaggio, perché la notte del 31 si trasformi in un firmamento di luci.

Se non lo farai girare, non accadrà nulla perché non è una catena ma un semplice invito a mettere in atto un segno di luce e di pace.

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«Siamo con Te, preghiamo per Te, seguiamo Te perché leggiamo il Vangelo prima dei blog o dei giornali»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/08/2018

Nel ciclone e nella confusione mediatica che si stanno scatenando in questi ultimi tempi nella Chiesa e intorno al Santo Padre, aderisco con gioia all’invito di Mons. Giovanni D’Ercole perché in quanto cristiano e blogger – che legge e medita il Vangelo prima di blog, social e giornali – non avendo la presunzione di sapere dove siano torti e ragioni, affido nella preghiera a Dio questo difficile momento, stringendomi intorno al Santo Padre fiducioso nelle parole di Gesù: non prevalebunt! (Mt 16,18).

In mezzo all’overdose di informazioni che circolano, tra accuse e schieramenti, nel fermo proposito di filtrare le troppe informazioni che arrivano dalla rete, alla luce del Vangelo di ogni giorno, invito i lettori a unirsi in questo abbraccio benedicente di preghiera, la prossima domenica, 2 settembre, il Papa, in spirito di rinnovata fedeltà allo stesso.

Invito i sacerdoti, le parrocchie, le comunità monastiche e religiose, i movimenti e le associazioni ecclesiali a dedicare la domenica prossima, 2 settembre, a una speciale giornata di preghiera e di rinnovata fedeltà al Papa.

Preghiamo perché il Signore lo guidi e lo sostenga, perché la Madonna lo consoli e lo conforti”.

E con questa iniziativa, illustrata in una lettera ai fedeli che il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni D’Ercole intende testimoniare la vicinanza della diocesi a Papa Francesco.

“La nostra diocesi – si legge nel documento – stretta al suo vescovo e ai sacerdoti, vuole dirgli: non sei solo! Non sei solo a portare questa croce! Non sei solo a lottare contro gli abusi di minori perpetrati da chierici infedeli.

Con la tua Lettera al Popolo di Dio ci hai invitato a pregare, a fare penitenza e digiuno, a collaborare tutti insieme per far sì che mai più avvengano abusi e coperture. Noi come figli che amano il loro Padre, ti diciamo di sì. Ti diciamo che puoi contare su di noi, sulla nostra preghiera”.

La parte centrale della lettera prosegue con parole di vicinanza al Papa. “Siamo con Te, preghiamo per Te, seguiamo Te perché leggiamo il Vangelo prima dei blog o dei giornali, e crediamo al Vangelo.

Tu nel marzo 2013 hai detto “sìˮ alla chiamata del Maestro che ti ha detto: “Pasci le mie pecorelle. E oggi prosegui la tua missione”.

Monsignor D’ercole, nella premessa del suo invito, scrive che proprio mentre il Santo Padre celebrava a Dublino l’Incontro internazionale delle famiglie , “qualcuno ha pensato di propagare un attacco feroce e senza precedenti al Vicario di Cristo”. “Non si era mai vista, – scrive ancora – una richiesta al Papa di dimettersi, orchestrata come una vera e propria operazione mediatica e politica, sfruttando la visibilità del viaggio in Irlanda e cercando di mettere in difficoltà il Santo Padre nel dialogo con i giornalisti sull’aereo”.

Il vescovo di Ascoli afferma di non voler entrare nel merito delle accuse rivolte a Francesco. “Prendiamo sul serio l’invito che il Papa stesso ha fatto ai giornalisti, l’appello alla loro professionalità nel leggere quel testo. Il Santo Padre ha detto così perché dalla lettura attenta del testo e delle circostanze che vi sono descritte è possibile comprendere la strumentalizzazione e l’assurdità della richiesta di dimissioni”.
(Fonte: http://www.agensir.it)

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«Ecco Miss Italia!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/08/2018

Un giorno Padre Pio disse che in molti andavano da lui per chiedere che venisse loro tolta la Croce, ma pochi gli chiedevano di avere la grazia di saperla portare.

Dobbiamo imparare a domandare a Gesù: “Signore, qual è il modo migliore per portare questa Croce?” e, quindi, dobbiamo smetterla di tormentarci chiedendoci “Perché, perché a me?”.

Ecco un racconto di Mons. Angelo Comastri che apre la mente e il cuore su queste domande non facili.

Oggi c’è il culto della bellezza, si fanno gare di bellezza… ma cos’è la bellezza?

Ve lo dico con un episodio accaduto nella Piazza del Santuario di Loreto. Un pomeriggio durante la processione eucaristica notai uno strano movimento in fondo alla Piazza.

La gente si voltava, sorrideva, era distratta. Non capivo cosa stesse succedendo.

Al termine della processione domandai al Padre Cappuccino presente in Piazza, che cosa era accaduto. Mi rispose: “Sono venute da San Benedetto del Tronto un gruppo di ragazze che partecipano al Concorso di Miss Italia! Ed è saltato tutto!”.

Rimasi stupito e anche un po’ amareggiato, però mi venne subito un’idea.

Chiesi prontamente il microfono e invitai tutti a restare in piazza perché dovevo presentare la nuova Miss Italia. L’attenzione fu subito altissima. Chiamai una mamma calabrese che da tanti anni veniva a Loreto, portando con sé i suoi due figli handicappati mentali.

Li accudiva come due gioielli e veniva in pellegrinaggio per chiedere alla Madonna di farla morire un quarto d’ora dopo i suoi figli.

Sul suo volto brillava la bellezza dell’amore non sfiorato da nessuna ombra di egoismo. Era la bellezza vera!

“Ecco Miss Italia!”, gridai.

Questa è la bellezza che brillava sul volto di Maria… e partiva dal suo cuore veramente bello, perché immacolato.

L’Angelo giustamente le aveva detto:

“Gioisci, tu che sei stata riempita di bellezza! Il Signore è con te”.

Se non recuperiamo questa bellezza, il mondo si popolerà di mostri… con maschere di bellezza.

(Il racconto di Mons. Comastri è tratto da http://pontificiaparrocchiasantanna.it/notizia/591)

Che il Signore ci conceda di vedere e di perseguire la bellezza che conta, quella che brillava sul volto di Maria…

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«Alla fine si profila per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/07/2018

Un video in cui il Card. Biffi (Milano, 13 giugno 1928 – Bologna, 11 luglio 2015) commenta “Il racconto dell’anticristo” di Vladimir Sergeevic Soloviev.

Era il 1991 ma se ascoltiamo le sue parole (secondo me) profetiche, pensando a ciò che accade ai giorni nostri, possiamo aprire la nostra mente e il nostro spirito alla comprensione della verità e deciderci di mettere Gesù davvero al centro di tutto.

«Il cristianesimo ridotto a pura azione umanitaria nei campi dell’assistenza, della solidarietà, del filantropismo, della cultura, il messaggio evangelico identificato nell’impegno al dialogo tra i popoli e le religioni, nella ricerca del benessere e del progresso, nell’esortazione a rispettare la natura, ma se il cristiano, per amore di apertura al mondo e di buon vicinato con tutti, quasi senza avvedersene, stempera sostanzialmente il fatto salvifico nell’esaltazione e nel conseguimento di questi traguardi secondari, allora egli si preclude la connessione personale col Figlio di Dio crocifisso e risorto, consuma a poco a poco il peccato di apostasia e si ritrova alla fine dalla parte dell’anticristo.»

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«Mi dovrò confrontare con quelle forze a Medjugorje»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/07/2018

Molte persone mi hanno segnalato un articolo del Mattino in cui si parla di infiltrazioni mafiose nell’organizzazione dei pellegrinaggi a Medjugorje, riportando SOLO IN PARTE le parole di Mons. Henryk Hoser delegato della Santa Sede per la cura pastorale dei pellegrini di Medjugorje; da questa citazione parziale si potrebbe dedurre, secondo l’impostazione dell’articolo, una sua posizione negativa nei confronti di apparizioni e veggenti.

Qui l’articolo di cui si parla: https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/pellegrinaggi_viaggi_e_hotel_le_mani_dei_clan_su_medjugorje-3842782.html

Da sempre il Maligno cerca di insinuarsi in tutti i modi in quello che sta succedendo in quella terra, soprattutto in questi ultimi tempi in cui la confusione non permette più a noi comuni credenti di capire dove sia la verità e dove l’infiltrazione del male, ma è giusto fare chiarezza riportando correttamente le parole dell’omelia del Monsignore polacco.

“Dai loro frutti li riconoscerete”, dice Gesù in Mt 7,16, e da più di trent’anni i frutti sono milioni di conversioni, come lo stesso delegato pontificio riconosceva in un’intervista poco più di un anno fa: “A Medjugorje ogni anno arrivano 2.000.000 di pellegrini e questo qualche cosa significa”.

Non si vuole qui negare il male che si annida “attorno” a Medjugorje, ma vorrei far chiarezza nel modo in cui sono state riportate le parole del Monsignore nell’articolo summenzionato.

Mi avvalgo a tal fine della traduzione fatta da Ania Goledzinowska sul suo profilo Facebook, che utilizzo col suo gentile permesso.

«Vi traduco il discorso dell’Arcivescovo Hoser parola per parola, che i giornali hanno riportato solo in parte :

“(..) E vediamo come si stanno mobilitando le forze maligne per disturbare tutto.

Mi dovrò confrontare con quelle forze a Medjugorje. Lì dove c’è il posto di massicce conversioni, enormi confessioni, dove mancano di continuo confessori.

In quel luogo ci sono anche azioni demoniache che stanno cercando di fare tutto per rovinare quel luogo. Li già stanno penetrando le mafie, non solo per il flusso di pellegrini ma anche per le loro vittime, che devono pagare per poter stare là, la mafia per esempio napoletana, ho già sentito che c’è là, e anche un’altra.

E quindi come è successo a Czestochowa (da Madonna Nera ndr) quando c’era il comunismo, affianco la principale entrata del santuario di Jasna Gora c’era clinica per aborti. Reparto ginecologico che sopratutto faceva interruzioni di gravidanza. Questa è la realtà è non dobbiamo essere ingenui davanti a questa realtà.” (…)

Minuto del omelia 4:09min – 5:04min»

Si ribadisce ciò per amore della verità e per ricordare che la posizione di Mons. Hoser non è affatto contro le apparizioni di Medjugorje dei cui pellegrini continua a occuparsi con amore pastorale a nome della Chiesa.

Per conoscere la posizione attuale della Chiesa Cattolica su Medjugorje, cliccate QUA.


P.S. – Le apparizioni di Medjugorje sono ancora in corso di discernimento da parte della Chiesa. Se la Chiesa le dichiarerà di origine non soprannaturale, accetterò il suo giudizio, ma l’esperienza di conversione profonda, come quella di milioni di pellegrini, che lì ho fatto non sarà mai cancellata dal mio cuore e dalla mia vita che ne è uscita completamente trasformata.

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«Se vivessi in funzione del successo sarei infelice: la mia felicità sta principalmente in Gesù e nella preghiera»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/07/2018

Sono passati quattro anni dalla vittoria di suor Cristina Scuccia del talent The Voice. Ricordo gli incoraggiamenti, lo stupore e le critiche di cui la suore erano oggetto soprattutto sui social.

Le dedicai un post che, evitando facili entusiami come rigidi pregiudizi, terminava con un augurio e una preghiera.

«Noi di Fermenti Cattolici Vivi, consapevoli del fatto che Dio dia i talenti per usarli e non per nasconderli, facciamo il tifo per suor Cristina, con un’avvertenza e una richiesta che giriamo ai lettori. Nella speranza che non venga inghiottita dalle esigenze di audience del reality e che non venga strumentalizzata, svalutata o ridotta a macchietta, preghiamo per lei invitando i lettori a fare altrettanto affinché lo Spirito Santo la usi come strumento di Dio e la mantenga tale

Suor Cristina in gioiosa ubbidienza alla Chiesa, e alla sua bella vocazione, ha proseguito il suo cammino con saggezza, e Dio è stato fedele, come possiamo leggere nell’intervista rilasciata dalla suora a Famiglia Cristiana.

«Papa Francesco chiede una Chiesa in uscita», dice [Suor Cristina].

E lei lo ha preso in parola. Ha cantato a Tokyo, Buenos Aires, New York, a Cracovia per la Gmg…

«Se un giorno qualcuno mi avesse detto che avrei girato il mondo, l’avrei preso per matto. Ma il Signore ha scelto me per questa missione folle».

Papa Francesco è contento?

«L’ho incontrato tre volte. Nel 2014 per consegnargli il primo disco e poi a dicembre scorso ha ricevuto gli artisti del Concerto di Natale. Il vescovo che era accanto a lui ha detto: “Questa è la suora che canta”. Lui mi ha riconosciuto subito e ha risposto: “Avanti, avanti così suora”. Il 17 marzo scorso ero a San Giovanni Rotondo. Quando è passato con la papamobile una mamma gli ha dato il suo bimbo, lui lo ha baciato e lei si è messa a piangere. Commovente».

Francesco ha detto che la vita cristiana non è “mi piace”, ma “mi dono”.

«Ha un linguaggio semplice, diretto ed efficace. Può cambiare tanti cuori».

Che brano dell’album gli dedicherebbe?

«Quello sulla bellezza. Lui fa scoccare la scintilla della bellezza anche nella miseria. Mi ha scosso il cuore vederlo abbracciare i bimbi malati di Casa Sollievo della sofferenza».

Cos’è per lei la felicità?

«Se vivessi in funzione del successo sarei infelice. La mia felicità sta principalmente in Gesù e nella preghiera ma soprattutto nelle piccole cose semplici di ogni giorno. Per esempio, lavare i piatti».

Tocca sempre a lei farlo?

«Siamo solo in quattro, abbiamo tante attività, quando mancano le nostre collaboratrici diamo una mano».

Il brano più autobiografico?

«L’ombra che non ho più parla di me: “Non ci sono percorsi che non posso tracciare insieme a te, l’argento degli occhi tuoi sarà la mia forza. Sono quello che ho scelto, ogni giorno mi specchio dentro di te, nel buio si perderà l’ombra che non ho più”».

Dopo The Voice com’è cambiata la sua vita?

«Quella vittoria è stato un terremoto. Dopo sono maturata tanto artisticamente e nella fede. In questi quattro anni non mi sono mai fermata ma la vita religiosa mi ha protetta molto».

In che senso?

«Come succede a tanti ragazzi che vincono un talent show, il successo ti porta alle stelle, poi finisci nel dimenticatoio e vai in depressione. È fondamentale essere coscienti che il tuo valore non è dato dalla fama».

Com’è la sua giornata?

«Sveglia alle 6.30, lodi mattutine, Messa e poi inizio a lavorare. Abbiamo la scuola d’infanzia con 80 bambini, il pensionato universitario con 40 studentesse. Non è affatto un convento silenzioso. Poi ci sono le attività della parrocchia San Leone Magno. Alle 18.30 i vespri, la cena e la compieta».

Dove trova il tempo per la musica?

«I miei collaboratori cercano di adattarsi ai miei ritmi, evitano di farmi fare troppo tardi la sera e quando viaggiamo “organizzano” la Messa quotidiana».

È vero che la Congregazione ha detto no alla sua partecipazione al Festival di Sanremo 2015?

«No. I giornali ne scrivono tante».

Ai tempi di The Voice molti l’hanno pure criticata bollando la sua partecipazione al talent come “un’operazione commerciale furbetta”.

«A me le critiche non arrivavano, appena entravo in convento le suore mi nascondevano i giornali. Credo che la Congregazione abbia fatto bene a rischiare e mandarmi in Tv».

Rifarebbe l’invito a recitare il Padre nostro in diretta Tv?

«Penso di sì, avevo ottenuto un grande successo e mi sembrava giusto rimandare tutto a Colui che aveva creato una cosa così grande. Il Padre Nostro fu la ciliegina sulla torta, come a dire: è tutto merito Suo. Anche la scelta del coach, J-Ax, fu spontanea perché volevo arrivare ai giovani che, si sa, amano il rap».

Che rapporti ci sono con J-Ax?

«Ci sentiamo ogni tanto. La Madre generale dell’epoca, suor Carmela Distefano, lo adora. A The Voice era molto premuroso con lei, si confidava e lei lo ha preso quasi come un figlio da custodire nelle preghiere. Lo aspetto in convento».

Com’è il suo rapporto con i fan?

«Attraverso i social tutti i giorni mi arrivano tanti messaggi, anche drammatici: chi chiede preghiere, ragazzi che scrivono che vogliono suicidarsi. Cerco di dare loro dei consigli, parlargli, è la mia missione. C’è una famiglia che ho incontrato perché il loro figlio, 16 anni, era mio fan. Si è ammalato di cancro ed è morto nel giro di pochi mesi. Sono stata vicina a loro e ho pregato tanto».

(Fonte della citazione: http://www.famigliacristiana.it/)

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