FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

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Venerdì 17

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/02/2017

venerdi-17

Non ho mai tanto capito il fenomeno della superstizione ma mi ha sempre incuriosito; in alcune culture è più forte, in altre meno, ma lo si incontra, in forme diverse, un po’ in tutte.

Anche prima della mia conversione, non sono mai stato superstizioso, grazie alla saggezza dei miei genitori che non essendolo, non mi hanno mai trasmesso simili paure.

Paura. Si, penso proprio che alla base di ogni superstizione ci sia paura e, mi si perdoni, anche un po’ di ignoranza.

Oggi, ad esempio, è Venerdì 17. Sapete perché nei paesi latini “porta male” tale numero? Perché gli antichi romani lo scrivevano così: XVII. Anagrammando XVII, esce fuori VIXI, VISSI in italiano, cioè, sono morto…

non-abbiate-pauraVedete che torna la paura?

NON ABBIATE PAURA!

Gesù, il risorto che è passato per la Croce ha detto alle donne: “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”

Quante volte un instancabile Giovanni Paolo II ci ha ripetuto le frasi del risorto dicendoci: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

Certo, il Catechismo della Chiesa Cattolica mette energicamente in guarda dalla superstizione: “Il primo comandamento vieta di onorare altri dèi, all’infuori dell’unico Signore che si è rivelato al suo popolo proibisce la superstizione” (CCC 2110), ma la Chiesa, che è Madre, come ogni madre proibisce al figlio ciò che per lui è male, ciò che mina l’esclusività della sua relazione con Dio.

A me piace proprio pensare che Dio mi chieda di non accontentarmi a di surrogati spirituali, di imitazioni di Dio, che mi voglia tutto per lui e che non voglia condividere il mio amore con credenze infondate e superstizioni basate sulla paura.

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Una piacevole chiacchierata con un uomo fervente nella fede

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/02/2017

Sono convinto che il caso non esiste e che Patrizia mi sia stata affiancata per guidarmi.

Lei è molto più forte di me e compensa le mie mancanze.

Mi reputo un uomo di provincia che rimane a bocca aperta quando succedono le cose…

L’uomo è stato creato per aspirare a tanto… Il mondo ti sporca, ti devia…

Mi sono reso conto di quanto sono fragile e poi ho avuto modo di conoscere persone come Chiara Amirante, persone che della loro vita hanno fatto un servizio.

Ho fatto un cammino e dal tiepido che ero sono molto più fervente, sebbene ci sia largo margine per migliorare…

Nella canzone “In te (il figlio che non vuoi)”, era l’uomo che chiedeva alla sua compagna: “Tieni il bambino”. A me aveva emozionato e la cantavo. Mi hanno insultato, sputato, fatto di tutto.

Dio per me era un dogma, non una presenza, poi è diventato tale.

Ho fatto esperienza di Dio attraverso la mia curiosità, non mi sono fermato al sentito dire. Mi sono reso conto che Dio è molto più vicino di quello che si pensa.

Attraverso determinati consigli, quelli che ci sono nel Vangelo…

Volti che Dio ha usato: Chiara Amirante e la grande famiglia di Nuovi Orizzonti, persone che rischiavano di morire e oggi accolgono quelli che sono border line.

Anche se non credi, i consigli evangelici sono consigli che portano frutto, non hanno effetti collaterali.

La Chiesa è fatta dagli uomini e gli uomini sono corruttibili, ma è fatta anche dei grandi santi.

Qui, un Nek ventenne che canta la vita in “In te (il figlio che non vuoi)”

 

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Papa Francesco vende i Giardini Vaticani! (*)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/02/2017

giardini-vaticani-01

Non mi dite che ci avevate creduto? Si tratta di un titolo volutamente paradossale in questo caso, che è palesemente inventato(*), ma è ciò che accade ogni giorno con le parole del Papa.

Il Papa parla di rispetto per le religioni ma tutti diffondono la frase ad effetto sul pugno, strappandola dal contesto di un discorso bello e complesso. Il Papa parla di prudenza nel credere alla apparizioni troppo ciarliere e tutti l’attribuiscono a una sola.

Il Papa tuona al Parlamento Europeo dicendo con forza che questa Europa “incapace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita, è un’Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima”, ma vengono riportati solo gli stralci del discorso che fanno comodo a questa o a quella testata giornalistica.

Nel web e nei social questo accade in maniera ancora più leggera e incosciente, così come nella vita: chiunque si riempie la bocca con frasi attribuite al Papa senza aver letto nemmeno un rigo di ciò che ha scritto, senza arrivare fino infondo ad ascoltare i suoi discorsi e le sue omelie.

Dieci volte su dieci mi ritrovo a rettificare ciò che molte persone capiscono delle parole del Papa prese senza prendersi la briga di ascoltare tutto fino in fondo. Lo faccio volentieri, per amore della verità, ma sento anche il bisogno di aggiungere qualcosa.

Ti giunge all’orecchio una notizia ambigua su Papa Francesco? Leggi un tweet che riporta una frase ad effetto senza citarne correttamente la fonte?

Non dimenticare mai che l’attuale Pontefice parla su più livelli, facendo discorsi complessi, usando (e bene) la comunicazione non verbale, come lo sguardo, il tono della voce la capacità dell’uditorio di ascoltare ciò che dice.

giardini-vaticani-02E’ un Papa che va ascoltato, e letto fino infondo per capirlo bene.

Ecco allora OTTO passi per fare chiarezza sulle notizie e le citazioni che trovi in rete e che riguardano le dichiarazioni del Papa:

1 – LEGGI – Non limitarti al titolo ma leggi tutto l’articolo.

2 – DUBITA – Se non provvede a citare le fonti autorizzate (e, per quanto ne sappia, l’unica è http://www.vatican.va il sito della Santa Sede).

3 – NON CONDIVIDERE se non sei sicuro dei passi uno e due, non ritwittare, non mettere “mi piace” sui social.

4 – VERIFICA la notizia sulle fonti ufficiali del Vaticano http://www.vatican.va

5 – CONDIVIDI IL VERO CONTENUTO.

6 – CORREGGI le false notizie con quelle vere, citando le giuste fonti.

7 – COLLABORA, e lo puoi fare condividendo sempre e solo le notizie vere e dicendo a voce, su Facebook, Twitter, dove puoi, solo le informazioni vere.

8 – NON SEGUIRE account non verificati o fake.

(*) bufala D.O.C.

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Preti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 26/01/2017

pretiQualche ora fa un amico mi ha girato un link con una notizia, datata, di un prete invischiato in giri di prostituzione. Il commento dell’amico era: “poi dice che la gente si allontana dalla Chiesa.”

Essendo ovvia anche da parte mia l’indignazione e la condanna per il prelato traviato, non ho ribattuto se non con questo link:

https://fermenticattolicivivi.wordpress.com/2012/05/17/don-roberto-dichiera-in-un-centro-sociale-di-roma-per-evangelizzare-nella-notte-servizio-andato-in-onda-nella-puntata-di-matrix-del-6-4-2012/

Ho aggiunto solo: “Preferisco questo, di prete”.

La risposta è stata: “Eh… Ma questi sono una minoranza. La Chiesa è tutta corrotta.”

Ho risposto con tre domande.

1) Premesso che che questi criminali vadano rimossi e condannati, hai per caso delle statistiche che ti dimostrino che siano la maggioranza o forse fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce?

2) Perché leggendo la notizia del primo link la gente pensa che la Chiesa sia tutta corrotta, mentre leggendo il secondo non pensa – “Ma quanto è preziosa questa Chiesa che si occupa di questi ultimi.”?

3) Un’ultima domanda, il link che ti ho appena mandato verrà girato e rigirato a tutta la rubrica e febbrilmente spammato su tutti i social come hanno fatto col primo link?

Non c’è stata risposta.

Il male c’è sempre stato, anche nella Chiesa che, sopravvissuta due millenni a ogni evento storico, sopravviverà anche a questi tempi, come promesso da Gesù (“portae inferi non praevalebunt”).

Prima di diffondere un link pero, facciamoci queste tre domande. Interroghiamoci prima di condividere con leggerezza qualsiasi cosa e chiediamoci se siamo disposti a condividere link di preti virtuosi con la stessa facilità con cui condividiamo le brutte notizie che non fanno loro onore.

E poi chiediamoci, noi credenti, quanto preghiamo per i nostri sacerdoti?

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Col gommone in mare aperto, Gesù gli appare in sogno: “Ti proteggo io”. Alì si sveglia: i suoi piedi toccano terra

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/01/2017

ali_01Un sogno, un dialogo con Gesù durante la terribile traversata del Mar Egeo a bordo di un barcone fatiscente. È così che Alì Ehsani, profugo afgano originario di Kabul, ha scoperto la fede. Oggi vive a Roma, è un professionista del settore legale e si è battezzato, sacramento troppo rischioso per essere conferito nel suo Paese d’origine a maggioranza islamica sunnita.

La vicenda la racconta il settimanale Credere (agosto 2016) e prende forma in un Afganistan disastrato dalla guerra contro i talebani e i raid della Nato.

«Alì quando aveva otto anni, di ritorno da scuola aveva trovato un mucchio al posto della sua casa a Kabul. Era stato suo fratello Mohammed, di qualche anno più grande, a spiegargli che i loro genitori erano morti, e insieme, pochi giorni dopo, si erano messi in cammino verso una terra nella quale Alì avrebbe potuto studiare e Mohammed lavorare, sposarsi e avere dei figli».

IL DOLORE DEL FRATELLO

ali_02Quel sogno aveva provato a realizzarlo almeno il fratello, ma il suo sogno, si era infranto durante la traversata del Mediterraneo «quando aveva perso la vita in quelle stesse onde sul canotto che aveva comprato al centro commerciale per solcare le acque che separano la Turchia dalla Grecia».

IN BALIA DELLE ONDE

Ali stava per finire come suo fratello se non fosse stato per un serbatoio di plastica che galleggiava in mezzo al barcone fatiscente e prossimo ad affondare. La sua traversata del Mar Egeo notturna, verso l’isola di Lesbo è drammatica.

«Ha alle spalle la fatica di un viaggio lungo e doloroso: per anni ha camminato nel deserto e si è arrampicato sulle montagne, si è nascosto sui tetti dei furgoni e nei cassoni dei camion, è stato più volte derubato dai contrabbandieri, minacciato dai talebani, rinchiuso in un campo di prigionia nel quale ha assistito ad atroci torture. Dall’Afghanistan alla Turchia, passando per il Pakistan e l’Iran. E ora rischia di morire annegato pure lui».

Ti PROTEGGO IO”

In quel momento accade l’incredibile. Scrive Credere: «Mentre se la prende con Dio i suoi occhi si chiudono per la stanchezza. Sogna che Gesù lo abbraccia e apre sopra di lui un ombrello giallo: attorno, alcune persone tirano con gli archi delle frecce contro di loro, ma l’ombrello le respinge. Gesù ha il volto insanguinato e gli ripete: “Ti proteggo io”. Alì si sveglia: i suoi piedi toccano terra».

ali_03«Di ombrelli gialli e bianchi – prosegue il settimanale – Ali Ehsani ora ne vede spesso, in piazza San Pietro, sopra le teste dei sacerdoti che distribuiscono la Comunione. Dalla Grecia è riuscito ad arrivare a Roma, rimanendo aggrappato sotto a un camion e per ore».

LA NUOVA VITA DI ALÌ

Oggi Alì si definisce «proprio credente». Racconta: «Sono sopravvissuto agli anni di viaggio verso l’Italia grazie all’aiuto di tante persone», ricorda, «perché Dio ci ama nel momento e nel posto giusto».

Ha 26 anni, si è laureato in Giurisprudenza alla Sapienza e attualmente frequenta un master in Legislazione europea presso la stessa università, «per conoscere i miei diritti e difendere quelli degli altri».

FEDE “NASCOSTA”

La sua famiglia era cristiana in un Paese in cui non esistono chiese. Gliel’aveva spiegato suo padre, un giorno in cui Alì, incalzato dalla curiosità dei compagni di classe, gli aveva chiesto come mai lui non andasse mai in moschea. Una fede vissuta dai suoi genitori in modo del tutto riservato, «probabilmente perché temevano che, spiegandomi troppo, avrei raccontato tutto ai miei amici, mettendo così la nostra vita in serio pericolo. Forse», aggiunge pensieroso, «il mio destino era arrivare a Roma proprio per scoprire la fede in Gesù».

ali_04IL BATTESIMO AL LATERANO

Nel 2007, la notte di Pasqua, Ali è stato battezzato nella basilica di San Giovanni in Laterano. «In questa città», prosegue il giovane, «ho incontrato tante difficoltà, sopratutto ingiustizie da parte di persone che vogliono lucrare sulla povera gente. Ma nella preghiera ho trovato la forza per rialzarmi da ogni momento di sconforto, anche quando sembrava che tutti i miei sforzi non servissero a niente. Sono stato il primo della mia classe a laurearmi. Studiavo giorno e notte, mentre alla sera consegnavo pizze. Nei weekend facevo lo steward allo stadio e in estate il cameriere e il lavapiatti. Nessuno credeva che mi sarei laureato, ma il Signore è grande!».

La storia di Alì è raccontata nel libro “Stanotte guardiamo le stelle” (Feltrinelli editore).

(Fonte: http://www.adoramuste.net/)

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Preghiera alla Madonna del Terremoto

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/01/2017

mantovachiesamadonnadelterremoto_02Come sempre, quando realizzo che ogni commento suonerebbe stonato e fuori luogo, faccio l’unica cosa che sento sensata.

Prego.

O beatissima Regina del cielo e della terra,

che mentre stavi sotto la croce di Gesù, tuo Figlio,

e la spada del dolore ti trapassava l’anima

per diventare la Madre di tutti i viventi,

hai sentito sotto i tuoi piedi tremare la terra,

soccorri i tuoi figli che gemono spaventati dal terremoto.

La terra rimbomba di un sordo boato,

attorno a noi crollano il presente e il passato

e le nostre anime smarrite si chiedono:

che cos’è l’uomo, perchè Tu, o Signore, te ne ricordi?

Fatto a immagine e somiglianza di Dio e circondato di gloria,

eppure ha divorato come un figlio dissoluto i doni del Padre,

ha tradito l’Amore di Gesù, ha spento lo Spirito Santo,

fino a meritare il castigo di Dio.

O Madre Santissima, piena di Grazia e di Misericordia,

intercedi per noi presso tuo Figlio:

prendi le nostre mani e guidaci a Lui,

perchè converta i nostri cuori e perdoni i nostri peccati.

mantovachiesamadonnadelterremoto_01Liberi dall’inquetitudine e dalla disperazione,

seguiremo la via della salvezza e canteremo

in eterno con te le meraviglie di Dio-

Amen

(Fonte: http://www.ognissantisanbarnaba.it/)

[La chiesa dell’immagine è la piccola chiesa della Madonna del Terremoto in Mantova che fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693. Essa sorge in piazza Canossa una delle più caratteristiche piazze di Mantova.]

 

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“Sono fermamente convinta che nelle parole di Gesù ci sia la chiave di lettura più profonda della vita”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/01/2017

ogni_giorno_il_sole_01Ho appena finito di leggere un bel libro regalatomi da mia moglie per Natale:  “Ogni giorno il sole”, di Lorella Cuccarini. Gradevole, sincero, va giù come l’acqua e quando lo finisci ti sembra come quando parte un’amica e un po’ ti dispiace.

Che ci fa la Cuccarini in un blog come questo?

Da quando l’ho iniziato alla fine del 2011 dopo aver partecipato alle catechesi sui dieci comandamenti di don Fabio Rosini, ho applicato un’unica regola aurea, condividere ciò che mi edifica a Cristo, nella Chiesa Cattolica come “Ogni giorno il sole”, soprattutto le due pagine che condivido di seguito, col gentile permesso dell’autrice.

I genitori possono solo donare ai figli pennelli, colori e tavolozza per dipingere il quadro della propria esistenza: gli autori sono loro. Da credente, una delle tavolozze più preziose che ho consegnato ai miei figli è quella della fede. Sono convinta che il messaggio di Gesù e la Chiesa siano colori fondamentali per delineare una vita armoniosa e piena. Anche se oggi, purtroppo, la Chiesa viene spesso vissuta come un’istituzione anacronistica.

Io non mi aspetto che la Chiesa cambi. Il suo messaggio è immutabile. La Chiesa è la Chiesa. Se così non fosse, non sarebbe radicata e forte da oltre duemila anni.


E’ una forza che sento potente,
quando leggo di intere comunità cattoliche perseguitate in Asia o in Africa solo perché hanno deciso di non abiurare la loro fede. Ogni anno, migliaia di persone vengono uccise per la loro religione. Dei veri e propri martiri moderni. Al pensiero di quanto sia radicata la loro fede, mi sento inadeguata. Per noi è così facile essere cattolici.

ogni_giorno_il_sole_02Ai miei figli ho regalato questri colori. Ma il mio compito finisce qui. Spetterà a loro decidere se li useranno o meno.

La domenica, andare a messa insieme è un appuntamento consueto. Con i due gemelli di sedici anni, che ovviamente vivono ancora in casa, questo è ancora possibile. Gli altri due, che sono più grandi e vivono fuori, naturalmente fanno le loro scelte. Non sto certo a chiamarli per ricordargli di farlo. Non nascondo però che, qualche giorno fa mia figlia mi ha salutato velocemente al telefono per non tardare alla messa, ero felice. Felice per lei. Sono fermamente convinta che nelle parole di Gesù ci sia la chiave di lettura più profonda della vita. La Chiesa è viva. Anche in questi anni difficili per lei e per il mondo, la Chiesa è più viva che mai.

Essendo particolarmente affascinata e affezionata alla figura di Maria, sono legata ad alcuni dei luoghi in cui si è manifestata più evidentemente.

Il santuario di Fatima è stato il primo che ho visitato, molti anni fa. Ero insieme a mia madre, mia sorella e i miei figli più grandi, allora piccoli.

ogni_giorno_il_sole_03A Lourdes, ho accompagnato una mia amica malata: aveva espresso il desiderio di pregare nella grotta delle Apparizioni prima che fosse troppo tardi. Fu un viaggio faticoso ma profondamente toccante.

Medjugorje è stata l’ultima scoperta, fatta insieme a tutta la famiglia. Quando proposi il viaggio ai miei figli la prima volta, rimasi colpita dal fatto che avessero accettato di venire senza un fiato. Ero certa che sarebbero rimasti colpiti da qual luogo. E così è stato. Soprattutto quando hanno visto le migliaia di persone attratte lì ogni giorno. Di ogni età, di ogni nazionalità. Tantissimi giovani.

E pensare che ci si immagina siano luoghi solo per anziani o malati. In quei posti, c’è una bellezza indescrivibile e una forza spirituale immensa. Non serve vedere la “danza del sole” o uno dei tanti segni che lasciano a bocca aperta soprattutto i cattolici dell’ultima ora. E’ sufficiente osservare gli occhi delle persone che incontri scalando il Križevac, o pregare in piazza insieme a oltre centomila persone.

(Fonte: Lorella Cuccarini, “Ogni giorno il sole”, pagine 118, 119, 120, col gentile permesso dell’autrice, che ringrazio di vero cuore).

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“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 01/01/2017

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Donald (detto Donnie), figlio di una famiglia di militari, ha dieci anni quando trasloca coi suoi dalla Virginia al Sud California

Allettato dallo stile di vita californiano, a tredici anni vive solo per il piacere, che lo trascinerà in una spirale verso il riformatorio, la prigione e pensieri suicidi.

Quando un giorno il padre annuncia l’imminente trasferimento in Giappone, Donnie prova grande rabbia al solo pensiero e una volta in Giappone cerca amici che avessero il suo stesso stile di vita.

Questi amici diventano i contatti per introdurlo all’ambiente della mafia giapponese, conosciuta come Yakuza.

Ero un ragazzo caucasico che non doveva fare altro che riempire lo zainetto di droga e soldi, correre tra un casinò e un altro della grande isola di Honshu” ricorda Donnie in un recente video.

donnie_02Donnie viene presto ricercato dal governo giapponese e da quello statunitense. Dice Donnie: “Venni letteralmente sbattuto fuori dal paese con due poliziotti e mani e piedi ammanettati, venni affidato alla custodia di mio padre”,

Viene trasferito in un centro di recupero ma una volta rilasciato ricade nella vita di prima. In quel periodo la felicità per lui è sentirsi bene che significa non scendere mai dallo sballo, e cerca di non essere mai sobrio.

Occasionalmente si fa domande sul senso della vita, ma solo per mantenersi sempre su di giri; non viveva in alcun contesto religioso.

Una notte, mentre il ventunenne Donnie è nella sua camera da letto, senza musica o distrazioni, viene sopraffatto dal panico e da pensieri suicidi. Non sapendo cosa fare, prende un libro a caso dalla libreria dei suoi, e trova un libro di apparizioni mariane.

Nonostante la madre fosse cattolica, aveva rigettato la sua fede per così tanto tempo che non aveva idea di cosa fossero le apparizioni mariane, ma comincia a leggere rimanendo rapito dalla lettura di quel libro.

“Parlava di una donna meravigliosa che era la madre di Gesù, che era bella, così bella che avrebbe fatto piangere i suoi figli, facendoli cadere in ginocchio a causa della sua bellezza, femminilità e amorevolezza. Questo mi affascinava.” dice Donnie in una sua intervista.

donnie_03“Penso che Dio abbia utilizzato la Vergine Maria per raggiungermi, un modo davvero brillante, che ha funzionato. Lessi l’intero libro in una nottata e lì iniziò il mio completo innamoramento per Gesù“.

Nel suo libro “Non si torna indietro: un testimone della misericordia”, Fra Donald ricorda cosa gli accadde la mattina successiva.

Riesce a balbettare a malapena qualcosa a sua madre della sua esperienza notturna, a causa del suo imbarazzo e della totale mancanza di vocabolario religioso, ma la convince che si trattava di una vera esperienza di fede. La mamma chiama immediatamente tutti i preti che conosce affinché incontrino suo figlio.

Ma alle sei del mattino, “…i preti non compresero l’urgenza della situazione – il bisogno di un appuntamento a quell’ora senza saperne di più; era così importante da non poter aspettare un paio d’ore? Mia madre non mollò fino a che un prete non trovo un prete che si sarebbe liberato dopo le nove”.

donnie_04“Mentre mia madre chiamava il terzo prete le dissi che lì dove vivevamo nell’aeroporto navale di Norfolk, ci poteva essere quel posto chiamato chiesa o cappella. Le dissi – Non c’è una cosa del genere vicino al cancello principale?” , ricorda Donald nel suo libro.

“Capendo al volo a cosa mi riferissi, la mamma mi disse: Si, Donnie, corriamo!”

Ed è così che Donnie riesce a incontrare un sacerdote che lo invita a partecipare alla Messa insieme a lui. Dopo la Messa il prete gli dà un’immagine di Gesù.

Ero scioccato del fatto che l’immagine non rappresentava un Gesù arrabbiato pronto a colpirmi ma un Gesù che aveva un gesto di benedizione. Cominciai a piangere realizzanzo che ero amato e cercato da Dio”.

donnie_05Alla fine Donald diviene prete nella congregazione dei Padri Mariani dell’Immacolata Concezione e Santissima Vergine Maria. Viaggia spesso raccontanto la sua incredibile storia.

Dico spesso alla gente che io sono la ‘prova provata’ della Divina Misericordia, e che funziona. Ho fatto così tante cose cattive, facendo male a così tanta gente, e c’è ancora misericordia per uno come me. E se questo è vero, e lo è, c’è un oceano di misericordia che aspetta il mondo intero!”

“Gesù ti ama, è venuto per te; è pazzamente innamorato di te, anela alla tua amicizia, ambisce al tuo cuore. Daglielo e credi in Lui!”.

(Tradotto da http://www.catholicnewsagency.com/news/he-was-a-runner-for-the-japanese-mafia-now-hes-a-catholic-priest-24027/)

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2017. “Cercate il Suo volto ed Egli si fa trovare!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/12/2016

2017_02In mezzo a tanti auguri vuoti e (diciamocelo) stonati per quanto accade intorno a noi, una cosa mi riempie il cuore di speranza in questo capodanno: è Natale!

Per la Chiesa il Natale non si esaurisce con la messa di mezzanotte del 24 dicembre ma termina con la festa del Battesimo del Signore la domenica successiva alla festa dell’Epifania.

Ci traghetta quindi dal vecchio al nuovo anno, e oltre, se lo accogliamo nel cuore sul serio.

Scrive uno dei miei preti preferiti:

” Il mio cuore è pieno di speranza. Quest’anno ci lascia nella speranza.

Davanti alla distruzione che dilaga c’è qualcosa di timido che nasce, e non sarà come prima.

2017(…) L’uomo vuole incontrare Dio, vuole essere figlio per incontrare il Padre…

(…) Nella bellezza di un incontro dove Creatore e creatura si guardano con gli occhi dello Spirito Santo.

Cercate il Suo volto ed Egli si fa trovare. E’ il mio augurio per il nuovo anno” (Don Giuseppe, parroco di San Giuseppe Cottolgneo a Roma).

E anche il mio!

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Disegna una piramide…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 27/12/2016

piramide_01Per donne  troppo oberate che lavorano… (ma anche per uomini che hanno capito quanto sia bello esserci in famiglia…)

Da uno dei miei blog preferiti, tradotto per voi.

Sono arrivata a credere che uno dei segreti per mantenere la pace nella nostra vita sia imparare a discernere cosa sia urgente da cosa sia importante. Ne parlano molti esperti; si tratta di capire cosa fare quando si pensa alle incombenze del giorno.

Ma qui è il punto.

Quando sono nel bel mezzo di una settimana folle, cercando di gestire vari progetti, in mezzo al caos generato da sei figli in una casa con tre camere da letto, è davvero dura per me capire cosa sia urgente da cosa sia importante.

Ciò che conta di più.

Finire di rassettare le camere dei ragazzi o dedicarmi alla pianificazione autunnale della scuola? Occuparmi dei progetti importanti del produttore della mia radio o dell’Associazione proprietari immobiliari? Organizzare una serata coi miei figli davanti a un bel film o aprire la montagna di lettere che stanno sulla mia scrivania?

piramide_02Quando mi ritrovo a girare come una trottola nel vortice di queste decisioni, mi blocco. Inizio con un compito, poi lo abbandono per cominciarne un altro e, in un baleno mi ritrovo a rialzare lo sguardo da Instagram chiedendomi come abbia fatto ad arrivare così in fretta l’ora di cena.

Pensavo a questo mentre ero nella Cappella dell’Adorazione l’altro giorno, e mi è venuta questa idea: disegna una piramide.

Da qualche parte, nel gran caos di pensieri che affollavano la mia mente, ho capito le priorità della mia vita. Sapevo che avrei dovuto valutare alcune cose tra tutta quell’accozzaglia di impegni, ma le cose non mi erano ancora chiare perché tante cose urgenti (ma non necessariamente importanti) attiravano la mia attenzione.

Lì in cappella ho avuto l’ispirazione di afferrare una penna e qualcosa su cui scrivere – in quel caso una vecchia ricevuta pescata dalla tesca posteriore della borsa – e di disegnare una piramide che riflettesse le mie priorità.

In ordine di priorità, i livelli della piramide che ho disegnato sono:

piramide_03DIO: Trovare tempo per la preghiera, i sacramenti, la relazione con Dio.

FAMIGLIA: Tutto ciò possa essere legato al benessere di mio marito e dei miei figli, e della mia relazione con loro. Anche assicurarmi che la mia casa non sembri troppo il luogo dell’esplosione di un Toys Center.

SALUTE: Verificare che mi stia occupando dei miei bisogni fisici e mentali. Scavarsi del tempo per correre o per guardare la puntata di quello stupido telefilm che mi piace tanto, potrebbero stare bene in questa categoria. (Sarei tentata di mettere questo punto prima della famiglia visto che me ne potrei occupare meglio se fossi in forma, ma sarebe difficile trovare tempo per l’esercizio fisico mentre la mia famiglia sta cadendo a pezzi).

LAVORO: Lavoro, ufficio, e tutte le attività di volontariato o creative che comportino sfide esterne alla vita personale e familiare.

Una volta fatto questo promemoria tangibile su cosa conti davvero nella vita, ho cominciato a lavorare su quella piramide, dal basso verso l’alto, e a ogni livello mi sono posta domande come:

  • Come sto andando in questo settore?
  • Sto inserendo a questo livello della piramide le giuste quantità dei miei obbiettivi?
  • Di quali cambiamenti ho bisogno per assicurarmi che quel livello assorba la quantità di tempo ed energie che merita?

In ogni gradino, non facevo un passo nella piramide fino a quando non avevo completa pace per stare in carreggiata sul livello in cui stavo.

Uso questo sistema da alcune settimane e ha cambiato la mia vita (…) è il modo per mantenermi in carreggiata quando sono troppo oberata.

Ma la chiave di tutto è questa:

piramide_04Devo prendere una penna e disegnare una piramide ogni giorno.

Non basta pensarci. Non basta guardare alla piramide disegnata ieri. Ogni mattina, quando penso alla mia giornata, devo riscrivere la struttura delle mie priorità (…).

Riassumendo, ecco il sistema:

1. Disegna una piramide.

2. Comincia dal basso e a ogni livello poniti le seguenti domande:

Come sto andando in questo settore?
Sto inserendo a questo livello della piramide le giuste quantità dei miei obbiettivi? Troppi? Troppo pochi?
Di quali cambiamenti ho bisogno per assicurarmi che quel livello assorba la quantità di tempo ed energie che merita?

3. Non andare al livello successivo fino a quando non senti pace nel livello in cui sei.

(…) Questo semplice esercizio quotidiano ha portato molta pace nella mia vita; spero che faccia altrettanto nella vostra.

(Tradotto da http://jenniferfulwiler.com/2015/07/feeling-overwhelmed-draw-the-pyramid/)

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