FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Attualità’ Category

La croce e l’altare

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 16/04/2019

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Quando chi ti sta accanto avvelena le tue intenzioni più belle…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/04/2019

Chi di noi non ha mai subìto almeno un giudizio come questi?

«”In realtà hai lasciato il tuo lavoro non per me, ma perché ti fa comodo cambiare città”.

“Mi avevi perdonato per amore? In realtà non avevi alternative a me, ecco tutto”.

“Dì la verità, hai aiutato quel tuo amico per arrivare a sua sorella”.

“Va in Chiesa perché è uno sfigato, non si spiega diversamente”.

“Tu fai miracoli perché hai il demonio addosso e operi in suo nome, evidentemente”.

Cristo conosceva anche questo dolore. Quello di vedersi avvelenate le intenzioni più belle da parte di chi gli stava accanto.

Si può dunque trasformare anche questo dolore in amore.»

Si può, si, affidandolo a Colui che lo conosce meglio di tutti.

(La parte tra virgolette è presa dall’Account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova.)

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«Ti amo! Dio ti amo!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/03/2019

Preghiera infervorata di una mistica conventuale del Quattrocento?

No! È l’urlo, grato e di cuore di un adolescente dei giorni nostri.

Con l’augurio che tu possa conoscere sempre di più questo Dio a cui hai urlato dal cuore tutta la tua gratitudine, condivido con gioia e commozione questa toccante reazione.

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Marchiati come le mucche?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/02/2019

«A Barcellona volontario si fa impiantare chip sottopelle», titola l’Ansa, raccontando che l’impavida cavia mostrava l’evento su di un palco all’interno della fiera della telefonia del Banco Sabadell a Barcellona, felice di poter finalmente aprire la porta della sua casa informatizzata, limitandosi ad avvicinare la mano impiantata a un lettore.

L’articolo dell’Ansa continua decantando l’utilità della tecnologia R.F.I.D (chip di identificazione a radio frequenza), incoraggiandone l’uso, spiegando che un altro volontario ne ha sperimentato i benefici per effettuare i pagamenti, senza correre alcun rischio per un eventuale deterioramento del dispositivo.

Sempre dall’Ansa leggo che nel mondo sono dalle trenta alle cinquantamila le persone “taggate” con un microchip sottocutaneo; c’è chi lo fa per timbrare in ufficio senza dover cercare il badge e chi per effettuare pagamenti senza il rischio di perdere la carta di credito e pare che i punti più adatti per l’impianto siano l’attaccatura dei capelli e il polso.

Come sempre, quando accade qualcosa di nuovo, apro la Bibbia per cercare una risposta.

«Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.» (Apocalisse 13,16-18).

Un chip come tutti i supporti informatici contiene numeri, numeri binari in cui vengono ridotte tutte le informazioni che contiene. Si tratterà quindi di un microchip con un numero che ci identifica, un numero per comprare e vendere.

L’esagerato allarmismo della mia mente complottista corre troppo? Forse, ma correndo correndo non posso non notare un’altra coincidenza.

Da anni tutti utilizziamo un codice numerico che indica il prezzo in maniera unificata, il codice a barre che tutti conosciamo. Ogni numero è indicato con delle barre leggibili da uno scanner. Il numero sei è rappresentato due barrette sottili come in figura.

Ogni codice a barre contiene, come delimitatore per il lettore, il numero sei all’inizio, uno a metà e uno alla fine di ogni codice di ogni prezzo di ogni paese del mondo come si vede chiaramente nell’immagine, ma fate la prova con qualunque codice di un prodotto che avete sotto mano.

Probabilmente tutte queste coincidenze non sono che il frutto della mia mente iperattiva e forse non dovremmo farci suggestionare troppo da tutte queste coincidenze ma… io ve le butto là per ben riflettere quando sarà (se ci sarà) il momento opportuno, trovando il coraggio di decidere secondo verità. 

Ecco il video in cui il sorridente volontario mostra il momento dell’impianto.

 

«Faceva sì che tutti,

piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi

ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

e che nessuno potesse comprare o vendere

senza avere tale marchio,

cioè il nome della bestia

o il numero del suo nome.»

(Apocalisse 13,16-18).

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«Ho messo Dio e la famiglia al primo posto e me stesso al secondo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/01/2019

Edificato dal comportamento di uomo coerente con la scelta d’amore fatta, che rispetta la propria moglie come propria carne, non posso che condividere questa testimonianza edificante che insegna che il vero uomo è colui che sa dire di no per ciò che conta davvero, colui che para i colpi e che li prende al posto della famiglia e non gli sciupafemmine “usa-e-getta” che ci propongono i reality.

Neal McDonough, attore che ha partecipato a note produzioni cinematografiche e televisive come Capitan America, Minority Report e Desperate Housewives, è sposato da 15 anni con la modella Ruvé Robertson, con la quale ha avuto cinque figli.

In un’intervista recente ha riferito al sito Closer Weekly che nel 2010 è stato licenziato perché, in segno di rispetto nei confronti della moglie e per via delle sue convinzioni religiose, ha rifiutato di girare scene di sesso con l’attrice Virginia Madsen durante le riprese della serie Scoundrels, prodotta dal canale ABC.

“Non bacerò un’altra donna, perché queste labbra sono già impegnate”, ha dichiarato.

McDonough è stato sostituito tre giorni dopo l’inizio delle riprese, e in base ad alcune stime del sito Deadline.com, ha perso circa un milione di dollari per via di questa decisione.

Il licenziamento lo ha sorpreso: “Non trovavo più lavoro perché tutti pensavano che fossi un fanatico religioso”.

I problemi momentanei non lo hanno però abbattuto, e alla fine sono stati ampiamente superati.

“Ho messo Dio e la famiglia al primo posto e me stesso al secondo. È così che vivo. È per questo che vado in chiesa tutti i giorni e ringrazio Dio per tutto ciò che mi ha dato. E lo ringrazio soprattutto per avermi dato Ruvé, perché senza di lei non starei sicuramente raccontando questa storia. Dopo quasi 20 anni, 5 figli e una vita meravigliosa, siamo partner in tutto e sono la persona più benedetta del mondo”.

È interessante osservare che questo tipo di testimonianze non appare nei titoli dei grandi portali di notizie, anche se questi riportano ogni giorno informazioni sul modo delle celebrità.

(Fonte: Aleteia)

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Quante parole soffocate, ricacciate in gola perché pensiamo che basti un messaggio su Whatsapp…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/01/2019

 

Quante parole scriviamo senza riflettere. Le pensiamo (ma le pensiamo veramente?), le scaraventiamo nella casellina e TAP! MESSAGGIO INVIATO!

E rimangono lì a testimoniare che non sappiamo più riflettere, formulare un pensiero dal profondo del cuore, aspettare, e condividerlo quando siamo sicuri.

Vi sono parole che sono proiettili, altre che sono carezze; parole che sono pietre e altre che danno la scossa nell’anima.

Quante parole soffocate, ricacciate in gola perché pensiamo che basti un messaggio su Whatsapp…

Da quanto tempo non diciamo più a chi ci è affianco – aspettando e ascoltando davvero la risposta – frasi come queste?

Ti voglio bene.

Mi stai simpatico.

Mi piaci quando ridi.

6108-06907303Come ti senti? 

Raccontami.

Cosa ne pensi?

Mi piaci come sei.

Che cosa ti ha fatto arrabbiare?

Dimmi se ho sbagliato.

La prossima volta andrà meglio.

Amico mio ti vedo sgualcito, come stai? Si ma come stai davvero?

 

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«Per il 2019 ansie e paura, quasi metà degli italiani inizia senza energie»*

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/01/2019

«Per il 2019 ansie e paura, quasi metà degli italiani inizia senza energie», titola oggi l’Ansa. Segue un’analisi dettagliata sulle percentuali di ogni singola paura legata al futuro prossimo.

Gli psicologi elencano consigli su come affrontare questi disagi… Tutto giusto; sono consapevole del bene che fanno tutti quei terapeuti che svolgono il loro lavoro con passione e dedizione, ma non riesco a non pensare al fatto che questo brulicare di paure e fobie nasce forse da una cosa che non si fa più.

Una volta si ringraziava per l’anno passato e si affidava il nuovo a Dio.

La preghiera di ringraziamento ci permetteva di vedere le grazie ricevute, salvandoci dalla tentazione di lagnarci delle cose che non erano andate secondo le nostre aspettative. E a Capodanno si affidava il nuovo anno a Dio per le mani di Maria con una Messa che leniva le naturali ansie e paure di inizio anno.

Chi non ne ha? Io ne ho talmente tante e così strepitanti che le mie orecchie potrebbero quasi sentire tutto il chiasso che fanno. E tale chiasso si attenua solo pregando.

Vogliamo affrontare il 2019 in maniera davvero anticonformista? Se non siamo stati alla Messa della solennità della Madre di Dio del 1° gennaio, andiamo alla prima Messa disponibile e affidiamo a Dio la nostra sfiducia nel futuro, i nostri timori per l’economia, la salute, la vita di coppia, il lavoro.

Poi andiamo pure dallo psicologo ma senza dimenticare che anch’esso è una creatura di Dio e che da Lui (Dio, non lo psicologo😉) parte ogni pace e serenità.

(* Titolo dell’articolo Ansa pubblicato QUI)

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Centro benessere

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/01/2019

Stamane ho chiesto un giorno di ferie dal lavoro: sono stanca e ho bisogno di qualche ora per me. Sino a un anno fa, “qualche ora per me” significava un giro per negozi, un po’ di shopping, un parrucchiere, in estate, magari, una corsa al mare.

Invece oggi ho detto a me stessa, guardando un cielo terso e limpido: “Me ne vado in chiesa, c’è la catechesi del giovedì mattina, dopo la Santa Messa, che bello!”

Superfluo ribadire che dopo due ore sono uscita dalla parrocchia calma, serena e talmente forte che nulla avrebbe potuto rovinare la pace nel mio cuore.

Una signora gentile mi ha accompagnata alla fermata del bus e, trovandomi in una strada che non conosco, mi sono guardata intorno con curiosità. Da un terrazzo pendeva un cartello: “Centro benessere”. Ho sorriso, perché frequentare un centro benessere è sempre stato un mio piccolo desiderio: “la prossima estate, il prossimo mese, magari per il mio compleanno, mi faccio un regalo…”.

Ma oggi ho pensato di non averne più bisogno. C’è la Chiesa, che frequento assiduamente, che mi rinnova nella mente e nel cuore, che mi nutre col pane di vita e che mi rigenera con la Parola del Signore!

[Fonte: “Il Granellino”, 26 gennaio 2014, n. 906, autrice: Rosanna Rotella]

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Affidamento

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2018

Come ogni anno in questi giorni la rete pullula di una valanga previsioni, profezie, oroscopi e simili sciocchezze; nel migliore del casi girano gli auguri “copia-incolla-salva-coscienza” che hanno perso il senso degli auguri di una volta quando uscivi di casa, compravi un bel biglietto, ti fermavi a pensare le parole giuste e le scrivevi con calma e seduto al tavolino pensando al destinatario.

In questa latitanza di senso generale – almeno per quanto riguarda me – trova senso solo l’affidare a Dio con fede, tutto. Anche il nuovo anno.

Affidamento al Cuore Immacolato di Maria

O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,
mostra il Tuo amore verso di noi.
La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,
scenda su tutti gli uomini.

Noi Ti amiamo immensamente.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore
così che abbiamo un continuo desiderio di Te.

O Maria, mite e umile di cuore,
ricordati di noi quando pecchiamo.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo del Tuo Immacolato e Materno Cuore,
di guarire da ogni malattia spirituale.

Fa’ che sempre possiamo guardare
la bontà del Tuo Cuore Materno
e che ci convertiamo
per mezzo della fiamma del Tuo Cuore.

Dettata dalla Madonna a Jelena il 28 novembre 1983

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La bimba che voleva che Gesù entrasse nelle case di tutti

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/12/2018

Lo scorso giugno è morta una bambina di dieci anni, dopo aver lottato per quattro contro un terribile tumore.

Giulia Zedda è il nome della piccola che ogni anno, come racconta la mamma “condivideva la sua roba con gli altri bambini ed è ciò che ha fatto anche prima di andarsene, anche se non era consapevole di stare per morire, anzi ha sperato e pregato sino all’ultimo”.

Si, perché nonostante la sua giovanissima età, Giulia era una bambina dalla fede viva, che pregava e praticava insieme alla famiglia; una fede vera che traboccava in una generosità non comune alla sua età, in tempi come questi.

E così, questa bambina – che ogni anno regalava i suoi giochi – è morta com’è vissuta, lasciando un testamento speciale, affidando a mamma e papà la sua volontà di regalare tutti i suoi giochi ai bambini meno fortunati.

Nasce così l’associazione “Il sogno di Giulia”, che raccoglie e distribuisce giocattoli ma anche carrozzine, passeggini, lettini e coperte a famiglie in difficoltà.

Un’associazione come tante altre che fanno del bene? Forse, ma in questo caso è evidente che si tratti della continuazione di un sogno che nasceva da una fede vera, vissuta giorno dopo giorno, che è riuscita a rendere feconda anche una morte che noi uomini comuni percepiamo come tanto ingiusta.

Ce lo conferma la mamma Eleonora:

“Ho realizzato il sogno di mia figlia. Io sono serena, lo sono sempre stata dall’inizio.

La serenità mi viene dalla fede che è la cosa più importante in assoluto.

Anche Giulia pregava tantissimo, era una fervente cristiana: faceva pregare e distribuiva dei presepi che faceva lei in modo che Gesù potesse entrare nelle case di tutti.

 

La distribuzione dei regali di Giulia viene effettuata ogni mercoledì e venerdì in via Giardini 159, a Cagliari.

I volontari raccolgono tutto ciò che può servire alle donne in gravidanza e ai bambini da 0 a 14 anni: abbigliamento, giocattoli, libri, coperte, passeggini e lettini.

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