FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

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Archive for the ‘Attualità’ Category

Un balcone per Maria

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/03/2020

In questi giorni di emergenza per il Coronavirus stiamo vivendo anche un’overdose di messaggi, filmati, meme di ogni tipo che vengono inoltrati a flusso continuo senza il dovuto discernimento. Mi arriva di tutto, anche cose buone, anche cose molto buone, ma talmente tante cose che finisco col leggerne solo poche, o col non leggerle affatto.

Tra i tanti invii, però, uno ha suscitato in me quel sussulto del cuore che mi fa pensare: ma si, è un’idea proprio buona e la voglio fare anch’io…

Ve la propongo qua, così come ricevuta dalla cara amica e sorella Loredana C.

madonnina-del-sindaco-in-comune-meda-polemica-delle-opposizioni_f6493a24-cb61-11e2-bacb-86733c0e391f_cougar_image⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘⚘
UN BALCONE PER MARIA 
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Parte da Roma (Torrevecchia, Trionfale, Fornaci/San Pietro) un’iniziativa personale – nata da medici – che seguo e lancio qui:
Metti sul tuo balcone, in una situazione degna, una statuina della Vergine Maria rivolta verso la strada, perché benedica il quartiere, le vie e chiunque Le rivolga uno sguardo, un’intenzione, una preghiera. Proviamo a far arrivare l’idea in tutta Italia!
Maria benedica e protegga il nostro mondo ferito e sofferente e lo consegni al Suo Gesù…
Condividiamo e invitiamo i nostri amici!
#unbalconepermaria
Se qualcuno vi contesta che la fede è una cosa privata, potete sempre dirgli che l’articolo 19 della Costituzione italiana non è stato ancora sospeso: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” (Cost. It. art. 19)

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Cinque punti per affrontare il virus

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/03/2020

1 – La prima cosa da fare è non cadere negli estremismi lasciandosi prendere dal panico oppure relativizzando a tal punto dal ritenere eccessive le misure di sicurezza.

2 – Attenetevi alle indicazioni del Ministero della salute perché se ognuno fa la sua parte e cerca concretamente di essere prudente per sé e per gli altri, sicuramente porterà effetto.

3 – Per sconfiggere l’ansia e la paura ripartiamo dalla preghiera del cuore.

Prendete la corona del Rosario e pregate meditando i misteri della vita di un Dio che ci ha amato a tal punto da dare se stesso per noi.

Prendetevi dei tempi di silenzio e di meditazione in cui dialogare nel vostro cuore con Dio affidando a Lui ogni preoccupazione e chiedendo il dono della Pace.

Se la preghiera è autentica arriva sempre il dono della Pace nel cuore e sarà già una prima vittoria per affrontare meglio l’attimo presente nella Grazia di Dio.

Se avete la possibilità di andare in una Chiesa a pregare approfittate di questa occasione.

Se invece le Chiese sono chiuse è l’occasione propizia per imparare a considerarci davvero “tempo di Dio” imparando a “pregare in spirito e verità” come Gesù suggerisce alla samaritana.

Ovunque siate, se vi prendete un tempo adeguato di silenzio, schermandovi da ogni distrazione, potete aprire il cuore a Dio e chiedere il dono dello Spirito Santo.

4 – Chi è costretto a restare a casa investa bene il suo tempo.

Anziché guardare in modo morboso ogni news, ogni tg, ogni notifica sul cellulare… investire energie e tempo nelle relazioni con i vostri cari e trasmettete serenità a chi è solo e in ansia.

Se avrete pregato davvero avrete non solo il dono della Pace per voi ma anche per poterlo donare attraverso il tono della voce con una telefonata o in un semplice ascolto donato.

Investite il tempo nella lettura sana riprendendo quei libri messi in un angolo perché non avete mai il tempo per sfogliarli.

5 – Dopo aver aperto il cuore a Dio iniziate ad aprire anche la mente perché questa situazione ci può insegnare tanto.

Siamo davvero un’unica famiglia, la famiglia umana, non solo digitalmente connessa, ma legata da un unico destino in una unica casa comune da abitare.

Stiamo toccando con mano gli effetti di azioni singole che diventano globali e di quanto siamo fragili e deboli.

Pensiamo di poter fare ogni cosa nei nostri quotidiani deliri d’onnipotenza, quando viviamo come se Dio non esistesse… Poi basta così poco per renderci conto che ogni istante potrebbe essere l’ultimo e che siamo davvero fragili.

La vita è un dono unico, il tempo e i talenti che abbiamo sono la fiducia di un Dio che crede in noi a tal punto da renderci amministratori di così tanto!

Purtroppo noi ci comportiamo da proprietari di ogni cosa in modo egoista vivendo da solisti. Oggi apriamo gli occhi: possiamo sempre contagiare il mondo, ma possiamo decidere di essere portatori sani di amore, di pace, di gioia ovunque Dio ci concederà di vivere ogni attimo della nostra vita.

NON SIAMO ETERNI, MA CHIAMATI ALL’ETERNITÀ. PRIMA O POI CI VERRÀ CHIESTO CONTO DI COME AVREMO VISSUTO E AMMINISTRATO OGNI COSA AFFIDATACI. IN QUESTO MONDO GLOBALE IMPEGNIAMOCI NELL’INNESCARE PROCESSI DI BENE SEMPRE E COMUNQUE PERCHÉ – COME ABBIAMO VISTO – L’EFFETTO È ASSICURATO.

(Fonte: http://cavalieridellaluce.net/)

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Nel calice del Signore

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/03/2020

«Una mia cara amica, ora clarissa, mi diceva sempre di mettere nel calice del Signore tutte le persone che più avevano bisogno di Lui.

Chi di noi può andare ancora a Messa (nel rispetto delle regole) può farlo. 🙂

A distanza di un metro, in quarantena, isolati nelle zone rosse o nei reparti, nei letti di tutti o malati (non c’è solo il virus…), lì, nel calice del Signore, alle porte del Cielo che Lui spalanca con l’offerta di Sé, siamo tutti uniti, tutti insieme.

A Dio piacendo lo farò anch’io per voi.
Forza, la paura è umana, l’angoscia la provò anche Cristo, ma la disperazione no, mai può appartenere ad un figlio di Dio.

Comunque vada, c’è un lieto fine. 🙂
Buonanotte.»

(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova)

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«Coraggio. Se l’economia deve girare, a maggior ragione deve girare la fede.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2020

Ci sta qualche misura di sicurezza, via il segno della pace, via l’acquasantiera. Va benissimo. Sono comunque “orpelli”. Ma sospendere la Messa per una minaccia che per ora non è oggettivamente gravissima, è un oscuro segno dei tempi.
Tenendo conto peraltro che in alcune aree del mondo andare a Messa significa rischiare ogni volta di essere uccisi, oppure percorrere chilometri a piedi con ogni condizione meteorologica.
Citando Sant’Agostino, un angelo conta tutti passi che queste persone mettono l’uno dopo l’altro per andare in chiesa. E qui da noi, mentre le chiese vengono chiuse per paura, I CENTRI COMMERCIALI RESTANO APERTI.
Allora, se neanche noi cristiani crediamo che la Messa sia importante ALMENO (sic!) quanto l’economia che «deve girare» (comandamento del capitalismo terminale), allora cosa resta della nostra fede?
Fosse la peste, non scriverei questo post. Ma la Messa non fu sospesa neppure durante l’epidemia di colera nella Torino di don Bosco.
Se i cristiani, appena un po’ più degli altri non mostrano meno ansia davanti alla morte, non sono forse il sale che ha perduto il suo sapore?
Coraggio. Se l’economia deve girare, a maggior ragione deve girare la fede. Con le giuste precauzioni, certo, ma senza panico.
«Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla Terra?».
N.B. L’aumento delle distribuzioni della Comunione sulla mano (che è un indulto e non un’alternativa, come pochi sanno) aumenta il rischio di profanazioni e furti, perciò VIGILARE.
(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova, col suo gentile permesso)
La mia esperienza personale nella malattia mi ha insegnato che il miglior atteggiamento da tenere in casi come questi che stiamo vivendo in questo periodo, sia quello proposto dalla Sacra Scrittura. Dove potremmo trovare luce migliore se non lì?
«Figlio, non avvilirti nella malattia,
ma prega il Signore ed egli ti guarirà.

Purìficati, lavati le mani;
monda il cuore da ogni peccato.

Offri incenso e un memoriale di fior di farina
e sacrifici pingui secondo le tue possibilità.

Fà poi passare il medico
– il Signore ha creato anche lui –
non stia lontano da te, poiché ne hai bisogno.

Ci sono casi in cui il successo è nelle loro mani.»

(Sir 38)
La traduzione letterale ebraica dell’ultimo versetto suona più o meno così: “Pecca di fronte al Creatore chi fa il forte davanti al medico.”
La Parola di Dio, che compone scienza e fede, natura e grazia, ci insegna a rispettare e a seguire il medico e la preghiera, affidandoci a lui per quando umanamente possibile e a Dio per quello che non lo è.
Chiediamo a Dio di vincere tutte le nostre paure e gli eventuali comportamenti che da queste potrebbero scaturire, e – perché no? – dopo aver usato serenamente tutte le giuste precauzioni, di proteggerci dal contagio.

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«I corpi non sono involucri, e toccare un corpo significa toccarne l’anima.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/01/2020

Ieri sera, dopo il tg, per ben due volte viene trasmesso lo spot di un nuovo programma di Amanda Lear, che avrà come tema, nientemeno che l’educazione sessuale! Lo spot è infarcito di termini anatomici, che un tipo (evidentemente bigotto e arretrato) cerca di censurare (nello spot).

Ora, Amanda è rimasta a MOLTI anni fa, giacché oggi tramite internet alle scuole elementari già i bambini sanno abbastanza bene com’è fatto il corpo nudo di un adulto.

Quindi secondo quei genii, c’è bisogno di lezioni di anatomia. NON DI EDUCAZIONE AFFETTIVA. Non sia mai.

Il silenzio qui è drammatico (della famiglia, certamente, e anche da parte della Chiesa che così “perde” i ragazzi dopo la Cresima, con qualche lodevole eccezione).

NON POSSO PRENDERE IL TUO CORPO E TU NON PUOI PRENDERE IL MIO SE PRIMA NON CI SIAMO DONATI I NOSTRI CUORI. Se prima non ci siamo promessi di prenderci cura domani, e dopodomani e quelli dopo, della vita dell’altro, perché i corpi non sono involucri, e toccare un corpo significa toccarne l’anima.

Tutte le “regolette” partono da qui.
Ma chi lo dice?

NO, non è che i ragazzini si abituino ad USARE i corpi degli altri per fare esperienze, a dare un netto contributo alla terribile crisi d’empatia che vediamo!

Non è che lascino usare allo stesso modo i propri corpi (che sono più PREZIOSI dell’oro!) a sostenere l’aumento vertiginoso della depressione tra gli adolescenti!

Secondo Amanda Lear il problema è che (ma dove vive?) ancora la gente non sa come sia fatto un corpo femminile, come si usa un preservativo e che abbia tutta repressa il tabù dell’autoerotismo.

(Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova, col suo permesso)

Per saperne di più su purezza e castità consiglio i seguenti link:

“Io sono stato fedele a te ancor prima di conoscerti…” 

Adolescenza e verginità? Impossibile oggi? Giorgia ci dice di no. 

Jessica Rey, la Power Ranger cattolica che predica la castità. 

Philippe Ariño: “Ho abbracciato la via della continenza che la Chiesa chiede alle persone omosessuali”

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«Servirebbe un’agenda dei sentimenti»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/01/2020

«A volte mi inquieto di quanto velocemente, bombardati da mille stimoli, dimentichiamo.

Padre Gianni, missionario in Albania: «Il venerdì è sempre il mio giorno preferito. Mi ricorda come quel Cuore che ha tanto amato il mondo da dare la Sua vita per esso si dona ancora per me, nonostante me. Una preghiera per tutti voi. Stanotte siamo andati decisamente sotto lo zero ma mi è bastato pensare a quanti intorno a noi hanno dormito in case senza isolamento alcuno, dove piove dentro e dove l’unico calore è una piccola stufa a legna o ai terremotati ancora nelle tende».

Nessuno ne parla più.

Non c’è tempo di caricarsi emotivamente del dolore altrui, fermo restando che non possiamo prenderci tutto il dolore del mondo, ma forse di quello a pochi chilometri dalle nostre coste si.

Ad ogni modo la dimenticanza precede questi ragionamenti, e nel cuore muore l’empatia.

Servirebbe un’agenda dei sentimenti, strumento di lotta del guerriero dell’umanità. Primo obiettivo: non dimenticare tutto.»

[Dall’account Facebook dell’amico Pierluigi Cordova, col suo permesso]

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Gratitudine

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/12/2019

Ogni fine ci incupisce sempre, ma solo perché a noi non piacciono le cose che finiscono. Certo, a volte si è molto felici che certi anni siano passati, perché magari sono stati delle cisterne di problemi e di sofferenza o di cose difficili da vivere.

Ma normalmente alcune date ci mettono dentro molta nostalgia e pensieri.

Un cristiano è uno che non solo sa fare spazio in sé alla nostalgia, ma sa collocare accanto ad essa la gratitudine.

Noi non possiamo vivere l’ultimo giorno dell’anno non ricordandoci che siamo figli di Uno che ci ha salvati e che ha riempito di luce le nostre tenebre:

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità”.

Il prologo del Vangelo di Giovanni che leggiamo oggi, vuole incidere a fuoco dentro ciascuno di noi, che Cristo si è fatto carne della nostra carne, sangue del nostro sangue. È stabilita così la fine della nostra radicale solitudine. Non siamo più soli, mai.

Possiamo sentirci soli, ma non lo siamo nella sostanza, e la memoria dell’Incarnazione ci fa trovare la forza di vivere sempre con gratitudine ogni istante della nostra vita, anche il più doloroso.

E questo perché Dio non è rimasto velato, ma si è raccontato: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato”.

Ecco perché la fine per noi cristiani è sempre una memoria del fine.

Solo se apriamo gli occhi allo scopo della vita, al suo vero fine, allora possiamo trovare il coraggio di guardare in faccia anche la fine senza avere paura, ma anzi riuscendo a dire anche ad alta voce il nostro grazie.

Il Vangelo di oggi ci mette davanti una pagina difficile dell’evangelista Giovanni, e lo fa forse per ricordarci che anche la nostra vita a volte non è di facile decifrazione, eppure essa nasconde al fondo una buona notizia.

Vangelo significa “buona notizia”, ed essa lo è anche quando non la capiamo subito, come la nostra vita.

(Don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 31 Dicembre 2019)

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Previsioni per il 2020

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/12/2019

oroscopo03

Non buttate soldi con ciarlatani che illudono e deludono, aprite la Bibbia, che tra l’altro è gratis…;-)

Amore, salute, viaggi…

Quanta gente in questi giorni consulta oroscopi e previsioni dei vari Branki, Astrelle, Foxy, Otelma e Luise… (questa passatemela, non ho resistito), ma…

Cosa ci dice la Sacra Scrittura?

A ridosso del Capodanno è sempre la stessa storia: in televisione, sui giornali, alla radio veniamo letteralmente travolti dalle previsioni di astrologi e indovini. Ma poiché la sola e vera profezia è racchiusa nella Bibbia, abbiamo deciso di offrirvi le previsioni della Sacra Scrittura per questo nuovo anno.

Se siete nati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre allora siete sotto l’influenza della “grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini” (Tito 2, 11).

oroscopo02Fortuna: La stella del mattino è Gesù Cristo perché “grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, […] verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge” (Luca 1,78).

Amore: La vostra felicità risiede nell’essere amati da Dio e nell’amarlo in contraccambio perché “né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8,39).

Vacanze: “Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre” (Salmo 121,8).

oroscopo01Salute: “Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui” (2 Timoteo 2,11); “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti” (Filippesi 4,6).

Denaro: “Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù” (Filippesi 4,19), “poiché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione” (Filippesi 4,11).

Attualità: “Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine” (Matteo 24,6); “Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine” (Matteo 24,14).

oroscopo04Imprevisti: “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8,28); “Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (Romani 8,31).

Questi insegnamenti non sono legati a nessuna influenza lunare.

Fateli vostri sempre, in ogni luogo e situazione.

Andate e vivete con la pace e la gioia del Signore!

BUON 2020!!!

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Nel cuore di Roma, una pausa pranzo speciale

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/12/2019

Nel #TgPost Nicola Ferrante su racconta di una  pausa pranzo speciale.

C’e’ chi infatti a quell’ora invece di mangiare sceglie di andare a messa. Accade in una chiesa nel cuore di Roma.

Nella speranza e con la preghiera che altri sacerdoti seguano questo esempio virtuoso, condivido il servizio di #TV2000.

«Veramente è l’unico momento della giornata in cui posso prendermi una pausa… per me è arricchimento e nutrimento.»

«Ebbi l’idea 35 anni fa, la prima volta che sono stato negli Stati Uniti… Tanta gente veniva perché era il momento di stacco dal lavoro.»

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Preparazione di un altare?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/10/2019

Vado in pausa pranzo e, con ancora in bocca il sapore forte e deciso del caffè napoletano gustato al bar sotto l’ufficio, mi cade l’occhio sulla locandina del bar affianco.

Nella solita locandina che sponsorizza le solite feste per Halloween mi cade l’occhio su “inaugurazione dell’altare”.

Altare?

Apro – sia pur virtualmente – la Treccani:

Altare: s. m. [lat. volg. e tardo altare (class. altaria -ium), di origine incerta]. – Superficie piana, in genere elevata dal suolo (ma in alcune religioni appoggiata direttamente sul terreno), per lo più di pietra o marmo e di forma rettangolare, più raramente di altro materiale e d’altra forma, su cui si compiono sacrifici (semplici offerte, o immolazioni di vittime) alla divinità.

Innocue festicciole mascherate autunnali o preparazione di un altare per… per chi?

Al vostro buon senso la risposta. O meglio, pregateci su e cercate una risposta.

Ogni anno l’asticella si sposta un po’ più in là…

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