FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

  • Follow FERMENTI CATTOLICI VIVI on WordPress.com
  • Fermenti Cattolici Vivi


    Come i fermenti lattici vivi sono piccoli ma operosi e dinamici e pur essendo invisibili sono indispensabili alla vita, spero che questi "fermenti cattolici vivi" contribuiscano a risvegliare la gioia di essere cristiani.

    Segui il blog su canale Telegram https://t.me/fermenticattolicivivi

  • Fermenti recenti

  • Fermenti divisi per mese

  • Fermenti divisi in categorie

  • Disclaimer

    Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62/2001. Immagini e foto possono essere scaricate da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del Blog, che provvederà personalmente all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia.

    ______________

    SE PRELIEVI MATERIALE DAL BLOG, PER FAVORE CITA LA FONTE E IL LINK. CONFIDO NELLA TUA CORRETTEZZA!
    ______________

    IL BLOG E' CONSACRATO AL
    CUORE IMMACOLATO
    DI MARIA

  • Fermenti Cattolici Vivi è stato visitato

    • 1.297.895 volte

Archive for the ‘Attualità’ Category

«Mi vuoi sposare?» – «Ma non sono nemmeno battezzata…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 15/07/2021

L’interessante conversione di Elisa Fuksas, scrittrice e regista.

«Era assurdo non conoscere quella storia che anche da un punto di vista laico è la storia di un uomo, Gesù, e di quelli che sono venuti prima e dopo di lui ed è una storia immensa.

Stranamente tutto ha iniziato a parlarmi di Dio…

La Scrittura è stata una preghiera e dialogo e ho capito che quel mistero parlava la mia lingua e prendeva le mie forme.

Quando guardo padre Elia che dice Messa e prende l’Ostia in mano è come se rivivesse quella scena. E’ molto strano da spiegare… E’ come se non subisse l’entropia. Se lo vedi in questo modo e ti innamori, poi diventa una storia infinita…»

Posted in Attualità, Testimonianze | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Il mondo lo si cambia riparandolo.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 02/07/2021

Fra Roberto, dall’intelligenza artificiale alla vita consacrata.

«Fin da piccolo mi addormentavo la sera immaginando di addormentarmi in una piccola navicella spaziale per esplorare i confini dell’universo.

E da questo gioco sono nate le domande esistenziali più grandi: la nostra vita verso dove va? Quali confini ammette? O invece quali confini deve oltrepassare?

Per me lo studio della matematica mi ha preparato a pormi le domande più grandi.

Verso i ventidue anni ho ricominciato a leggere il Vangelo in metropolitana… Appena ho cominciato a leggere quelle parole che conoscevo a memoria e avevo anche rifiutato, considerato poco pertinenti al mio percorso, improvvisamente mi parlavano.

Per tornare a essere creature è sufficiente fare un’esperienza di libertà intensa per accorgersi che i limiti ci sono ed è molto difficile onorarli nel modo giusto. Per cui se la vita è vissuta con intensità e sincerità, ci ricolloca nella posizione di creature.

Come diceva san Francesco, il mondo lo si cambia riparandolo.»

Posted in Attualità, Vocazioni | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Il giorno dopo mio marito cominciò a piangere»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/06/2021

Gironzolando per la rete mi sono imbattuto nel sito dei Piccoli Figli della Luce, un’associazione privata di fedeli approvata dal Vescovo locale (Parma).

Scorrendo il sito mi ha colpito la testimonianza di una donna il cui marito violento, grazie alla preghiera si converte e cambia radicalmente. Una bella storia che mostra come Dio può sciogliere i cuori più duri, sovvertendo il finale di una storia che si verifica fin troppo spesso.

«Negli ultimi anni, i contrasti in famiglia sono stati sempre maggiori e soprattutto mio marito ci ha fatto molto soffrire con i suoi atteggiamenti imperiosi e violenze verbali.

Padre padrone, marito padrone. All’inizio del mese di marzo, in un ennesimo litigio, mio marito, prima caccia fuori di casa un figlio, mi appella con mille brutti nomi, e dorme in un altro letto.

Ho implorato Gesù e la Madonna e ho pregato, in unione ai Piccoli figli della Luce, a cui avevo chiesto preghiera, le novene della Moltiplicazione. Il giorno dopo mio marito cominciò a piangere, io gli dissi parole buone e intercedetti per i figli.

Lo abbracciai, consolandolo come si fa con un bambino e fui costretta a chiamare mio figlio per dirgli del padre. Si parlarono al telefono piangendo e, dopo avergli chiesto perdono, mio marito si calmò. Il giorno dopo mio figlio arrivò a casa, si abbracciarono e si chiarirono.

Ma il fatto non è finito qui, perché dopo due giorni, gli chiesi di andare da un sacerdote. Lui accettò e quel sacerdote, appena lo vide, lo abbracciò e lo porto con sé nel confessionale.

Rimasero pochi minuti perché il sacerdote vedendo le sue lacrime, non lo fece parlare, gli diede l’assoluzione, lo abbracciò, e dopo divenne il suo padre spirituale. Dopo di che, mio marito recitò in Rosario con me in Chiesa e sentì la Santa Messa.

Erano sessant’anni che non si confessava e più di quaranta che non prendeva una Comunione. Ho ringraziato Gesù dal profondo del cuore per questa grazia grandissima e i piccoli figli della luce che in questo periodo hanno pregato per me.»

(Fonte: http://www.piccolifiglidellaluce.it)

Posted in Attualità, Spirito e cuore | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Se vuoi avere una vita bellissima…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 09/05/2021

Eh beh… devi guardare il video per sapere il resto della frase. 

Non barare, lo devi guardare fino alla fine. 

Non vale andare avanti… 😉

Posted in Attualità, Vocazioni | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/04/2021

«Saranno trenta Santuari, rappresentativi di tutto il mondo, a guidare la recita del Rosario ogni giorno del mese di maggio in una maratona di preghiera dal tema: “Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio”, per invocare la fine della pandemia.

L’iniziativa, nata per vivo desiderio di Papa Francesco e promossa dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, coinvolgerà in modo speciale tutti gli altri santuari del mondo, perché si facciano promotori presso i fedeli, le famiglie e le comunità della recita del Rosario.

La preghiera sarà aperta da Papa Francesco il primo maggio e sarà conclusa da lui stesso il 31 maggio.

La recita del Rosario sarà trasmessa in diretta sui canali ufficiali della Santa Sede alle ore 18.00 ogni giorno.»

(Fonte: https://www.vaticannews.va/)

Pregare  quando una catastrofe incombe, cantare inni a Dio chiedendogli protezione e forza, affrontare l’epidemia con preghiera, prudenza e carità come proponeva don Bosco ai suoi ragazzi, è la cosa più ragionevole per chi crede.

Anche a chi ha messo la fede nel cassetto, mi sento di dire dal cuore, che la preghiera è l’unica arma che ci può fortificare in questo clima di paura e di depressione che la fa da padrone in questi tempi. Prova e vedrai.

«Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui.» (At 1, 14)

Era ciò che facevano i primi cristiani prima della Pentecoste. E’ ciò che ci chiede Papa Francesco invitandoci tutti a pregare il Rosario ogni giorno per implorare la fine di questa pandemia.

“Da tutta la Chiesa saliva incessantemente la preghiera a Dio.”

Forse non è vero che la nostra preghiera sale incessantemente a Dio, forse ci sono troppi cristiani dormienti, forse siamo proprio noi. Perché allora non cogliere l’invito del papa e darci una mossa?

Io ci sto, e tu?

Posted in Attualità, Chiesa, Papa Francesco, Preghiera | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Marchiati come le mucche?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 13/04/2021

«A Barcellona volontario si fa impiantare chip sottopelle», titola l’Ansa, raccontando che l’impavida cavia mostrava l’evento su di un palco all’interno della fiera della telefonia del Banco Sabadell a Barcellona, felice di poter finalmente aprire la porta della sua casa informatizzata, limitandosi ad avvicinare la mano impiantata a un lettore.

L’articolo dell’Ansa continua decantando l’utilità della tecnologia R.F.I.D (chip di identificazione a radio frequenza), incoraggiandone l’uso, spiegando che un altro volontario ne ha sperimentato i benefici per effettuare i pagamenti, senza correre alcun rischio per un eventuale deterioramento del dispositivo.

Sempre dall’Ansa leggo che nel mondo sono dalle trenta alle cinquantamila le persone “taggate” con un microchip sottocutaneo; c’è chi lo fa per timbrare in ufficio senza dover cercare il badge e chi per effettuare pagamenti senza il rischio di perdere la carta di credito e pare che i punti più adatti per l’impianto siano l’attaccatura dei capelli e il polso.

Come sempre, quando accade qualcosa di nuovo, apro la Bibbia per cercare una risposta.

«Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.» (Apocalisse 13,16-18).

Un chip come tutti i supporti informatici contiene numeri, numeri binari in cui vengono ridotte tutte le informazioni che contiene. Si tratterà quindi di un microchip con un numero che ci identifica, un numero per comprare e vendere.

L’esagerato allarmismo della mia mente complottista corre troppo? Forse, ma correndo correndo non posso non notare un’altra coincidenza.

Da anni tutti utilizziamo un codice numerico che indica il prezzo in maniera unificata, il codice a barre che tutti conosciamo. Ogni numero è indicato con delle barre leggibili da uno scanner. Il numero sei è rappresentato due barrette sottili come in figura.

Ogni codice a barre contiene, come delimitatore per il lettore, il numero sei all’inizio, uno a metà e uno alla fine di ogni codice di ogni prezzo di ogni paese del mondo come si vede chiaramente nell’immagine, ma fate la prova con qualunque codice di un prodotto che avete sotto mano.

Probabilmente tutte queste coincidenze non sono che il frutto della mia mente iperattiva e forse non dovremmo farci suggestionare troppo da tutte queste coincidenze ma… io ve le butto là per ben riflettere quando sarà (se ci sarà) il momento opportuno, trovando il coraggio di decidere secondo verità. 

Ecco il video in cui il sorridente volontario mostra il momento dell’impianto.

 

«Faceva sì che tutti,

piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi

ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

e che nessuno potesse comprare o vendere

senza avere tale marchio,

cioè il nome della bestia

o il numero del suo nome.»

(Apocalisse 13,16-18).

Per approfondimenti consiglio questo video di un fratello che stimo molto e che considero particolarmente illuminato in questo periodo singolare che stiamo vivendo:

https://youtu.be/tLO622vKDBQ

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 Comments »

«Caro uomo moderno, adesso hai capito che non solo tu singolarmente sei precario, ma tutto è precario? Io ti dico che c’è qualcosa, o meglio Qualcuno che precario non lo è.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/03/2021

Un ispirato avvocato Gianfranco Amato (Presidente nazionale dell’organizzazione Giuristi per la Vita), ci ricorda l’unica realtà che non passa, a cui volgere lo sguardo in questo tempo di pandemia e di incertezza.


«Pensavo al filosofo Gustave Thibon, il filosofo contadino, e lui diceva: “Non morire non significa vivere”. Stiamo rischiando che per paura di morire rinunciamo a vivere. In questa società postmoderna, ormai completamente liquida, dove nulla ha senso e dove tutto è assolutamente precario, è chiaro che la paura diventa il fattore determinante.

Noi abbiamo avuto nel corso della storia, epidemie, pandemie ben più gravi; pensiamo alla spagnola del 1918 o all’asiatica del ’57. Ma perché non c’era questo? Perché non hanno vissuto questa esperienza del precario che terrorizza perché ormai hai soltanto una dimensione che è la dimensione materiale?

Perché c’erano dei valori che oggi non ci sono più, a cominciare dalla fede. Se la vita non ha più un senso ma è tutto soltanto una questione biochimica, se Dio non esiste, se non c’è un aldilà, se non c’è una dimensione trascendente, beh, allora è chiaro che la morte diventa la parola ultima, e questo distrugge le relazioni sociali.

Infatti, che cosa, secondo me, ha evidenziato il Covid rispetto alle esperienze passate? Ciascuno di noi sa che la propria vita personale è precaria, tutti sappiamo che dobbiamo morire. Quello che la gente non immaginava è una precarietà collettiva della società, cioè che fosse precaria anche la scienza, la medicina, l’economia, la politica, cioè che tutti questi dei crollassero inesorabilmente.

E chiudi dicendo, anche a proposito di quel bellissimo passaggio sul Crocifisso, certo è che la Chiesa – per esempio – ha perso un’occasione pedagogica enorme. In un momento in cui c’era la possibilità di dire – Caro uomo moderno, adesso hai capito che non solo tu singolarmente sei precario, ma tutto è precario? Io ti dico che c’è qualcosa, o meglio Qualcuno che precario non lo è.

Sarebbe stato il momento di ripristinare, o ricordare, il famoso motto dei certosini – Stat crux dum volvitur orbis – tutto crolla, tutto gira, ma c’è una cosa che è incrollabile, la Croce di Cristo.»

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | 2 Comments »

«Svegliatevi! Dobbiamo uscire dall’angolo e ritrovarci.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 24/02/2021

Mons. Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia ci sprona con la forza della verità, ad affrontare questo periodo,

pregando e confidando in Dio,

– aiutandoci a uscire e a ricreare relazioni.

Occorre una certa violenza della parola per dire: svegliatevi! Dobbiamo uscire dall’angolo e ritrovarci.

Lo stralcio dell’intervista è tratto da: @CathVoicesITA intervista di Martina Pastorelli, giornalista che invito vivamente a seguire.

Posted in Attualità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«Caro popolo americano…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/01/2021

Messaggio al popolo americano da Medjugorje dell’Arcivescovo Hoser nel tempo della prova.

«Caro popolo americano, mi rivolgo a voi da Medjugorje, da questo posto che vi piace, che visitate spesso in tempi normali.

Pertanto, viviamo tempi difficili, non solo da voi, negli Stati Uniti, non soltanto nel mondo, a causa della pandemia, ma anche a Medjugorje, a causa della mancanza di pellegrini che vengono da tutto il mondo, assegnati a un regime sanitario che li ferma. Manca la mobilità nel mondo. E dunque, qui, come voi sapete, noi veneriamo la Santa Vergine, Regina della Pace. E questa pace vogliamo proclamare a tutti voi che siete vicini e che siete lontani.

Il tempo in cui viviamo, si può paragonare a un evento gravissimo, che è riportato nel Vangelo. Dopo la morte del Signore il mondo è rimasto immerso nella tenebra, come ci dicono gli evangelisti. E allora, quando il Cristo Gesù, il figlio di Dio, il figlio dell’Uomo, che era stato inviato per salvarci, muore nei cuori umani, ecco che si riempiono di tenebra, e così anche il mondo che ha causato la morte di Gesù nella loro vita, è caduto nella tenebra.

Dobbiamo vivere questo tempo di prova, e dobbiamo leggere ciò che stiamo vivendo come un “segno del tempo”.

Dio che è maestro della storia, che è maestro della nostra vita presente, vuole darci dei segni da interpretare. Questo segno ci dice: “Senza di me non potete far niente”. E quindi noi dobbiamo attaccarci alla sua presenza in noi e attorno a noi, per dissipare le tenebre, per andare verso la luce. Lui ci porta la luce. Come dice il cantico di Zaccaria, Lui è il sole che viene dall’alto. E di questo sole abbiamo tanto bisogno oggi.

Questo è dunque il mio messaggio che vi do, perché viviate intelligentemente, come intelligenza del cuore, la vostra situazione negli Stati Uniti.

Voglio formulare una prospettiva: se gli Stati Uniti promettono e progettano la loro vita verso lo sviluppo e la protezione della vita umana in tutti gli stadi dell’esistenza, essi si salveranno. Se la politica vi spingerà verso la negazione della vita umana, tutto questo contribuirà ad aumentare queste tenebre che ci fanno paura.

E dunque, noi siamo maestri di testimonianza per proclamare nel mondo la speranza che viene da Dio. La speranza. Perché Dio ci arriva dal futuro. Lui ci attende nel tempo a venire, e non ci attende più dalla storia. E noi andiamo verso di Lui per vivere ciò che ci ha offerto, per conoscere la pace con Dio e la pace con tutti gli uomini. A partire da quelli che sono i più vicini a noi, fino a quelli che sono lontani da noi.

E dunque, questo tempo in cui attendiamo i tempi migliori, vi fortifichi nella fedeltà e nel coraggio di attraversare i momenti difficili della vita. E che la santa Vergine Maria, Regina della Pace, vi benedica e vi protegga e vi ami senza limiti.
Che Dio vi benedica.»

Mons. Henrik Hoser.

[tradotto dall’originale francese da Franco Sofia]

Messaggio al popolo americano da Medjugorje dell’Arcivescovo Hoser nel tempo della prova.

(File originale in francese)

https://www.youtube.com/watch?fbclid=IwAR1nBC85pc7WA9NpdxfaSkOQnopEnaM1Nm60ljQaNxgT1L0dbKyLXOz-uJg&v=jTY-k0YSuaI&feature=youtu.be&ab_channel=206Tours

Posted in Attualità, Medjugorje | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

«L’Eucarestia, soprattutto in questo periodo così difficile, non può essere lasciata ai margini delle nostre esistenze.»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 10/11/2020

Messaggio scritto dal Cardinal Bassetti, arcivescovo di Perugia ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle consacrate, a tutti i fedeli di Cristo.

L’Eucarestia al centro della vita dei cristiani

«O Dio, Tu sei il mio Dio! All’aurora ti cerco! Di Te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne come terra deserta, arida e senz’acqua.» (Sal 62).

Questa notte, in sogno, mi sono ritrovato nel tempo in cui, in Seminario, avevo come Padre spirituale don Divo Barsotti. Egli mi insegnava a rivolgermi all’Onnipotente con queste parole fin dal mattino: «O Dio, Tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco».

Da quando sono in isolamento per la positività al Covid-19, ho la possibilità di comunicarmi ogni giorno nella mia camera, avendo portato una piccola pisside vicino alla porta della stanza.

Era necessaria questa esperienza di malattia per rendermi conto di quanto siano vere le parole dell’Apocalisse in cui Gesù dice all’angelo della Chiesa di Laodicèa: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3, 20).

L’Eucarestia, soprattutto in questo periodo così difficile, non può essere lasciata ai margini delle nostre esistenze ma dev’essere rimessa, con ancora più forza, al centro della vita dei cristiani.

L’Eucarestia non è soltanto il Sacramento in cui Cristo si riceve – l’anima è piena di grazia e a noi è dato il pegno della gloria futura – ma è l’anima del mondo ed è il fulcro in cui converge tutto l’universo. In definitiva, l’Eucarestia è pro mundi salute, ovvero per la salvezza del mondo, e pro mundi vita, per la vita del mondo (Gv 6, 51).

Nell’Eucarestia Gesù rinnova e riattualizza il suo sacrificio pasquale di morte e resurrezione, ma la Sua presenza non si limita a un piccolo pezzo di pane consacrato. Quel pane consacrato trascende dallo stesso altare, abbraccia tutto l’universo e stringe a sé tutti i problemi dell’umanità, perché il corpo di Gesù è strettamente unito al corpo mistico che è tutta la Chiesa. Non c’è situazione umana a cui non possa essere ricondotta l’Eucarestia.

Anche le vicende drammatiche che stiamo vivendo in questi giorni in Italia – come l’aumento della diffusione dell’epidemia, la grave crisi economica per molti lavoratori e per tante imprese, l’incertezza per i nostri giovani della scuola – non sono al di fuori della Santissima Eucarestia.

Mi ricordo che Padre Turoldo ci insegnava queste cose con grande chiarezza. E più vado avanti negli anni, più cerco di sperimentarle e più le sento vere. Non c’è consolazione, non c’è conforto, non c’è assenza di lacrime che non abbia il suo riferimento a Gesù Eucarestia.

Questo è un piccolo messaggio che voglio indirizzare ai miei preti, ai consacrati, ai giovani, alle famiglie e ai bambini dell’Archidiocesi.

Vorrei che in questo periodo di così grave sofferenza non sentissimo la croce come un peso insopportabile ma come una croce gloriosa.

Perché la Sua dolce presenza e la Sua carezza nell’Eucarestia fanno sì che le braccia della croce diventino due ali, come diceva don Tonino Bello, che ci portano a Gesù.

Ritengo infatti, come scriveva Paolo, «che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi».

Con «impazienza» noi aspettiamo di contemplare il volto di Dio poiché «nella speranza noi siamo stati salvati» (Rom 8, 18.24).
Pertanto, è assolutamente necessario sperare contro ogni speranza, «Spes contra spem». Perché, come ha scritto Charles Péguy, la Speranza è una bambina «irriducibile». Rispetto alla Fede che «è una sposa fedele» e alla Carità che «è una Madre», la Speranza sembra, in prima battuta, che non valga nulla. E invece è esattamente il contrario: sarà proprio la Speranza, scrive Péguy, «che è venuta al mondo il giorno di Natale» e che «portando le altre, traverserà i mondi».

Perugia, 30 ottobre 2020

Gualtiero Card. Bassetti

(Fonte: http://diocesi.perugia.it/)

Posted in Attualità, Chiesa | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »