FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI ai giovani, Loreto 2007

“Quella piccola Ostia, esposta, era in grado di compiere grandi cose. Il mio cuore si scioglieva ogni volta che la guardavo”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 30/08/2014

Twpid-slavko02.jpgestimonianza dell’esperienza a Medjugorje di Umberto Greco; a Gesù, per Maria.

La mia conversione avvenne nell’Agosto del 2008, quando decisi di partire per la prima volta per Medjugorje. Tantissime erano le domande che mi affliggevano sull’esistenza di Dio e che da alcuni anni mi portavano ad allontanarmi dalla Chiesa: non andavo a Messa (le uniche volte erano per Natale, Pasqua e qualche funerale). Calunniavo l’istituzione della Chiesa, offendevo i preti e il papa, ma soprattutto bestemmiavo. Come il fumo, l’alcol o il gioco d’azzardo, la bestemmia può diventare un vizio. E per me, lo era.

Ero arrivato al punto di bestemmiare senza neanche rendermi conto di farlo; ormai era parte del mio linguaggio. Partii con parecchie curiosità, ma soprattutto con il grande desiderio scoprire chi era o cosa fosse la Verità per me; sentivo che non ne sarei rimasto deluso. Inizialmente il viaggio è stato un po’ pesante, con tutto l’autobus che pregava e cantava, e io che mi annoiavo perché volevo dormire o ascoltare la musica. Ma, nonostante tutto, cercavo il più possibile di conformarmi al gruppo e pregare con loro, anche se non sapevo neanche come si usasse un Rosario.

Arrivati a Medjugorje notai subito un’atmosfera diversa, un “qualcosa” che prima d’allora non avevo mai provato. È incredibile pensare che durante il viaggio uscivano dalla mia bocca solo parole, mentre ora cominciavo a pregare con il cuore. I giorni, durante il meraviglioso Festival dei giovani, passarono in fretta: la mattina tra canti, balli e testimonianze; e la sera tra Rosario, Messa e Adorazione Eucaristica. È proprio da quest’ultima che ho sentito veramente toccare il mio cuore. Quella piccola Ostia, esposta, era in grado di compiere grandi cose. Il mio cuore si scioglieva ogni volta che la guardavo. Ogni sguardo era come un raggio di sole che pian piano illuminava il mio cuore……..

…Vi fu una mattina che, prima di andare sul monte Podbrdo, ci fermammo sotto la casa di Vicka. Ero riuscito ad intrufolarmi fra la gente e a mettermi di lato alla scala da dove Vicka parlava. Era vicinissima a me. Aveva qualcosa di non comune, difficile da spiegare. Aveva gli occhi così profondi, e un sorriso così splendente che non riuscivi a smettere di fissarla e a ridere anche tu senza capire il perché. Quando mi ha imposto le mani sulla testa, il mio cuore si è letteralmente aperto, sprigionavo gioia da tutte le parti. Il viso di Vicka era davvero l’espressione dell’amore che la Gospa ha per noi, suoi figli.

imma03Quell’amore che avvertivo costantemente, ma che si incarnava ogni volta che partecipavi ad una apparizione. In quei momenti, davvero il paradiso era in mezzo a noi, ed è proprio in quei brevi minuti che comprendi l’eternità del Paradiso, e ti rendi conto che tutto è reale, le apparizioni sono reali, Dio è reale. Prima di partire e durante quei giorni, pensavo di aver bisogno, e quindi ottenere, un miracolo per poter credere totalmente. Ma non è stato così: non ho mai visto nessun segno straordinario a Medjugorje, e la cosa mi aveva reso molto deluso. Guardavo continuamente il cielo, il sole, la croce del Krizevac, ma niente: l’unica cosa che ottenevo era un bel dolore agli occhi subito dopo.

Ma poi, col tempo ho capito che nessun segno mi sarebbe servito per la mia conversione. Dio ha preferito agire direttamente nel mio cuore, come da tempo cercava di fare, mentre io gli avevo sempre chiuso le porte del mio cuore. Ma a Medjugorje ho cominciato ad ascoltare la sua voce che è Verità: “Chiunque è dalla Verità ascolta la mia voce”, dice Gesù. Un segno straordinario come dono di Dio, certamente rafforza la tua fede, ma se non apri il tuo cuore alla Verità, se non hai permesso a Dio ti parlarti, allora nessun miracolo straordinario potrà mai cambiarti. Una guarigione fisica non è nulla a confronto alla guarigione spirituale.

La conversione del cuore, questo è quello che vuole che vuole Dio, ed è proprio per questo che la Madonna appare da 30 anni, per richiamare tutta l’umanità a suo figlio Gesù, supplicandoci sempre con i suoi messaggi alla conversione del cuore. Questa è stata una mia piccola testimonianza del mio primo pellegrinaggio. Le altre volte che ho fatto ritorno a Medjugorje, ho avuto la conferma di tutto quello che ho sperimentato la prima volta, ma, soprattutto, ho capito tante cose che dopo il mio primo viaggio non avevo capito o accettato.

Medjugorje non è il punto di arrivo della nostra conversione, bensì il punto di partenza, l’inizio di tutto, perché la nostra conversione, nonostante tante difficoltà, la costruiamo qui, nella vita di tutti i giorni. Ringrazio la Mamma celeste che, prendendomi per le orecchie, mi ha portato fino a casa sua, a Medjugorje, dove mi ha presentato e offerto gratuitamente la Verità, cioè Gesù.

(Fonte: http://www.lasacrafamiglia.it/)

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“Allora chi devo accettare, quello che è morto o quello che è vivo?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/08/2014

Post01_01La storia – unica al mondo nel suo genere – di un giovanissimo Imam convertito al cattolicesimo: “Nel Corano si dice che Gesù Cristo è vivo”. Da lì è partita la sua conversione

Mario Joseph era un imam di 18 anni, è diventato cristiano e suo padre ha cercato di assassinarlo. Oggi è predicatore cattolico in India. È un caso unico al mondo. È il primo chierico musulmano ad aver abbracciato il cristianesimo, il che ha rappresentato una condanna a morte. Nel cimitero del suo villaggio indiano c’è una lapide con il suo nome, e sotto una bara con una scultura di creta delle sue dimensioni. Suo padre gli ha detto: “Se vuoi essere cristiano devo ucciderti”. Invece è vivo, e Lartaún de Azumendi è riuscito a intervistarlo per “La Noche de COPE”.

Mario Joseph, lei aveva 18 anni ed era un chierico musulmano. Cos’è successo per farle cambiare vita?

Ero il terzo di sei fratelli, e quando avevo otto anni mio padre mi ha mandato a una scuola coranica per diventare imam. Dopo dieci anni di studio, a 18 anni sono diventato imam. Un giorno stavo predicando nella moschea che Gesù Cristo non era Dio e una persona presente mi ha detto di non dirlo e mi ha chiesto chi fosse Gesù Cristo. Visto che non avevo risposte da dare, mi sono messo a leggere tutto il Corano e ho scoperto che al capitolo 3 parla di Gesù e lo nomina molte volte come Gesù Cristo, e nel capitolo 19 si parla di Maria.

Nel Corano, Maria è l’unico nome femminile ad apparire, e si dice che Gesù è la Parola di Dio.

La zona dell’India in cui viveva era musulmana?

Sì. È a maggioranza musulmana e induista, in pratica non ci sono cristiani.

Com’è iniziato il processo di conversione a partire da quel dubbio mentre stava predicando?

Post01_02Nel Corano si dice che Maometto è morto, ma che Gesù Cristo è ancora vivo. Quando ho letto questo ho pensato “Allora chi devo accettare, quello che è morto o quello che è vivo?”.

Ho chiesto ad Allah chi dovevo accettare e mi sono messo a pregare perché mi aiutasse, e quando mi sono messo a pregare ho aperto il Corano, dove al capitolo 24 versetto 10 si dice che chi ha un dubbio di questo tipo sul Corano deve andare a leggere la Bibbia. Per questo ho deciso di iniziare a studiare la Bibbia. Mi sono allora reso conto di chi fosse il vero Dio, e da lì ho abbracciato il cristianesimo.

Lo racconta in modo naturale pur conoscendo la situazione che poteva vivere per aver accettato tutto ciò. Cos’è successo intorno a lei?

Quando mi sono convertito sono andato in un centro per ritiri e la mia famiglia ha iniziato a cercarmi. Mi ha trovato lì. Mio padre mi ha colpito con forza e mi ha portato a casa. Quando siamo arrivati mi ha messo in una stanza, mi ha legato mani e piedi, mi ha denudato, mi ha messo sostanze piccanti sugli occhi, sulla bocca e nel naso e mi ha lasciato lì senza cibo per 28 giorni. Passato questo periodo è venuto e mi ha preso per il collo per vedere se ero vivo.

Ho aperto gli occhi e ho visto che aveva un coltello in mano. Mi ha chiesto se accettavo Gesù e mi ha detto se lo accettavo mi avrebbe ucciso. Sapevo che mio padre mi avrebbe ucciso perché è un musulmano molto duro, era convinto. Gli ho detto che accettavo Gesù Cristo e in quel momento una luce molto potente ha colpito la mia mente e mi ha dato la forza per gridare con tutto il fiato che avevo in corpo “Gesù!”.

In quel momento mio padre è caduto e il coltello che aveva in mano gli si è conficcato nel petto. Si è fatto un grande taglio, ha iniziato a sanguinare copiosamente e gli usciva schiuma dalla bocca. La mia famiglia, preoccupata, lo è venuto a cercare, lo ha portato all’ospedale e si è dimenticata di chiudere la porta. Sono riuscito a uscire e a prendere un taxi per andare al centro per ritiri in cui mi avevano catturato e sono rimasto nascosto lì.

Sembra incredibile che lei abbia avuto la forza fisica per uscire di casa e andare al centro di accoglienza cattolico…

(Fonte: http://www.aleteia.org/)

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Messaggio della Regina della Pace del 25 Agosto 2014

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 25/08/2014

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Cari figli!

Pregate per le mie intenzioni perché Satana desidera distruggere il mio piano che ho qui e rubarvi la pace.

Perciò, figlioli, pregate, pregate, pregate affinché Dio possa operare attraverso ciascuno di voi.

I vostri cuori siano aperti alla volontà di Dio.

Io vi amo e vi benedico con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Fonte: http://www.medjugorje.hr/

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Recita la preghiera: “Gesù confido in te!”, anche se non ci credi, è tanto semplice, inizia a recitarla.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/08/2014

Dopo anni vissuti lontano dalla fede, Giancarlo Celli scopre la Divina Misericordia a adesso la diffonde http://www.divinamisericordia.onweb.it

Mi è rimasta nell’orecchio questa preghiera. Ho iniziato piano piano a recitarla, sempre di più, sempre di più, era una cosa che mi faceva compagnia nell’arco della giornata.

Vedevo che più la recitavo e più entrava dentro di me… mi sentivo veramente questa Presenza alla quale affidare tutto, tutto quello che era la mia giornata.

Era bello accorgersi veramente che con quella piccola preghiera potevi avere tanti messaggi, tanto calore dall’alto…

Questo messaggio ha cambiato la mia idea della fede. Prima pensavo a un Dio giudice distaccato, pronto a condannare, ma ho iniziato a vedere Dio come Salvatore Misericordioso. Questo è stato tanto per me, un ragazzo come tanti, uno dei più grandi peccatori.

Ho iniziato a vivere questo messaggio in maniera intima, non ne parlavo con nessuno… Anche la CORONCINA, si recita in macchina benissimo…

Questi due raggi che ti avvolgono, che ti riscaldano

Poi una notte è arrivato un sogno. Mi veniva indicato quello che dovevo fare. Andavo a Messa la domenica ma non frequentavo gruppi di preghiera. Sogno che dovevo rivolgermi alla Basilica di San Domenico Abate a don Felice, il parroco, dovevo andare da lui e parlargli di questo sogno.

Questo prete invece di dirmi che non ci stavo con la testa, mi disse: ti dò carta bianca, prepara un programma, facciamo un’adorazione eucaristica con l’invocazione della Divina Misericordia, portami il programma e partiamo.

Abbiamo iniziato con la Messa, poi cinque persone a recitare la Coroncina, ora dalla cripta siamo passati alla Basilica di San Domenico Abate, la seconda Domenica di ogni mese facciamo quest’adorazione…

Di grazie ne sono arrivate tante…

Bisogna pregare con fede, superare il limite dell’uomo perché il Signore è pronto a esaudirci di qualsiasi cosa.

Abbiamo creato un sito http://www.divinamisericordia.onweb.it con le meditazione, potete riproporle come volete…

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«E’ molto importante essere vicino a Gesù o no? » – « Sì, possiamo ricevere tutto »

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/08/2014

wpid-slavko01.jpg(Una catechesi di Padre Slavko Barbaric del 4 agosto 1985)

Tutti siamo aperti, tutti vogliamo la pace e la riconciliazione. Ma è molto pericoloso se siamo impediti da qualche cosa, se abbiamo trovato una scusa per non incominciare con la preghiera, col digiuno.

Perché sono importanti la preghiera, il digiuno, come mezzi: sono la strada, la via per arrivare alla fonte.

La Madonna non domanda da noi la preghiera per farci perdere tempo, e non domanda il digiuno perché è piena di gioia se noi abbiamo fame. Non si tratta di questo, si tratta di due mezzi che noi dovremmo usare per avere la pace, per aprirci alla pace. E domanda ogni giorno il Credo, sette Padre Nostro, il Rosario intero, leggere la Bibbia.

Poi domanda di digiunare due volte alla settimana e la confessione ogni mese. Perché? Sono cose molto semplici, ma sono convintissimo che domanda questo per aiutarci, perché non troviamo di nuovo le scuse; tutti possiamo cominciare o, se abbiamo cominciato, continuare. E ogni giorno si sviluppa la vostra preghiera. Se vi succede come a S. Francesco di cominciare il Padre Nostro e pregare tutta la notte solo il Padre Nostro e sentite nella bocca dolcezza, nel cuore un po’ caldo, fate bene, fate più di quello che la Madonna domanda. Questa è per noi una scuola della fede. Ma si deve cominciare con le cose molto semplici.

Io dico di nuovo che la Madonna non domanda centocinquanta Ave Maria. Che cosa può succedere se qualcuno ha capito che la Madonna domanda centocinquanta Ave Maria? Prenderà il Rosario e in quindici minuti le avrà dette tutte e dirà: « Per oggi ho finito, grazie a Dio ». Non si tratta di questo, pregando il Rosario si tratta di un avvicinarsi a Gesù, di vivere con Gesù, con la Madonna in ogni situazione della giornata: quando lavoro, quando mangio, quando sono nella famiglia, sempre.

wpid-slavko02.jpgQuesto non significa che si può sempre pregare, ma si può pregare più spesso di quanto noi pensiamo. Se uno fuma e fuma venti sigarette, se non trova una camera dove può stare solo a fumare, è pronto a fumare anche in fabbrica dove cento altri devono fumare con lui e fa l’aria impura. Fuma e non si vergogna.

Ma noi, quando si tratta di pregare, diciamo che non possiamo. Allora vedete come abbiamo perso il senso di essere vicino a Gesù, di essere vicino alla Madonna. Come ha detto la Madonna, se non puoi trovare il tempo per il Rosario intero nella tua casa, perché devi alzarti presto al mattino e torni tardi alla sera, puoi pregare guidando la macchina, puoi prendere venti minuti per il Rosario, come li prendi per il caffè o le sigarette. lo vedo che non si tratta del tempo, qualche volta manca soprattutto il senso del valore della preghiera. E la Madonna domanda la preghiera per invitarci ad essere vicini a Gesù.

E adesso la domanda: «È importante essere vicini a Gesù o no?». La Madonna ha detto: «Pregate e avrete la gioia più profonda, avrete la pace, supererete la vostra stanchezza, diventerete anche belli e belle. Avrete la forza anche per la riconciliazione».

Allora su questo punto possiamo proprio essere egoisti: se noi viviamo vicino a Gesù, vicini alla Madonna, in Dio, avremo la gioia anche quando saremo nella sofferenza, avremo la pace e potremo portare la pace, la riconciliazione dove gli altri fanno solo conflitti. Da chi si può sperare in questo mondo la pace dove gli altri fanno i conflitti se non dai cristiani? Ma guardate come siamo lontani da questa sapienza della Croce e di Gesù.

Ho detto che possiamo essere egoisti: se tu preghi, tu avrai la tua gioia, supererai la tua stanchezza, risolverai i tuoi problemi.

wpid-slavko03.jpgChe cosa significa quando la Madonna dice che supererai la tua stanchezza? Chi è stanco? È stanco chi dice: «non posso». Una famiglia divorziata è un segno di stanchezza nel mondo odierno. Una famiglia che non può risolvere i suoi problemi ed è nei conflitti è – una famiglia stanca. Un giovane che prende le pastiglie, o beve, o prende la droga è uno stanco. E ce ne sono molti in questo mondo. La Madonna dice: «Pregate e supererete la vostra stanchezza».

Quando dico che la preghiera è un mezzo per diventare belli, non lo dico per scherzo.

Jelena ha domandato una volta alla Madonna: «Perché sei così bella?», la risposta era: «Io sono bella perché amo. Se volete diventare belli, amate». Questo è un messaggio profondo teologicamente: noi tutti siamo creati ad immagine del Signore, belli e belle, pieni di pace.

Questa è l’immagine del Paradiso: essere riconciliati col Signore e con tutti gli altri. Quando è entrato il peccato nella vita dell’umanità, nella nostra vita, ha rovinato la nostra anima, il nostro cuore. Pregare, aprirsi, perché con il dono della grazia e dell’amore si diventa belli, creati ad immagine del Signore. Ma è bene dire che se abbiamo capito che la bellezza esteriore dipende anche un po’ dalla bellezza interiore, forse è più facile deciderci per questa bellezza interiore, per l’amore che il Signore ci offre.

Allora la risposta alla mia domanda: «E’ molto importante essere vicino a Gesù o no?» è: «Sì, possiamo ricevere tutto».

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«Pregavo che sapesse che stavo bene» . James Foley, martire cristiano.

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/08/2014

Aleppo - 07/12Avete presente James Foley, il giornalista americano decapitato dagli jihadisti con tanto di testimonianza video?

Foley era stato catturato nel 2011 dalle forze filo governative libiche. Venne liberato dopo quarantacinique giorni. Scrisse in una lettera in cui queste espressioni molto lasciano intendere della fede che lo sosteneva.

Cattolico, pregava il Rosario. Un martire dei nostri tempi…

Nato in una famiglia cattolica di Boston, Foley raccontò:

«Io e i miei colleghi fummo catturati e detenuti in un centro militare di Tripoli (…) aumentava la preoccupazione per il fatto che le nostre mamme potessero essere in panico».

E anche se «non avevo pienamente ammesso a me stesso che mia mamma fosse a conoscenza di quello che mi era successo», Foley ripeteva a una collega che «mia mamma ha una grande fede» e che «pregavo che sapesse che stavo bene. Pregavo di riuscire a comunicare con lei».

JamesFoley_02Il giornalista raccontò di quando «cominciò a dire il rosario», perché «era come mia madre e mia nonna avrebbero pregato (…). Io e Clare (una collega, ndr) iniziammo a pregare ad alta voce. Mi sentivo rinfrancato nel confessare la mia debolezza e la mia speranza insieme e conversando con Dio, piuttosto che stare solo in silenzio».

I giornalisti poi furono trasferiti in un’altra prigione dove si trovavano i prigionieri politici, «da cui fui accolto e trattato bene».

Dopo 18 giorni accadde un fatto che Foley non si seppe spiegare, fu prelevato dalla cella dalle guardie e portato nell’ufficio del guardiano «dove un uomo distinto e ben vestito mi disse: “Abbiamo pensato che forse volevi chiamare la tua famiglia”.»

«JamesFoley_03Dissi una preghiera e composi il numero». La linea funzionava e la madre del giornalista rispose. «Mamma, mamma sono io, Jim», disse il ragazzo. «Sono ancora in Libia, mamma. Mi dispiace di questo. Perdonami».

La donna incredula rispose al figlio che non doveva dispiacersi e gli chiese come stava: «Le dissi che mi nutrivo, che avevo il letto migliore e che mi trattavano come un ospite».

Foley aggiunse: «Ho pregato perché sapessi che stavo bene. Hai percepito le mie preghiere?». La donna rispose: «Jimmy tante persone stanno pregando per te. Tutti i tuoi amici Donnie, Michael Joyce, Dan Hanrahan, Suree, Tom Durkin, Sarah Fang che ha chiamato. Tuo fratello Michael ti vuole molto bene».

Poi la guardia fece un cenno e il ragazzo dovette salutare la madre.

Continua a leggere su TEMPI.IT (di Benedetta frigerio)

R.I.P. James Foley

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Messaggio della Regina della Pace a Ivan del 17 agosto 2014 a Vicenza

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 18/08/2014

papa-212x300E’ dall’inizio del blog che pubblico con gioia i messaggi della Regina della Pace palesemente rivolti alla Parrocchia e al mondo. In genere tendo a non pubblicare i messaggi ricevuti da Ivan (che leggo con piacere cercando di viverli come gli altri), essendo in genere rivolti al gruppo di preghiera che guida con prudenza e saggezza dall’inizio delle apparizioni.

Questo però, in questo tempo in cui la pace sembra essere più incerta che mai, può essere lo sprone a intensificare la preghiera per la Pace e per il Papa che, agli occhi di Maria, che vedono più dei nostri, deve avere un ruolo particolare in questi tempi così difficili per il mondo intero.

Ecco il messaggio

PapaFrancesco_Colomba“Cari figli,

oggi in modo particolare vi invito a pregare per la pace, apritevi allo Spirito Santo cari figli, che lo Spirito Santo vi guidi, particolarmente cari figli in questo tempo pregate per il mio amatissimo Santo Padre pregate per la sua missione della pace, la Madre prega insieme a voi, intercede presso Suo Figlio per ciascuno di voi.

Grazie cari figli perche’ anche oggi avete risposto alla mia chiamata.”

Dopo una conversazione privata con Ivan la Madonna ha continuato a pregare sopra a tutti i presenti in e se ne è andata con il segno della luce e della croce con il saluto:

“Andate in pace cari figli miei”

(Fonte del testo del messaggio: Mailing List: Informazioni da Madjugorje)

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Ho supplicato la Madonna di diventare il genitore dei miei figli perché ero un fallito

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/08/2014

Nancy e Patrick, miliardari canadesi una volta lontani da Dio, ora vivono a Medjugore raccontando instancabilmente come la Regina della Pace abbia riordinato la loro vita familiare disastrosa. Avevano tutto, ricchezza, successo, ma quattro figli infelici…

Una testimonianza forte la loro, vera e coraggiosa, un esempio percorribile per tutte quelle persone che vivono croci familiari più forti di loro…

Buona visione.

Per sposarmi in chiesa ho dovuto fare delle promesse, promisi di andare a Messa, di confessarmi regolarmente, di crescere i miei figli cattolici, e così feci. Nancy così, era contenta. Ricevetti anche un bel certificato di matrimonio che eravamo sposati inchiesa. Ma la settimana dopo già rompevo tutte le mie promesse…

Niente mi toccava, fino a quando il fratello di Nancy ci ha mandato un pacchetto. Erano i messaggi di un posto che si chiama Medjugorje dove dei ragazzi dicevano di vedere la Madonna. Mi dissi che non poteva essere possibile. Dissi a Nancy che se quelli erano messaggi erano per lei. Nancy ha rimesso questi messaggi nelle mie mani dicendo: ecco marito pagano, buttalo via tu, così sarà sulla tua coscienza.

Mi ha detto marito pagano? Mia coscienza? Ho aperto il libricino per vedere cosa sarebbe stato sulla mia coscienza e ho letto un messaggio: “Vi chiamo alla vostra conversione PER L’ULTIMA VOLTA”. No so che è successo. Il mio cuore è stato colpito e lacrime hanno cominciato a cadere senza fermarsi…

Ho creduto ai messaggi subito. Non so perché, ma ho saputo chiaramente che questo messaggio fosse per me. Più leggevo i messaggi, più mi innamoravo della Madre di Dio.

Mio figlio minore era stato espulso dalla scuola per spaccio di droga. Tornato a casa coi capelli rasta mi disse: è la mia vita lasciamo fare quello che voglio. Il Preside mi diceva che il problema di questi figli era di essere cresciuti con troppi soldi.

Suo fratello giocava a rugby. Tornava sempre ubriaco. Che potevo fare con un figlio grande alto così?

La terza figlia si sposò a 17 anni, divorziò a 19 Risposata a 21, divorziata a 24. Ma che fai? – le chiesi – Lei mi ha guardato e ha risposto: e che cosa hai fatto tu papà? Questo ho insegnato io ai miei figli…

La loro vita era il frutto di una vita senza Dio, senza Chiesa, solo coi soldi. Droghe, alcol, divorzi, per i miei figli. E io con un libro di messaggi. Ho creduto. Come può un libretto di messaggi cambiare una vita così? Non ne ho idea.

Ho detto a Nancy. Non possiamo fare niente coi figli, andiamo a questo incontro mariano. Alla Messa il sacerdote disse: Chiedo a ognuno di voi di fare qualcosa di speciale. Stasera chiedo a ognuno di voi di consacrare i vostri figli al Cuore Immacolato di Maria.

Dissi: Nancy! Consacrare i figli! Questa è la risposta giusta! Ma non sapevo come fare. Il sacerdote insisteva. Consacrate i vostri figli adesso. Allora mi sono alzato, ho steso le mani davanti alla statua della Madonna e ho detto: Santa Madre di Dio io ti supplico: Prendi tu i miei figli, diventa tu per i miei figli il genitore che io non sono mai stato.

Non ho mai pregato coi miei figli, non li ho neanche battezzati e guarda che cosa è successo, Hanno avuto ogni cosa materiale, ma la loro vita era un disastro perché mancava la cosa puiù importante, la santa fede cattolica.

Ho supplicato la Madonna di diventare il genitore dei miei figli perché ero un fallito.

Non potevo fermare la droga, l’alcool, i divorzi, ho detto: santa Madre, salvali tu.

Il messaggio principale della Madonna è questo: il Rosario. La Madonna ha detto: se voi pregate il santo Rosario insieme ogni giorno, vi mostrerò miracoli nella vostra famiglia. Ho detto: Nancy, che cosa abbiamo da perdere? Ho creduto ai messaggi della Madre di Dio. Prima non avevo mai pregato il santo Rosario. Nancy, iniziamo. Ho scoperto che la preghiera era una decisione, la mia decisione.

Ho scoperto che la Madonna ci dà cinque messaggi principali a Medjugorje.

Il secondo messaggio dove la Madonna dice: andate alla Santa Messa, almeno ogni domenica. Pensate a questo marito che non aveva mai detto una preghiera nella sua vita invitava la moglie a pregare il Rosario ogni giorno e ad andare a Messa.

Io ho creduto a questi messaggi.

Nel terzo messaggio ho scoperto che la Madonna dice: non potete iniziare la vostra conversione senza confessione. Non mi confessavo da 30 anni. Ho vissuto nel peccato mortale quasi tutta la mia vita. Ero cattolico! Mi confessai dicendo tutto al sacerdote. Matrimonio, divorzio, adulteri, matrimonio, divorzio, adulteri, le mie mancanze coi figli, alcool, droga nella vita dei miei figli, una vita del tutto fuori di testa. Il prete ha detto – IO TI ASSOLVO – se questo non è il regalo più grande del mondo, non so che cosa sia.

Nancy e Patrick ora vivono a Medjugorje. Il figlio più giovane che era drogato ora collabora con le suore di don Bosco, il figlio alcolizzato è pompiere, Sono sposati con due bellissimi figli ciascuno, la figlia che da dieci anno non dava notizie ai genitori, nel 2012 ha accettato di trascorrere una settimana coi genitori a Medjugorje.

Dice Nancy: La Madonna ha promesso: Se voi consacrate i vostri figli al mio Cuore Immacolato, saranno salvati! E noi lo abbiamo creduto.

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«Lourdes mi ha cambiato la vita»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 14/08/2014

Paola01Paola Turci racconta la sua conversione

È la ragazza con la chitarra. Da sempre questo nomignolo la identifica e anche se il tempo passa e si diventa grandi, magari senza volerlo, Paola Turci è davvero una ragazza. Lontani i riflettori, solo una puntatina all’ultima edizione di Sanremo, ma solo per sostenere, nella serata dei duetti, insieme a Marina Rei, l’amico Max Gazzè. Una scelta precisa della cantautrice, che oggi preferisce al circo televisivo il suo sito internet e i concerti dal vivo per incontrare i fans.

«Mi pesa confrontarmi con i media. So cosa mi aspetta, come si muove il mondo del gossip, come nascono le notizie. Ho diradato moltissimo la mia presenza in televisione per disagio, perché dovevo essere diversa da me stessa per poter stare davanti alle telecamere. Oggi però sono felice».

Lo afferma quasi d’un fiato, prima di affrontare un concerto-racconto che lei, abituata a mille palchi diversi, anche i più improvvisati in giro per il mondo, non ha mai eseguito. Nella chiesa di San Bernardino il pubblico è pronto e numeroso, arrivato anche da altre città per sentire non solo la voce di Paola, ma anche per incontrare il suo cuore felice. Accoccolata dietro la chitarra, sconfigge piano piano il suo imbarazzo di cantare, per la prima volta, davanti all’altare. E si racconta con i suoi brani, che l’aiutano a ripercorrere la sua vita artistica e personale, tra lontananza e incontro con Dio. Più che le parole, è con la musica che riesce un po’ ad esprimere ciò che ancora fatica a spiegare.

«Non riesco a raccontare di Lourdes, a dire quello che ho vissuto – ammette tra un brano e l’altro -. Per ora è una cosa tutta mia. Però da allora è cambiato tutto».

Certo è che se lei stessa parla di aver vissuto una rivoluzione, chi legge le sue canzoni può intercettare una personalità da sempre alla ricerca, come hanno fatto i frati francescani del convento di San Bernardino che l’hanno invitata per il primo di un ciclo di incontri quaresimali. E lo testimonia anche il successo negli anni della canzone Bambini, con cui nel 1989 ha vinto il festival di Sanremo per la categoria emergenti, e che il prossimo 8 marzo le è stato chiesto di cantare alla presidenza della Repubblica.

- Cosa è successo a Paola, che anni fa cantava Ringrazio Dio con la voglia di rinnegarlo?

«Quella Paola non c’è più. Prima credevo che il Vangelo fosse una cosa creata dagli uomini, ero convinta che Dio non esistesse. Però allo stesso tempo invidiavo le persone che avevano fede per la loro gioia, la serenità. Ero così cieca, ignorante, avevo qualcosa sugli occhi che mi impediva di vedere anche la verità. Avevo dato le spalle alla fede, ma mi mancava anche la conoscenza, la cultura religiosa. A Lourdes sono andata senza convinzione, trascinata da un’amica. Poi qualcosa è successo: mi chiedevo se stavo diventando pazza, invece semplicemente grazie al dolore ho gettato via la zavorra che mi portavo addosso».

Lourdes- Quanto ha inciso in questo percorso l’aver subito nel 1993 un drammatico incidente?

«Non è stato determinante, ma qualcosa da allora è cambiato. Ho cominciato a vedere la vita con una maggiore profondità, forse addirittura con spiritualità, ma non c’è stata una conversione. Prima vivevo con un grande vuoto dentro, facevo solo finta di stare bene. Le cicatrici invece mi hanno costretta a riflettere sul senso dell’esserci, sui valori profondi.Vivere ogni giorno come un dono è diventato importante, però oggi so chi ringraziare per ogni istante e per le mille, piccole occasioni che ogni giornata porta con sé. A Lourdes ho capito che la fede ti guarisce, non tanto la malattia del corpo, ma quella interiore. E capisci che forse la fede ce l’hai sempre avuta, senza saperlo».

- Tornare nel mondo dello spettacolo con il volto segnato non è stato facile…

«Prima di essere accettata dagli altri ho capito che dovevo accettare me stessa. Avrei potuto smetterla con la musica, cambiare mestiere e soprattutto non farmi più vedere. Invece ho ricominciato da me, con tantissime cadute. Mi sono resa conto che valgono davvero altre cose, che dovevo imparare ad amarmi come sono. Pochi giorni dopo l’incidente, ho visto la mia foto sul giornale: mi sono vista per la prima volta, solo in quel momento ho realizzato che non ero così brutta come mi sentivo. Avevo perso definitivamente qualcosa che fino a quel momento non apprezzavo e che invece era un dono. Ma anche ricominciare è un regalo che ti permette di aprirti a nuove prospettive».

- Le tue canzoni trattano anche temi sociali. Amnesty Italia nel 2005 ha premiato Rwanda, dedicata al genocidio che ha insanguinato il Paese africano. Sei andata anche ad Haiti con la fondazione Francesca Rava per far conoscere la situazione dell’infanzia. Pensi che la musica abbia una responsabilità particolare per sensibilizzare l’opinione pubblica?

«La musica è responsabile perché è un mezzo preziosissimo innanzitutto per chi la fa. Se non avessi fatto questo mestiere, probabilmente avrei lavorato nel mondo del sociale, ma adesso mi rendo conto che è grazie alla musica che posso avvicinarmi alle realtà difficili. È con la chitarra che vado nelle carceri, è con le note che aiuto le persone a far emergere le loro emozioni. Anche incontrare i bambini accade grazie alla musica. Mi consente di stabilire un contatto umano, di far vibrare quello che sento e che gli altri mi restituiscono. Poi se aiuta a far conoscere una situazione all’opinione pubblica è il massimo».

- Ci sono altri artisti che in questi anni stanno vivendo un riavvicinamento alla fede. Pensi che ci sia un motivo particolare perché ciò sta accadendo?

«Non lo so. In realtà non mi sento a mio agio nel parlare di fede, di quello che ho vissuto, perché non sto promuovendo la mia conversione come si fa con un disco. Soprattutto, temo di allontanare da me la grandezza del dono raccontandolo. È ancora una cosa delicata e intima e forse vale anche per gli altri artisti. Non conta quanto e come ne parli per certificare il tuo percorso di fede. Contano gli occhi e le azioni delle persone, è lì che si vede la verità di un percorso».

- Adesso che sono passati dei mesi dal tuo viaggio a Lourdes, ci sono ancora persone, soprattutto del mondo musicale, che ti prendono per matta?

«Beh, capita, ma non importa. Ogni giorno prego per le persone che non hanno ancora incontrato la gioia di credere. Cercano un senso nelle cose, nello shopping, nelle avventure. Prego perché possano ricevere nella loro vita questo immenso regalo».

(Fonte: http://www.veronafedele.it)

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“Oso dire che forse ci sono tanti o più martiri adesso che nei primi tempi” (Papa Francesco)

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/08/2014

Papa Francesco 01

«Oso dire che forse ci sono tanti o più martiri adesso che nei primi tempi, perché a questa società mondana, a questa società un po’ tranquilla, che non vuole i problemi, dicono la verità, annunziano Gesù Cristo: ma c’è la pena di morte o il carcere per avere il Vangelo a casa, per insegnare il Catechismo, oggi, in alcune parti!

Mi diceva un cattolico di questi Paesi che loro non possono pregare insieme. È vietato! Soltanto si può pregare soli e nascosti.

Ma loro vogliono celebrare l’Eucaristia e come fanno? Fanno una festa di compleanno, fanno finta di celebrare il compleanno e lì fanno l’Eucaristia, prima della festa.

preghieraperlapace01E quando vedono che arrivano i poliziotti, subito nascondono tutto e continuano con la festa. Poi, quando se ne vanno, finiscono l’Eucaristia. Così devono fare, perché è vietato pregare insieme. Oggi.».

Lo dice Papa Francesco all’omelia della Messa quotidiana di Santa Marta dello scorso 4 Aprile.

A poco più di tre mesi dalle sue parole, sebbene giornali e telegiornali non diano loro il giusto risalto, arrivano comunque notizie di genocidi e intere popolazioni cristiane cacciate, trucidate, smembrate, sepolte vive, bambini decapitati. Il limite dell’orrore, giorno dopo giorno si spinge più in là, spostando l’asticella oltre il limite dell’umanamente sopportabile. Queste notizie arrivano, grazie a social network soprattutto, e fanno male al cuore.

Come ignorarle?

La Conferenza Episcopale Italiana, consapevole che Dio può fare più dell’uomo, ha indetto una giornata di preghiera, il prossimo 15 agosto, per i cristiani perseguitati, in concomitanza col viaggio del Santo Padre in Corea del Sud.

ACCOGLIAMO L’INVITO?

preghieraperlapace02“Si fermi il massacro in Iraq! (…) Non si fa la guerra in nome di Dio!” dice accorato il Pontefice alla Comunità internazionale.

Ma a noi…

“Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di unirsi alle mie preghiere per i cristiani iracheni e per tutte le comunità perseguitate” (Tweet dell’8 agosto)

“Le persone private della casa in Iraq dipendono da noi. Invito tutti a pregare e, quanti possono, ad offrire un aiuto concreto” (Tweet del 10 agosto)

“Una appello a tutte le famiglie: al momento della preghiera, ricordatevi di quanti sono costretti ad abbandonare le loro case in Iraq” (Tweet del 10 agosto)

ACCOGLIAMO L’INVITO?

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