FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘Santo Rosario’

«Gesù ha dato un grande potere a noi bambini, quello di vincere il male con la preghiera!»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/10/2018

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«Il Rosario, grande esorcismo sul mondo»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/01/2018

«Possiamo ben dire che sarebbe in errore chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa; Fatima non è finita! Fatima è ancora da compiersi, perché il Cuore Immacolato di Maria non ha ancora trionfato pienamente.» (…)

«Se Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della Verità, la scimmia di Dio, il demonio – che c’è, che è presenza personale e drammaticamente sempre operante – vuole esattamente il contrario!

Vuole, cioè, che tutti gli uomini siano dannati eternamente e rimangano nelle tenebre della menzogna.

Per tale ragione, la Beata Vergine Maria, per il nostro bene, ha mostrato chiaramente qui a Fatima, la possibilità reale della perdizione definitiva, del rifiuto definitivo di Dio e della Sua salvezza.

Ricordare questo non è fare terrorismo ma compiere un atto di misericordia, un atto d’amore. Potrebbe forse la santa Vergine pronunciare anche una sola parola che non sia di vibrante amore?

Se Cristo ha già sconfitto definitivamente il male e la morte, la Chiesa unita a Lui, ne prosegue l’opera di annuncio e di salvezza.

La preghiera e in particolare la preghiera del Rosario…, litanicamente e amorosamente ripetuta, è anch’essa un grande esorcismo sul mondo, un avvolgere in una rete d’amore gli uomini, i luoghi e la storia, lo spazio e il tempo, perché nulla si sottragga all’universale volontà salvifica di Dio e perché i cuori, plasmati dal benedetto nome di Maria, si aprano all’incontro con il Salvatore.

Anche in questo senso Fatima non è compiuta! Perché non è compiuta la missione della Chiesa, che vivrà fino alla fine dei secoli, in ogni circostanza storica e nonostante ogni avversità della cultura e del potere.

(Card. Mauro Piacenza, La Voce, n. 6/2017)

Collaboriamo anche noi

al trionfo del

Cuore Immacolato di Maria

pregando il Rosario?

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«Nella mia tasca porto sempre due cose…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/10/2017

 

«Vi racconto una confidenza.

Nella mia tasca, porto sempre due cose: un rosario per pregare e una cosa che può sembrare strana.

Cosa è questo? Questa è la storia del “fallimento” di Dio.

E’ una via Crucis, una piccola via Crucis e così come Gesù ha sofferto da quando è stato condannato a morte fino a quando è stato sepolto.
Con queste due cose, faccio del mio meglio. Ma grazie a queste due cose, non perdo la speranza.»

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Ci uniamo anche noi?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/10/2017

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“Non lo prego prima delle competizioni, lo prego normalmente, per me stessa, e ne ho sempre uno lì”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 11/08/2016

Simone_01Dietro a ogni medaglia d’oro delle olimpiadi, come dietro a ogni sconfitta c’è una storia di uomini e donne che lavorano duro, ognuno in base al proprio sistema di valori, per coltivare un sogno.

Simone Biles, americana, protagonista della madaglia d’oro a squadre nella ginnastica artistica è l’esempio vivente come, affidandosi a Dio e, con una grande e sana volontà, si può sovvertire il finale di una vita nata storta.

Recentemente l’US Magazine ha chiesto a Simone Biles di aprirci il suo borsone nella speranza di trovare la formula segreta del suo successo.

Sebbene la maggior parte del contenuto del borsone non fosse una sorpresa, il giornalista a un certo punto non ha potuto non notare un Rosario bianco che spuntava dal borsone dell’atleta.

Simone_15Simone ha subito spiegato: “La mia mamma Nellie me lo diede in chiesa. Non lo prego prima delle competizioni, lo prego normalmente, per me stessa, e ne ho sempre uno lì, in caso dovesse servire.

La fede è stata una costante nella vita piuttosto difficile della ginnasta. Simone è nata in Ohio da una madre che lottava droga, alcool e abusi, e a tre anni ne fu allontanata. Un’assistente sociale chiamò i nonni in Texas che l’accolsero volentieri e, alla fine adottarono Biles e la sua sorellina. “Certo”, risposero i nonni all’assistente socialke, “mandateci le bambine, non vogliamo che crescano con degli estranei”.

Simone ora chiama i nonni “mom and dad” e la domenica partecipa alla Messa insieme a loro.

A sei anni inizia un corso di ginnastica, mai smesso fino ad oggi. I genitori adottivi si accorsero subito del grande talento sportivo, come sottolineano nell’intervista al Washington Postha sempre amato rimbalzare sui mobili di casa tanto che Nellie si era effettivamente stancata di doverle ripetere sempre che le sedie non erano una palestra“.

Simone_02E’ durante le medie che iniziano gli allenamenti intensivi di almeno 32 ore settimanali. E’ allora che prende la decisione di studiare da casa in modo da essere libera per gli allenamenti.

E’ stata una scelta che la madre lasciò a lei dicendole: “Qualunque decisione prenderai, ti supporterò, ma sei tu a dover decidere, non posso essere io perché questo camberà davvero la tua vita.”

Dal momento in cui Simone si dedica interamente alla ginnastica artistica, i successi si susseguono l’uno dopo l’altro. Secondo il Washington Post, ha vinto gli ultimi quattro titoli degli Stati uniti, le ultime tre competizioni mondiali, 14 medaglie in competizioni mondiali di cui dieci d’oro, tutti record. Non ha perso una competizione dal 2013.

(Parte dell’articolo proviene dalla traduzione di http://aleteia.org/2016/08/07/simone-biles-is-busy-seeking-gold-but-still-manages-to-make-mass/)

Nadia Comaneci ai suoi tempi era considerata la perfezione (…) Adesso è il tempo di Simone: lei è assolutamente la migliore ginnasta del mondo.

 

 

 

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Rosario a Piazza San Pietro, tutti i giorni del Giubileo

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/10/2015

ROSARIODal sito ufficiale del Giubileo

Il modo più semplice e diretto con cui la pietà popolare ci ha insegnato ad invocare la misericordia di Dio attraverso l’intercessione della Vergine Maria è la pratica del Rosario.

Per questo, ogni sera dell’anno giubilare, con inizio alle ore 18,00 presso la statua di San Pietro, in Piazza San Pietro, si reciterà il Rosario animato da alcune Parrocchie di Roma, Istituti Religiosi e Confraternite.

Ci lasceremo guidare – come pellegrini – dal volto materno di colei che per prima ha sperimentato la misericordia del Padre “volgendosi all’umiltà della sua serva”.

Il Pensiero di questo Anno Santo sarà quindi rivolto, in modo del tutto particolare, alla Madre della Misericordia.

Per giungere alla tenerezza del Padre, passiamo per lo sguardo e l’amore materno di Maria.

Al numero 24 della Misericordiae Vultus il Papa dice: “Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne.

La Madre del Crocifisso Risorto è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore”.

Ci andremo in tanti vero? 😉

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“E se ti facessi la proposta indecente di… un Rosario insieme?”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/10/2015

Family_01Poco più di un anno fa mi sono ritrovato a fare una riflessione insieme a mia moglie, ovvero che la maggior parte dei nostri amici, molti dei quali non si conoscevano neanche tra di loro, sono persone di fede, legate, in un modo o nell’altro, alla Vergine Maria.

Da alcuni abbiamo ricevuto la testimonianza e l’annuncio di una fede mariana vissuta, altri hanno fatto esperienza di Maria che porta a Gesù per altre vie, qualcuno ha riscoperto la fede a Medjugorje, ma in un modo o nell’altro tutti i nostri amici erano e sono anche amici di Maria.

Ed è così che un giorno mi è venuta in mente la cosa più ovvia, che forse era talmente ovvia che in tanti anni nessuno di noi ci aveva mai pensato, e così ho inviato un messaggio whatsapp a tutti questi amici, che recitava pressappoco così:

Family_02“Ciao, siamo amici da anni, da anni condividiamo gioie e dolori della vita, gradevoli serate, magari una vacanza insieme. Sia noi che voi abbiamo sperimentato l’amicizia speciale con la Vergine, ma non abbiamo mai pregato un Rosario insieme. E se ti facessi la proposta indecente di un Rosario seguito da una bella cena tutti insieme?

Non abbiamo fatto altro che anteporre, a una delle nostre solite cene piene di risate e allegria, un Santo Rosario secondo le intenzioni della Santa Vergine.

La volta successiva abbiamo esteso l’invito a due colleghi anch’essi di spiritualità mariana e un’amica blogger cattolica, che si sono uniti a questa compagnia di amici a cui piace pregare e mangiar bene.

wpid-img_20140825_224923.jpgIn maniera spontanea, serena ma sorprendentemente entusiasmante, sperimentavamo la gioia di essere amici ma anche figli della stessa Madre. Si pregava e durante la cena ognuno condivideva la propria esperienza edificando tutti.

Dei nostri amici portavano anche i bambini, come sempre, e questi, interrompendo i loro giochi, con la stessa spontaneità con cui avevamo organizzato la serata, al quinto mistero si univano a noi, sedendosi per terra, pregando con un amore e una devozione che ogni volta ci insegnano quale sia il migliore atteggiamento nei confronti di Dio.

Ora stiamo continuando, con la benedizione del mio padre spirituale, probabilmente diventerà un incontro mensile, ma improntato a quella spontaneità che abbiamo sempre avuto e che tanto mi ricorda le riunioni dei primi cristiani.

Un Rosario, una cena in sana allegria, condivisione, una montagna di risate e… dove la Vergine Santa ci vorrà portare…

Avete anche voi amici con cui condividete la fede ma con i quali non vi siete mai ritrovati a pregare insieme?

Provate anche voi, basta poco, una casa, dei rosari, una bella cena… il resto lo farà il Signore, per le mani di Maria.

…E se poi ti va di condividere la tua esperienza col blog scrivimi pure a fermenticattolicivivi@gmail.com

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La preghiera del Rosario è più forte della bomba atomica!

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 12/05/2014

Padre Hubert Schiffer aveva 30 anni e lavorava nella parrocchia dell’Assunzione di Maria, a Hiroshima. Ha dato la sua testimonianza davanti a decine di migliaia di persone:

rosario01“Attorno a me c’era soltanto una luce abbagliante. Tutto a un tratto, tutto si riempì istantaneamente da una esplosione terribile. Sono stato scaraventato nell’aria. Poi si è fatto tutto buio, silenzio, niente. Mi sono trovato su una trave di legno spaccata, con la faccia verso il basso. Il sangue scorreva sulla guancia. Non ho visto niente, non ho sentito niente. Ho creduto di essere morto. Poi ho sentito la mia propria voce.

Questo è stato il più terribile di tutti quegli eventi. Mi ha fatto capire che ero ancora vivo e ho cominciato a rendermi conto che c’era stata una terribile catastrofe! Per un giorno intero i miei tre confratelli ed io siamo stati in questo inferno di fuoco, di fumo e radiazioni, finché siamo stati trovati ed aiutati da soccorritori. Tutti eravamo feriti, ma con la grazia di Dio siamo sopravvissuti”.

Nessuno sa spiegare con logica umana, perché questi quattro padri gesuiti furono i soli sopravvissuti entro un raggio di 1.500 metri. Per tutti gli esperti rimane un enigma, perché nessuno dei quattro padri è rimasto contaminato dalla radiazione atomica, e perché la loro casa, la casa parrocchiale, era ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno erano state distrutte e bruciate.

rosario02Anche i 200 medici americani e giapponesi che, secondo le loro stesse testimonianze,
hanno esaminato padre Schiffer, non hanno trovato nessuna spiegazione a perché mai, dopo 33 anni dallo scoppio, il padre non soffriva nessuna conseguenza dell’esplosione atomica e continuava a vivere in buona salute.

Perplessi, hanno avuto tutti sempre la stessa risposta alle tante loro domande: “Come missionari abbiamo voluto vivere nel nostro paese il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Rosario.” Ecco il messaggio pieno di speranza di Hiroshima: La preghiera del Rosario è più forte della bomba atomica! Oggi, nel centro della città ricostruita di Hiroshima, si trova una chiesa dedicata alla Madonna. Le 15 vetrate mostrano i 15 misteri del Rosario, che si prega in questa chiesa giorno e notte.

Un altro racconto di padre Schiffer aggiunge che avevano appena finito di dire Messa, e si erano recati a fare colazione, quando la bomba cadde:

“Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l’aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l’aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d’autunno.”

Quando riaprì gli occhi, egli, guardandosi intorno, vide che non vi erano più edifici in piedi, fatta eccezione per la casa parrocchiale. Tutti gli altri in un raggio di circa 1,5 chilometri, si racconta, morirono immediatamente, e quelli più distanti morirono in pochi giorni per le radiazioni gamma.

rosario03Tuttavia, il solo danno fisico che padre Schiffer accusò, fu quello di sentire alcuni pezzi di vetro dietro il collo. Dopo la resa del Giappone, i medici dell’esercito americano gli spiegarono che il suo corpo avrebbe potuto iniziare a deteriorarsi a causa delle radiazioni. Con stupore dei medici, il corpo di padre Schiffer sembrava non contenere radiazioni o effetti dannosi della bomba.

In realtà, egli visse per altri 33 anni in buona salute, e partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976. In quella data, tutti gli otto membri della comunità dei Gesuiti di Hiroshima erano ancora in vita.

Questi sono i nomi degli altri sacerdoti gesuiti che sopravvissero all’esplosione: Fr. Hugo Lassalle, Fr. Kleinsorge, Fr. Cieslik.

Un miracolo simile avvenne anche a Nagasaki, dove un convento francescano – “Mugenzai no Sono” (“Giardino dell’Immacolata”) – fondato da San Massimiliano Kolbe rimase illeso come a Hiroshima. Dal giorno in cui le bombe caddero, i gesuiti superstiti furono esaminati più di 200 volte dagli scienziati senza giungere ad alcuna conclusione, se non che la sopravvivenza degli otto gesuiti all’esplosione fu un evento inspiegabile per la scienza umana.

Fonte: http://www.novena.it/miracolo_santo_rosario/miracolo_Hiroshima.htm

Sumita02
<<Cari figli! Oggi come mai prima vi invito alla preghiera. La vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e vuole distruggere non solo le vite umane, ma anche la natura e il pianeta su cui vivete. Perciò, cari figli, pregate per proteggervi attraverso la preghiera con la benedizione di Dio della pace. Dio mi ha mandato tra voi perché vi aiuti. Se volete, accogliete il Rosario! Già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nelle vostre vite. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché non tradirete la mia presenza qui e grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.>> (Messaggio di Medjugorje del 25 gennaio 1991)

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“Credo con forza che Gesù sia l’unico Dio e voglio testimoniare Cristo nella mia vita”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 22/04/2014

Sumita01Sumita una giovane donna indiana e la fede in Cristo scoperta grazie a un rosario

Mumbai (AsiaNews) – Un piccolo rosario trovato dentro casa: inizia così la conversione al cattolicesimo di Sumita Jagatap, indù e praticante in uno studio legale di Mumbai. Figlia di madre indù e padre buddista, la donna vive da sempre rapporti conflittuali, dentro e fuori la propria famiglia: la diversa religione è spesso motivo di scontri e litigi tra i genitori, che hanno ripercussioni anche sui figli. Sumita cresce inquieta, senza veri punti di riferimenti, e porta queste insicurezze anche nel proprio matrimonio, che durerà appena sette giorni.

“Nel 2004 – ricorda Sumita ad AsiaNews – mia madre diventa seguace del famoso guru indù Swamiji e partecipa a ogni suo raduno, nella speranza di portare la pace nella nostra famiglia. Sono sempre stata molto legata a lei, così l’ho seguita e sono diventata anch’io un’adepta di Swamiji. Ma tutto è rimasto come prima”. Nel 2006, la madre muore all’improvviso durante un incontro a Kulu (Himanachal Pradesh). “La sua morte – spiega – mi fece perdere la fede e da quel momento ho subito dolori e sofferenze di ogni tipo”.

Sumita02Nel 2010, Sumita si sposa, ma rompe il matrimonio dopo appena sette giorni per “ingiustizie” provocate dal marito, di cui preferisce non parlare. Torna dal padre, che vive a Mulund con il figlio più grande e la moglie di questo, ma la situazione peggiora di giorno in giorno. Decide di andare a vivere da sola, sfinita dalle continue angherie inflitte dal fratello e dalla cognata: il 18 dicembre dello stesso anno si trasferisce a Mira Road, per iniziare una nuova vita.

Se pensavo al mio futuro – racconta – vedevo solo oscurità. Cercavo un aiuto in qualunque cosa, l’astrologia, il vastu shastra [“scienza delle costruzioni”, studia come le leggi della natura influenzano le abitazioni, ndr], ma nulla aveva risolto i miei problemi”. Intanto, l’avvocato che dibatteva la sua causa di separazione inizia a parlarle di Gesù e di Dio, invitandola ad andare a messa con lui. “Ero un indù, per lungo tempo avevo seguito il mio guru, non avevo mai letto nulla su Cristo”.

Sumita03A marzo 2011, continua, “è Gesù stesso a rivelarsi a me, portandomi un piccolo rosario nella mia casa di Mira Road”. In un primo momento, ricorda, “non avevo idea di come fosse arrivato lì. Pensai che erano stati i piccioni, che spesso si fermavano fuori dalle mie finestre”. Sumita racconta del rosario a un’amica, Rupali Joseph, un’ex indù convertitasi al cattolicesimo. “Mi spiegò l’importanza del rosario nella vita dei cristiani e mi portò a casa sua, dove la sua famiglia pregò Gesù per me. Narrai la mia storia ai suoi suoceri, che per uno strano caso si chiamano Maria e Giuseppe“.

I due cristiani introducono Sumita al cristianesimo, e la portano con loro a diversi ritiri spirituali. “Dopo aver partecipato a questi raduni e aver ascoltato la Parola di Dio, ho sentito avvenire un grande cambiamento dentro di me. Credo che il Signore abbia sanato tutte le mie ferite e benedetto i miei peccati, donandomi la preghiera, l’amore e la misericordia per gli altri, oltre alla forza di perdonare quanti mi hanno fatto del male”. Nel luglio 2012 ha iniziato il cammino di catecumenato, per ricevere il battesimo e convertirsi al cattolicesimo. “Credo con forza che Gesù sia l’unico Dio e voglio testimoniare Cristo nella mia vita. Il mio lavoro procede bene nella grazia di Cristo e sono riuscita a riconciliarmi con la mia famiglia, perché ho compreso il vero significato della confessione e del perdono”.

(Fonte: http://www.asianews.it/)

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Perché il Rosario?

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 04/10/2013

Ottobre è il mese delle Missioni, ma è anche il mese del Santo Rosario, una delle preghiere a cui sono più legato, qui racconto come l’ho scoperto e cosa significhi per me.

Spesso mi sento dire: “Il Rosario, perché?”

Ho trovato un bel video che ne fornisce almeno 50… Sperando che ci sia anche il vostro personale perché.

  1. Perché c’è sempre un buon momento per cominciare.
  2. Perché non l’ho mai fatto.
  3. Perché c’è molta gente che soffre.
  4. Perché mi ricordo della mia famiglia.
  5. Perché sono più di cinquecento anni che lo facciamo.
  6. Perché ora è più facile.
  7. Perché il mondo ha bisogno di pace.
  8. Perché lo facciamo in casa.
  9. Perché l’ho imparato da bambino.
  10. Perché non ho paura.
  11. Perché sono solo cinquanta.
  12. Perché mia nonna è malata.
  13. Perché voglio passare gli esami.
  14. Perché sono triste.
  15. Perché sono stanco.
  16. Perché voglio aiutare gli altri.
  17. Perché lo fanno per me.
  18. Perché no?
  19. Perché è molto semplice.
  20. Perché mi dà forza.
  21. Perché lo posso fare da solo.
  22. Perché è più facile in due.
  23. Perché lo tengo fra le mani.
  24. Perché lo posso fare in qualsiasi momento.
  25. Perché è Maggio [o Ottobre].
  26. Perché sono innamorato.
  27. Perché sono innamorata.
  28. Perché unisce.
  29. Perché i miei amici ci contano.
  30. Perché non m’importa ciò che dice la gente.
  31. Perché ho bisogno di aiuto.
  32. Perché ne ho veramente bisogno.
  33. Perché rende facile il difficile.
  34. Perché mi fa essere migliore.
  35. Perché le cose possono migliorare.
  36. Perché non voglio smettere di farlo.
  37. Perché mi piace dire cose lusinghiere.
  38. Perché mi piace ringraziare.
  39. Perché confido in lei.
  40. Perché ce lo ha chiesto.
  41. Perché mi piace.
  42. Perché mi appassiona la vita.
  43. Perché adorerei guardarla negli occhi!
  44. Perché è la più bella del mondo.
  45. Perché mi piace sognare.
  46. Perché le voglio molto bene.
  47. Perché è sempre qui quando ne hai bisogno.
  48. Perché se lo merita.
  49. Perché è la Madre di Dio.
  50. Perché è mia madre

E il tuo perché?

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