FERMENTI CATTOLICI VIVI

"Andate controcorrente. Di quanti messaggi, soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici!" Benedetto XVI

Posts Tagged ‘guarigione’

«L’adorazione eucaristica è la vera fonte di guarigione. Se non lo diciamo la gente si rivolgerà al New Age»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 05/09/2017

Da un’intervista a padre Ghislain Roy, sacerdote del Québec, della Società di Jean Marie Vianney, attivo nel movimento carismatico in numerosi Paesi del mondo tra cui, nelle ultime settimane, il Cile.

«Nella parrocchia dove mi trovo, a Bauceville in Canada, c’è una cappella per l’adorazione eucaristica perpetua, con più di duecento persone che si danno il turno giorno e notte, tutte le settimane.

Sono loro che testimoniano liberazioni, guarigioni, soluzione di problemi fra le coppie, guarigioni dei cuori, di giovani che vivevano grandi difficoltà.

Qualcuno è stato liberato da pensieri di suicidio.

Una signora con un tumore è venuta a chiedermi un consiglio e io le ho risposto: “Vada di fronte a Gesù nel Santissimo Sacramento per essere guarita”.

Se noi non proponiamo questo, la gente cercherà la propria guarigione nel New Age, nel reiki, nello yoga, quando la Chiesa ha tutto ciò di cui hanno bisogno.

Siamo noi che lo dobbiamo proporre e che dobbiamo convertirci in adoratori.

Se non sono uno che fa adorazione, sarà molto difficile parlare di tutto ciò e convincere gli altri».

(Fonte: http://www.iltimone.org/30773,News.html#)

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«Sosto davanti a un Tu speciale…»

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/06/2017

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Un cuore alla volta

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 29/09/2015

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Strinsi la sua mano, e accarezzai dolcemente i suoi capelli. E fattomi coraggio, le rubai un bacio sulla guancia.E quando alla fine lei mi sorrise, pensai di essere un ragazzo incredibilmente fortunato.

Tracy è ancora una giovane donna, ma la sua testa è ripiegata all’indietro, un rivoletto di bava cola da un lato della sua bocca e il suo volto è privo di espressione. Non parla né si muove da sola.

Una volta ogni tanto qualcuno le deve cambiare la posizione della testa, delle braccia, delle gambe, o comincerà a sentire dolore, sebbene il dottore le dia degli antidolorifici.

La mano che stringo è piccola per la sua età, e contorta. I suoi arti sono incredibilmente magri, contorti e più corti del normale e deve essere legata in una speciale sedia a rotelle.

Non mangia allo stesso modo in cui lo facciamo tu ed io, lei è nutrita da un tubo attaccato al suo addome. Qualcuno direbbe che è un vegetale. Io no! Perché lei si chiama Tracy.

E c’è una cosa che Tracy sa fare proprio bene, sorridere. E il suo sorriso ti toglie il fiato. Vedi? Lei sorride quando c’è qualcosa che le piace. E’il suo unico modo di comunicare.

Allora io scherzosamente le faccio un grattino sulla nuca e le sussurro all’orecchio: “Tracy ti piace? Sorridi se ti piace!” – Lei lo fa ed è così dolce che ti innamori di lei un un attimo.

Le tolgo la saliva col suo bavaglino e continuo a tenerle la mano per il resto della giornata.

02La mattina successiva la vado a trovare di nuovo. Non riesco ad andarmene.

Lo devo ammettere, i giorni passati con lei sono stati i più improduttivi della mia vita: nessun articolo scritto, nessuna canzone composta, nessuna riunione tenuta, nessun libro letto, nessuna attività pianificata…

Tutto ciò che ho fatto è stato stringere la sua mano, e permettere di essere amato con un sorriso. Ma che pace che ho provato! E ho capito il perché: sono stato profondamente trasformato dal potere di questa ragazza – quella che non poteva muovere nemmeno un dito…

Tracy ha addestrato il mio spirito ad amare bene. Mi ha addestrato ad amare una persona, un volto, un cuore alla volta.

E mi ha addestrato a trovare l’amore nel più insospettabile dei posti. Persino la sua memoria mi parla, chiedendomi di rallentare se voglio veramente amare.

Me l’immagino, e lei sorride.

Tracy mi dice continuamente che ho sempre una scelta. Posso rendere la vita bellissima.

(Da uno scritto di Bo Sanchez, insegnante di Manila, tradotto da “Magnificat, September 2015, Vol 178, N. 7)

D’altro canto, non ci aveva già pensato Gesù a capovolgere tutto?

“Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande” (Luca 9,48)

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“Non so cosa mi sia successo però che da quel momento ho iniziato ad avere una gioia intensa”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 21/03/2015

Paola_Toeschi_01Paola Toeschi, attrice e moglie di Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh, racconta la sua malattia e l’esperienza di Medjugorje.

Dal buco nero della malattia alla speranza della guarigione ritrovata anche grazie alla fede e a una visita a Medjugorje. È la storia di Paola Toeschi Battaglia, 45 anni, borgomanerese, attrice e moglie di Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh. Ha raccontato la sua «quasi conversione» in un libro appena uscito per le edizioni Piemme, «Più forte del male».

Anni di attività e successi nel mondo del cinema e della pubblicità, il matrimonio con Dodi, la nascita di Sofia e, all’improvviso, la malattia. «Era ottobre 2010. Fino alla sera prima stavo bene, il mattino dopo la crisi e la diagnosi: tumore al cervello. Il mondo ti cade addosso».

Paola_Toeschi_02Paola subisce interventi chirurgici e affronta cicli di terapie: «Pensavo a mia figlia, che era piccolina e sarebbe rimasta sola, e mi chiedevo perché fosse capitato a me. Non ero una credente, o meglio avevo una fede superficiale. Poi un giorno, dopo l’intervento, leggo il libro di uno psichiatra francese, David Servan-Schreiber, che consigliava la preghiera come strumento terapeutico: scandisce il tuo respiro, ti aiuta a tranquillizzarti.

E’ quello che ho fatto, in modo molto banale, mi aiutava a stare meglio. Poi chiedevo l’aiuto dei santi, anzi, siccome pensavo che i santi importanti fossero troppo impegnati, pregavo don Domenico Masi, fondatore della scuola materna frequentata da mia figlia».

E’ Dodi, il marito, a presentarle un amico che era stato a Medjugorje e stava organizzando un pellegrinaggio: «Ci sono andata la prima volta nel giugno del 2013, non so cosa mi sia successo. So però che da quel momento ho iniziato ad avere una gioia intensa, quel luogo mi ha trasmesso un’energia enorme. Ho iniziato a pregare, a ringraziare la Madonna per il regalo che mi aveva dato. Ho ringraziato per la malattia, perché se non ci fosse stata non avrei potuto avere questa esperienza».

Non è guarita completamente dal punto di vista fisico; deve continuare a tenere sotto controllo i residui tumorali, «ma sono totalmente guarita sotto il profilo spirituale, è cambiata la mia mentalità, ormai non ho più nessun timore». A Medjugorje Paola torna due volte l’anno, venerdì ha presentato il libro a «La vita in diretta» e conta di farlo presto anche a Borgomanero: «Lì vive mia mamma e a Pasqua andiamo tutti a trovarla per stare in famiglia, spero di potere raccontare anche ai miei concittadini questa mia avventura meravigliosa».

 

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Ho sentito una bellissima voce di una donna giovane che mi diceva: “Non avere paura!”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 28/02/2015

Antonietta Raco racconta la sua guarigione dalla Sclerosi Laterale Primaria, una variante della SLA, dopo un pellegrinaggio a Lourdes. I medici non avevano mai visto nulla di simile.

Antonietta_01

Credo che la mia fede mi abbia aiutata molto.

Non ho mai rinunciato alla santa Messa e alla catechesi di don Enzo, queste erano le mie uscite.

Davanti alla grotta ho ringraziato la Madonna per questo viaggio e ho detto se mi poteva dare la pace, la serenità, la forza per affrontare tutto quello che mi stava accadendo (…) e in particolare avevo chiesto la guarigione di una bimba del nostro paese gravemente ammalata.

[Nelle piscine] abbiamo detto una preghiera e proprio in quel momento mi sento un abbraccio. Lì per lì ho pensavo che era una volontaria, ma le Antonietta_02mani le aveva alle mie gambe, le altre erano qua, e in quella frazione di momento ho sentito una bellissima voce, una bellissima voce di una donna giovane che mi diceva: “Non avere paura!” … nel frattempo, dentro alla vasca, dolori atroci alle gambe…

A casa ho risentito quella voce: “Ma diglielo diglielo, chiamalo, chiamalo!”… Ho camminato, mi son fermata, ho fatto due giravolte, mio marito ha cercato di venirmi incontro… Camminavo in giro per casa senza stampelle, sentivo il pavimento sotto ai piedi… L’ ho capito veramente quello che era successo.

I medici non avevano mai visto nulla di simile.

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“Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 23/02/2015

Andrea_01Andrea De Luca, ventunenne di Castellammare di Stabia, ha raccontato di quando, all’età di tredici anni, fu colpito dal morbo di Perthes, malattia rara che porta allo sfaldamento della testa del femore e dell’anca, causando dolori insopportabili, la paralisi e il ‘crollo’ della spina dorsale.

«Ero affetto da tre anni da questa malattia ed ero stanco per i dolori che dovevo sopportare – ha proseguito Andrea – Poi, a Medjugorje, ho potuto abbandonare la sedia a rotelle».

I medici che lo avevano in cura, il prof. Anastasio Tricarico, docente di Ortopedia e traumatologia della II Università di Napoli e il dottor Pasquale Guida, ortopedico del Santobono di Napoli, presenti al lancio del libro di Brosio, hanno attestato di persona lo «spappolamento dell’osso» ma anche la sua inspiegabile «saldatura», al ritorno dell’ammalato da Medjugorje.

Un racconto impressionante, con la proiezione delle radiografie del «prima e dopo» l’evento prodigioso, con la ricomposizione dei pezzi d’ossa che prima si presentavano spezzati e mancanti.

Gianni Improta, ex calciatore del Napoli ed ex allenatore della Juve Stabia, ha donato ad Andrea una maglia gialloblù, la squadra in cui il giovane militava prima che la malattia lo paralizzasse.

(Fonte: http://www.solonotizie24.it/wip/2014/03/12/miracolato-a-medjugorje-riceve-la-maglia-della-juve-stabia-da-improta-2/18798)

Andrea_02DALLE GIOVANILI ALLA MALATTIA FINO AL VIAGGIO A MEDJUGORJE E ALL’IMPROVVISA GUARIGIONE

Come si svolge la vita quotidiana di una persona che ha ricevuto un miracolo? Quella di tutti i giorni, dal rapporto con gli amici alle difficoltà di ordine pratico. «Sai che Lui è accanto a te e puoi fare affidamento in tutto, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Il mio compito è raccontare quanto è accaduto, essere apostolo e portare la luce come ho sentito una voce dirmi sul pullman di ritorno a Castellammare».

E così il giorno più brutto della vita di Andrea De Luca, l’1 novembre del 2006, diventa «il più bello, quello che mi ha cambiato l’esistenza».

Sognava di essere un calciatore professionista con la Juve Stabia. Al Romeo Menti allenamento dei giovanissimi regionali prima delle convocazioni. Sotto la curva sud San Marco, Andrea, allora tredicenne, si blocca. «Mi passarono anche il pallone – racconta – ma non riuscii a stopparlo, mi superò. Ero come una statua. Un dolore lancinante che partiva dalla coscia e prendeva la schiena».

Era il morbo di Perthes, una malattia degenerativa della testa del femore che colpisce in età infantile. Arriva ad essere invalidante il che significa stampelle prima, sedia a rotelle poi… comincia il giro d’Italia degli ospedali.

L’essere in età di sviluppo complica le cose. Il dramma della paralisi si manifesta progressivamente nel 2008. Medjugorje è un viaggio fatto più per tacitare parenti e amici che per convinzione. Ed invece Medjugorje diventerà la vita che cambia.

wpid-slavko05.jpgLa collina del Podbrdo è un calvario. In salita si spezza una stampella, in discesa si rompe l’altra. «Non capimmo che era un primo segnale».

Domenica 20 settembre 2009 non è un giorno qualsiasi. Un vialetto buio accanto all’albergo porta ad un giardinetto con una statua della Madonna. «Ero solo. D’improvviso il volto della statua si illumina come se un faro potente proiettasse un fascio di luce bianco, intenso, molto forte. Sono rimasto senza parole. Mi sono girato e c’erano Emanuela, una amica conosciuta durante il viaggio, papà, mamma. Ho chiesto conforto, hanno visto anche loro».

Quel fascio di luce fa il miracolo, perfora, tocca il femore, colpisce il cuore.

La vita è cambiata.

La scienza ne prende atto.

I miglioramenti sono costanti.

Il 22 Andrea torna a Castellammare, il 25 corre sul lungomare, qualche mese dopo una partita a calcetto.

«Non ho più niente, solo la certezza che Lui è accanto a me».

Sabato Andrea sarà al Menti, premiato da Gianni Improta, dg della Juve Stabia che ieri gli ha regalato la maglia con il suo nome.

«Le gambe mi tremano per il regalo e per l’idea di tornare allo stadio».

La storia di Andrea è una delle tante presenti in “Raggi di luce”, il libro nato da un’inchiesta giornalistica di Paolo Brosio, presentato ieri a palazzo Alabardieri, nel quale si raccontano, attraverso prove documentali, le storie di miracoli, guarigioni, santi e luoghi dedicati a Maria. Vicende diventate testimonianze di fede quotidiane.

(Fonte: http://medjugorjetuttiigiorni.blogspot.it/)

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“Trovi tutto in un posto dove non c’è nulla”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 31/01/2015

Med03Un ex bancario oggi sessantanovenne, in perfetta salute da quattro anni dopo aver iniziato a pregare e dopo un viaggio a Medjugorje, racconta al quotidiano “La Nazione” la sua malattia invalidante e progressiva e la guarigione straordinaria avvenuta nel paesino bosniaco.

«SONO NATO a San Marcello Pistoiese – racconta – ma da 40 anni vivo a Livorno nel quartiere Fabbricotti, ero un bancario. Oggi faccio il consulente tributario. Una decina di annifa a Pisa mi hanno diagnosticato la Sindrome di Ménière, diagnosi che hanno poi confermato a Livorno. E’ una malattia terribile sembra di precipitare da una scala a chiocciola. Le mie crisi erano frequenti, poi frequentissime. I medici mi avevano spiegato che con il tempo la situazione sarebbe peggiorata fino a diventare invalido e stavo facendo domanda per l’invalidità quando ho deciso di andare da Luca Mastrosimone un otorino molto bravo. Oggi penso che quell’incontro sia stato il primo segno di cosa stava per accadere».

Perché?

«Perché tramite lui ho conosciuto padre Nike, da tempo non entravo in chiesa, ma quando sono entrato alla Rosa ho sentito che avevo voglia di tornarci. E con mia moglie siamo venuti a senitire la testimonianza su Medjugorie della veggente Jelena. Ecco in quel momento ho sentito che nel mio cuore, nella mia anima stava accadendo qualcosa e ho sentito il desiderio di pregare. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Ho cominciato a stare meglio. E ho deciso di andare a Medjugorie con mia moglie ma qualcosa era già successo. Una delle mie figlie non poteva avere figli. Oggi ne ha due un maschio ed una femmina. Quando sono andato sulla collina a Medjgorie l’esperienza si è fatta fortissima. Trovi tutto in un posto dove non c’era nulla».

Ora come sta?

Medjugorje«A distanza di quattro anni non ho mai più avuto una crisi. Sa la mia malattia non è un tumore che si vede con un esame. La realtà è questa non più avuto una crisi. Il medico non ha potuto fare altro che prenderne atto. Frequento la parrocchia di Santa Rosa e prego».

Questa esperienza come le ha cambiato la vita?

«Molto. Mi chiedo perché è successo a me: la risposta non ce l’ho».

Graziano – nome di fantasia in quanto vuole mantenere l’anonimato – non lo dice, ma oggi da consulente tributario davanti a clienti in difficoltà lavora gratuitamente.

(Fonte: http://www.lanazione.it/livorno/guarito-medjugorje-padre-nike-1.620603 articolo di Maria Nudi)

 

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“Andare a Medjugorje? Ne avevo sentito parlare e la consideravo una truffa pubblicitaria”

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 08/11/2014

Marco. Sesso, alcool, droga, Medjugorje e la nuova vita in Dio.

38 minuti e 29 secondi.

Tanto dura questo video.

Prendeteveli, ne varrà la pena.

Prendetevi 38 minuti e 29 secondi per ascoltare questa testimonianza forte, autentica di un giovane uomo che le ha provate davvero tutte e che a Medjugorje, con delle dinamiche che solo una Madre può mettere in pratica, ha incontrato Dio e ritrovato la pace.

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A Medjugorje la gente continua a convertirsi, e a guarire…

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 20/09/2014

gigliola_candian_01Da qualche giorno gira nel web la notizia di una donna veneta guarita dalla sclerosi multipla dopo essere stata a in pellegrinaggio a Medjugorje.

Questa la notizia:

Malata di sclerosi torna a camminare: “Miracolata a Medjugore”

La notizia sta già facendo il giro del web, la protagonista è una 48enne di Fossò e la parola utilizzata è quasi sempre la stessa: “Miracolo”. Naturalmente ora gli approfondimenti medici faranno la loro parte, ma la storia sta suscitando davvero grande clamore. Gigliola, una donna di Fossò, ha raccontata di essere guarita dalla sclerosi multipla dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. Come riporta Il Gazzettino, la 48enne ha raccontato di aver sentito un gran caldo alle gambe per poi vedere una forte luce davanti a sé. “Da quel momento ho realizzato che potevo camminare” ha spiegato la donna, ancora incredula.

gigliola_candian_02Sarebbe successo tutto lo scorso sabato, quando la donna si è recata per un nuovo viaggio (altri ne aveva già fatti in passato) nella piccola località bosniaca che dal 1981 è divenuta meta per migliaia di fedeli dopo la presunta apparizione della Madonna a sei piccoli veggenti del posto. La donna di Fossò è malata di sclerosi multipla da oltre dieci anni e da dicembre 2013 era costretta in una sedia a rotelle. Stava assistendo alla liturgia quando, a un certo punto, sotto gli occhi della figlia è riuscita ad alzarsi e camminare da sola.

Prima ovviamente molto lentamente, poi acquisendo più sicurezza, sempre tenendo conto della mancanza di muscolatura alle gambe. E’ tornata a Fossò in pullman, incredula, senza più usare la carrozzina. Negli ultimi giorni ha camminato da sola per la casa, ha fatto delle piccole passeggiate in giardino e si fa aiutare da un deambulatore per migliorare giorno dopo giorno. Effetto delle cure o guarigione davvero miracolosa? Una risposta ovviamente non c’è, visite specialistiche sono in programma nei prossimi giorni

gigliola_candian_03Fonte: http://www.veneziatoday.it/cronaca/malata-sclerosi-miracolata-medjugore.html

Che stia migliorando per le cure (cosa poco probabile perché purtroppo ancora non ce ne sono che provochino tali repentini miglioramenti), o per l’intercessione della Regina della Pace, è l’ennesimo segno che lì il Cielo si è aperto un varco, da più di tre decenni.

Lì milioni di persone (tra cui il sottoscritto), hanno sperimentato che Dio è vivo, trovando pace e gioia, quella pace e quella gioia che mi hanno toccato il cuore dove e come nessuno è mai riuscito…

Gigliola non è andata a chiedere la guarigione a Medjugorje, perché lì aveva già trovato la Pace. Questo è il vero miracolo di quella terra benedetta e, se talvolta il Cielo decide di dare una mano in più a questa nostra natura malata, perché non gioirne, ringraziandolo col cuore contento?

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Ho supplicato la Madonna di diventare il genitore dei miei figli perché ero un fallito

Posted by fermenticattolicivivi@gmail.com su 17/08/2014

Nancy e Patrick, miliardari canadesi una volta lontani da Dio, ora vivono a Medjugore raccontando instancabilmente come la Regina della Pace abbia riordinato la loro vita familiare disastrosa. Avevano tutto, ricchezza, successo, ma quattro figli infelici…

Una testimonianza forte la loro, vera e coraggiosa, un esempio percorribile per tutte quelle persone che vivono croci familiari più forti di loro…

Buona visione.

Per sposarmi in chiesa ho dovuto fare delle promesse, promisi di andare a Messa, di confessarmi regolarmente, di crescere i miei figli cattolici, e così feci. Nancy così, era contenta. Ricevetti anche un bel certificato di matrimonio che eravamo sposati inchiesa. Ma la settimana dopo già rompevo tutte le mie promesse…

Niente mi toccava, fino a quando il fratello di Nancy ci ha mandato un pacchetto. Erano i messaggi di un posto che si chiama Medjugorje dove dei ragazzi dicevano di vedere la Madonna. Mi dissi che non poteva essere possibile. Dissi a Nancy che se quelli erano messaggi erano per lei. Nancy ha rimesso questi messaggi nelle mie mani dicendo: ecco marito pagano, buttalo via tu, così sarà sulla tua coscienza.

Mi ha detto marito pagano? Mia coscienza? Ho aperto il libricino per vedere cosa sarebbe stato sulla mia coscienza e ho letto un messaggio: “Vi chiamo alla vostra conversione PER L’ULTIMA VOLTA”. No so che è successo. Il mio cuore è stato colpito e lacrime hanno cominciato a cadere senza fermarsi…

Ho creduto ai messaggi subito. Non so perché, ma ho saputo chiaramente che questo messaggio fosse per me. Più leggevo i messaggi, più mi innamoravo della Madre di Dio.

Mio figlio minore era stato espulso dalla scuola per spaccio di droga. Tornato a casa coi capelli rasta mi disse: è la mia vita lasciamo fare quello che voglio. Il Preside mi diceva che il problema di questi figli era di essere cresciuti con troppi soldi.

Suo fratello giocava a rugby. Tornava sempre ubriaco. Che potevo fare con un figlio grande alto così?

La terza figlia si sposò a 17 anni, divorziò a 19 Risposata a 21, divorziata a 24. Ma che fai? – le chiesi – Lei mi ha guardato e ha risposto: e che cosa hai fatto tu papà? Questo ho insegnato io ai miei figli…

La loro vita era il frutto di una vita senza Dio, senza Chiesa, solo coi soldi. Droghe, alcol, divorzi, per i miei figli. E io con un libro di messaggi. Ho creduto. Come può un libretto di messaggi cambiare una vita così? Non ne ho idea.

Ho detto a Nancy. Non possiamo fare niente coi figli, andiamo a questo incontro mariano. Alla Messa il sacerdote disse: Chiedo a ognuno di voi di fare qualcosa di speciale. Stasera chiedo a ognuno di voi di consacrare i vostri figli al Cuore Immacolato di Maria.

Dissi: Nancy! Consacrare i figli! Questa è la risposta giusta! Ma non sapevo come fare. Il sacerdote insisteva. Consacrate i vostri figli adesso. Allora mi sono alzato, ho steso le mani davanti alla statua della Madonna e ho detto: Santa Madre di Dio io ti supplico: Prendi tu i miei figli, diventa tu per i miei figli il genitore che io non sono mai stato.

Non ho mai pregato coi miei figli, non li ho neanche battezzati e guarda che cosa è successo, Hanno avuto ogni cosa materiale, ma la loro vita era un disastro perché mancava la cosa puiù importante, la santa fede cattolica.

Ho supplicato la Madonna di diventare il genitore dei miei figli perché ero un fallito.

Non potevo fermare la droga, l’alcool, i divorzi, ho detto: santa Madre, salvali tu.

Il messaggio principale della Madonna è questo: il Rosario. La Madonna ha detto: se voi pregate il santo Rosario insieme ogni giorno, vi mostrerò miracoli nella vostra famiglia. Ho detto: Nancy, che cosa abbiamo da perdere? Ho creduto ai messaggi della Madre di Dio. Prima non avevo mai pregato il santo Rosario. Nancy, iniziamo. Ho scoperto che la preghiera era una decisione, la mia decisione.

Ho scoperto che la Madonna ci dà cinque messaggi principali a Medjugorje.

Il secondo messaggio dove la Madonna dice: andate alla Santa Messa, almeno ogni domenica. Pensate a questo marito che non aveva mai detto una preghiera nella sua vita invitava la moglie a pregare il Rosario ogni giorno e ad andare a Messa.

Io ho creduto a questi messaggi.

Nel terzo messaggio ho scoperto che la Madonna dice: non potete iniziare la vostra conversione senza confessione. Non mi confessavo da 30 anni. Ho vissuto nel peccato mortale quasi tutta la mia vita. Ero cattolico! Mi confessai dicendo tutto al sacerdote. Matrimonio, divorzio, adulteri, matrimonio, divorzio, adulteri, le mie mancanze coi figli, alcool, droga nella vita dei miei figli, una vita del tutto fuori di testa. Il prete ha detto – IO TI ASSOLVO – se questo non è il regalo più grande del mondo, non so che cosa sia.

Nancy e Patrick ora vivono a Medjugorje. Il figlio più giovane che era drogato ora collabora con le suore di don Bosco, il figlio alcolizzato è pompiere, Sono sposati con due bellissimi figli ciascuno, la figlia che da dieci anno non dava notizie ai genitori, nel 2012 ha accettato di trascorrere una settimana coi genitori a Medjugorje.

Dice Nancy: La Madonna ha promesso: Se voi consacrate i vostri figli al mio Cuore Immacolato, saranno salvati! E noi lo abbiamo creduto.

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